LA FATICA

LA FATICA

Pensieri di Omraam Mikhaël Aïvanhov

LA FATICALa sensazione di fatica dipende molto dallo stato interiore. Lavorate per ore con amore e non proverete alcuna fatica; ma provate a lavorare anche solo pochi minuti nel malcontento, nella collera, nella rivolta: tutto si bloccherà in voi e vi sentirete sfiniti. Bisogna comprendere l’efficacia, la potenza dell’amore. Tutto ciò che fate, sforzatevi di farlo con amore, oppure non fatelo! Ciò che fate senza amore vi logora, vi mina, quindi non stupitevi se in seguito non avete più risorse. Quando lavorate senza amore, è come se introduceste in voi del veleno. Direte che ci sono lavori che non amate, ma che avete comunque il dovere di fare. D’accordo, siete obbligati, ma trovate almeno una ragione per farli con amore. Questo dipende soltanto da voi.

Non vi manca che una cosa: la convinzione. Siete ancora divisi, accettate in voi la biforcazione: dite di aver scelto la vita spirituale, ma al tempo stesso continuate a vivere come chiunque altro, preoccupati solo di garantirvi la sicurezza e i successi materiali. Non si sa mai, pensate, cosa riservi l’avvenire. Chi conosce il proprio cammino e il proprio scopo non si lascia assorbire da quelle preoccupazioni. Direte: «Ma bisogna comunque prevenire il futuro e accumulare delle riserve, assicurarsi in previsione dei giorni difficili». Se vi preparate per i giorni difficili, allora di sicuro essi verranno! In realtà, voi avete già, in una banca, dei forzieri ai quali potete attingere. Quella banca, alimentata da Dio stesso, è dentro di voi, nella vostra volontà, nel vostro cuore, nel vostro intelletto, nella vostra anima e nel vostro spirito. Decidetevi a mettere a frutto almeno alcune delle ricchezze che vi sono state donate!

Quando si considera qualcuno come il proprio nemico e lo si detesta, spesso ci si dice che sarebbe comodo se scomparisse. Ovviamente, non si arriverà ad ucciderlo perché non si decide così facilmente di commettere un assassinio – è troppo rischioso – ma si pensa a quella morte, la si desidera… Ebbene, a quel punto bisogna sapere che forse si sarà responsabili della morte di qualcun altro nel mondo. Sì, perché i pensieri, i sentimenti e i desideri circolano e vanno a influenzare da qualche parte, più lontano, persone che si trovano nelle stesse disposizioni d’animo e che desiderano anch’esse sbarazzarsi di un nemico. Se il loro desiderio di vendetta è più forte, o hanno minore volontà di resistere al proprio istinto criminale, un giorno, sotto l’influenza di qualcosa che non comprendono – un impulso, una corrente che le trascina – quelle persone commetteranno un omicidio. Ecco una verità che è essenziale conoscere. Noi ignoriamo ciò che i nostri stati di coscienza diventano attraverso lo spazio, ma un giorno ritorneremo tutti nell’altro mondo. Là, ci verranno presentate le conseguenze dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti e dei nostri desideri; e allora, può darsi che taluni, che si credevano irreprensibili, saranno spaventati nel vedere che sono stati la causa di tanti danni.

Occorre saperlo: chiunque voi siate e qualunque cosa facciate, dovrete subire delle prove. Perciò, invece di essere ogni volta sorpresi come se faceste una scoperta, e ritenere tutti gli altri – compreso il Signore – responsabili di quelle difficoltà, riflettete, meditate, e comprenderete il lato buono delle prove. Ci sono molte qualità che non si possono sviluppare finché non si è passati attraverso certe sofferenze: gli insuccessi, la malattia e anche l’inimicizia degli esseri umani. Sì, e per questo vi dirò che i nostri nemici sono amici camuffati, perché ci obbligano a fare degli sforzi e a progredire. Gesù diceva: “Amate i vostri nemici” e molti trovano questo comandamento non soltanto irrealizzabile, ma anche insensato: come si possono amare coloro che ci fanno del male? È impossibile! Sì, invece, è possibile quando si scopre che essi sono amici camuffati, e che la Provvidenza ce li invia per obbligarci a fare dei progressi sulla via della padronanza di sé e della liberazione.

Siate attenti ad ogni parola che pronunciate, perché nella natura c’è sempre uno dei quattro elementi (la terra, l’acqua, l’aria o il fuoco) che aspetta il momento in cui potrà rivestire di materia tutto ciò che esprimete. La realizzazione si verifica spesso molto lontano dalla persona che ne ha fornito i germi, ma si verifica infallibilmente. Così come il vento trasporta le sementi spargendole lontano, le vostre parole prendono il volo e vanno a produrre in qualche punto dello spazio risultati buoni o cattivi.  Perciò, abituatevi a parlare con amore ai fiori, agli uccelli, agli alberi, agli animali e agli esseri umani, perché questa è un’abitudine divina. Chi sa pronunciare parole che riscaldano, vivificano, ispirano e accendono il fuoco sacro, possiede una bacchetta magica nella propria bocca.

Quante civiltà e quante religioni sono scomparse da millenni! Se non sono state in grado di resistere al tempo, è perché i valori che esse portavano erano insufficienti a creare la nuova vita; così, si sono cristallizzate, fossilizzate, e lo spirito è venuto a spazzare via le antiche forme caduche. Quindi, non fermatevi a ciò che va in rovina, non andate a cercare delle macerie credendo che vi troverete l’ispirazione per la vostra vita interiore. Molti spiritualisti vorrebbero ritornare alle antiche Iniziazioni, per riportarle in vita. È un errore. Non bisogna risvegliare i misteri del passato, perché anche dal punto di vista spirituale è pericoloso voler rianimare ciò che è già morto. Invece di occuparvi del passato, dovete tendere verso l’avvenire, perché quello che rappresenta il vostro avvenire è il presente degli esseri superiori che vegliano su di voi. Così, ricevendo ciò che quegli esseri vi danno, accelerate la vostra evoluzione.

Finché lo spirito non l’ha penetrata per animarla, la materia resta inerte, informe. Si può simbolizzare lo spirito con un punto, e la materia, con un cerchio attorno al punto. La figura del cerchio e del punto centrale è stata messa ovunque dall’Intelligenza cosmica: nei frutti, dove la polpa circonda il nocciolo o i semi, negli occhi, su certe parti del corpo dell’uomo e della donna. Corrisponde anche alla struttura della cellula, dell’atomo e del sistema solare. Ovunque vedrete questo simbolo. Tutta la vita, tutta la Creazione è in questo simbolo: un cerchio al cui centro sta il punto, lo Spirito cosmico, che vivifica l’Universo. Gli Iniziati, i quali hanno compreso la potenza di questo simbolo, non chiedono altro che possedere in se stessi quel punto: lo spirito. Anche tutti noi siamo dei cerchi che devono ricercare quel punto centrale: lo Spirito Santo. Finché rimarremo un cerchio senza punto, saremo nel disordine, nel vuoto, nel caos. Ma il giorno in cui quel punto, lo Spirito, verrà a stabilirsi in noi per animarci e illuminarci, saremo nella pienezza e diverremo creatori.

LA FATICANel libro dei Proverbi, la Saggezza prende la parola e dice: “Quando l’Eterno tracciò un cerchio sulla superficie dell’abisso, io c’ero”. Cosa rappresenta quel cerchio? Le frontiere che Dio ha tracciato per creare il mondo, e in questo senso si può dire che, per creare, Egli si è limitato. Limitarsi significa rinchiudersi in un Universo che funziona ed evolve secondo leggi proprie. Al di fuori, al di là di questo Universo, si ignora cosa esista. Le leggi della vita, studiate dalla scienza, altro non sono che i limiti che Dio Si è imposto nella Sua Creazione. Sono tali limiti a dare struttura, forma, contorno e coesione alla materia. Un mondo che non fosse circoscritto da limiti, sarebbe instabile e non potrebbe sussistere, perché all’interno di quei limiti tutta la materia è in movimento, ed essa non chiede che di sfuggire. Dio ha tracciato un cerchio per trattenere la propria sostanza. Il cerchio è un tracciato magico. Al centro, Dio ha posto il nucleo della Creazione, e il Suo lavoro è incominciato

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