IL BUON VIVERE E I DIRITTI DELLA MADRE TERRA

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IL BUON VIVERE E I DIRITTI DELLA MADRE TERRA La storia dell’umanità è segnata da lotte continue per i diritti a una vita libera e giusta, fraterna, con equità sociale, di genere, di razze, di età, basata sulla reciprocità; una vita sana, generosa, comunitaria, rispettosa e in armonia con i cicli della Natura e il Cosmo, poiché questi sono i … Continue reading

BABAJI

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BABAJI E IL MISTERO DEI MAESTRI IMMORTALI DELL’HIMALAYA di Francesco Lamendola Da tempi immemorabili le popolazioni indiane e nepalesi che vivono nelle solitarie vallate pre-himalayane parlano di santi uomini che vivono ad alta quota, in perfetta solitudine, dediti alla meditazione e alla preghiera. Non hanno fuoco per scaldarsi nelle gelide notti, anzi sono soliti fare il bagno nelle acque freddissime … Continue reading

SUE AUSTIN

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SUE AUSTIN NUOTARE NEGLI ABISSI CON LA SEDIA A ROTELLE Ha modificato la sua sedia a rotelle in modo da poterla utilizzare sott’acqua. Due motori a propulsione, una sorta di pinna personalizzata e un pedale che funziona come un timone. Lo scopo di Sue Austin, un’artista disabile costretta sulla carrozzina da 16 anni, era quello di trasformare ciò che le … Continue reading

L’UOMO CHE SUSSURRAVA ALLE PIANTE

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L’UOMO CHE SUSSURRAVA ALLE PIANTE Di littleflower LUTHER BURBANK: Un Santo fra le Rose C’è un personaggio, quasi completamente dimenticato, a cui dobbiamo ogni giorno gratitudine per i doni che ci ha lasciato. Si tratta di Luther Burbank il primo vero grande botanico che ha creato moltissimi dei frutti e dei fiori con cui veniamo a contatto tutti i giorni. … Continue reading

Laou Tzu

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Laou Tzu Il Tao produsse l’ uno l’ uno produsse il due il due produsse il tre il tre produsse tutti gli esseri tutte le cose abbracciano Yin e abbracciano Yang l’ agitarsi del ch’i forma l’ armonia quelle che l’ uomo aborre è l’ ignoranza, la poca virtù, l’indegnità ma i regnanti le applicano perciò le cose o diminuendole … Continue reading

ENZO MAIORCA

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ENZO MAIORCA Enzo Maiorca ha imparato a nuotare a 4 anni e presto ha cominciato ad andare sott’acqua, anche se, per sua stessa ammissione, ha sempre avuto una gran paura del mare. Suggestionato dai record dei grandi apneisti, decide di entrare in competizione e si impegna con tutte le forze per strappare il titolo di “uomo che è andato più … Continue reading

Matthew Silver

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MATTHEW SILVER

Matthew Silver 001 Guardate Come Parla Questo Folle…E Soprattutto Cosa Dice!

Video: Guardate Come Parla Questo “FOLLE”…E Soprattutto Cosa Dice!

In questo video il protagonista è Matthew Silver un “artista di strada”, Un Clown che dona sorrisi per cinque giorni alla settimana a chiunque assista alle sue performances.

Basta ascoltarlo per capire che ha in sé una profonda saggezza che proviene dalla comprensione delle leggi universali e sopratutto di quella dell’Amore.

Una mente confusa o come viene definito, un “pazzo”, non potrebbe concepire un pensiero di questo tipo: “ ….Non potete fuggire dal vostro cuore, perché la vita è un paradosso, è lo specchio della confusione, quindi Amate e fatelo Ora!

Nell’antichità quelli come lui erano definiti i Profeti, coloro che seminudi e con il capo coperto di cenere percorrevano le vie delle antiche città per diffondere la parola di Dio con i loro discorsi, ora sarebbero considerati degli eccentrici o peggio degli svitati. Matthew con la sua nudità e con i suoi atteggiamenti stravaganti cerca di attirare l’attenzione su di sé e sul messaggio d’Amore che diffonde.

Matthew Silver 002Un altro video di Matthew: Amore – YouTube  Link: http://www.matthèw-silvèr.com/

La sua breve autobiografia in lingua inglese:
My inspiration comes from my heart. I perform for smiles and laughter, loosening people’s armor, and opening up a portal for imagination, and love.
My role as a clown, trickster and village idiot is to parody excessive seriousness by playing with taboos, rules, and social norms. My inspiration comes from my heart. I perform for smiles and laughter, loosening people’s armor, and opening up a portal for imagination, creativity and love.
Some people see me as a raving lunatic, pompous “artistic” hipster, or attention-starved 9 year-old, but people don’t consciously understand the role of a clown in society. Read between the lines and you will start to see things from a different perspective. By breaking down boundaries, I provide you, the viewer, with permission to open your mind and realize it’s okay to act silly from time to time. We may trick ourselves into believing we know everything, constantly striving for perfection in a society that requires a civilized, job-holding, serious individual. We cannot be perfect. If we allow ourselves the chance to be flawed perhaps we can let the obstacles humble us, rather than make us rigid. In the end we can let our guards down to attain our most basic need of giving and receiving love. http://www.matthèw-silvèr.com/

Gregg Braden

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Gregg Braden Nato il 28 giugno 1954, Gregg Braden è oggi uno dei maggiori rappresentanti di teorie che hanno ad oggetto la data fatidica: 21 dicembre 2012, e tiene conferenze in tutto il mondo, a frutto di una lunga ricerca. Formatosi come geologo e impiegato presso una importante azienda del settore informatico, Braden ha lavorato per molti anni nel campo … Continue reading

Cagliostro

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Cagliostro Prima di leggere questo post vi invito a vedere lo straordinario film sulla vita di Cagliostro tratto dal romanzo di Pier Carpi “Cagliostro il taumaturgo”. Video: Il grande taumaturgo Film Completo – YouTube Questo film superbamente realizzato con un ottimo cast e una degna regia, fa luce sul mistero di Cagliostro una delle figure più controverse del 18° secolo, … Continue reading

Sri Aurobindo

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Sri Aurobindo “Sono nato alle 4.30 del 15 agosto 1872 a Calcutta. Il mio nome in lingua bengali è Aravinda e significa “loto”. Mio padre, Krisna Dhan Ghose, esercitava la professione di medico chirurgo. Mia madre Swarnalata Devi Bose era scrittrice di racconti e drammi. Ho avuto due i fratelli maggiori, entrambi maschi: Benoybhushan e Manmohan, e una sorella ed … Continue reading

Berta l’hanno uccisa mentre sognava

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Berta l’hanno uccisa mentre sognava

Di Francesco Martone | 4 marzo 2016

Hanno sfondato la porta mentre stava dormendo e l’hanno uccisa con quattro colpi. Berta Cáceres era molto conosciuta in Honduras e nel mondo perché aveva fatto della lotta per assicurare un futuro diverso ai suoi quattro figli, agli indigeni Lenca e a tutti noi la ragione stessa della sua esistenza. Nel 1993 era stata tra i fondatori del Consiglio dei Popoli Indigeni del suo paese, lo scorso anno le era stato attribuito il Premio Goldman, uno dei massimi riconoscimenti planetari per chi si batte in difesa della vita e dell’ambiente. Dopo averlo ritirato, aveva detto alla Cnn che lo Stato in cui viveva “criminalizza il diritto umano di difendere i beni comuni e la natura” e che “le imprese transnazionali operano con molta impunità in Honduras, dove c’è un processo intenso di militarizzazione, repressione e violazione dei diritti umani”. Oggi il presidente Juan Orlando Hernandez dice che “la morte” di Berta è “un attacco a tutto l’Honduras” e pretende che i responsabili siano assicurati “alla giustizia”. Ma chi sono i responsabili Berta lo sapeva e lo ha detto.

Berta Caceres stands at the COPINH (the Council of Popular and Indigenous Organizations of Honduras) offices in La Esperanza, Intibucá, Honduras where she, COPINH have organized a two year campaign to halt construction on the Agua Zarca Hydroelectric project, that poses grave threats to Rio Blanco regional environment, river and indigenous Lenca people.

Ha suscitato ammirazione il discorso di accettazione del premio Oscar per The Revenant nel quale Leonardo di Caprio esprime il suo sostegno ai popoli indigeni, alle loro lotte contro le imprese multinazionali, e per proteggere la Terra dai cambiamenti climatici. Non va però dimenticato che la realtà sul terreno, per le migliaia e migliaia di indigeni, campesinos, uomini e donne che soffrono l’impatto devastante di quella che David Harvey ha definito la seconda fase del capitalismo, quella “estrattivista”, non è un pranzo di gala. E’ piuttosto questione di vita o di morte come dimostra la tragica notizia di ieri dell’assassinio della leader indigena dell’Honduras Berta Caceres, ennesima cronaca di una morte annunciata. Insignita lo scorso anno del prestigiosissimo Goldman Environmental Prize , Berta era un esempio, un punto di riferimento, una compagna per chi lavora accanto a comunità indigene, chi sostiene la resistenza contro le grandi opere, il diritto all’autodeterminazione.

Nel 2010 aveva partecipato come testimone alla sessione del Tribunale Permanente dei Popoli dedicata alle imprese europee in America Latina, in occasione del vertice – Euro-Latinoamericano di Madrid. Dal 2013 in Honduras erano state assassinate altre tre donne compagne di Berta, che lottavano accanto a lei contro la diga di Agua Zarca sul fiume Gualcarque, dalla quale proprio a seguito delle campagne di pressione di Berta e delle reti di solidarietà internazionali si erano ritirate la International Finance Corporation della Banca Mondiale e l’impresa statale cinese Sinohydro. Va sottolineato che dal golpe del 2009 che portò alla destituzione del presidente Zelaya il paese ha registrato un aumento esponenziale di progetti idroelettrici per la generazione di energia a basso costo necessaria per alimentare le attività di estrazione mineraria. Ed è proprio da allora che il mondo sembra essersi dimenticato dell’Honduras.

Berta l’hanno uccisa mentre sognava foto2Poco più di una settimana fa Berta e 200 esponenti delle comunità indigena del popolo Lenca vennero fatti oggetto di gravi intimidazioni da parte dei sostenitori della diga, in occasione di una loro manifestazione di protesta quando vennero fatti scendere a forza dai bus e costretti a camminare per cinque ore attraverso zone infestate dai paramilitari. Sempre a febbraio alcune comunità del popolo Lenca erano state espulse dalle loro terre con la forza. Oggi la notizia del suo assassinio nella sua casa nel paesino di Esperanza, Intibucà. Il suo nome si unisce a quelle decine di difensori della terra che ogni anno cadono per mano di sicari, forze di sicurezza, “pistoleros” di imprese o di grandi latifondisti. Secondo l’Ong Global Witness solo nel 2014 sono caduti 116 difensori della terra, in una media di due a settimana.

Il 40 per cento erano indigeni la cui unica colpa era quella di opporsi a progetti idroelettrici, minerari o di estrazione mineraria nella maggior parte dei casi imposti violando le Convenzioni internazionali sui diritti dei popoli indigeni ed il loro diritto al consenso previo libero ed informato. 3/4 dei casi registrati da Global Witness erano in Centramerica ed in Sudamerica. Dal 2004 al 2016 solo in Honduras hanno trovato la morte 111 leader ambientalisti ed indigeni. Una strage silenziosa quella dei difensori della terra, denunciata più volte, ad esempio in occasione delle iniziative parallele alla COP20 di Lima, funestate dalla notizia dell’uccisione di Josè Isidro Tendetza Antun, leader Shuar ecuadoriano trovato morto pochi giorni prima di recarsi a Lima per testimoniare ad una sessione del Tribunale dei Diritti della Natura e delle Comunità Locali, che ha in cantiere proprio una sessione dedicata ai difensori della Madre Terra.

Berta l’hanno uccisa mentre sognava foto3Nel 2014 Edwin Chota, leader della comunità Ashaninka nell’Amazzonia peruviana venne ucciso assieme ad altri tre suoi compagni per essersi opposto all’estrazione di legname dalle sue terre. Tomas Garcia compagno di lotta di Berta assassinato nel 2013 o Raimundo Nonato di Carmo che si opponeva alla diga di Tucurui, o Raul Lucas e Manuel Ponce uccisi nel febbraio del 2009 per essersi opposti alla diga di Parota ad Acapulco, Una sequela interminabile di omicidi collegati alla costruzione di dighe o altri progetti di sfruttamento delle risorse naturali. Andando ancora indietro nel tempo, e riaprendo gli archivi del genocidio Maya perpetrato in Guatemala dalle varie dittature militari, riemerge la storia delle centinaia di indigeni Maya Achì , 376, sterminati dall’esercito per far posto alla diga di Chixoy, allora costruita dalla Cogefar Impresit, grazie a finanziamenti della Banca mondiale e poi anche della cooperazione italiana. Solo qualche mese fa, dopo venti anni, i parenti di quei morti hanno iniziato ad ottenere un risarcimento dal governo guatemalteco.

ARTICOLO PUBBLICATO ANCHE SU: il manifesto

GIUSTIZIA PER BERTA: La campagna

Video: Mother of All Rivers

Video: Cáceres, del COPINH represión en Honduras. – YouTube

Fonte: Comune-info.net

Discorso della Montagna

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Discorso della Montagna Mi sono accorto che in questi due anni, nella sezione Guerrieri di Luce ho presentato molti splendidi esempi di Maestri ma mi ero dimenticato di colui che amo in modo particolare, il maestro Gesù. Non voglio in questo testo descrivere la sua ennesima fanta-biografia, ci hanno già pensato in molti altri, voglio invece soffermarmi sul valore del … Continue reading

Isacco di Ninive

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Isacco di Ninive “Sii un perseguitato, ma non uno che perseguita. Sii un crocifisso, ma non uno che crocifigge. Sii un oltraggiato, ma non uno che oltraggia. Sii un calunniato, ma non uno che calunnia. Sii pacifico e non zelante. Persegui la bontà e non la giustizia. La giustizia non appartiene alla condotta del cristiano: non se ne trova menzione … Continue reading

Da tre anni accompagna l’amico disabile portandolo in spalla

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Da tre anni accompagna l’amico disabile portandolo in spalla Aprile 27, 2015 Scritto da Marta Albè Xie Xu, il ragazzo che da 3 anni accompagna a scuola l’amico disabile portandolo in spalla Una storia davvero toccante che ci fa capire quanto ognuno di noi potrebbe essere d’aiuto per gli altri, se solo lo volesse. Xie Xu è un ragazzo cinese … Continue reading

Mujica il presidente povero

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Mujica il presidente povero “Il potere non cambia le persone, mostra come sono veramente.” (José Mujica) In questo post voglio presentarvi la figura di José Alberto Mujica Cordano meglio conosciuto come come Pepe Mujica, Presidente della Repubblica dell’Uruguay fino al Marzo di quest’anno, soprannominato dalla stampa internazionale: il “Presidente più povero del mondo”. È una dura storia quella del 78enne … Continue reading

Bruno Groening

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Bruno Groening Vi presento la figura di Bruno Groening, straordinario guaritore che nella Germania post bellica divenne famoso per l’altissimo numero di guarigioni di infermi da lui effettuate.Negli ultimi dieci anni della sua esistenza Bruno Groening guarì centinaia se non addirittura migliaia di incurabili, ciechi che riacquistavano la vista, paraplegici che si alzavano dalle sedie a rotelle e riprendevano a … Continue reading

La Storia di Shelton e Kopral

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La Storia di Shelton e Kopral Nel mese di Aprile ho raccontato l’incredibile storia del 54enne Jia Haixia, cieco, e del suo amico 53enne Jia Wenqi, privo degli arti superiori, i due sono riusciti a trasformare un lembo di terra coperto solo da rocce ed erbacce in una foresta, insieme hanno piantato oltre 10mila alberi in un luogo dove sembrava … Continue reading

Il Santo di Baylovo

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Il Santo di Baylovo

Il Santo di Baylovo 656Viviamo in una società in cui il dio denaro si è sostituito a qualsiasi altro valore. Orgoglio, superbia, sete di successo e (vana) gloria sembrano essere le uniche motivazioni che spingono gli uomini ad agire. Dobri Dobrev, un vecchietto che nei prossimi mesi compirà 100 anni, è la prova del contrario.

Vive in Bulgaria, in un villaggio distante pochi chilometri da Sofia. Riesce a tirare avanti con una piccola pensione mensile equivalente a 80 Euro. Non ha grosse spese: i vestiti se li cuce da sé e non utilizza neppure i mezzi di trasporto.

Il Santo di Baylovo 1254Ogni giorno, quando non piove, si reca a Sofia, a piedi. 25 chilometri per andare a chiedere l’elemosina.

I passanti che gli lasciano degli spicci però, non immaginano certo l’utilizzo che Dobri farà con quei soldi: negli ultimi anni il povero vecchietto ha raccolto la bellezza di 40mila Euro.

Non si è tenuto un solo centesimo per sé stesso: ha devoluto tutto in beneficenza, per il pagamento delle bollette di acqua e elettricità di un orfanotrofio.

Il Santo di Baylovo 734Un giorno qualcuno dovrà spiegare a quei bambini come l’infinità bontà di un vecchietto nullatenente abbia permesso all’orfanotrofio di poter dare il minimo necessario ai suoi piccoli ospiti.

I pochi che conoscono il segreto di Dobri, lo chiamano il Santo di Baylovo.

È stato realizzato, su un palazzo, un gigantesco murales che lo rappresenta con in mano la sua candela che tiene spesso in mano, quando chiede l’elemosina. Si inchina a tutte le persone che gli passano vicino, ripetendo: “Rallegratevi in Dio”

Il Santo di Baylovo 234Ma cosa spinge Dobri a comportarsi in questo modo?

La storia passata del vecchio mendicante di Sofia è ancora più incredibile, se possibile, del suo presente. Dobri non è sempre stato povero. Lo è diventato volontariamente anni fa, quando ha deciso di donare tutti i suoi averi alla Chiesa per iniziare a vivere nel suo umile monolocale.

Il Santo di Baylovo 019La forza di Dobri risiede nella sua profonda fede in Dio. Oltre all’orfanotrofio, Dobri ha donato migliaia di Euro alla cattedrale sant’Alessandro Newskji, per le opere di restauro.

Il Santo di Baylovo 134Qualcuno potrebbe storcere il naso, dopo aver saputo che Dobri dona soldi anche alla Chiesa. Ma si è costretti ad ammettere che solo un uomo con tale profonda fede riuscirebbe a fare ciò che fa questo vecchio Babbo Natale reale. Solo chi è convinto che la ricchezza non è di questo mondo, che la vera felicità la si conoscerà dopo la morte, riesce a disprezzare il piacere terreno tanto da dedicare la vita intera agli altri. Non è solidarietà quella di Dobri: è carità. Il Santo di Baylovo vede nel volto di ognuno il volto di Gesù.

Non è facile trovare storie tanto emozionanti. Per questo motivo, quando capita, è bello condividerle con gli altri. Grazie Dobri!

Fonte: Il Santo di Baylovo… una storia vera e straordinaria.. da leggere!

Sri Ramana Maharshi e la non dualità

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Sri Ramana Maharshi e la non dualità di Filippo Falzoni Gallerani Sri Ramana Maharshi fu un grande Maestro, che dopo un’esperienza di pre morte in cui visse la totale identificazione con il Sé, si ritirò per molti anni sul monte Arunachala. I suoi insegnamenti sono una purissima espressione della filosofia Advaita, un termine che significa “al di là di dualismo … Continue reading

Masanobu Fukuoka

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Masanobu Fukuoka BIOGRAFIA : “…Il mio sogno è come una bolla di sapone. Potrebbe diventare sempre più piccolo oppure via via più grande. Se lo potessi dire in breve, direi la parola “nulla”. In una maniera più ampia, potrebbe avvolgere l’intero pianeta…” Masanobu Fukuoka (2 febbraio 1913 – 16 agosto 2008) è stato un botanico e filosofo giapponese, pioniere dell’agricoltura … Continue reading

Trasformare un deserto in un’oasi

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Trasformare un deserto in un’oasi

Trasformare un deserto in un'oasi 1 Trasformare un deserto in un’oasi vigorosa è un compito difficile per chiunque. Ancor più arduo se a riuscirci sono una persona non vedente e un’altra senza braccia. È avvenuto in Cina, dove il 54enne Jia Haixia, cieco, e il suo amico 53enne Jia Wenqi, privo degli arti superiori, sono riusciti a trasformare un lembo di terra coperto solo da rocce ed erbacce in una foresta, nel villaggio di Yeli, nella contea di Jingxing, provincia di Hebei.

I due hanno piantato oltre 10mila alberi in un luogo dove sembrava non poter crescere nemmeno un arbusto. Jia Haixia è nato con un problema congenito che lo ha costretto alla cecità dall’occhio sinistro, ma ha perso la vista anche dall’altro in seguito a un incidente sul lavoro nel 2000. Il suo amico e vicino invece perse entrambe le braccia dopo essere rimasto fulminato quando aveva solo tre anni, sembrava impossibile per noi trovare un lavoro, così abbiamo deciso di affrontare le sfortune della vita, spiega Jia Wenqi.

Nel 2002 l’uomo notò un lotto di terra inutilizzato vicino alla riva di un fiume e ottenne l’ok da parte degli abitanti locali a piantare alberi da vendere con il proposito di “guadagnare qualche soldo”. Purtroppo però, mancava il denaro e gli alberi erano molto costosi. E così la coppia decise di iniziare a potare i rami degli alberi vicino al fiume e innestarli nel terreno, per farli diventare piante a loro volta. Un lavoro sfiancante a livello fisico. Jia Haixia saliva sui grandi alberi per tagliare i rami sotto la guida dell’amico senza braccia, il quale invece portava al compagno non vedente gli strumenti e i rami sulla schiena, attraversando il fiume più volte al giorno.

Trasformare un deserto in un’oas i3All’inizio – racconta Jia Wenqi – spesso cadevo nel fiume. Ora posso camminare stabilmente anche sul fondo del scivoloso e freddo”. Ogni giorno Jia Haixia usava dei trapani per scavare delle buche, mentre l’amico metteva il ramo tagliato nel foro e lo annaffiava con le dita dei piedi. All’inizio è stato tutto molto difficile. Il primo anno piantarono 800 alberi, ma solo due riuscirono a sopravvivere.

Trasformare un deserto in un’oasi 2Gli abitanti del villaggio ci prendevano in giro. Dicevano che questo terreno non poteva trattenere l’acqua”, ricorda Jia Haixia. La coppia a quel punto decise di prendere un’altra strada, pompando acqua dal fiume sul loro terreno. E quando l’acqua ha iniziato ad arrivare anche le piccole piante hanno iniziato a germogliare. “Non potevo vedere il colore dei germogli e il mio amico non poteva toccarli. Così lui mi descriveva ogni dettaglio e io gli raccontavo come mi sentivo quando toccavo le piante”, continua ancora Jia Haixia.

Nel tempo, anche gli obiettivi dei due cambiarono. Iniziarono a non voler più tagliare gli alberi per venderli. E così di recente hanno comprato un appezzamento di terreno nelle montagne vicine e, utilizzando le tecniche apprese, hanno iniziato a utilizzare la propria esperienza per trasformare l’arido paesaggio e far diventare il deserto in una vigorosa foresta. “La gente – conclude Jia Haixia – dice che abbiamo contribuito all’ecologia. Io posso solo dire che le persone disabili non sono inutili”.

Trasformare un deserto in un'oasi 10Tante le manifestazioni di sostegno che hanno ricevuto i due amici dopo la diffusione della notizia del loro grande impegno: come riportano alcuni giornali locali, alcuni hanno scelto di devolvere loro dei soldi per permettergli di poter avere una buona pensione e alcuni medici, dopo aver appurato che Haixia potrebbe riguadagnare la vista di un occhio, hanno comunicato che sono disposti ad operarlo gratuitamente.

Links: Cina: uomo cieco e amico senza braccia trasformano un desert in una foresta

Piantumazione alberi in Cina: la storia di Jia Haixia e Jia Wenqi – Non sprecare

Cina, da desert a foresta: un non vedente amico senza braccia piantano 10mila alberi – Rai News

Thomas Sankara

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Thomas Sankara Nella rubrica guerrieri di luce normalmente presento coscienze che si sono distinte per il loro contributo al progresso del benessere spirituale di questa Umanità, ma ci può essere un progresso spirituale quando non si riescono a soddisfare i minimi bisogni materiali e si è impegnati nella lotta per la sopravvivenza, certamente no, quindi parallelamente all’evoluzione spirituale c’è bisogno … Continue reading