ARMI NUCLEARI

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ARMI NUCLEARI : L’ERA ATOMICA STA PER FINIRE 07.07.2017 – Oggi all’ONU si è varato un Trattato per proibire gli ordigni nucleari Oggi alle ore 10:00 i governi, circa 140, che si sono riuniti a New York in una Conferenza ONU (decisa dall’Assemblea generale il 23 dicembre 2016) hanno deciso un passo storico: varare un Trattato per proibire gli ordigni … Continue reading

IL BUON VIVERE E I DIRITTI DELLA MADRE TERRA

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IL BUON VIVERE E I DIRITTI DELLA MADRE TERRA La storia dell’umanità è segnata da lotte continue per i diritti a una vita libera e giusta, fraterna, con equità sociale, di genere, di razze, di età, basata sulla reciprocità; una vita sana, generosa, comunitaria, rispettosa e in armonia con i cicli della Natura e il Cosmo, poiché questi sono i … Continue reading

ENERGIA NUCLEARE

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ENERGIA NUCLEARE

La Svizzera dice “no” e chiude le centrali

ENERGIA NUCLEAREVince il referendum contro l’energia nucleare. Il 58,2 dei cittadini ha votato per la chiusura delle centrali e per la promozione di fonti rinnovabili. Gli impianti saranno chiusi tra 20-30 anni. Dopo la Germania, anche la Svizzera dice addio all’energia nucleare. Un referendum ha sancito l’abbandono graduale del nucleare e il sostegno alle rinnovabili. Il sì ha vinto con il 58,2% dei voti favorevoli. Secondo il testo di legge la chiusura delle centrali dovrebbe avvenire tra 20-30 anni.

ENERGIA NUCLEARE: IL REFERENDUM CHE CAMBIA TUTTO

Oggi in Svizzera il 35% del consumo di energia nelle case è legato alle centrali nucleari. Troppo secondo la maggioranza dei cittadini che sono stati invitati a pronunciarsi sulla “Strategia energetica 2050”. Si tratta di un primo pacchetto di misure che ha tre scopi principali: ridurre il consumo di energia, aumentare l’efficienza energetica, e attuare politiche di promozione delle rinnovabili, a discapito dell’energia nucleare. Il governo è a lavoro sul programma dal 2011, l’anno della catastrofe di Fukushima.

Leggi anche: Centrali nucleari: il rischio incidente è dietro l’angolo

STOP ALL’ENERGIA NUCLEARE: I NUMERI

Il pacchetto anti energia nucleare prevede un esborso di 480 milioni di franchi che saranno prelevati dagli utenti della rete elettrica per finanziare una crescita nelle fonti di rinnovabili (eolico, solare ed idroelettrico). Il Sole24 ore svela poi che altri 450 milioni di franchi saranno ottenuti da un’altra tassa sui combustibili fossili già in vigore. L’obiettivo è quello di ridurre del 43% il consumo di energia nelle case. Se tutto andrà secondo i piani, la percentuale sarà raggiunta entro il 2035.

Leggi anche: Allarme radiazioni nucleari: pasta contaminata sugli scaffali

L’ENERGIA NUCLEARE PRODUCE 22,1 TERAWATTORA

Come abbiamo anticipato, il referendum porterà alla chiusura delle centrali nucleari. Oggi sono cinque e chiuderanno i battenti tra 20-30 anni. I traguardi del governo svizzero sono molto ambiziosi: oggi l’energia nucleare produce 22,1 Terawattora. Abbandonarla significherà aumentare la produzione delle centrali idroelettriche (37.4 TWh entro il 2035) e delle energie rinnovabili, che dovrebbero, secondo piano, passare da 1,7 di oggi all’11,4 TWh. Un salto incredibile che il governo è convinto di poter realizzare.

FERMARE L’ENERGIA NUCLEARE AUMENTA LE TASSE?

Gli oppositori alla manovra sostengono che misure così drastiche porteranno ad un aumento insostenibile dei prezzi dell’energia. Critiche a cui il governo ha replicato: il costo sarà contenuto dal potenziamento dell’efficienza energetica e inoltre la nuova strategia creerà tanti posti di lavoro, riducendo la dipendenza dell’approvvigionamento energetico dall’estero.

Leggi anche: Rischio sicurezza: tutti i problemi del nucleare francese

Scritto da Carmen Guarino

Fonte: Ambiente Bio

SALVIAMO LA VAQUITA

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SALVIAMO LA VAQUITA

SALVIAMO LA VAQUITAPETIZIONE

Al presidente del Messico Peña Nieto, al ministro dell’ambiente Rafael Pacchiano, e al ministro dell’agricoltura José Calzada:Siamo cittadini da tutto il mondo inorriditi all’idea che la vaquita possa sparire dalla faccia della Terra e vi chiediamo di introdurre e far rispettare un divieto immediato e permanente delle reti da posta, o tramagli, in Messico. Sono rimasti solo 30 esemplari di vaquita, ci appelliamo a voi affinché facciate il possibile per salvare questo bellissimo animale dall’estinzione.”

Maggiori informazioni: La vaquita è uno stupendo mammifero marino che sembra un piccolo delfino ma di cui sono rimasti solo 30 esemplari al mondo! E solo se agiamo subito possiamo salvarle dall’estinzione. Stanno morendo una a una intrappolate nei “tramagli”, reti da pesca particolari su cui però il governo messicano sta considerando un divieto definitivo — e un membro del governo ha accettato di presentare il nostro appello direttamente ai ministri che stanno decidendo. Non c’è tempo da perdere se vogliamo salvare le ultime vaquita. Facciamo capire ai due ministri chiave che se sosterranno il divieto permanente avranno un milione di cittadini da tutto il mondo dalla loro parte.

Firma la petizione e condividila con tutti: Save the Vaquitas avaaz.org

Video: Saving the Desert Porpoise

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE:

Grazie all’intervento di Leonardo DiCaprio e alla pressione delle centinaia di migliaia di firme raccolte, il governo messicano ha finalmente preso dei provvedimenti per salvaguardare le specie in pericolo del golfo della California. È un altro esempio di quanto la forza del pensiero condiviso possa influenzare il corso degli eventi, come nel caso dell’Olio di Palma. Link: Leonardo Di Caprio si mobilita per salvare la Vaquità: intesa storica col Messico

BATTERIA ECOLOGICA AL CHINONE

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BATTERIA ECOLOGICA AL CHINONE Ecco La Nuova Super Eco Batteria Al Chinone Inventata Dagli Italiani Una startup italiana inventa una batteria ecosostenibile grazie al chinone e alla fotosintesi delle piante. Ben presto potremo dire addio alle batterie tossiche e al loro impatto sull’ambiente. Una batteria al chinone ecosostenibile e che non crea problemi di smaltimento. No, non è un’altra trovata … Continue reading

COMPAGNIA PETROLIFERA RINUNCIA ALLE TERRE DELLE TRIBÙ PERUVIANE

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COMPAGNIA PETROLIFERA RINUNCIA ALLE TERRE DELLE TRIBÙ PERUVIANE Vittoria! La compagnia petrolifera rinuncia alle terre delle tribù peruviane Una grande vittoria per le tribù incontattate dell’Amazzonia peruviana che vincono la battaglia contro Pacific E&P, la compagnia petrolifera canadese che voleva effettuare delle prospezioni nella zona. La battaglia di Survival International con migliaia di cittadini, da sempre a fianco delle tribù … Continue reading

Tutto L’orrore Degli Allevamenti Di Maiali In Italia

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Tutto L’orrore Degli Allevamenti Di Maiali In Italia Prosciutto Di Parma: Tutto L’orrore Degli Allevamenti Di Maiali In Italia (Foto e Video) Prosciutto di Parma, un prosciutto crudele. Le condizioni dei maiali allevati per la sua produzione sono terrificanti, come testimoniano nuovi filmati e immagini che gettano luce su una terribile realtà. Per sei mesi consecutivi il team investigativo di … Continue reading

Nonne Di Chernobyl

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Nonne Di Chernobyl LA STORIA DELLE DONNE CHE VIVONO NELLA ZONA DI ALIENAZIONE Donne, settantenni o ottantenni, e vedove: è questo il ritratto delle cosiddette “nonne di Chernobyl”, evacuate con le loro famiglie all’indomani del disastro nucleare del 26 aprile 1986 ma tornate a vivere illegalmente nelle loro case a pochi mesi dall’incidente. La regista americana Holly Morris le ha … Continue reading

Bando al Commercio Di Avorio

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Bando al Commercio Di Avorio

bando al commercio di avorio 002 (Finalmente una Buona Notizia)

La Cina ha deciso di mettere al bando il commercio d’avoriò entro la fine del 2017. La presa di posizione avviene dopo un importante accordo intrapreso con gli Stati Uniti nel 2015.

Si tratta di una decisione storica perché la Cina rappresenta il più grande mercato del mondo per il commercio legale e illegale di avorio. La messa al bando delle esportazioni e delle importazioni di avorio potrebbe salvare decine di migliaia di elefanti ogni anno.

Le operazioni per fermare il commercio d’avorio inizieranno in Cina dal 31 marzo 2017. La decisione appare ben accolta dai cittadini della nazione. L’opinione pubblica cinese si sta esprimendo contro il commercio d’avorio almeno dal 2012. Ora circa il 71% della popolazione risulta contraria al commercio di avorio secondo Save The Elephants.

Dal 2012 ad oggi sia i prezzi che le vendite dell’avorio in Cina si sono drasticamente ridotti. Entro il 31 dicembre 2017 il commercio di avorio in Cina sarà del tutto vietato. L’annuncio ufficiale del Governo Cinese è arrivato il 30 dicembre 2016.

Leggi anche: Commercio Di Avoriò: Accordo Storico Tra Usa E Cina Per Vietarlo

Secondo il Natural Resources Defense Council la Cina aiuterà chi ora lavora nel settore dell’avorio a trovare una nuova collocazione occupazionale, ad esempio nel restauro dei manufatti in avorio che si trovano nei musei.

Leggi anche: STOP Al Commercio Di Avoriò. L’annuncio Della Thailandia Alla Cites

La decisione della Cina pone fine al maggior mercato d’avorio del mondo e secondo gli esperti aiuterà davvero a salvare gli elefanti. In passato il commercio legale di avorio in Cina non ha fatto altro che coprire il traffico illegale dello stesso materiale. In questo modo per il trafficanti di avorio illegale sarà più difficile agire.

Leggi anche: Lo Sri Lanka Distrugge Le Riserve Di Avoriò E Dedica Una Cerimonia Religiosa Agli Elefanti

bando al commercio di avorio 003Gli Stati Uniti hanno vietato quasi del tutto il commercio nazionale di avorio a luglio 2016 e il Giappone interverrà in questo senso dal 2021. Se tutto il mondo si unirà contro il commercio d’avorio, finalmente gli elefanti saranno salvi.

Scritto da Marta Albè

Fonte: Www.GreenMe.it

Olio Di Palma Non Fa Male

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Olio Di Palma Non Fa Male ? Ditelo Ai Bambini Indonesiani! 100.000 morti in un anno. E’ questo l’ammontare dei decessi causati dagli effetti diretti e indiretti degli incendi appiccati in Asia equatoriale nel solo 2015. Lo rivela uno studio delle università di Harvard e Columbia, pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters. Secondo gli esperti in salute pubblica e modelli … Continue reading

ENZO MAIORCA

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ENZO MAIORCA Enzo Maiorca ha imparato a nuotare a 4 anni e presto ha cominciato ad andare sott’acqua, anche se, per sua stessa ammissione, ha sempre avuto una gran paura del mare. Suggestionato dai record dei grandi apneisti, decide di entrare in competizione e si impegna con tutte le forze per strappare il titolo di “uomo che è andato più … Continue reading

TRATTATO DI MESSA AL BANDO DELLE ARMI NUCLEARI

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TRATTATO DI MESSA AL BANDO DELLE ARMI NUCLEARI SÌ ALL’ONU DI 123 PAESI. L’ITALIA VOTA NO Il 27 ottobre il Primo Comitato dell’Assemblea generale dell’Onu che si occupa di disarmo e questioni di sicurezza internazionale, ha adottato , con 123 voti a favore e 38 contrari, una risoluzione politica che chiede di avviare nel 2017 i negoziati per un Trattato … Continue reading

La Bambina Che Ha Incontrato Il Sindaco Di Taiji

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La Bambina Che Ha Incontrato Il Sindaco Di Taiji La Bambina Che Ha Incontrato Il Sindaco Di Taiji Per Chiedergli Di Fermare La Mattanza Dei Delfini Ha soli 7 anni ma ha già le idee molto chiare, ovvero salvare i delfini dalla mattanza che ogni anno, li vede crudelmente protagonisti durante la caccia di Taiji in Giappone, quella che ormai … Continue reading

LA PERSECUZIONE DI MAXIMA CONTINUA

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LA PERSECUZIONE DI MAXIMA CONTINUA Cosa può spingere una grande impresa mineraria con sede a Denver, proprietaria del maggior giacimento d’oro del Sudamerica, a mandare sulle Ande peruviane (4200 metri slm) decine di guardie in tenuta antisommossa per distruggere un campo di patate e picchiare selvaggiamente Maxima Acuña e suo marito? La persecuzione dura da diversi anni e la risposta … Continue reading

Borneo Orangutan Survival Foundation

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Borneo Orangutan Survival Foundation

Borneo Orangutan Survival Foundation 011“Ogni pezzo della foresta pluviale che viene abbattuto è meno spazio per gli oranghi. Essi sono stati portati sull’orlo dell’estinzione negli ultimi dieci anni e dobbiamo fare tutto il possibile per invertire questa devastazione.” Sir David Attenborough

Vi presento una benemerita associazione il “Borneo Orangutan Survival Foundation” link che si occupa della salvaguardia degli oranghi del Borneo. Questi sono costantemente minacciati nella loro esistenza dagli incendi, dal disboscamento e dai bracconieri che distruggono il loro habitat per far posto alle miniere illegali e sopratutto alle piantagioni di Palma da Olio.

Le piantagioni di Palma da Olio sono una vera e propria calamità per le zone del pianeta in cui vengono impiantate. L’Indonesia, l’Indocina, l’Africa Sub-sahariana e una parte del Centro e Sud America stanno, negli ultimi anni, vedendo letteralmente distrutte le proprie foreste per lasciare spazio a questa coltura, con la conseguente morte di tutta la fauna che le occupava.

IL BOSF

Fondata nel 1991, il Borneo Orangutan Survival Foundation (BOS o BOSF) è un’organizzazione indonesiana non-profit dedicata alla conservazione degli orangutan del Borneo e del loro habitat, in collaborazione con le comunità locali, il Ministero delle Foreste indonesiano e le organizzazioni partner internazionali.

Borneo Orangutan Survival Foundation 012La Fondazione BOS si sta prendendo cura di circa 750 oranghi con il supporto di 400 collaboratori, tra i quali personale altamente qualificato come esperti in primatologia, in biodiversità, in ecologia, in riforestazione, tecnici agro-forestali ed esperti nel rafforzamento della comunità, nell’istruzione, nell’assistenza sanitaria e il benessere degli oranghi.

La missione del Bosf è la conservazione della specie dell’orangutan del Borneo e del suo habitat con la partecipazione delle comunità locali.

Il Bosf si propone i seguenti obbiettivi:

Accelerare il trasferimento degli oranghi del Borneo da zone in cui l’habitat è compromesso in luoghi incontaminati.

Incoraggiare la protezione dei oranghi del Borneo e del loro habitat.

Aumentare l’empowerment delle comunità circostanti gli habitat dell’orangutan.

Sostenere le attività di ricerca e formazione per la conservazione degli oranghi del Borneo e del loro habitat.

Promuovere la partecipazione e collaborazione con tutte le parti interessate.

Rafforzare la capacità istituzionale di raggiungere questi obbiettivi.

A PROPOSITO DELL’ORANGUTAN

Borneo Orangutan Survival Foundation 005L’orangutan è l’unica grande scimmia dell’Asia, gli Oranghi oggi vivono solo sulle isole del Borneo e di Sumatra con le due specie Pongo pygmaeus e Pongo abelii. Il 90% degli oranghi vivono in Indonesia, mentre il restante 10% può essere trovato in Sabah e Sarawak, in Malesia. A Sumatra, la più grande popolazione di oranghi si trova nell’ecosistema Leuser, mentre in Indonesia gli oranghi del Borneo si concentrano nella provincia occidentale, centrale e orientale di Kalimantan.

L’orango svolge un ruolo importante nella conservazione della foresta e la sua presenza riflette quindi la salute dell’ecosistema. L’alto grado di interdipendenza tra l’orangutan e la foresta pluviale presenta una grande sfida per la conservazione della specie. Se l’orango può essere salvato la stessa foresta pluviale può essere salvata così come una miriade di altre specie che vivono in essa.

Oggi, entrambe le specie degli oranghi di Sumatra e del Borneo sono minacciate di estinzione. La World Conservation Union (IUCN Lista rossa dati 2007) classifica l’orangutan del Borneo come minacciato di estinzione, mentre la popolazione di Sumatra è stata classificata come in pericolo critico. Entrambe le specie sono state elencate nell’appendice I della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES).

In Indonesia e Malesia gli orangutan sono legalmente protetti e tutelati, tuttavia le leggi e i regolamenti da soli sono chiaramente insufficienti a garantirne la salvaguardia. La conservazione dell’Orangutan richiede un impegno ampio e integrato di tutte le parti interessate, sia in campo sociale che politico, al fine di garantire il suo successo.

SOSTENERE IL BOSF

Tra le molte associazioni che si occupano della salvaguardia dell’ambiente ho scelto il Bosf perché, aldilà delle dichiarazioni ufficiali presenti sul suo sito, è un’associazione che fa quello che può con pochi mezzi e tanta buona volontà.

Borneo Orangutan Survival Foundation 045850Guardando i video presenti sul suo canale YouTube si notano i pochi mezzi con cui opera, le ceste in plastica da biancheria utilizzate come culle per gli oranghini, le tovaglie e qualsiasi altro pezzo di stoffa usato come copertine, le strutture e i giochi degli oranghi realizzati con materiali di scarto e tavole inchiodate. Però anche con pochi mezzi il Bosf riesce a prendersi cura di più di 700 oranghi, grazie a volontari come Mia che si occupa degli oranghini orfani con amore e dedizione (We Love Orangutans | Mia Puspita – Babysitter at BOS), insieme a molti altri volontari che hanno fatto della salvaguardia degli oranghi una missione.

Se potete vi prego di fare una piccola donazione a questa associazione, se lo meritano per l’impegno con cui operano. LINK: Donation Orangutan Survival Foundation

Vi ricordo inoltre che il miglior aiuto che possiamo dare agli oranghi e alle foreste di questo pianeta sta nel boicottare i prodotti alimentari contenenti l’olio di palma e i carburanti a cui viene miscelato (il Diesel).

Avevo già scritto del lavoro del BOSF nel post: La Storia di Shelton e Kopral, che racconta la straordinaria storia del salvataggio e della successiva grande amicizia nata tra due oranghi terribilmente mutilati.

Borneo Orangutan Survival Foundation 001Video: We Love Orangutans Trailer – YouTube

Video: Meryl the Orangutan – YouTube

Video: BOS Foundation (BOSF) Highlight 2015 – YouTube

FINDHORN

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FINDHORN L’ecovillaggio di Findhorn… Può un semplice orticello diventare un punto di partenza per un ecovillaggio di esempio per tutto il mondo? Fondazione Findhòrn (il sito ufficiale in italiano) Se coltivato con amore, rispettando la natura, e con un po di aiuto da parte degli spiriti della natura… pare proprio di si! E’ una storia molto lunga, ma anche molto … Continue reading

Vittoria per l’ Amazzonia

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Vittoria Per L’ Amazzonia

Vittoria per l'AmazzoniaDelle buone notizie arrivano dall’ Amazzonia il progetto di una inutile mega-diga della Siemens in una zona siccitosa è saltato, il governo brasiliano alle prese con enormi problemi politici e sociali ha deciso una marcia indietro. È una piccola vittoria perchè il Brasile è uno degli stati al mondo tra i più attivi nella distruzione dell’ambiente naturale, ogni anno centinaia di migliaia di ettari di foresta pluviale spariscono per far posto a coltivazioni di soya e canna da zucchero utilizzate per produrre biomasse e alcool di canna e quindi non per sfamare le popolazioni ma per incrementare il vizio dell’alcolismo e lo spreco dei biocarburanti, bio per modo di dire.

Negli ultimi anni ci sono state molte piccole e grandi vittorie, tra cui cito l’eliminazione dell’olio di palma da gran parte dei prodotti alimentari in Italia, il blocco del nucleare, la riduzione del 25% nelle vendite del diserbante Roundup, l’enorme aumento del numero dei vegani e vegetariani, e tutto questo è un bene.

Bisogna continuare così, grazie alla controinformazione le notizie arrivano da internet e dal passaparola alla massa della popolazione. Ognuno può dare il suo contributo anche solo firmando una petizione su Change.org · La piattaforma di petizioni , su ForceChange – Petition to Change Your World o inviando una mail di protesta, quando queste sono centinaia di migliaia i governi e le multinazionali devono prenderle in considerazione. Quindi non abbiate paura, cercate di manifestare la vostra opinione anche solo con questi piccoli gesti, Tutto è utile.

Vi ringrazio, ecco il testo inviatomi da Greenpeace:

Ciao max,abbiamo una bellissima notizia da darti: il mega progetto della diga idroelettrica sul fiume Tapajós, in Amazzonia, è stato cancellato! FACCIAMOLO SAPERE A TUTTI su FACEBOOK e TWITTER!

Abbiamo raggiunto questo risultato grazie ad un milione di persone che, come te, hanno fatto sentire la loro voce al Governo Brasiliano e alle multinazionali interessate al progetto.

Pochi giorni fa, l’Istituto Brasiliano delle Risorse Naturali Rinnovabili e Ambientali (IBAMA) ha annunciato l’annullamento della licenza di costruzione del mega-progetto di São Luiz do Tapajós, e ora questo tratto di foresta, abitato dagli indigeni Munduruku e da tantissime specie rare E’ SALVO!

E’ stato un mese intenso e straordinario: oltre 1 milione di persone in tutto il mondo si sono unite alle lotta dei Munduruku, i nostri attivisti hanno organizzato azioni dimostrative in 20 Paesi e sono stati 70.000 i messaggi recapitati attraverso i Social Media, al CEO di Siemens. Una mobilitazione incredibile che ha spinto il Governo Brasiliano a fermare il progetto.

NON POSSIAMO FERMARCI ORA! Il Governo Brasiliano non ha ancora proceduto alla demarcazione ufficiale del territorio dei Munduruku e purtroppo ci sono ancora numerosi progetti che mettono a rischio l’Amazzonia: 42 solo sul fiume Tapajós! Noi continueremo a far sentire la nostra voce e avremo bisogno di tutto il tuo supporto.

Grazie per il tuo impegno Greenpeace Italia

P.S. Sapevi che l’80% della superfice forestale del Pianeta è stata già distrutta? Non resteremo a guardare mentre l’Amazzonia e gli altri polmoni verdi del mondo scompaiono! DONA ORA E AIUTACI AD ENTRARE IN AZIONE ANCHE DOMANI!

Salviamo Moby Dick dal rischio airgun

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Salviamo Moby Dick dal rischio airgun

Salviamo Moby Dick dal rischio airgun 1Legambiente Onlus Rome, Italia 12 Agosto 2015

Qualche giorno fa nei pressi di Caprera, nel Parco dell’Arcipelago di La Maddalena in Sardegna, è stato avvistato un rarissimo capodoglio bianco, subito ribattezzato Moby Dick.

Il luogo dello straordinario avvistamento del capodoglio albino, mai registrato prima del 2006 nel Mediterraneo, si trova nel perimetro del Santuario dei Mammiferi Marini Pelagos, l’area protetta a livello internazionale per l’alta concentrazione di biodiversità e di cetacei: si stima la presenza di più di 8500 specie di animali che rappresentano tra il 4% e il 18% delle specie marine a livello mondiale.

Legambiente invita ancora una volta a condividere e far girare la petizione “Fermiamo l’airgun, salviamo i cetacei #StopOilAirgun”

a ritwittate l’appello: http://bit.ly/1IGN2x2 ed condividete il messaggio su Facebook:http://on.fb.me/1J48LAu

Nei mari italiani sono ben 122mila i chilometri quadrati che potrebbero essere sottoposti ad attività di prospezione e ricerca di petrolio: una superficie che corrisponde all’estensione di tutta Inghilterra!

Come già ribadito molte volte, l’airgun è dannoso perché il rumore che produce provoca il mascheramento dei segnali acustici con i quali gli animali comunicano, navigano, si orientano e individuano le prede. La presenza dell’airgun a breve distanza da un mammifero marino può causare danni gravi e perfino letali. I capodigli, in particolare, tendono a cessare i loro sistemi di segnali sonori per l’eco-localizzazione, la socializzazione, interrompendo anche l’attività di alimentazione, in risposta agli impulsi sonori emessi a più di 300 km di distanza!

Salviamo Moby Dick dal rischio airgun 320x234Nonostante il premier Renzi neghi l’evidenza del rischio trivellazioni petrolifere nei nostri mari, Goletta Verde e Legambiente non stanno affatto sereni e neanche i cetacei lo sono!

Le dichiarazioni fatte da Renzi durante l’ultima direzione del PD fanno intendere che il governo ha intenzione di andare avanti sulla petrolizzazione del nostro mare e di non voler aprire un confronto con cittadini, associazioni, imprenditori e amministrazioni locali e regionali che anche in queste ultime settimane hanno fatto sentire la loro voce.

Ancora una volta, quindi, Legambiente fa appello alle Regioni per mantenere gli impegni presi – durante il coordinamento delle Regioni il 24 luglio, a Termoli, e il 29 luglio al ministero dello Sviluppo economico – perché continuino a farsi portatrici delle istanze di chi si batte per fermare la dannosa e inutile deriva petrolifera nel mare italiano e nel Mediterraneo.

Oggi i governatori regionali possono mettere in campo, come hanno dichiarato più volte, tutti gli strumenti che hanno a disposizione per fermare la strada scelta e intrapresa con forza dall’attuale governo.

Continuate a condividere, fermiamo insieme l’airgun!

Salviamo Moby Dick dal rischio airgun 450Fonte: Aggiornamento · Salviamo Moby Dick · Change.org

Seguite da qui il viaggio di Goletta Verde: http://golettaverdediariodibordo.blogautore.repubblica.it/

Aggiornamento sulla petizione
#stopOilAirgun, il nostro mare è ancora in pericolo! Condividete! @glgalletti @matteorenzito sulla petizione

Legambiente Onlus Rome, Italia 1 ago 2016 — A un anno di distanza la Goletta Verde di Legambiente torna alla spiaggia di Punta Penna a Vasto, per dire #stopOilAirgun, ovvero l’utilizzo della tecnica per le prospezioni petrolifere in mare che ha un impatto devastante sull’ecosistema marino, in particolare sui cetacei, e sulla pesca. Il pericolo dell’airgun è infatti ancora attuale dopo che il TAR del Lazio ha bocciato il ricorso presentato dai comuni abruzzesi e marchigiani. In questo modo si da sostanzialmente il via libera allarichiesta della Spectrum Geolimited, di condurre indagini con l’Airgun in circa 30.000 km quadrati di mare Adriatico, da Rimini a Otranto.
In quasi 50.000 hanno sottoscritto il nostro appello, dalla parte del mare e delle comunità locali, contro l’Airgun e gli interessi delle grandi compagnie petrolifere.
Domani dalla spiaggia di Punta Penna a Vasto, dove nel settembre del 2014 si sono spiaggiati 7 capodogli, torniamo a chiedere con forza al Governo e a tutti gli schieramenti politici di vietare da subito l’utilizzo dell’airgun per la ricerca di petrolio e gas sotto i mari italiani. Un impegno già più volte annunciato dalla maggior parte dei gruppi parlamentari ma rimasto ad oggi ancora disatteso.
Continuiamo a farci sentire: condividete la nostra petizione:
Fermiamo l’airgun, salviamo i cetacei #StopOilAirgun da Legambiente Onlus · 46.805 sostenitori

Fate firmare tutti i vostri contatti. Facciamoci sentire dal ministro Galletti e dal Premier Renzi! www.legambiente.it

Boyan Slat

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Boyan Slat

Il Ragazzo Che Salverà Gli Oceani Dalla Plastica

Boyan Slat Selezione 002E’ uno dei progetti ambientali più ambiziosi del Pianeta, perché potrebbe eliminare finalmente le microplastiche dagli oceani riducendo in maniera drastica l’inquinamento marino.

Una storia che vi avevamo già raccontato agli albori, quando l’allora diciottenne Boyan Slat aveva ideato un un dispositivo per raccogliere ben 7.250.000 tonnellate di rifiuti in soli 5 anni. Oggi arriva la bella notizia: il ragazzo è riuscito a raccogliere il denaro necessario per realizzare il suo prototipo.

Boyan Slat ocean cleanup cover“Ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare. Questo causa un problema ambientale perché almeno un milione di uccelli marini e 100mila mammiferi, tra cui la foca monaca e le tartarughe muoiono per i detriti, un grave danno sull’economia dei paesi per la rimozione dalle spiagge dei rifiuti nonché numerosi effetti sulla salute”, si legge sul Sito.

L’allora giovane studente, classe 94 aveva iniziato a ipotizzare quello che attualmente è l’Ocean Array Cleanup, un dispositivo profondo tre metri con due lunghe braccia per catturare i rifiuti, una sorta di imbuto gigante. L’angolo dei bracci spinge la plastica a galleggiare nella direzione della piattaforma di raccolta. Qui viene poi filtrata, separata dal plancton e conservata per il riciclo.

Boyan Slat ocean cleanup arrayGli studi di fattibilità avevano dimostrato l’efficacia dell’invenzione e Slat è andato avanti raccogliendo sulla piattaforma 1 milione e mezzo di euro per costruire il dispositivo che in questi giorni, inizia a essere testato nel mare del Nord.

Boyan Slat ocean cleanupUn momento storico che potrebbe segnare una svolta ambientale. L’Ocean Array Cleanup non usa combustibili di alcun tipo per attirare la plastica ma sfrutta le correnti oceaniche naturali e il vento e le barriere galleggianti sono state progettate per impedire agli abitanti del mare di rimanere impigliati.

Video: THE OCEAN CLEANUP – The Beginning – YouTube

Sito: The Ocean Cleanup

Leggi anche: PLASTICA: RAGAZZO DI 19 ANNI INVENTA DISPOSITIVO PER RIPULIRE GLI OCEANI

PLASTICA: COME DIMEZZARE LE ISOLE DI RIFIUTI NELL’OCEANO GRAZIE ALL’INVENZIONE DI UN 19ENNE

PLASTICA: L’IDEA DI UN RAGAZZO PER RIPULIRE GLI OCEANI E’ REALTA’. IN GIAPPONE DAL 2016

Scritto da Dominella Trunfio  Fonte: GreenMe.it 

Indios Guarani

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Guarani del Brasile I Guarani soffrono enormemente per la perdita quasi totale della loro terra e le violenze dei coloni. Per i Guarani, la terra è origine di ogni forma di vita. Ma il loro territorio è stato completamente invaso e devastato da allevatori e imprenditori agricoli. I loro leader vengono assassinati, e i loro bambini muoiono di fame. A … Continue reading

DEMENZIALITA ALIMENTARI

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DEMENZIALITA ALIMENTARI Nota Personale: Pubblico queste due notizie che mi hanno colpito particolarmente in quanto indicatrici del livello di demenzialita mentale e perversione morale raggiunto dalla nostra società. Pensare che si possa arrivare a uccidere i castori per poter “mungere” loro il sedere, allo scopo di ottenere un estratto di vaniglia che non so per quale motivo non si può … Continue reading

Elefanti Torturati

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Elefanti Torturati

Elefanti Torturati 1Elefanti Torturati Perché I Turisti Possano Cavalcarli: Una Petizione Per Dire Stop Ai Maltrattamenti

Vi avevamo già parlato della scioccante verità sullo sfruttamento degli elefanti per il turismo in Thailandia. Purtroppo la situazione è sempre molto grave e gli elefanti continuano ad essere maltrattati perché i turisti possano cavalcarli.

Le torture sugli elefanti hanno inizio fin da quando sono ancora piccoli, per cercare di ammansirli e addomesticarli. Vengono chiusi in gabbia, legati, colpiti con bastoni e torturati fino a quando non iniziano ad obbedire agli ordini dell’uomo e a farsi cavalcare senza ribellarsi.

I maltrattamenti possono durare per molti giorni e addirittura per settimane; a subire le peggiori torture sono gli elefanti più ‘ribelli’, come denuncia il gruppo di animalisti Fighters Against Animal Cruelty. Alcuni elefanti non sopportano le torture e muoiono a causa dello shock a cui sono sottoposti o della mancanza d’acqua.

Gli elefanti vengono legati, ingabbiati, colpiti con bastoni ed oggetti metallici allo scopo di sottometterli alla volontà dell’uomo. Durante il crudele processo di addestramento gli elefanti vengono feriti e i segni delle torture appaiono ben visibili sulle loro orecchie.

Si tratta del destino crudele che purtroppo colpisce molti degli elefanti che verranno utilizzati nei circhi, nei film, nelle parate e nelle escursioni. Spesso sulla loro testa si formano profonde cicatrici e lacerazioni a causa delle torture. Mano a mano gli elefanti smettono di ribellarsi e i loro aguzzini hanno la meglio.

Elefanti Torturati 004 Elefanti Torturati 003 Elefanti Torturati 002Purtroppo il settore turistico in Asia alimenta la domanda per gli elefanti addomesticati e d’altro canto i circhi li richiedono come forma di intrattenimento. Le torture nei confronti degli elefanti dovrebbero diventare illegali, ma le norme non vengono quasi mai rispettate. Dopo le torture, gli elefanti diventano animali in cattività e eventuali tutele presenti per gli animali selvatici non sono più applicabili.

Ecco dunque che i meravigliosi pachidermi sono costretti ad un triste destino con il mero obiettivo del divertimento dei turisti e del tornaconto economico di chi li utilizza per le proprie attività. La grave situazione viene denunciata anche dalla Save Elephants Foundation. Se l’uomo non è in grado di rispettare gli animali, come potrà mai rispettare i propri simili?

Scritto da Marta Albè     Fonte:Greenme

Fonte foto: Save Elephants Foundation

Elefanti Torturati 6Firma QUI la petizione per dire stop alla tortura degli elefanti.

Fonte foto: Fighters Against Animal Cruelty

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Petizione che su Change.Org ha già raggiunto le 150000 firme: Petizione · APSARA Authority: End Elephant Riding at Angkor, Siem Reap · Change.org

Petizione di PETA per liberare gli elefanti americani dai circhi “Free Nosey Now”: Take Action to Help Americas Loneliest Elephants