STOP AL TTIP

STOP AL TTIP

STOP AL TTIP campagnaIn questi giorni di giugno al congresso degli Stati Uniti e parallelamente al Parlamento dell’Unione europea è in corso una battaglia politica che ha come oggetto il TTIP, le grandi multinazionali attraverso la loro lobby massonica- politica mondialista stanno cercando in tutti i modi di farlo approvare, contro di esse c’è uno schieramento variegato che rappresenta varie istanze economiche e sociali di carattere locale che non vogliono essere sopraffatte dalle regole ultra-liberiste contenute in questo trattato.

Per sapere che cos’è il TTIP vedi qui: Cos’è il TIP | Stop TIP Italia.

Noi come cittadini possiamo fare pressione sui deputati italiani al parlamento europeo affinché si attivino per bloccare o almeno modificare gli aspetti più deleteri di questo trattato.

Non fare nulla significherebbe essere conniventi con questo sistema perciò qui sotto potete trovare il testo di una email da inviare ai parlamentari europei della propria circoscrizione, non è molto ma è un segno tangibile della propria opposizione, fate questo piccolo sforzo per favore. N.d.A

La campagna Stop TTIP ha dimostrato che la pressione della società civile può condizionare gli equilibri di voto del Parlamento europeo: il voto previsto il 10 giugno a Strasburgo in sessione plenaria per discutere per l’approvazione della Risoluzione Lange è stato rinviato. Troppi gli emendamenti, ma troppe le divisioni interne ai gruppi parlamentari S&D e PPE, grazie alla campagna di pressione e di mobilitazione delle reti sociali e dei cittadini e alle obiezioni sull’efficacia e i potenziali pericoli generati dal TTIP siano ormai sostenuti anche da grandi economisti come Paul Krugman  e il premio nobel Joseph Stiglitz.

STOP AL TTIP strasburgoLa Campagna Stop TTIP Italia, assieme alle reti internazionali Stop TTIP, continuerà a organizzare iniziative delocalizzate in vista della prossima riunione all’INTA Committee la Commissione Commercio Internazionale del PE dove proveranno ad affossare alcuni emendamenti.
L’obiettivo principale rimane: la Commissione deve uscire bocciata, non rafforzata dal voto di al Parlamento europeo.
Per questo come cittadine e cittadini dobbiamo mantenere gli occhi puntati sull’operato degli Europarlamentari e possiamo farlo insieme alle altre centinaia di associazioni e comitati che si sono mobilitati da oltre un anno in tutta Europa e negli Stati Uniti.

a)
Se ti vuoi unire alla campagna di pressione sul Parlamento europeo copia e incolla la lettera che trovi qui sotto e inviala in email agli Europarlamentari della maggioranza eletti nella tua circoscrizione.
L’elenco con i contatti email e twitter dei parlamentari divisi per circoscrizione elettorale la trovi qui.

b) Partecipa a una delle iniziative organizzate in Italia in questa settimana di mobilitazione

c) Se non hai ancora firmato la Petizione europea Stop TTIP, puoi farlo cliccando su http://stop-tip.org/firma

d) Scopri se nella tua città o vicino a te c’è già un Comitato Stop TTIP, per chiedere altre informazioni

Il tuo parere conta, fatti sentire prima che sia troppo tardi.


La lettera da inviare in email


Gent.m* Europarlamentare, fa la cosa giusta: ferma il TTIP

Il 10 giugno, a Strasburgo, l’Europarlamento ha deciso di rimandare il voto sulla Relazione sul Trattato transatlantico Usa-Ue di liberalizzazione degli scambi e degli investimenti. Il rinvio è un tentativo di rimandare ulteriormente un dibattito che dovrebbe portare ad un unico risultato: rigettare i negoziati.
Un accordo poco trasparente, che alimenta troppe preoccupazioni circa un drastico e irreversibile abbassamento degli standard di qualità della vita e del processo democratico, in Europa e in Italia come negli Usa.

Nonostante le obiezioni sull’efficacia e i potenziali pericoli generati dal TTIP siano ormai sostenuti anche da grandi economisti come Paul Krugman  e il premio nobel Joseph Stiglitz, la Commissione INTA le consegna un testo che, sotto un pesante velo di retorica, sembra ignorare i principali problemi che il trattato presenta.

Per questo le chiedo, con ferma determinazione, di votare contro il TTIP e tutti gli accordi sul commercio e gli investimenti che antepongono il profitto e gli interessi privati ai diritti umani e di cittadinanza sia all’INTA Commitee, in caso ne fosse membro, sia alla prossima Plenaria del Parlamento europeo.

Molte Amministrazioni locali italiane, tra cui quelle di Ancona, Milano, governati dalle maggioranze più diverse, hanno approvato ufficialmente mozioni e ordini del giorno di “sfiducia” al TTIP.

Le chiedo, nel prossimo futuro, di impegnarsi su queste 5 priorità:

1. Escludere qualsiasi forma di tutela degli investitori esteri simile o analoga all’ISDS

2. Chiedere il ritiro della proposta di un organismo per la cooperazione regolatoria, che indebolisce di fatto le attuali autorità internazionali

3. Evitare l’abbassamento degli standard europei in tutti i settori, ma in particolare sulla sicurezza alimentare, la sicurezza sociale, la promozione ambientale e i diritti del lavoro.

4. Impedire la messa sul mercato dei servizi pubblici

5. Fare pressione per rendere pubblici tutti i testi negoziali

Le chiedo, dunque, di rendere pubblica la sua posizione su tutti questi punti e di rispondere con convinzione democratica agli sforzi che noi cittadini e le associazioni, i sindacati, i comitati locali e i coordinamenti nazionali della Campagna Stop TTIP stanno facendo perché si faccia piena luce su un negoziato tanto importante quanto sconosciuto alla maggioranza dell’opinione pubblica.

Sarà mia cura informarmi sul suo voto, per capire se rappresenterà o meno le mie convinzioni, e farlo sapere.

In attesa di un cortese riscontro, distinti saluti

Nome, cognome, città di residenza

N.D.A: Il parlamentare Herbert Dorfmann membro della Commissione ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare e in questa commissione anche relatore permanente per il TTIP ha gentilmente voluto rispondere a questa mail , nel PDF il testo della sua risposta: risposta Herbert Dorfmann

Aggiornamento 15/06/2016

OGGETTO MAIL: 15 Giugno, difendiamo la democrazia, chiediamo al Ministro Calenda di avere un accordo misto per ratifica CETA
14 giugno 2016

Onorevole Presidente della Camera,
Onorevole Presidente del Senato,
Onorevoli Membri del Parlamento,

con una forzatura delle procedure garantite dal Trattato di Lisbona, il Governo italiano, per bocca del Ministro Calenda, rivela la sua posizione sulla ratifica del CETA: un accordo non misto, che non necessita quindi di alcuna verifica da parte dei parlamenti nazionali.
Una presa di posizione gravissima che vuole escludere dal processo i parlamentari nazionali, molti dei quali, dopo essere entrati per la prima volta nella sala di lettura del TTIP in Italia, di cui il CETA è il naturale preludio, hanno espresso gravi preoccupazioni.
Una posizione, quella del Governo italiano, non sostenuta dalle fonti giuridiche* nè dalle proposte dello stesso Consiglio Europeo** e distante da quella di altri Paesi, come Lussemburgo e Francia.
Un tentativo di esautorare il ruolo di quanti, democraticamente eletti, siedono al Parlamento italiano.
Come cittadino ritengo che sia la giusta occasione per voi, rappresentanti eletti, di farvi promotori delle preoccupazioni sollevate dalla società civile in merito al CETA chiedendo al Ministro Calenda, durante l’audizione al Parlamento italiano del prossimo 15 giugno, di rivedere una posizione così svilente della democrazia, che comprime la sovranità nazionale nel nostro Paese e le prerogative del nostro Parlamento oltre quanto stabilito dal trattato di Lisbona.
In conclusione, porto a Vostra conoscenza che come cittadini italiani abbiamo fatto partire una petizione contro il CETA e il TTIP che ha visto ad oggi più di 81.000 sostenitori: https://www.change.org/p/l-italia-si-opponga-all-accordo-tip-matteorenzi
Cordiali saluti, massimiliano
Riferimenti:
* http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=URISERV:ai0020
* http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/competences/faq?lg=it
** documento 12838/11 del Consiglio Europeo del 14 luglio 2011 (partial declassification) “Recommendation from the Commission to the Council on the modification of the negotiating directives for an Economic Integration Agreement with Canada in order to authorise the Commission to negotiate, on behalf of the Union, on investment”, punto 26a dove chiarisce
“The aim is to include into the investment protection chapter of the agreement areas of mixed competence, such as portfolio investment, dispute settlement, property and expropriation aspects”

Risposta dell’onorevole Fedriga

Gentilissimo Signor Massimiliano, grazie per il sollecito, ma posso confermarle che la Lega Nord non si è lasciata sfuggire, durante l’informativa dello scorso 15 giugno del Ministro Calenda, l’occasione di ribadire la sua contrarietà. Le trasmetto, in calce, l’abstract dell’intervento del collega Allasia.

Cordiali saluti. On. Massimiliano Fedriga

File: On Allasia – abstract intervento

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