Benefici del Pianto

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Benefici del Pianto Come Piangere e Sfogare le Emozioni Quanto tempo è passato da quando hai fatto l’ultimo pianto bello e liberatorio? Piangere, in realtà, ti fa subito sentire meglio, perché è il modo in cui l’organismo si libera dello stress. Tuttavia, se sono passati mesi o addirittura anni da quando hai pianto l’ultima volta, può essere difficile ricordare come … Continue reading

Feng Shui : Il Ba-Gua

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Feng Shui : Il Ba-Gua Ba-Gua – Ottagono Sacro – Un Altro Concetto Fondamentale Del Feng Shui. Nella pratica moderna del Feng Shui, il Ba-Gua ottagonale è uno strumento per capire la configurazione energetica caratteristica di una casa residenziale, di una abitazione, di un ufficio o di un giardino. Posizionamento dei Trigrammi, l’orientamento del colore sui lati dell’Ottagono, le caratteristiche … Continue reading

FORMAZIONE DEL LINGUAGGIO

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FORMAZIONE DEL LINGUAGGIO + ALFABETO Parlare significa tradurre sul piano fisico del suono, delle idee e/o sensazioni e quindi delle parole, frasi e/o dei numeri semplici o dei numeri frazionari; ecco anche perché gli antichi avevano legato ogni lettera dell’alfabeto al suo numero corrispondente. Parlare con la “Giusta Voce”, pronunciare le parole con la “giusta Armonia” ed il “giusto Timbro”, … Continue reading

MAGHI BIANCHI E MAGHI NERI

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MAGHI BIANCHI E MAGHI NERI

di O.M.Aivanhov

MAGHI BIANCHI E MAGHI NERI 004La coscienza di un Maestro è molto più vasta di quella della maggior parte degli uomini: Egli ha un ideale, dei punti di vista superiori e soprattutto è arrivato a una perfetta padronanza di se stesso. Naturalmente per far ciò è necessario molto tempo e un lavoro gigantesco. Per questo che nessuno può diventare Maestro in una sola incarnazione.

Se incontrate un Maestro, sappiate che tutte le qualità e virtù che manifesta non le ha acquisite in questa sola vita. Egli ha dovuto lavorare per secoli e millenni e poiché le qualità conquistate col proprio lavoro non svaniscono al momento in cui si lascia la Terra, quando si ritornerà si porteranno nuovamente con sé tali acquisizioni. Così da un’incarnazione all’altra si aggiungono nuovi elementi spirituali, fino al giorno in cui si diventerà un conduttore di Luce e virtù divine.

Purtroppo esistono alcuni esseri che si sono preparati per secoli a diventare conduttori del male, e questi sono i maestri di magia nera.

Si sono verificati casi in cui alcuni maghi bianchi sono diventati maghi neri. E’ sufficiente dar sfogo alla vostra natura inferiore. Se trasgredite senza sosta le leggi della bontà, della giustizia e dell’Amore cercando di riuscire a spese degli altri di derubarli e distruggerli, non potete far altro che diventare un mago nero. Molti si immaginano che per diventare un mago nero sia necessario avere un maestro diabolico che insegni l’arte del sortilegio e delle congiure malefiche. Può succedere, ma per mettersi al servizio del male non c’è assolutamente bisogno di un maestro; senza istruttore, senza maestro, senza nulla, si può diventare un mago nero se ci si lascia guidare troppo dalla propria natura inferiore. E’ la stessa cosa anche per un uomo che pensa solo ad aiutare e a illuminare gli altri: anche se non ha un Maestro che lo istruisce, è sulla strada giusta per diventare un mago bianco.

In realtà ogni essere umano ha un maestro, e se non è un maestro visibile, è un maestro invisibile. I criminali hanno un maestro, nel mondo invisibile, che non smette mai di consigliare loro di nuocere agli altri. Anche se dicono: “noi un maestro? Mai e poi mai!” Ebbene bisogna che questi ciechi sappiano che hanno un maestro di cui seguono i pericolosi consigli di giorno e di notte.

Naturalmente quando vi parlo di Maestri, sottintendo sempre i veri Maestri Spirituali, i maghi bianchi.

Un Maestro, nel senso Spirituale del termine,, è un essere che, innanzitutto conosce le verità essenziali secondo l’Intelligenza Cosmica, e non ciò che gli uomini hanno scritto, creato o raccontato. Successivamente deve aver avuto la volontà di dominare, domare e controllare tutto dentro di sé, ed esservi riuscito. Infine la scienza e il dominio acquisiti devono servire solo a manifestare le qualità e le virtù dell’Amore disinteressato.

Ciascun Maestro viene sulla Terra per manifestarvi una particolare qualità. Ci sono Maestri di saggezza, Maestri d’Amore, di forza o purezza. Tutti i veri grandi Maestri hanno obbligatoriamente una qualità in comune: il disinteresse.

MAGHI BIANCHI E MAGHI NERI 003Esistono così tanti impostori e ciarlatani pronti ad approfittare dell’ingenuità degli uomini!

Promettono loro di iniziarli in tre giorni – ovviamente pagando qualche migliaia di dollari. Il mondo è pieno di gente simile che getta fumo negli occhi, di imbroglioni che approfittano della credulità e della stupidità degli altri.

Non nego che abbiano qualche potere – chiunque esercitandosi li può ottenere – la questione tuttavia, è di sapere come vengono impiegati e per quale scopo. Il Cielo non si preoccupa dei mezzi che possedete, ma dell’uso che ne fate. Ciò che conta per Lui non è la vostra scienza, la vostra chiaroveggenza e i poteri, ma il vostro disinteresse. Potete avere la scienza, la chiaroveggenza e i poteri, ma finchè non agirete in modo disinteressato, anche se gli esseri umani vi riconoscono come maestro, il cielo non vi riconoscerà mai come tale.

Un vero Maestro non vi dirà mai di esserlo; vi lascerà tempo di sentirlo e comprenderlo, egli non ha fretta di essere riconosciuto. Al contrario un falso maestro, dal momento che ha dichiarato di essere tale non ha che un’idea: imporsi agli altri; si credono capaci di guidare gli altri prima di aver acquisito le virtù necessarie: la saggezza, l’Amore, la purezza, la forza, il disinteresse

Estratti da: Che cos’è un Maestro Spirituale? di O.M. Aivanhov

Fonte: O.M Aivanhov su PREPARIAMOCI

Olio di palma: Indonesia brucia

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Olio di palma: Indonesia brucia ma Italia continua spot

Pubblicato il da Mirko Busto

Olio di palma: Indonesia brucia 002Una vasta cortina di fumo si sta alzando in questi giorni sull’isola di Sumatra, in Indonesia. A provocarla sono i vasti roghi appiccati per fare spazio alle piantagioni per la produzione di olio di palma.

La notizia è riportata dall’agenzia reuters che denuncia come nella provincia occidentale di Riau sia stato addirittura necessario dichiarare lo stato di emergenza a causa dei gravi incendi boschivi. Scuole, ospedali e uffici chiusi. L’aria è irrespirabile e il pericolo che gli incindi si propaghino a macchia d’olio è altissimo.

Purtroppo non si tratta né dei primi né degli ultimi roghi appiccati da multinazionali e proprietari terrieri per far spazio alle piantagioni di palma da olio.

Il fatto che proprio in questi giorni sulle nostre reti stia andando in onda lo spot a favore dell’olio di palma sostenibile è paradossale.

Neanche un anno fa arrivava la denuncia di tante associazioni, tra cui GreenPeace, contro le certificazioni Rspo (Roundtable of Sustainable Palm Oil) rilasciate all’azienda United Plantations in Indonesia e Malesia.

Neanche un anno fa l’Indonesia bruciava come oggi. Nel silenzio assenso della nostra politica e con il benestare del nostro mercato.

Olio di palma: Indonesia brucia 004Io invece non mi stancherò mai di ripeterlo: non esiste olio di palma sostenibile. La produzione di olio di palma causa gravissimi crimini ambientali (quali la distruzione di foreste primarie, la deforestazione, la degradazione delle torbiere, inquinamento ed emissione di gas serra) conflitti sociali per la gestione della terra e danni alla salute pubblica.

Gli incendi provocati per far spazio alle piantagioni stanno letteralmente soffocando il Sudest asiatico: le emissioni dovute agli incendi appiccati per distruggere le foreste hanno portato un piccolo paese come l’Indonesia a superare le emissioni di gas serra degli Stati Uniti.

Tra il 2000 ed il 2012 l’Indonesia ha perso 6 milioni di ettari di foresta tropicale (60.000 chilometri quadrati), un’area grande all’incirca come la superficie dell’intera Irlanda. E nel 2012 la deforestazione ha colpito ben 840mila ettari contro, per esempio, i 460mila del Brasile.

Se non bastasse, a causa dei continui incendi la salute degli abitanti di queste zone è costantemente messa a rischio: ogni anno aumentano i casi di asma, bronchite e patologie respiratorie.

Olio di palma: Indonesia brucia 003Ma non si tratta solo di salute pubblica: la vera minaccia riguarda soprattutto lo sviluppo economico di questa parte di mondo che potrebbe vivere esclusivamente di turismo e agricoltura sostenibile. E invece muore, cacciata o sfruttata dalle multinazionali dell’olio di palma, dai proprietari terrieri, dalla corruzione e da uno Stato assente e complice.

Un disastro umano e ambientale inimmaginabile a cui sommare le drammatiche conseguenze sui cambiamenti climatici che pagheremo tutti noi e le future generazioni.

Anche quest’anno si dovrà attendere la stagione delle piogge per vedere spegnersi questa tragedia. Tragedia che se non impediremo noi, con i nostri consumi e il nostro boicottaggio dei prodotti contenenti olio di palma, si ripeterà anno dopo anno. Fino a quando non ci sarà più nulla da salvare e nulla per cui lottare.

Se anche tu ritieni giusta questa battaglia contro l’utilizzo dell’olio di palma aiutaci a condividerla e sostenerla, firma la petizione e fai girare questo post.

#‎oliodipalmainsostenibile‬ ‪#‎STOPoliodipalma‬

Leggi anche: L’olio di palma è ovunque. E sta distruggendo le foreste del Sud-est asiatico – Olio di Palma Insostenibile

Fonte: Olio di Palma Insostenibile

Considerazioni sul Convegno Antiche Conoscenze Perdute

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Considerazioni sul Convegno Antiche Conoscenze Perdute Voglio condividere con voi alcune considerazioni a proposito del convegno “Antiche Conoscenze Perdute” a cui ho partecipato Domenica scorsa a Trieste, evento, che a differenza di altri a cui ho partecipato, mi ha lasciato pienamente soddisfatto. Infatti è la prima volta che in una manifestazione e nei suoi partecipanti ho rilevato un’energia priva della … Continue reading

La Famiglia Che Produce 2700 Kg Di Cibo All’anno In 370 Metri Quadrati

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La Famiglia Che Produce 2700 Kg Di Cibo All’anno In 370 Metri Quadrati

Settembre 23, 2015 Scritto da Marta Albè

2700 Kg Di Cibo  004La famiglia Dervaes vive a 15 minuti da Los Angeles in una zona di periferia. Calcolando la casa e il giardino, ha a disposizione 370 metri quadrati di spazio per coltivare e produrre il proprio cibo.

Nel proprio appezzamento in un anno questa famiglia molto volenterosa riesce ad ottenere oltre 2000 chilogrammi di ortaggi a cui si aggiungono la frutta di stagione e le uova delle galline che allevano.

In questo modo la famiglia raggiunge una vera e propria autosufficienza alimentare e non solo. La loro produzione è così abbondante da generare un reddito di circa 20 mila euro all’anno (20 mila dollari effettivi).

2700 Kg Di Cibo  002Coltivano 400 varietà diverse di frutta, verdura e fiori edibili. Sfruttando tutto lo spazio a propria disposizione, questa famiglia produce all’anno più di 2000 kg di verdure, 400 kg di pollo biologico, più di 450 uova, 12 kg di miele e frutta in abbondanza. Tutti i prodotti sono bio. La loro merce è considerata di ottima qualità e i prezzi di vendita ne rispecchiano il valore.

Tutti i membri della famiglia danno una mano nella coltivazione dell’orto. Per ridurre i consumi elettrici e le spese, hanno deciso di installare dei pannelli fotovoltaici. Così gli attrezzi agricoli che necessitano di elettricità vengono alimentati grazie alle energie pulite.

2700 Kg Di Cibo  003Grazie alle proprie coltivazioni, questa famiglia mangia sempre seguendo la stagionalità dei prodotti. La vendita degli ortaggi avviene a livello locale ed è rivolta soprattutto ai ristoranti della zona.

Il denaro guadagnato con la vendita dei prodotti permette alla famiglia di acquistare quei cibi che non può autoprodurre nella propria residenza. Si tratta di un esempio davvero interessante che mostra come con molta buona volontà e con l’aiuto di tutta la famiglia sia davvero ancora possibile autoprodurre il proprio cibo coltivando la terra.

Se volete seguire il viaggio verso l’autosufficienza di questa famiglia, che è iniziato ormai dieci anni fa, potete visitare il loro sito web Urban Homesteade la loro pagina Facebook.

Guardate il VIDEO.

Fonte: http://www.greenme.it

Il Nostro Sé Superiore Dimora Nel Sole

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Il Nostro Sé Superiore Dimora Nel Sole Pubblicato da beatrice Dovete sapere che siamo venuti sulla terra per evolvere e che, per migliorarci, nulla è più importante del lavoro su noi stessi. Esso è la base del nostro successo, del nostro avvenire e della nostra felicità; al di fuori di questo non ci si deve attendere nulla… Poiché ci stiamo … Continue reading

Berta l’hanno uccisa mentre sognava

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Berta l’hanno uccisa mentre sognava

Di Francesco Martone | 4 marzo 2016

Hanno sfondato la porta mentre stava dormendo e l’hanno uccisa con quattro colpi. Berta Cáceres era molto conosciuta in Honduras e nel mondo perché aveva fatto della lotta per assicurare un futuro diverso ai suoi quattro figli, agli indigeni Lenca e a tutti noi la ragione stessa della sua esistenza. Nel 1993 era stata tra i fondatori del Consiglio dei Popoli Indigeni del suo paese, lo scorso anno le era stato attribuito il Premio Goldman, uno dei massimi riconoscimenti planetari per chi si batte in difesa della vita e dell’ambiente. Dopo averlo ritirato, aveva detto alla Cnn che lo Stato in cui viveva “criminalizza il diritto umano di difendere i beni comuni e la natura” e che “le imprese transnazionali operano con molta impunità in Honduras, dove c’è un processo intenso di militarizzazione, repressione e violazione dei diritti umani”. Oggi il presidente Juan Orlando Hernandez dice che “la morte” di Berta è “un attacco a tutto l’Honduras” e pretende che i responsabili siano assicurati “alla giustizia”. Ma chi sono i responsabili Berta lo sapeva e lo ha detto.

Berta Caceres stands at the COPINH (the Council of Popular and Indigenous Organizations of Honduras) offices in La Esperanza, Intibucá, Honduras where she, COPINH have organized a two year campaign to halt construction on the Agua Zarca Hydroelectric project, that poses grave threats to Rio Blanco regional environment, river and indigenous Lenca people.

Ha suscitato ammirazione il discorso di accettazione del premio Oscar per The Revenant nel quale Leonardo di Caprio esprime il suo sostegno ai popoli indigeni, alle loro lotte contro le imprese multinazionali, e per proteggere la Terra dai cambiamenti climatici. Non va però dimenticato che la realtà sul terreno, per le migliaia e migliaia di indigeni, campesinos, uomini e donne che soffrono l’impatto devastante di quella che David Harvey ha definito la seconda fase del capitalismo, quella “estrattivista”, non è un pranzo di gala. E’ piuttosto questione di vita o di morte come dimostra la tragica notizia di ieri dell’assassinio della leader indigena dell’Honduras Berta Caceres, ennesima cronaca di una morte annunciata. Insignita lo scorso anno del prestigiosissimo Goldman Environmental Prize , Berta era un esempio, un punto di riferimento, una compagna per chi lavora accanto a comunità indigene, chi sostiene la resistenza contro le grandi opere, il diritto all’autodeterminazione.

Nel 2010 aveva partecipato come testimone alla sessione del Tribunale Permanente dei Popoli dedicata alle imprese europee in America Latina, in occasione del vertice – Euro-Latinoamericano di Madrid. Dal 2013 in Honduras erano state assassinate altre tre donne compagne di Berta, che lottavano accanto a lei contro la diga di Agua Zarca sul fiume Gualcarque, dalla quale proprio a seguito delle campagne di pressione di Berta e delle reti di solidarietà internazionali si erano ritirate la International Finance Corporation della Banca Mondiale e l’impresa statale cinese Sinohydro. Va sottolineato che dal golpe del 2009 che portò alla destituzione del presidente Zelaya il paese ha registrato un aumento esponenziale di progetti idroelettrici per la generazione di energia a basso costo necessaria per alimentare le attività di estrazione mineraria. Ed è proprio da allora che il mondo sembra essersi dimenticato dell’Honduras.

Berta l’hanno uccisa mentre sognava foto2Poco più di una settimana fa Berta e 200 esponenti delle comunità indigena del popolo Lenca vennero fatti oggetto di gravi intimidazioni da parte dei sostenitori della diga, in occasione di una loro manifestazione di protesta quando vennero fatti scendere a forza dai bus e costretti a camminare per cinque ore attraverso zone infestate dai paramilitari. Sempre a febbraio alcune comunità del popolo Lenca erano state espulse dalle loro terre con la forza. Oggi la notizia del suo assassinio nella sua casa nel paesino di Esperanza, Intibucà. Il suo nome si unisce a quelle decine di difensori della terra che ogni anno cadono per mano di sicari, forze di sicurezza, “pistoleros” di imprese o di grandi latifondisti. Secondo l’Ong Global Witness solo nel 2014 sono caduti 116 difensori della terra, in una media di due a settimana.

Il 40 per cento erano indigeni la cui unica colpa era quella di opporsi a progetti idroelettrici, minerari o di estrazione mineraria nella maggior parte dei casi imposti violando le Convenzioni internazionali sui diritti dei popoli indigeni ed il loro diritto al consenso previo libero ed informato. 3/4 dei casi registrati da Global Witness erano in Centramerica ed in Sudamerica. Dal 2004 al 2016 solo in Honduras hanno trovato la morte 111 leader ambientalisti ed indigeni. Una strage silenziosa quella dei difensori della terra, denunciata più volte, ad esempio in occasione delle iniziative parallele alla COP20 di Lima, funestate dalla notizia dell’uccisione di Josè Isidro Tendetza Antun, leader Shuar ecuadoriano trovato morto pochi giorni prima di recarsi a Lima per testimoniare ad una sessione del Tribunale dei Diritti della Natura e delle Comunità Locali, che ha in cantiere proprio una sessione dedicata ai difensori della Madre Terra.

Berta l’hanno uccisa mentre sognava foto3Nel 2014 Edwin Chota, leader della comunità Ashaninka nell’Amazzonia peruviana venne ucciso assieme ad altri tre suoi compagni per essersi opposto all’estrazione di legname dalle sue terre. Tomas Garcia compagno di lotta di Berta assassinato nel 2013 o Raimundo Nonato di Carmo che si opponeva alla diga di Tucurui, o Raul Lucas e Manuel Ponce uccisi nel febbraio del 2009 per essersi opposti alla diga di Parota ad Acapulco, Una sequela interminabile di omicidi collegati alla costruzione di dighe o altri progetti di sfruttamento delle risorse naturali. Andando ancora indietro nel tempo, e riaprendo gli archivi del genocidio Maya perpetrato in Guatemala dalle varie dittature militari, riemerge la storia delle centinaia di indigeni Maya Achì , 376, sterminati dall’esercito per far posto alla diga di Chixoy, allora costruita dalla Cogefar Impresit, grazie a finanziamenti della Banca mondiale e poi anche della cooperazione italiana. Solo qualche mese fa, dopo venti anni, i parenti di quei morti hanno iniziato ad ottenere un risarcimento dal governo guatemalteco.

ARTICOLO PUBBLICATO ANCHE SU: il manifesto

GIUSTIZIA PER BERTA: La campagna

Video: Mother of All Rivers

Video: Cáceres, del COPINH represión en Honduras. – YouTube

Fonte: Comune-info.net

Il Mistero Megalitico Dell’antica Città Di Baalbek

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Il Mistero Megalitico Dell’antica Città Di Baalbek Nel Libano, a circa 86 km a nordest della città di Beirut, ad un’altitudine di circa 1200 metri nella valle di Bekaa, si erge la famosa città di Baalbek, conosciuta in epoca romana con il nome di Eliopoli Il sito di Baalbek è uno tra i luoghi più sacri ed enigmatici di tutta … Continue reading

Amazzonite

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Amazzonite Classe minerale: Tettosilicatidi potassio e alluminio. Formula chimica: K[AlSi3O8] + Cu Cristallizzazione: Sistema triclino Famiglia: Feldspati Colori: Verde acqua (di intensità variabile) con striature bianche Chakra: Quarto chakra Anahata (“Cuore”) e quinto chakra Vishudda (“Gola”) CARATTERISTICHE Amazzonite (detta anche “pietra d’Amazzonia”) è una varietà verde di feldspato microclino, ossia un feldspato alcalino, riconoscibile per la sfaldatura netta, può essere … Continue reading

Camomilla

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Camomilla : Proprietà e Benefici La camomilla, nome scientifico Marticaria recutita, è una pianta erbacea annuale dalle proprietà calmanti appartenente alla famiglia delle Compositae, genere Matricaria. La sua fioritura va da maggio a settembre e la si può trovare un po’ ovunque. La pianta si sviluppa molto bene su terreni assolati, sia in collina che in pianura. Esistono in natura … Continue reading

Nan Jar

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Nan Jar : Chi sono io Bhagavan Sri Ramana Maharshi Introduzione: “Chi sono io?” è il titolo dato ad una serie di domande e risposte relative alla Ricerca Interiore. Le domande furono poste a Bhagavan Sri Ramana Maharshi da un certo Sri M. Sivaprakasam Pillai nell’anno 1902. Sri Pillai, uno studente di Filosofia, era all’epoca impiegato presso il Revenue Department … Continue reading

Referendum Trivelle

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Referendum Trivelle : 6 motivi + 1 per votare SI (PETIZIONE)

Febbraio 26, 2016 Scritto da Germana Carillo

Referendum Trivelle aprileTrivellazioni in mare: andiamo a referendum il 17 aprile?

D’accordo, è antidemocratico (il referendum non coinciderà con le successive amministrative, il che vuol dire tempi drasticamente ridotti per la campagna referendaria e uno spreco di oltre 350 milioni di euro di soldi pubblici), ma tant’è. Forza, armiamoci di penna e votiamo SI!

Al referendum sulle trivelle dovremo esprimerci per evitare che i permessi già accordati entro le 12 miglia marine dalla costa possano essere prorogati oltre la loro naturale scadenza, per tutta la “durata della vita utile del giacimento”.

Se vincerà il sì, infatti, ad essere abrogato sarà l’articolo 6 comma 17 del codice dell’ambiente, dove si prevede che le trivellazioni continuino fino a che il giacimento lo consente. La vittoria del sì bloccherebbe in questo caso tutte le concessioni per estrarre il petrolio entro le 12 miglia dalla costa italiana, quando i contratti giungeranno a scadenza.

Perché allora votare SI al referendum? Greenpeace ci suggerisce almeno sei buoni motivi:

1. Con il voto, difendiamo il nostro diritto di scegliere. Ora, come in qualsiasi competizione elettorale, con il voto manifestiamo una nostra volontà. È un diritto sacrosanto e andare a votare significa anche scegliere di difenderlo.

2. Una perdita di petrolio nei nostri mari sarebbe un disastro! Anche con trivelle offshore, non si può escludere un incidente. Pensate cosa potrebbe accadere in un mare chiuso come il Mediterraneo, quali gravi conseguenze e quali danni irreversibili.

3. Mettiamo in pericolo il mare per un pugno di barili. Nel caso si trivellasse, si estrarrebbe poco petrolio e pure di scarsa qualità e nel contempo si metterebbero in pericolo le nostre coste, la fauna, il turismo, la pesca sostenibile e le prime vittime innocenti potrebbero essere delfini, capodogli, tartarughe, gabbiani e i pesci che popolano i nostri mari. Difendiamoli!

4. Ci guadagnano solo i petrolieri: per estrarre petrolio le compagnie devono versare le cosiddette royalties e sappiate che per trivellare i mari italiani si pagano le royalties più basse al mondo: il 7% del valore di quanto si estrae. Tutto a favore dei petrolieri!

5. La ricchezza del nostro Paese non è il petrolio! Ci vuole tanto a capire che un Paese così bello come il nostro potrebbe campare sul turismo, sulla sua cultura, sulla sua enogastronomia, sulla sua storia?

6. Le trivelle non sono una soluzione ai nostri problemi energetici: bucare i fondali non significherà dissolvere la nostra dipendenza energetica dall’estero. Come ammette anche il governo, le riserve certe di petrolio nei mari italiani equivalgono a 7-8 settimane di consumi nazionali e potremmo estrarre gas per soddisfare i consumi di 6 mesi. Siamo sicuri che ne valga la pena?

Greenpeace lancia anche la sua campagna online sul sito: Stop-Trivelle.Greenpeace.It firmate qui la petizione per far capire al governo che un diverso futuro energetico è possibile.

Referendum Trivelle 002ICI PER LE TRIVELLE – Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha imposto alle piattaforme petrolifere il pagamento dell’ICI. La sentenza arriva a conclusione di un lungo contenzioso tra il comune abruzzese di Pineto (Teramo) e l’ENI, con il primo che chiede all’azienda versamenti per arretrati pari a circa 30 milioni di euro.

Era ora, verrebbe da dire. È incredibile che i petrolieri siano stati sin qui esentati da un pagamento di tributi che invece spetta a tutti, anche alle industrie e alle attività produttive – commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. Purtroppo le regalie alle aziende fossili non si limitano a questo. È urgente che si adottino provvedimenti per rivedere le royalties, che in Italia sono solo del 7 per cento, mentre all’estero superano spesso il 50 per cento, e sulle quali vengono poi applicati di norma ulteriori sgravi. Inoltre dovrebbe essere cancellato l’assurdo sistema di franchigie, che esenta una parte della produzione da questi oneri”, conclude Boraschi.

L’esenzione dal pagamento delle royalties arriva sotto una soglia minima di produzione: per le estrazioni in mare questa soglia è fissata in 80 milioni di metri cubi standard per il gas e in 50 mila tonnellate per il petrolio. A oggi, oltre la metà degli impianti in mare produce sotto queste soglie, per cui le compagnie non versano un centesimo di royalties. Ecco un altro motivo per cui è importante votare SI il 17 aprile!

Germana Carillo

Fonte: Referendum-trivelle: 6 motivi + 1 per votare SI-Greenme

Convegno “Conoscenze Perdute”

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Convegno “Conoscenze Perdute”

Convegno "Conoscenze Perdute"Vi segnalo un evento molto interessante al quale parteciperò, il III Convegno Internazionale di Trieste di Archeologia Misterica “Conoscenze Perdute”, evento che si svolgerà domenica 20 marzo 2016 presso la Sala Beethoven della Società Germanica di beneficenza, sita in via Coroneo 15 – Trieste.

L’evento è organizzato dall’associazione culturale senza fini di lucro Uther Pendragon in collaborazione con il New Age Center di via Nordio 4/C.

Una giornata da vivere, a fianco di nomi illustri quali: Il Venerabile LAMA Yulu Tulku Rimpoche; Piero Ragone ricercatore storico-scientifico, laureato in filosofia ed esperto di esoterismo, occultismo e angelologia; Enrico Baccarini Giornalista pubblicista, scrittore e documentarista, si occupa di saggistica con un particolare interesse per gli enigmi storici e il variegato mondo dell’insolito; Adriano Forgione editore e giornalista, direttore editoriale delle riviste italiane mensili FENIX e XTimes, appassionato di miti, civiltà perdute e misteri archeologici, ha lavorato negli ultimi anni anche su studi in materia di misteri dell’Umanità; Paolo Debertolis è Professore aggregato e medico ricercatore presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Trieste, dal 2010 ha costituito e dirige un gruppo di ricerca interdisciplinare (SB Research Group) che cerca di avere un approccio più completo nei confronti di alcuni siti archeologici molto discussi; Fiammetta Bianchi Ipnotista e docente di Tecniche di Ipnosi e Suggestione per la Gestione del Dolore presso l’Ordine Provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e Odontoiatri; Ipnosi e Gestione dell’Ansia e degli Attacchi di Panico presso l’AIO (Associazione Italiana Odontoiatri); Ipnosi e Comunicazione Efficace Medico-Paziente presso l’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani).

Link: www.antichienuovimisteri.com

Iscrizioni: Iscrizione-al-Convegn

il Jainismo

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JAINISMO la più antica Religione della Nonviolenza Universale “AHIMSA PARMO DHARMA” “La Nonviolenza è la Suprema Religione” Jai Jinendra! Da oltre duemilacinquecento anni esiste sul nostro pianeta un caposaldo della Spiritualità e della Nonviolenza: il Jainismo. La Spiritualità jainista si basa sulla regola aurea dell’Ahimsa, il rispetto attivo nei confronti di ogni Vita, animale e vegetale, che è divina e … Continue reading