Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione Cristiana

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione Cristiana

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaVorrei iniziare con una importante premessa: con l’estensione di questo testo non è mia intenzione in alcun modo screditare la religione cristiana, che peraltro pongo sullo stesso piano di tutte le altre, e nemmeno “offendere” la sensibilità dei suoi credenti. Ma vorrei far notare alcune vistose incongruenze, che analizzate alla luce di un modesto lavoro di ricerca rivelano evidenti elementi di contaminazione fra il cristianesimo e precedenti culti “pagani”, nell’ottica di un sincretismo che se da un lato ha contributo ad aumentarne la diffusione, dall’altro ha pesantemente distorto gli insegnamenti originali impartiti dal maestro Gesù.

Vorrei inoltre far comprendere al lettore quanto sia pericoloso credere ciecamente al contenuto di testi religiosi, trasformandolo in delle inattaccabili verità di fede (dogmi). Nel passato un’infinità di scontri ed azioni repressive quali, le crociate (Terra santa, Albigesi, Catari, Bogumili, Paesi slavi), la santa inquisizione o l’indice dei libri proibiti, ad esempio, hanno trovato giustificazione nel contrasto fra un’interpretazione ed un’altra delle sacre scritture. In un passato, nemmeno tanto remoto, negare la verginità di Maria sarebbe stato un buon motivo per finire torturato e bruciato sul rogo. Scontri ci furono fra l’impero d’oriente ed il papato per far prevalere la tesi del Filioque. Ancora si può ricordare lo scisma anglicano ed i suoi Martiri o le sanguinose guerre di religione del 1500 fra protestanti e cattolici.

Testi come la Bibbia o il Vangelo nel corso dei secoli sono stati tradotti e riadattati innumerevoli volte modificando così il messaggio originale che contenevano, inoltre coloro che li hanno prodotti non riuscendo a far comprendere alla masse complessi concetti metafisici, li hanno celati in parabole ed allegorie, racconti che non devono intendersi alla lettera. Le menti semplici possono riconoscersi e trovare conforto in questi racconti mentre gli adepti o semplicemente coloro a cui sono state fornite le chiavi di interpretazione, riusciranno a decifrare i significati nascosti nel simbolismo presente in questi testi. In realtà questo non è nemmeno necessario in quanto il Messaggio viene continuamente rinnovato, i Maestri periodicamente si incarnano e tramite l’esperienza del loro vissuto, adattano la loro interpretazione del Messaggio al livello di consapevolezza di chi lo riceverà.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro in questa premessa, di seguito ho descritto alcuni esempi di come le sacre scritture contengano elementi di “estranea” provenienza.

IL CULTO DEL SOL INVICTUS

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaFu Eliogabalo, imperatore dal 218 d.C. al 222 d.C, a tentare di imporre, per la prima volta, il credo “Elogabalus Sol Invictus” come dio-Sole della sua terra natale, la Città-Stato di Emesa in Siria, fece costruire sul lato nord-orientale del Palatino un tempio, l’Elagabalium, dedicato al culto del Deus Sol Invictus al cui interno era custodito un meteorite, una pietra nera conica. L’imperatore fece trasferire nel nuovo tempio il braciere di Vesta, il Palladio e gli Ancili, un sacrilegio per i romani. Il Palladio non doveva essere visibile nemmeno al Pontefice Massimo che non poteva entrare nel Tempio di Vesta, né vedere né toccare il Palladio. Dopo la sua morte, ormai la credenza si era radicata tra gli imperatori romani che continuarono a essere ritratti sulle monete con l’iconografia della corona di raggi solari.

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaFu Aureliano ad ufficializzare per la prima volta il culto del dio-sole, adottandolo come elemento di coesione tra le popolazioni in quanto esso era presente in tutte le regioni dell’impero. Aureliano era da poco riuscito a riunificare l’impero, sconfiggendo la regina Zenobia, del regno secessionista di Palmira. Per la sua vittoria, fondamentale era stato l’aiuto dei sacerdoti della città di Emesa dove sorgeva il santuario del dio Eliogabalo nel quale si trovava una sacra pietra conica e nera. L’imperatore, infatti, apprezzò molto il loro aiuto decisivo, dicendo che prima della battaglia aveva avuto una visione. Parlava del buon auspicio del dio-Sole di Emesa tanto che, tornato a Roma, nel 274, ufficializzò il culto del Sol Invictus, così determinante per la riunificazione dell’impero, edificando un tempio sul Quirinale e creando un nuovo corpo di sacerdoti, i pontifex Solis Invicti. Il Tempio venne consacrato il 25 dicembre del 274 in una cerimonia chiamata “Dies Natalis Solis Invicti”, giorno della nascita del Sole Invitto… da qui il concetto di Natale come giorno di nascita. Tra il IV e il V secolo, la Chiesa romana, preoccupata della straordinaria diffusione dei culti solari, soprattutto del Mitraismo che, con la sua morale e la sua spiritualità, poteva frenare o addirittura arrestare la diffusione del Vangelo, pensò di celebrare nello stesso giorno del Natale del Sole (Sol Invictus), il Natale di Cristo, inteso come vero Sole. Il 25 dicembre è stato anche celebrato come il compleanno di Mitra. Va notato che sotto il calendario giuliano il 24 dicembre era il giorno più corto dell’anno, e fu solo quando il calendario gregoriano fu adottato nel 1582 che il giorno più corto dell’anno tornò al 21 dicembre.

Il Crisma

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaÈ affermato che IHS sia il celebre segno che Costantino avrebbe fatto incidere sul suo stendardo dopo che vide in cielo “In hoc signo vinces”. Costantino sostituì l’aquila del Labaro, con il monogramma che recava il motto “en touto vika”, in seguito interpretato con la frase in hoc signo vinces. IHS assume il significato di “Salvatore dell’umanità”. H. P. Blavatsky afferma che tale monogramma, già dato dagli indù a Vishnu, era stato dato dai Greci a Bacco ed infine a Gesù Cristo.

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaIl monogramma era una combinazione delle lettere X (chi) e P (rho), la sillaba iniziale di Christos. Il crisma di Costantino sarebbe il chi-rho, quale variante della croce ansata. Il cosiddetto crisma costituito dalle lettere greche X e P, perché le due lettere sono le prime di Christos. Su questo fatto, Lattanzio vi costruì la nota leggenda, ma il Labaro era stato un emblema ai tempi dell’Etruria, prima di Costantino e della era Cristiana. Era anche il simbolo di Osiride e di Horus, che è spesso rappresentato con la croce lunga latina, mentre la croce del pettorale Greco è puramente Egiziana.

Poiché Eusebio non specifica il luogo in cui sarebbe avvenuto il fenomeno miracoloso, sono sorte varie leggende che lo hanno collocato in diverse parti d’Italia dove Costantino sarebbe passato. Una di queste che affermava che la croce sarebbe apparsa a Costantino alla vigilia della battaglia di Torino, stagliandosi al disopra del Monte Musinè, ha fatto sì che nel 1901, sulla cima del monte stesso venisse eretta una gigantesca croce.

Sulla quale vi è una piastra con la seguente scritta: In Hoc Signo Vinces – A Perpetuo Ricordo Della Vittoria Del Cristianesimo Contro Il Paganesimo Riportata In Virtù Della Croce Nella Valle Sottostante In Principio Del Secolo Iv Sua Maestà Il Re Vittorio Emanuele Iii March. Medici Sen. Del Regno Cont. Carlo E Cont. Giulia Cays Di Caselette.

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaAnche la battaglia di Ponte Milvio, con cui nel 312 Costantino sconfisse Massenzio, diede origine a leggende discordanti, che, però, potrebbero risalire tutte a Costantino, sempre attento a presentarsi come prescelto dalla divinità, qualunque essa fosse. In questo senso si spiegano sia l’editto imperiale di tolleranza o l’editto di Milano del 313 (conferma rafforzata di un editto di Galerio del 30 aprile 311), sia l’iscrizione sull’arco di Costantino: entrambi citano una generica “divinità”, che poteva dunque essere identificata sia con il Dio cristiano, sia con il dio solare. L’ambiguità dell’Editto di Milano, però, è ovvia, dato che esso fu proclamato dal pagano Licinio.

Secondo alcuni storici la leggenda del sogno di Costantino ha una base nel fatto che in quel periodo nell’esercito romano era particolarmente diffuso il culto del dio orientale del sole Mitra, identificato sincreticamente con il Sol Invictus. I suoi fedeli dipingevano sullo scudo il suo simbolo (formato da una croce sovrapposta ad una X, con al centro un cerchio), simile al chi-rho.

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaLa leggenda della visione di Costantino andrebbe quindi vista, storicamente, come trasformazione di una leggenda in origine pagana, che attribuiva non a Gesù bensì al Sole Invitto in persona, venerato dalla casta militare, l’apparizione nel luogo più logico, il cielo, assicurando la vittoria a Costantino e chiedendogli che fosse fatto quanto i soldati spontaneamente già facevano, ovvero dipingere il proprio simbolo sugli scudi.

E in effetti una delle due fonti della pia leggenda, Eusebio di Cesarea, specifica addirittura che il simbolo apparve a Costantino sovra-impresso al sole.

Dopo la scomparsa di Costantino, la cui autentica conversione al Cristianesimo è posta in dubbio da alcuni storici, la leggenda sarebbe stata cristianizzata, adattando l’episodio ai simboli della nuova religione ormai trionfante.

25 Dicembre Celebrazione Sincretica Della Nascita Del Sole

Nell’impero romano erano presenti numerosi culti che avevano in comune la nascita della divinità nel giorno del solstizio d’inverno. I più noti erano: Mithras, culto dei militari e diffuso in tutti gli angoli dell’impero delle legioni; Attys, nato da una Vergine; Atargatis di Siria chiamata dai Romani Dervieto; dea Syria, Kybele o Cibele, dea della Frigia. Ed ancora: Astarte della Fenicia, Shamash, dio solare babilonese ; il dio sumero Dumuzi. Nello stesso periodo erano ugualmente festeggiati, Giove/Zeus/Juppiter (Dio Supremo e Re degli Dei) e Plutone/Hadès.

Costantino perseguiva probabilmente il proposito di riavvicinare i culti presenti nell’impero, nel quadro di un non troppo definito monoteismo imperiale. Le festività religiose più importanti del cristianesimo e della religione solare furono fatte coincidere. Il giorno natale del Sole e del dio Mitra, il 25 dicembre, divenne anche quello della nascita di Gesù. Le statue del dio Sole erano spesso adornate del simbolo della Croce, e a Costantinopoli furono eretti anche dei templi pagani.

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaUn esempio storico di fusione tra mito cristiano e mito pagano: Cristo nelle vesti del dio-sole Helios/Sol Invictus alla guida del carro. Mosaico del III secolo delle grotte Vaticane sotto la basilica di San Pietro, sul pavimento della tomba di papa Giulio I.

Nel 321 fu introdotta la settimana di sette giorni e fu decretato come giorno di riposo il dies Solis (il “giorno del Sole”, che corrisponde alla nostra domenica).

La decisione delle autorità romane, tuttavia, di uniformare la data delle celebrazioni proprio il 25 dicembre potrebbe essere stata stabilita in buona parte per motivi “politici” in modo da congiungersi e sovrapporsi alle feste pagane dei Saturnali e del Sol Invictus. La confusione delle date liturgiche fra i culti continuò per un certo periodo , anche perché ovviamente l’editto di Tessalonica, che proibiva i culti diversi dal cristianesimo, non determinò la conversione immediata dei pagani. Ancora ottanta anni dopo, nel 460, il papa Leone I sconsolato scriveva: «È così tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella Basilica di San Pietro in Vaticano, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell’astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che viene ripetuto per mentalità pagana. I cristiani devono astenersi da ogni apparenza di ossequio a questo culto degli dei.» (Papa Leone I, 7° sermone tenuto nel Natale del 460 – XXVII-4)

La sovrapposizione fra culto solare e culto cristiano ha dato origine a molte controversie, tanto che alcuni hanno sostenuto che il cristianesimo sia stato pesantemente influenzato dal mitraismo e dal culto del Sol invictus o addirittura trovi in essi la sua radice vera. Questa ipotesi si forma durante il Rinascimento, ma si è diffusa negli ultimi decenni del sec. XX , tanto da essere considerata (se non accettata) perfino negli ambienti più progressisti delle chiese cristiane. Un esempio di questa ipotesi ce lo fornisce il vescovo siriano Jacob Bar-Salibi che, alla fine del XII secolo, scrive: «Era costume dei pagani celebrare al 25 dicembre la nascita del Sole, in onore del quale accendevano fuochi come segno di festività. Anche i Cristiani prendevano parte a queste solennità. Quando i dotti della Chiesa notarono che i Cristiani erano fin troppo legati a questa festività, decisero in concilio che la “vera” Natività doveva essere proclamata in quel giorno.» (Jacob Bar-Salibi)

La prima testimonianza della celebrazione del 25 dicembre per commemorare la nascita di Gesù appare nel 354 nel Calendario “Chronographus”, redatto dal letterato romano Furio Dionisio Filocalus. Da Roma il Natale si diffuse in Africa, in Spagna e nel Nord Italia, ma è solo sotto l’imperatore Giustiniano (527- 565 d.C.) che il Natale viene riconosciuto come festa legale per l’Occidente. Teologi come Origene avevano discusso contro la celebrazione del compleanno di Gesù come una festa pagana. Il Natale continuò a essere molto controverso in tutto il medioevo a causa della sua associazione con la festività di Yule nei paesi celtici e altri festival del solstizio pagano. Ancora nel 1697 il Natale fu bandito dai Puritani in Inghilterra e successivamente nel Nuovo Mondo. Anche l’allora cardinale Joseph Ratzinger (poi papa Benedetto XVI) parla della cristianizzazione della festa antico-romana dedicata al sole e agli dei che lo rappresentavano.

Rinascimento E Culto Solare

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaDopo gli anni bui del Medioevo nel Rinascimento grazie all’opera ispiratrice di GEMISTO PLETONE in Italia sorsero numerose accademie Neoplatoniche che pubblicamente promuovevano lo studio dei testi di Platone, Plotino, Proclo, Porfirio, Giamblico e Psello. La più conosciuta di queste è l’accademia fiorentina fondata da Cosimo de Medici e diretta da Marsilio Ficino (1433 – 1499), che tradusse dal Greco le opere di Platone ed il “Corpus Hermeticum”, una raccolta di scritti sapienziali di epoca ellenistica attribuiti a Ermes Trismegisto; la sua biblioteca arrivò a contenere circa diecimila volumi.

Queste istituzioni segretamente divulgavano tra un ristretta cerchia di adepti, in maniera ermetica celandole in simboli ed allegorie, le dottrine che si rifacevano alle antiche scuole misteriche, tra cui il culto solare di cui Gemisto Pletone si faceva portatore.

Un esempio di questa “comunicazione” ermetica si può trovare nelle opere di Leonardo da Vinci (influenzato nella sua formazione dagli scritti di Marsilio Ficino e Pico della Mirandola), dove il Rapporto Aureo, i Solidi Platonici, l’alchimia, l’astrologia ed il culto solare sono presenti. Ad esempio nell’”Ultima Cena” il dipinto presente nel refettorio in Santa Maria delle Grazie, un messaggio sotteso è relativo al posizionamento del sole nelle varie fasi dell’anno, con i discepoli rappresentati a gruppi di tre corrispondenti alle costellazioni zodiacali nelle quattro stagioni.

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaUn altro messaggio è celato nelle tre finestre dietro al Cristo che raffigurano i momenti di Solstizio ed Equinozio, come negli antichi monumenti quali templi, piramidi o chiese provviste di marcatori astronomici in grado di indicare visivamente questi momenti.

Calendario Solare Di Tiwanaku

Anche in epoca moderna il simbolismo solare è presente in numerose opere d’arte prodotte da artisti affiliati alle moderne versioni di quelle che furono le scuole misteriche dell’antichità.

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaLA GNOSI E L’UTILIZZO DELL’ALLEGORIA

La Gnosi ebbe come centro di maggiore fioritura soprattutto Alessandria d’Egitto, il grande bacino di mixaggio, dove si sono riversati il simbolismo della Grecia di Pitagora e di Platone, insieme al Vecchio Testamento e ai Misteri orientali come i culti di Iside e Osiride, il Mitraismo, con la loro astrologia e sapienza numerica. Un particolare impulso ebbe, negli ultimi secoli, in Siria ed in Egitto, grazie alla sua diffusione in ambienti monastici, attraverso le numerose correnti ascetiche. Lo gnosticismo, comunque, ebbe i suoi rappresentanti più noti nei primi secoli dopo Cristo, con insegnanti come Marcione, Valentino e Basilide. Altri gnostici noti furono Cerinto, Carpocrate e Simon Mago con tutta la sua scuola. Anche quando la corrente principale e centralizzata della Chiesa divenne il corpo cristiano dominante e iniziò a sopprimere le idee cristiane alternative e il paganesimo, lo gnosticismo non svanì senza lasciar traccia.

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaPer lo Gnosticismo la salvezza dell’anima dipende da una forma di conoscenza superiore e illuminata (gnosi) dell’uomo, del mondo e dell’universo, frutto del vissuto personale e di un percorso di ricerca della Verità. Gli gnostici dunque erano “persone che sapevano”, e la loro conoscenza li costituiva in una classe di esseri superiori, il cui status presente e futuro era sostanzialmente diverso da quello di coloro che, per qualsiasi ragione, non sapevano. Per arrivare a Dio, lo gnostico deve raggiungere la conoscenza, che mescola filosofia, metafisica, curiosità, cultura, saperi e i segreti della storia e dell’universo.

Le Scuole di Sapienza in passato s’identificavano completamente con le Scuole Misteriche. Voltaire scrisse che nel caos delle superstizioni popolari è sempre esistita un’istituzione che ha impedito all’uomo di cadere nella brutalità più assoluta: quella dei Misteri. Platone, nel Fedone scrive che coloro che hanno istituito i Misteri o i segreti raduni degli Iniziati, non erano persone mediocri ma possenti Geni che dai primi secoli hanno cercato di farci capire le cose sotto forma di enigmi. Platone stesso usa anch’egli un linguaggio simbolico e a volte enigmatico

L’allegoria è una figura retorica per cui, in letteratura, qualcosa di astratto viene espresso attraverso un’immagine concreta. La parola allegorìa deriva dal greco antico αλληγορία, composto da ἀλλή + ἀγορεύω, letteralmente “un altro” + “parlare”, vale a dire: parlare d’altro, leggere tra le righe, sottintendere qualcosa che non è espressamente indicato in un contesto determinato. L’allegoria è quindi quella figura retorica che esprime un concetto in altro modo (attraverso simboli). Nel primo secolo d.C., ossia al tempo in cui il movimento gnostico si diffondeva, Filone di Alessandria mise l’allegoria, che fino ad allora era soprattutto strumento di adattamento del mito alla filosofia, al servizio della religione nello sforzo di mettere d’accordo la sua fede giudaica con la filosofia platonizzante. Il sistema di allegoria scritturistica sviluppatosi nella sua scuola rimane in eredità ai primi Padri della Chiesa come un modello di integrazione e di sintesi.

I Vangeli erano degli scritti allegorici basati su una teologia di tipo astronomico-solare, che tramandava i suoi precetti tramite racconti allegorici su base mitica, cioè utilizzando lo schema delle antropomorfizzazioni di fenomeni naturali, adottato da tutte le antiche narrazioni mitologiche. L’introduzione di elementi spuri nel vangelo originario, la creazione di nuove versioni rielaborate da autori diversi, un’evoluzione della teologia, hanno alterato il primitivo racconto rendendo difficile una corretta esegesi.

I TRE RE MAGI E LA NASCITA DA UNA VERGINE

L’antico nome di Orione era “I Tre Re”, per le tre bellissime stelle che si trovano nella Cintura di Orione, che ancora oggi sono chiamate “I Tre Re”, cioè i Re Magi che onorarono l’Avvento del Bodhisattva-Cristo sulla Terra. I Tre Re, le stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka, (ζ, ε e δ Orionis), portano ciascuno un dono. Nella tradizione cinese, la cintura di Orione è chiamata San Xing, letteralmente “i tre astri”, i cui nomi sono: Lu Xing (astro della prosperità), Fu Xing (astro della buona sorte) e Shou Xing (astro della longevità). I Tre Re rappresentano i tre divini aspetti della Volontà, dell’Amore e dell’Intelligenza e Orione quindi simboleggia lo Spirito. Il nome Orione significa letteralmente “l’esplosione della luce”.

Solo uno dei Vangeli, quello di S. Matteo, l’unico che narra della “fuga in Egitto” intrapresa dalla Sacra Famiglia, parla della nascita di Gesù collegandola all’apparizione di una stella e all’arrivo di Re Magi provenienti dall’oriente. In Alessandria d’Egitto la celebrazione del nuovo giorno e del Nuovo Anno coincideva con l’ascensione eliaca di Sirio. Quest’ascensione non si svolgeva all’alba, bensì al momento del tramonto del sole, quando la “nascita” di Horus dalla matrice di Iside era celebrata dall’ascensione eliaca di Sirio. Astronomicamente, i tre Re e Sirio la stella più luminosa della notte, allineati, puntano verso il luogo dove sorge e dove tramonta il sole. Tre giorni dopo il solstizio invernale, in Egitto, la “nascita” di Horus dalla matrice di Iside veniva celebrata dall’ascensione eliaca di Sirio:

Intorno alle 4:28 (ora GMT) il Sole inizia a porsi 28° a nord-est.

Circa 35 minuti più tardi, intorno alle 5:03, il sole si è posto completamente a ovest. Allo stesso tempo, da est appare la cintura di Orione all’orizzonte.

51 minuti più tardi, alle 5:54, il Sole si è nascosto circa 10° sotto l’orizzonte e già si scorgono le stelle a occhio nudo.

Guardando verso est, la stella Sirio ascende nel cielo (la cintura di Orione si trova a circa 25° sopra l’orizzonte orientale, dando l’illusione che abbia annunciato l’ascensione di Sirio).

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaL’immagine celeste, pertanto, ci dimostra che il 25 dicembre, dopo il tramonto, erano visibili le tre stelle della cintura di Orione che salivano a est, come per annunciare l’arrivo della stella della nascita, Sirio, che avveniva un’ora dopo. Riferendoci alla notte 25 Dicembre: il sole si alza di un grado sull’orizzonte, spostandosi verso nord, in una sorta di “rinascita”. Il dipinto è simbolico, allude a una nascita spirituale.

Al momento della nascita di Cristo, Sirio, la Stella dell’Est, transitava sul meridiano, Orione, chiamata “I tre Re” dagli astronomi orientali, si trovava nelle vicinanze; la costellazione della Vergine quindi stava sorgendo ad Oriente e le tre linee dell’eclittica, dell’equatore, e dell’orizzonte si incontravano tutte in quella costellazione. È anche interessante notare che la stella più grande e più brillante della Vergine si chiama Spica; la si trova simboleggiata nella spiga di grano (emblema di fertilità) che la Vergine tiene fra le mani. Betlemme significa la casa del pane ed esiste quindi un’evidente analogia fra questi due termini. Questa costellazione è tra l’altro composta di tre stelle formanti un calice. Esso è il vero Santo Graal contenente il sangue di vita, ricettacolo di tutto ciò che è santo e sacro, che racchiude la divinità. Queste sono realtà astronomiche”. (A.A. Bailey, Da Betlemme al Calvario, 63.)

Per quanto riguarda la nascita a Betlemme, la data fu fissata astronomicamente quasi quattro secoli dopo la nascita di Cristo. La combinazione della costellazione della Vergine con la Stella d’Oriente (Sirio) e i Tre Re (simboleggiati dalla cintura d’Orione) fu il fattore determinante di questa scelta. La Vergine sorgeva ad Oriente, con la linea dell’orizzonte passante per la sua parte mediana, e questo fu uno dei fattori che determinò la dottrina della nascita del Salvatore da una Vergine. (Tratto da “Il Graal – Il Dono Di Orione” di Vincenzo Pisciuneri edito dall’Istituto Cintamani.)

LA NATIVITÀ E LA COSTELLAZIONE DEL CANCRO

Il Vangelo secondo Matteo (1-2) inizia con la genealogia di Gesù, quindi accenna brevemente al concepimento verginale di Maria per opera dello Spirito Santo. A questo segue un annuncio di un angelo allo sposo Giuseppe, il quale aveva pensato a un concepimento adulterino, e lo rassicura sull’origine soprannaturale del bambino. Maria partorisce il bambino, cui viene dato il nome Gesù. Successivamente arrivano a Gerusalemme dei magi dall’oriente, i quali avevano letto nel sorgere di un “astro” l’annuncio della nascita del re dei Giudei. Il legittimo re, Erode, resta turbato, e li invia a Betlemme sulla base della profezia di Michea (Mi5,1) con l’intento di avere informazioni su questo re illegittimo. Guidati dall’astro, i magi arrivano “nella casa” e offrono a Gesù bambino “oro, incenso e mirra”. Avvertiti quindi in sogno di non tornare da Erode, che aveva intenti omicidi verso il possibile usurpatore, i magi tornano nel loro paese.

Un angelo intanto informa in sogno Giuseppe di fuggire in Egitto per sottrarsi all’ira di Erode. Questi infatti, non conoscendo l’identità del re neonato, fa uccidere tutti i bambini di Betlemme sotto i due anni (l’episodio è noto come strage degli innocenti). La famiglia ritorna dall’Egitto solo alla morte di Erode, ma a causa della presenza sul trono del figlio Erode Archelao, in sogno un angelo indica loro di recarsi a Nazaret, in Galilea, affinché si avveri la profezia secondo la quale «sarà chiamato Nazareno».

Nel tardo Vangelo dello pseudo-Matteo (VIII-IX secolo) la tradizione della grotta del Protovangelo viene armonizzata con quella della stalla dei vangeli canonici: a Betlemme Maria partorisce il bambino in una grotta (c. 13), quindi il terzo giorno si trasferiscono in una stalla (c.14) dove sono presenti l’asino e il bue e la mangiatoia. Questi due “personaggi” sono diventati elemento ricorrente delle rappresentazioni artistiche della natività e del presepio.

La Costellazione del Cancro

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaIl Cancro (in latino Cancer, “granchio”, abbreviato in Cnc) è una delle dodici costellazioni dello zodiaco. Il Cancro si trova tra i Gemelli ad ovest ed il Leone ad est; a nord confina con la Lince e a sud col Cane Minore e l’Idra. Le sue stelle principali sono Acubens (α Cancri), la ι Cancri e le due Aselli (gli “asini”, che di fatto indicano anche gli occhi del granchio): queste stelle portano i nomi Asellus Borealis (γ Cancri) e Asellus Australis (δ Cancri). Ciò che in realtà spicca notevolmente osservando la costellazione sotto un cielo buio è la grossa macchia chiara e nebbiosa situata al suo centro, che corrisponde a un ammasso aperto tra i più luminosi del cielo, noto come Presepe.

La costellazione dà il nome al Tropico del Cancro, ossia la latitudine terrestre in cui il Sole è in posizione verticale a mezzogiorno il giorno del solstizio d’estate boreale; ai tempi degli antichi Greci a quella data il Sole si trovava tra le stelle del Cancro, ma l’oscillazione della Terra sul suo asse, la precessione degli equinozi, ha spostato il punto del solstizio d’estate sul confine tra i Gemelli e il Toro.

Nella mitologia greca il granchio è un personaggio minore in una delle fatiche di Eracle (il nome greco di Ercole), due delle stelle che formano la costellazione si chiamano Asellus Borealis e Asellus Australis, nomi latini che significano «asino del nord» e «asino del sud» e rappresentano i due asini che Dioniso e Sileno cavalcarono in battaglia. Dioniso sistemò gli asini in cielo, a entrambi i lati dell’ammasso stellare che i Greci chiamarono Phatne, la Mangiatoia, dalla quale sembra che gli asini stiano mangiando. Tolemeo descrisse Phatne come «la massa nebulosa nel petto». Oggi agli astronomi questa massa stellare è nota con il suo nome latino Praesepe, ma più comunemente è l’Alveare (praesepe significa sia «mangiatoia» che «arnia»). Nei paesi orientali (soprattutto Cina e Giappone) quest’ammasso era considerato il punto di contatto fra il mondo umano e l’aldilà attraverso cui passavano i defunti.

Caesius paragonò Il Cancro al Petto Corazzato della Giustizia in Efesini VI,14; mentre Praesaepe e Aselli (asso – gamma, Asellus Borealis e delta, Asellus Australis) erano la mangiatoia del bambino Gesù, con l’Asinello e il Bue posti alle sue spalle. Julius Schiller disse che l’intera costellazione del cancro rappresentava San Giovanni Evangelista.

Athanasius Kircher disse che nell’Egitto copto la costellazione del Cancro era Klaria, la “Bestia seu Static Typhonis”, Tifone il potere delle tenebre; La Lande identifica questo con Anubi, una delle divinità del paese del Nilo comunemente associata a Sirio-Iside.

Nello zodiaco il Cancro va dal 22 giugno (solstizio d’estate) al 22 luglio, nello stesso periodo si verificava la Levata eliaca di Sirio. Questa stella era associata alle dee sincretiche Hathor e Iside e il suo apparire in cielo intorno al Solstizio d’estate, dopo un lungo intervallo di circa 70 giorni di non visibilità, sembrava annunciare la benefica inondazione estiva del Nilo. Il capodanno era celebrato in seguito alla levata eliaca di una stella di riferimento, ovvero il primo giorno di visibilità, ad occhio nudo, dell’oggetto in occasione del sorgere del Sole.

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaL’immagine mostra un esempio della levata eliaca di Sirio che si trova pochi gradi sotto il Sole.

Osiride, il Nilo, il Signore della Duat con la piena del flusso fecondatore irrorava la terra arida dandole vita vegetativa. Guardando verso sud, Osiride appariva come Orione nell’epoca immediatamente precedente l’inondazione, che veniva annunciata da Iside Sirio, la stella delle acque, che seguiva Orione sulla linea dell’orizzonte meridionale.

È possibile che i creatori della leggenda della Natività nella stalla con mangiatoia, bue ed asinello, volessero con un’allegoria tipica dello gnosticismo indicare un’associazione fra l’evento della Nascità di Gesù, la divinità, il Cristo-Sole, con l’evento della levata eliaca di Sirio associata ai miti di Osiride e Iside ed ai riti misterici che si svolgevano in loro onore.

SAN GIUSEPPE UN FALEGNAME

In Egitto, nell’Antico Regno, gli architetti, che inizialmente portavano il semplice titolo di falegname, e i muratori erano alle dirette dipendenze dei due grandi Sommi Sacerdoti di Menfi i quali portavano il titolo di “Gran Maestro d’Arte”. Nell’antica India, Vishvakarman, l’Architetto dell’Universo, il costruttore degli Dei, è considerato un takshata, un intagliatore di legno, un falegname. Il termine architetto deriva da archi-tekton, l’antico capomastro della confraternita dei muratori. Il padre di Gesù era un falegname, nel testo greco dei Vangeli il termine è tekon, che Lutero traduce come carpentiere. Secondo Vitruvio, l’architetto della Roma dei Cesari, il tekon doveva conoscere la matematica, la geometria, l’ottica e l’astronomia.

Tra gli ebrei dell’epoca, i bambini a cinque anni iniziavano l’istruzione religiosa e l’apprendimento del mestiere del padre, quindi è ipotizzabile che Gesù a propria volta praticò in gioventù il mestiere del padre. Il primo evangelista ad usare questo titolo per Gesù è stato Marco che definisce Gesù un téktón in occasione di una visita a Nazaret, osservando che i concittadini ironicamente si chiedono: “Non è costui il téktón, il figlio di Maria?“. Matteo riprende il racconto di Marco, ma con una variante: “Non è egli (Gesù) il figlio del téktón?“. Com’è evidente, qui è Giuseppe a essere iscritto a questa professione.

Il simbolismo della pietra e del Maestro Costruttore o Architetto, è molto profondo, in quanto al capo degli Iniziati, egizi veniva dato un copricapo a forma quadrata e una squadra senza la quale egli non poteva mai uscire e come tale si qualificava come Maestro Costruttore. Questo simbolismo è conservato anche nel Cristianesimo dove S. Paolo si definisce Maestro Costruttore.

Il nome di pietra o di Petra ha subito varie trasformazioni in Patar, Phtah, Peth’r, ma significa sempre roccia e fondamento, non per niente Gesù cambiò il nome di Simone in quello di Pietro. Gesù Cristo, in altri brani viene paragonato ad una pietra, la pietra che i costruttori avevano scartato e che è diventata principale pietra d’angolo. Nel gergo dell’iniziazione, la pietra rappresenta l’uomo che deve essere sgrossato e poi squadrato ed infine levigato per poi poter essere inserito nelle mura della comunità, in altre parole nel Tempio dell’Umanità.

IL QUARANTA SFORTUNATO

Nella tradizione biblica il 40 era il numero delle prove e delle privazioni; 40 erano i giorni del diluvio universale e il numero di anni che Mosè vagò nel deserto. Nel Nuovo Testamento, dopo il battesimo Gesù ‘si ritirò 40 giorni nel deserto, tentato dal diavolo. I 40 giorni della Quaresima commemorano questo evento.

Altre associazioni negative per il numero 40 sono:

40 anni gli ebrei vagarono nel deserto

40 giorni e notti durò il diluvio universale.

40 anni i Filistei dominarono Israele

40 giorni Mosè stette sul Sinai

40 giorni durò il cammino di Elia

40 giorni di lutto per Jacob

40 giorni la distruzione di Ninive, come aveva predetto Giona.

40 giorni di Quaresima, il periodo di digiuno, l’abnegazione, e di penitenza osservato tradizionalmente dai cristiani in preparazione alla Pasqua.

40 giorni di isolamento dei Romani nel porto, che si mantiene nella parola quarantena.

Quaranta numero di prove e di privazioni, è associato dagli antichi antichi popoli della Mesopotamia con i 40 giorni in cui le Pleiadi non sono visibili. Periodo che coincide con la stagione delle piogge, delle tempeste e delle inondazioni, situazioni di difficoltà e di pericolo. Le Pleiadi ritornano ad essere visibili verso la fine della primavera, con la cosiddetta “Levata Eliaca Delle Pleiadi”.

Simbolismo Gnostico E Religiosità Sincretica Presenti Nella Tradizione CristianaCONCLUSIONI

Altri ricercatori trattando gli argomenti descritti sopra riguardo alle sacre scritture ed ad alcuni dei dogmi di fede della religione cristiana si sono spinti molto oltre, arrivando a negare l’esistenza storica della figura di Gesù, figura che secondo le loro ricerche sarebbe stata completamente inventata o, secondo alcuni di loro, pesantemente alterata attribuendo a Gesù atti miracolosi o capacità super-umane in realtà mutuate da altri miti riguardanti il culto di Mitra o di Shiva, ad esempio. Questa gigantesca macchinazione sarebbe stata prodotta da alcune organizzazioni segrete allo scopo di soggiogare con la paura e la superstizione le masse al fine di controllarle, avendole in loro potere. Non voglio esprimere giudizi su queste teorie ma posso certamente affermare che personalmente sono assolutamente convinto dell’esistenza di Gesù come figura storica.

Gesù come personaggio storico esistette realmente, fu un maestro che tentò di divulgare il suo insegnamento nella terra di Palestina presso un popolo che aveva ricevuto in passato notevoli conoscenze spirituali ed esoteriche e con il passare del tempo le aveva distorte in un credo religioso fanatico ed intollerante. Poi dopo la sua scomparsa, coloro che si dichiaravano seguaci della sua dottrina hanno però costruito un coacervo di nozioni che poco avevano a che fare con le azioni e gli insegnamenti che riguardavano realmente la vita del maestro Gesù. Distorcendo e piegando la verità storica ai loro personali scopi e alle loro aspirazioni, utilizzarono la figura del Cristo per veicolare dottrine che poco avevano a che fare con gli insegnamenti enunciati dal loro maestro Gesù. Questo purtroppo è un destino comune a quasi tutti i maestri, i quali dopo la loro morte fisica vedono distorcere i loro insegnamenti e la loro figura storica da parte dei propri discepoli, tanto da far esclamare a Sri Aurobindo in punto di morte :”Vi prego, non trasformatemi in una religione”. Queste considerazioni espresse sulla dottrina cristiana sono valide anche per le altre religioni ed i loro testi “Sacri”, con il passare del tempo le trascrizioni e gli adattamenti compiuti, anche in buona fede, dai copisti e dai censori, alterano invariabilmente il contenuto originale del messaggio che si voleva trasmettere ed il testo perde il suo valore originario diventando una narrazione come tante altre.

In ogni caso del messaggio originale di Gesù ci restano il suo immenso amore disinteressato per il prossimo e la sua esortazione alla Non-Reazione, alla Non-Violenza. Atteggiamenti questi che se praticati spontaneamente, produrrebbero un’inarrestabile “reazione a catena” tale da far realizzare la Civiltà Globale Dell’amore su questo pianeta.

Posso concludere questo lavoro di ricerca con due importanti testimonianze, queste sono le dichiarazioni di due pontefici del tardo rinascimento che, se autentiche, confermerebbero la tesi dell’origine gnostica di alcuni miti contenuti nel Nuovo Testamento, tra cui quello della Natività del Cristo.

Nella prima metà del 1500 Papa Leone X (che morì improvvisamente senza motivi apparenti) affermò: “Historia docuit quantum nos iuvasse illa de Christo fabula“,“Si sa da tempi remoti quanto ci sia stata utile la favola di Gesù Cristo” (Lettera di Papa Leone X° al Cardinale Bembo). (CASCIOLI L. – La favola di Cristo)

Più audacemente di Leone X si esprimeva Paolo III, come riferisce l’ambasciatore spagnolo Mendoza in termini inequivocabili: “Spingeva la sua irriverenza fino al punto di affermare che Cristo non era altro che il sole, adorato dalla setta Mitraica, e Giove Ammone rappresentato nel paganesimo sotto la forma di montone e di agnello. Egli spiegava le allegorie della sua reincarnazione e della sua resurrezione mettendo in parallelo Cristo e Mitra. Egli diceva ancora che l’adorazione dei magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zarathustra offrivano al loro dio oro, incenso e mirra, le tre cose attribuite all’astro della luce. Egli sosteneva che la costellazione della Vergine, o meglio ancora d’Iside, che corrisponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mitra, erano state prese come allegorie per determinare la nascita di Cristo per cui Mitra e Gesù erano lo stesso dio. Egli osava dire che non c’era nessun documento valido per dimostrare l’esistenza di Cristo, e che, per lui, la sua convinzione era che non era mai esistito“. (CASCIOLI L. – La favola di Cristo).

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