Geobiologia e Bioarchitettura

Geobiologia e Bioarchitettura

Geobiologia e Bioarchitettura inizLa Geobiologia – dal greco Ghèa (terra) e Bìos Logos (scienza della vita) – è la scienza che studia gli effetti dei fenomeni della Terra sulla vita degli esseri viventi.

Si tratta di una scienza recente. Tuttavia, già nell’antichità, i cinesi già seguivano una dottrina chiamata Feng-Shui, letteralmente Vento e Acqua, i cui maestri sono chiamati geomanti. Essa designa con questi due elementi inafferrabili delle forze che dalla Terra salgono fino in cielo. In questa dottrina si parla delle correnti di energia vitale che percorrono la Terra nel senso dei paralleli e dei meridiani.

Circa trent’anni fa, un professore dell’Università di Heidelberg, Ernst Hartmann, riscoprì dunque quello che gli antichi già sapevano. Su tutta la superficie terrestre dal sottosuolo alla biosfera, c’è un invisibile reticolo formato da bande di radiazioni telluriche larghe circa 21 cm. Queste bande si intersecano ogni 2 m. nella direzione Nord-Sud ed ogni 2,5 m. in quella Est-Ovest, e formano un vero e proprio reticolo a cui è stato dato il nome del suo scopritore cioè rete di Hartmann.

I “NODI” CHE FANNO MALE ALLA SALUTE

Geobiologia e Bioarchitettura GeopatieQuesto reticolo, come i paralleli e i meridiani, si restringe verso i poli, ed ha il massimo dell’espansione all’equatore. Nel corso di approfondite sperimentazioni, si è stabilito che i punti d’incrocio di questo reticolo, definiti “nodi Hartmann” o nodi geopatogeni, hanno ripercussioni negative sulla salute delle persone e di qualsiasi essere vivente che inconsciamente vi soggiorni sopra, dormendo o riposando. Le parti interne, invece, sono definite “zone neutre” e non comportano nessun problema. Come ogni regola, però, anche quella dei nodi geopatogeni ha le sue eccezioni, poiché ci sono alcuni esseri viventi – come il gatto, le formiche, le api, i serpenti, ecc. – che invece cercano tali nodi per vivere meglio.

Geobiologia e Bioarchitettura 2Molti studi e sperimentazioni sono stati eseguiti dal Dott. Hartmann, dal Dott. Curry, dal Dott. Picard ed altri, riscontrando che l’irradiamento tellurico può essere ulteriormente aggravato da altre cause, quali faglie geobiologiche, corsi d’acqua sotterranei, tipologie dei terreni, ecc.

La Geobiologia, oltre allo studio dell’interferenza sull’uomo dovuta a cause cosmo-telluriche, tiene in considerazione anche le aggravanti definite tecniche. Dopo migliaia e migliaia di anni vissuti in armonia con la natura, quasi all’improvviso l’uomo ha alterato le proprie abitudini di vita. Infatti, negli ultimi 100 anni, ha scoperto nuove forme di energia che accelerano il progresso a tal punto che i vantaggi sono subito evidenti, ma gli svantaggi e i rischi per la salute si scoprono con notevole ritardo.

I DANNI DELL'”ELETTROSMOG” E DELLA “SINDROME DA EDIFICIO MALATO”

Basta pensare all’inquinamento di aria, acqua e cibi per capire a quale livello siamo arrivati negl’ultimi tempi. Ma non è tutto. Ora viviamo l’Era dell’Inquinamento Elettromagnetico o elettrosmog. Negl’ultimi vent’anni, l’uso dell’elettricità è entrato a far parte della nostra esistenza in maniera talmente invadente che non ne possiamo più fare a meno. Il nostro paese è attraversato da milioni e milioni di Km. di cavi elettrici.

Con migliaia di ponti radio, di antenne emittenti, di radar militari, ogni anno vengono scaricati nell’ambiente naturale migliaia di Kwh di energia artificiale che altera il nostro equilibrio magnetico-naturale. Va considerato, inoltre, che l’uomo, negli ultimi decenni, ha abbandonato la natura per vivere sempre più in agglomerati urbani, spesso costruiti selvaggiamente badando più alla logica del profitto che alla salute dell’uomo. Edifici costruiti sempre più con il cemento armato creano una sorta di barriera contro le onde armoniche positive, e favoriscono invece la diffusione di radiazioni elettriche e telluriche-nocive.

Geobiologia e BioarchitetturaSe ci addentriamo un po’, ci sovviene una domanda: “Qual è l’interrelazione tra uomo e ambiente?” Parliamo chiaramente dell’uomo moderno, dell’uomo che vive in città, e se andiamo ad esaminare attentamente riscontriamo in esso un abbassamento delle difese immunitarie ed una predisposizione ad attacchi di agenti esterni ed a degenerazione cellulare (tumore).

I primi e più attenti a queste tematiche sono stati gli americani, che l’hanno definita “Sick Building Syndrome” cioè sindrome da edificio malato. Gli studi, effettuati con molto pragmatismo, hanno provocato allarmi, facendo sì che molti cercassero di correre ai ripari.

ALTRE FONTI DI MALATTIE

Potremmo aggiungere molte altre cause tecniche che sono fonti di disturbi: infissi metallici, poca circolazione di aria pulita, materiali ed indumenti sintetici, specchi, eccesso nell’utilizzo di ferro, acciai, minerali sintetici, mobili per la cui realizzazione sono state usate colle tossiche o folmaldeide, pitture tossiche, colori e isolanti sintetici. Pertanto, rimanere eccessivamente esposti ad onde perturbanti, o rinchiuderci in gabbie di Faraday, obbligano l’organismo ad un maggior dispendio energetico per il mantenimento della sua omeostasi.

I campi di disturbo si diffondono orizzontalmente e verticalmente. Essi vengono spesso rafforzati attraverso apparecchiature e impianti tecnici, nonché in presenza di parti ferrose. Le zone di disturbo geopatogene influenzano attraverso la pelle il sistema neurovegetativo, il quale da parte sua comanda molti organi interni del nostro corpo.

Se questo equilibrio viene disturbato attraverso campi geopatogeni, possono comparire malattie e malesseri, soprattutto quelli per cui il medico non trova alcuna causa precisa. Lavorare ma soprattutto riposare o dormire su zone perturbate può inizialmente disturbare il nostro organismo in modo lieve, ma prolungandone l’esposizione, ciò che si manifesta inizialmente come un piccolo disturbo può, nel tempo, essere causa di patologie gravi o gravissime, fino alle estreme conseguenze.

Tuttavia, in conclusione, è importante sottolineare che, parallelamente a queste tristi scoperte, studiosi ricercatori e medici hanno individuato, dopo sperimentazioni scientifiche durate decenni, degli efficaci sistemi di protezione e di compensazione.

Scelta del luogo

Per applicare al meglio i principi di bioarchitettura alla propria abitazione, è indispensabile porre una cura particolare alla scelta del luogo sulla quale essa dovrà sorgere.

Condizione importantissima che sta alla base di un corretto modo di abitare è che la casa si adatti al terreno in cui si trova. Essa si dovrebbe trovare il più lontano possibile dalle fonti d’inquinamento chimico, elettrico, acustico, oltre che dalle perturbazioni del sottosuolo.

Geobiologia e BioarchitetturaImportantissima è anche l’esposizione al sole, la direzione dei venti, le precipitazioni.

Perché possa esservi applicato un discorso di riscaldamento e raffrescamento passivo è importantissimo decidere anche un corretto orientamento.

Altro aspetto da considerare è quello relativo alla presenza di campi elettromagnetici, poiché, come abbiamo visto nel relativo capitolo, le griglie energetiche che questi creano nel sottosuolo, possono influire notevolmente sui meccanismi di regolazione cellulare del nostro organismo. Esistono dei veri e propri studi che, eseguiti sul terreno specifico, essi sono in grado di stabilire la presenza di faglie e falde acquifere, nodi geopatogeni, umidità o radioattività.

Per quanto riguarda invece la composizione del terreno sono ottimali quelli recenti ed alluvionali, ricchi di sabbia e ghiaia, calcarei o arenarici.

Geobiologia

La geobiologia agisce partendo dal presupposto che, dal punto di vista della bioarchitettura, lo studio del sito sul quale dovrà sorgere la casa riveste una grande importanza. Essa, partendo dalla rabdomanzia ma estendendosi anche ad altri fenomeni naturali quali i reticoli cosmo-tellurici o artificiali come i campi elettromagnetici, si pone come studio preventivo e diagnostico di quelle patologie che possono derivare dall’esposizione a questo tipo di fenomeni, malattie che sono appunto denominate “geopatie”.

Le geopatie insorgono da una lunga esposizione a fenomeni energetici non biocompatibili, quindi anche il tempo, associato all’intensità d’esposizione, riveste grande importanza.

Attraverso l’uso della rabdomanzia è possibile l’individuazione delle falde acquifere e delle faglie geologiche. Mentre le faglie sono sempre nocive, solo alcune falde sono nocive anche se le acque che scorrono nelle falde artesiane emanano un’energia non biocompatibile.

Geobiologia e Bioarchitettura 3Tali acque producono fenomeni elettrici e magnetici dovuti, secondo alcuni, alla presenza di sali in esse disciolti e allo sfregamento contro materiali di contenimento. Queste acque perdono di solito la loro nocività sboccando in superficie divenendo invece utili come acque curative perchè ricche di ferro, zolfo, ecc. Visti questi presupposti, il geobiologo non deve essere solo in grado (come il rabdomante) di determinare la presenza dell’acqua ma anche di individuarne la natura e le caratteristiche rispetto alla geopaticità, applicando le basi dell’idrologia e la casistica medica legata agli effetti della permanenza sulla verticale delle falde.

Riferimento importante per la geobiologia sono state le sperimentazioni di Ernst Hartmann, che constatò una stretta correlazione tra certi luoghi e l’insorgere di precise patologie. Egli ipotizzò l’esistenza della cosiddetta “rete H”, in altre parole un reticolo di raggi tellurici, una scacchiera orientata, con interasse di circa 2m in direzione est-ovest e 2.5m in nord-sud, che forma un muro invisibile che s’innalza attraverso la biosfera e si estende sulla superficie del pianeta.

Tra queste fasce della rete, larghe circa 20 cm, ma ampliabili fino a 80 in particolari condizioni come quella della luna piena, si abbia una zona neutra, un sito cioè dove le onde cosmiche e telluriche si annullano.

Quando le maglie si sovrappongono, in prossimità dei cosiddetti nodi, si sentono invece molto più forti le influenze del campo magnetico, tanto che in questo caso si parla di “punti cancro”.

Geobiologia e Bioarchitettura 1Gli effetti riscontrati sui nodi sono amplificati e deformati qualora sotto di loro si trovino corsi d’acqua sotterranei, anomalie geologiche, magnetismi naturali, masse metalliche. E’ proprio il geobiologo, che procede ad un’accurata rilevazione del “reticolo di Hartmann”, in base al quale si procederà poi alla progettazione e disposizione dei locali della casa che sarà decisa tenendo conto della posizione dei nodi geopatogeni.

Radioattività e Radon

Il radon è un gas poco più pesante dell’aria, inodore, incolore e debolmente radioattivo. E’ una sostanza nociva per l’uomo che, se non corre alcun pericolo stando mezz’ora di seguito in una stanza chiusa con un’alta concentrazione di radon, se accumula migliaia di ore in una casa o in un ambiente esposto a tale gas può riceverne danni alla salute.

Infatti questo gas – che esiste da sempre ma di cui solo oggi si comincia a conoscerne la pericolosità – è sospettato di essere cancerogeno e responsabile, in particolare, di alcune forme di tumore al polmone.

Se per il momento in Italia se ne parla ancora poco, in America questo fenomeno è tenuto in gran considerazione e oggetto di studi approfonditi da parte di coloro che si occupano di problematiche ambientali.

Geobiologia e BioarchitetturaIl radon proviene principalmente dalle rocce d’origine vulcanica presenti nel sottosuolo (graniti, pozzolane, tufi, lave) e, raggiunge l’ambiente esterno, alla presenza di fratture negli strati superficiali del terreno o attraverso falde sotterranee e corsi d’acqua.

Quando vi siano fessure nelle pavimentazioni o nelle pareti o vie di possibile risalita, la penetrazione nei locali d’abitazione è facilitata. Il radon, inoltre, può essere emesso anche dai materiali da costruzione, come le pietre o gli inerti che sono utilizzate per i calcestruzzi.

E’ pur vero, tuttavia, che la concentrazione di radon presente in un ambiente dipende molto dalla sua areazione a livello di terra, in mancanza di questa il gas tende a concentrarsi raggiungendo alti valori di concentrazione. L’antidoto al radon è dunque la previsione, in fase di progettazione, di un’adeguata ventilazione dei locali collocati sotto il piano abitabile e la verifica che il gas non possa risalire nell’edificio attraverso i condotti predisposti per il passaggio degli impianti.

I locali abitati dovranno inoltre essere dotati di adeguata ventilazione naturale, evitando isolamenti o rivestimenti che possano pregiudicare la permeabilità delle pareti.. La moderna tecnologia ha anche messo a punto una “barriera antiradon” che può essere posata nelle nuove costruzioni ma anche in quelle già esistenti.

Inquinamento acustico

87uuytSenza dubbio, uno dei fattori che contribuiscono a creare un ambiente accogliente per l’uomo è l’assenza o perlomeno il controllo del fattore “inquinamento acustico”.

Con il passare degli anni si è fatto sempre più rilevante.

Va detto che a certi livelli di frequenza, la percezione dei suoni come “rumori molesti” dipende spesso da valutazioni soggettive (chi usa una motocicletta non ne considera molesto il rombo, a differenza di chi invece è costretto a subirlo suo malgrado). Esistono, in ogni modo, suoni che una larga maggioranza di persone avverte come sgradevoli e quindi sono associati a fastidio, disturbo o disagio.

Sono state condotte ricerche per definire con precisione il rapporto esistente tra l’esposizione a determinati rumori, d’intensità e provenienza, da sorgenti note (dose di rumore), e la sensazione d’irritazione o disagio, avvertita da un gruppo d’individui esposti a tali rumori.

Per lo più sono state ottenute valutazioni fondate su considerazioni di tipo quantitativo, ovvero si è cercato di rilevare da quanti individui, in percentuale, un dato rumore sia avvertito come elemento di disturbo. Di là dalle reazioni soggettive, per quanto riguarda suoni particolarmente alti e intensi il giudizio è stato in pratica unanime: il rumore è stato percepito come molesto. In altri casi il giudizio negativo è stato influenzato da fattori quali la durata dell’esposizione al rumore o il momento, nell’arco delle 24 ore, in cui il rumore è stato prodotto.

Quando non sia possibile operare sulla scelta del luogo, per evitare l’influenza negativa dell’inquinamento acustico, è necessario ricorrere ai sistemi che vengono messi a disposizione per annullare o perlomeno smorzare le vibrazioni causate spesso e volentieri dal traffico o dalla vicinanza con realtà industriali con un alto tasso di rumorosità. A questo scopo si possono utilizzare pannelli fonoassorbenti, barriere al rumore ecc.

Orientamento dell’edificio e disposizione dei locali

L’edificio deve essere collocato in modo da sfruttare al meglio la radiazione del sole.

Bisogna quindi individuare l’area che riceve la maggior quantità di sole durante le ore di massima radiazione, collocando la costruzione nella parte nord di tale area.

Geobiologia e BioarchitetturaAnche la forma dovrà consentire la massima penetrazione dei raggi solari ad esempio una costruzione allungata lungo l’asse est-ovest esporrà una maggiore superficie esterna al sud, minimizzando il fabbisogno di riscaldamento durante la stagione fredda.

Sarebbe ottimale avere una situazione in cui l’esposizione a nord sia minima e ciò si può ottenere ad esempio collocando l’edificio in pendenza lungo l’asse nord-sud in modo da accorciare il più possibile tale parete. Gli spazi maggiormente abitati dell’edificio, che necessitano quindi di essere riscaldati di più, dovranno essere collocati, per quanto possibile, lungo il lato sud, mentre al contrario, gli spazi accessori, quali lavanderie, garage, ripostigli saranno collocati sul lato nord fungendo da cuscinetto tra gli spazi riscaldati e la parete più fredda.

Dunque le stanze da letto e la zona giorno occuperanno il lato sud-est o sud-ovest e sul fronte sud, potrà essere collocata una serra, con la funzione di ottimizzare l’accumulo termico nella stagione invernale.

Sarà poi buona norma prevedere che l’ingresso sia coperto e orientato fuori della direzione dei venti invernali. Meglio ancora sarebbe, trasformare tale zona in una specie di “camera di decompressione” tra interno ed esterno, evitando così perdite di calore ad ogni apertura della porta con conseguente risparmio dal punto di vista energetico.

Per quanto riguarda la disposizione dei locali alcuni consigli utili possono venirci anche dal Feng-Shui.

Zona notte

La stanza da letto è una delle zone più importanti della casa, non solo perchè vi trascorriamo gran parte della nostra giornata, ma anche perchè la posizione distesa che assumiamo dormendo non favorisce l’eliminazione a terra delle cariche elettromagnetiche.

E’ quindi indispensabile che siano adottati alcuni accorgimenti per “dormire al naturale”.

Innanzi tutto il letto dovrebbe essere orientato con la testa a nord, visto che le cariche elettromagnetiche hanno una direzione nord-sud. Sono inoltre da evitare grandi specchi, letti con struttura di ferro o materassi a molle che fungono da antenna, alterando in misura dannosa per la nostra salute, il campo elettromagnetico.

Geobiologia e BioarchitetturaPer evitare i problemi dovuti alla presenza di elettricità devono ovviamente essere tenuti in conto nella progettazione tutti i parametri suggeriti nei capitoli sull’impianto elettrico e sui disgiuntori di corrente.

Anche i materiali dei rivestimenti e degli arredi, colle, vernici, imbottiture ecc.., devono essere il più naturali possibili, per evitare emissioni di composti tossici e di cariche elettrostatiche.

La camera dovrebbe essere inoltre arieggiata e quindi dotata di aperture sufficienti, silenziosa, dipinta con colori riposanti e, illuminata con luci tenui che consentano di ottenere il buio e la luce in modo graduale.

La temperatura ottimale è di 16° – 18°C con un’umidità del 50-60%.

Relazioni psico-spaziali

La terra è attraversata da energie (vibrazioni) di cui costantemente subiamo gli effetti, benefici o dannosi, anche senza rendercene conto.

Ogni cosa emette vibrazioni, anche le forme bidimensionali e quelle invisibili all’occhio umano. La consapevolezza dell’esistenza di queste energie è necessaria quando si effettua una ricerca sulla qualità energetica di una casa e quindi sugli effetti, buoni o negativi che essa può avere sui suoi abitanti.

Possono influire negativamente sulla qualità della vita non solo la presenza di elementi di disturbo nel sottosuolo (acqua, radon, masse metalliche, ecc) ma anche la struttura stessa della casa che con la sua forma più o meno armonica contribuisce all’assorbimento di energie positive o al loro allontanamento.

Per questo i progettisti sono investiti di una gran responsabilità che è quella di realizzare case a “misura d’uomo”, scegliendo per forme e materiali consoni. La forma dell’edificio, oltre a consentire un inserimento armonico nell’ambiente, deve poter sfruttare al meglio l’esposizione solare; sono in ogni caso da preferirsi forme semplici e regolari poiché la riduzione al massimo delle pareti perimetrali diminuisce lo scambio con l’esterno ottenendo meno dispersioni termiche nei mesi freddi e migliore coibentazione in quelli caldi.

Secondo le teorie legate alle “onde di forma” ovvero alle emissioni dovute alla forma, le proporzioni e l’angolo della copertura dell’edificio, in particolare, creano una buona ripartizione dei campi bioenergetici.

Feng-shui

vbfbfIl feng Shui (letteralmente acqua e vento) è l’antico sistema cinese (nato 5000 anni fa) per creare ambienti armoniosi che possano portare felicità, prosperità e salute attraverso il flusso del “Ch’i” l’energia vivificante o soffio cosmico che fluisce nell’ambiente.

Gli ideogrammi vento ed acqua si riferiscono all’effetto dinamico che tali elementi esercitano sull’ambiente. La disposizione dei vari elementi interni all’abitazione è fondamentale per questa disciplina. Infatti, se l’energia viene bloccata o se scorre troppo velocemente perdendo l’armonia si trasforma nel suo doppio negativo lo “Sh’a Ch’i”.

Il primo consiglio pratico che suggerisce il Feng Shui è di posizionare la porta d’ingresso con apertura verso l’interno, favorendo così l’entrata dell’energia che però non deve trovare ostacoli lungo il percorso. Quindi davanti alla porta d’ingresso non devono esserci finestre, scale o, peggio ancora, bagni che accelerano l’andamento del Ch’i favorendone la dispersione.

La cucina va tenuta lontana dall’ingresso perchè, se investita da troppa energia, può favorire appetito eccessivo, mentre tale posizione è consigliata per il soggiorno. Per arredare o risistemare la propria casa in base a questi principi è necessario dotarsi di un “Ba-gua” ovvero una mappa ottagonale che deve essere sovrapposta alla pianta della propria casa; in questa mappa il nord coincide sempre con l’entrata mentre gli altri locali vengono posizionati con l’orientamento più consono a favorire la funzione che in essi viene esplicata (studio, riposo, svago ecc..).

Fondamentale, in questa disciplina, è la collocazione dei mobili, che cambia a seconda della posizione dell’entrata e della funzione dello spazio (conviviale, professionale, meditativa); ecco perchè i mobili ispirati al Feng-Shui sono facilmente orientabili a seconda delle diverse disposizioni.

Non esiste, ovviamente, nessun fondamento scientifico, sul fatto che questa pratica funzioni veramente ma è certo che i consigli magici di arredamento e organizzazione dell’ habitat domestico spesso non sono così diversi da quelli ispirati ad una saggia estetica dell’abitare e consentono quindi di raggiungere un equilibrio di forme, colori, spazi e prospettive indispensabile per un miglioramento della qualità della vita.

Importanza del colore

Il colore è uno strumento in grado di migliorare la nostra esistenza nel lavoro, nella casa, nella scuola, nell’assetto urbano, soprattutto da quando l’architettura, per ragioni tecniche, economiche e culturali è diventata più semplice nelle linee e nei rilievi.

Per una buona salute fisica e mentale è necessario vivere in compagnia dei colori preferiti e mai di quelli che non amiamo.

Per ogni spazio che assolve specifiche funzioni, poi, ci sono colori in parte adatti.

Ad esempio l’ingresso che accoglie chi entra in una casa deve evitare colori scuri, privilegiando quelli più caldi che regaleranno una sensazione d’intimità.

Per il soggiorno vanno bene colori che stimolano la socievolezza senza essere aggressivi: ad esempio le sfumature del giallo, dell’arancio e del verde tendente al giallo; le grandi masse blu, specie se scure, spengono la conversazione ed intristiscono.

In cucina sono adatti colori vivaci come quelli del fuoco: giallo, rosso, arancio, mentre il bianco evidenzia il colore del cibo e consente di valutarne la freschezza.

In sala da pranzo va evitato il verde che conferisce sazietà ancor prima di aver mangiato, mentre è ottimo il giallo che sostiene le funzioni epatiche o l’arancio che stimola l’appetito, il rosso induce allegria ma può produrre eccessiva accelerazione nel mangiare.

Nello studio non deve mancare una componente di giallo che favorisce l’attività mentale e l’operosità abbinando però anche il verde o il turchese.

In stanza da letto il rosso provoca insonnia, mentre gli azzurri calmano e rasserenano.

Ergonomia e arredamento

Vivere e abitare in modo corretto dal punto di vista della bioarchitettura e quindi valorizzare la qualità della vita dipende da molti fattori. Uno di questi anche se spesso non gli viene data l’importanza che meriterebbe, è l’arredo.

Molti degli oggetti d’arredo presenti nelle nostre case sono spesso dannosi per la nostra salute non solo per la loro forma, che costringe il nostro corpo a posizioni innaturali, che alla lunga possono portare anche a gravi problemi a carico della spina dorsale o della circolazione, ma anche per la composizione stessa dei materiali che si rivela talvolta inquinante.

Geobiologia e BioarchitetturaUno dei prodotti, più dannoso e maggiormente riscontrabile, nelle nostre case è la formaldeide (FORMALDEIDE IN CASA). Si tratta di un gas incolore che si ottiene con ossidazione del metanolo o direttamente dalla distillazione del petrolio. E’ impiegata per la produzione di resine sintetiche, colle, carta, feltri termoisolanti di lana di vetro o minerale, ed è inoltre utilizzata per tappezzerie, coloranti, vitamine, profumi e fitofarmaci.

Se inalata in alte concentrazioni provoca irritazione delle mucose del naso, della gola e delle vie respiratorie, oltre a congiuntivite con lacrimazione e tumefazione delle palpebre. Per quanto riguarda più specificatamente l’utilizzo della formaldeide nella produzione di mobili, essa è impiegata principalmente per quelli realizzati in truciolare. I punti delicati per l’emanazione di questo gas sono quindi le superfici senza strato protettivo, gli spigoli di taglio, i fori del trapano. La cosa migliore, ovviamente, sarebbe però di evitare l’acquisto di oggetti o materiali che contengano formaldeide.

Come abbiamo visto l’arredo, oltre ad essere il più possibile “naturale” dal punto di vista dei componenti, deve anche rispettare la fisiologia umana e per questo ci può venire incontro una scienza chiamata ergonomia.

Il termine deriva dal greco “ergon”, che significa lavoro e “nomos” ovvero norma, e si occupa di studiare le relazioni tra l’operatore e la macchina e di adeguare le diverse condizioni e gli strumenti di lavoro ai bisogni dell’uomo. In conformità a questi studi sono stati realizzati particolari d’arredo, soprattutto, letti e sedute, che consentono di riposare o lavorare assumendo le posizioni più consone al nostro corpo, abbinando nello stesso tempo materiali ecologici come il cotone, la lana, il legno verniciato con prodotti atossici ecc..

Ad esempio per quanto concerne i letti è fondamentale che reti e materassi vengano scelti rispettando le varie posizioni che il corpo assume durante il sonno, seguendo la naturale curvatura della spina dorsale garantendo nel contempo una salutare circolazione d’aria in modo da consentire al materasso la cessione dell’umidità assorbita durante il nostro sonno ed evitando così il prolificarsi di acari e muffe.

Uno dei supporti più consigliati è quello costituito da doghe di legno, mentre per quanto riguarda il materasso la bioarchiettura sconsiglia quelli di lana (vedi acari, batteri,ecc..), quelli a molle (dannosi alla corretta postura e per l’accumulo di cariche elettrostatiche), assolutamente da evitare sono quelli in lattice, per la loro elevata tossicità!

L’assenza di parti metalliche garantisce un sonno senza interferenze di influssi elettromagnetici.

Importanza della vegetazione

Geobiologia e BioarchitetturaLa vegetazione riveste una grande importanza per la bioarchitettura ed i suoi utilizzi sono veramente molteplici. Il sistema di depurazione delle acque ottenuto con certi tipi di piante è senza dubbio efficace oltre che ecologico e può risolvere, talvolta, i problemi legati all’installazione d’altri tipi d’impianti. Gli alberi piantumati vicino alle case, possono invece creare veri e propri “schermi” frangivento e frangisole, contribuendo al raggiungimento di una corretta ventilazione e aerazione degli edifici. Gli ostacoli, infatti, deviando il vento verso l’alto, generano a valle una zona di calma relativa; la profondità della zona protetta dipende dall’altezza dell’ostacolo e dalla sua forma. Così, per esempio, un ostacolo formato da un piano verticale compatto (un muro) investito da un vento a lui perpendicolare genera una zona dove la velocità dell’aria risulta ridotta anche del 75%; se l’ostacolo è costituito da una fila di alberi con fogliame denso, le riduzioni di velocità risultano minori, ma la profondità della zona è maggiore (ad esempio ad una distanza pari a 25 volte l’altezza degli alberi si può avere una velocità pari al 75% di quella che si avrebbe in assenza di ostacoli).

Fondazioni

Le fondazioni possono essere costituite da tre tipi di materiali: calcestruzzo, pietrame, legno. Le fondazioni in calcestruzzo nella nostra epoca sono le più diffuse perchè rispetto a quelle in legno e pietrame riescono a sostenere pesi di gran lunga maggiori.

Geobiologia e BioarchitetturaL’utilizzo del cemento armato non è invece consigliabile secondo i principi della bioarchitettura per vari motivi.

Innanzitutto durante la cottura in altoforno al calcare e alle argille vengono aggiunte sostanze di vario tipo, come gli additivi polimerici che rendono i manufatti facilmente attaccabili da agenti esterni, oppure ceneri provenienti da filtri industriali o scorie radioattive.

Gli additivi usati per ritardare la presa e migliorare la lavorabilità dei calcestruzzi, come quelli di sintesi petrolchimica, oltre a risultare dannosi per la salute favoriscono un processo di degradazione delle opere realizzate che può condurre alla messa a nudo delle armature metalliche che arrugginiscono causando distacchi di calcestruzzo e progressivo indebolimento strutturale. Il calcestruzzo inoltre è molto igroscopico e ha bassissime capacità isolanti. Le strutture in ferro e l’acciaio nel cemento armato sono sconsigliabili poiché formano una “gabbia di Faraday” che non consente alle scariche elettriche dell’atmosfera di penetrare nel fabbricato, questo porta ad un’eccessiva concentrazione di ioni positivi nei locali d’abitazione il che contribuisce alla creazione di un microclima sfavorevole con conseguenti squilibri organici.

Perché le fondazioni non creino tutti questi problemi dovrebbero essere realizzate, qualora si intenda utilizzare calcestruzzo armato, con cemento bianco e acciaio ad alta resistenza che consente di ridurne la quantità. Il calcestruzzo dovrebbe essere confezionato in cantiere per evitare l’additivazione cui è frequentemente sottoposto negli impianti di betonaggio.

Bisognerebbe poi provvedere ad un’accurata messa a terra delle armature delle fondazioni e, di quelle d’elementi strutturali del piano terra e dei solai interpiano evitando la formazione d’anelli continui intorno al fabbricato e ai singoli locali, interrompendo la continuità dei ferri d’armatura dei cordoli.

Nel caso in cui fosse utilizzato, in sostituzione dell’acciaio al carbonio, l’acciaio austenitico (che ha proprietà paramagnetiche anziché ferromagnetiche) si annullerebbe il fenomeno delle correnti indotte evitando le distorsioni del magnetismo naturale.

Va in ogni modo ricordato che esso ha costi nettamente superiori rispetto a quelli dell’acciaio comune.

Solai

4690Per seguire i principi della bioarchitettura il solaio può essere realizzato in due modi diversi. Il primo prevede l’utilizzo di una struttura portante in travi di legno sopra le quali posare gli orizzontamenti costituiti da tavelloni di adeguato spessore a cui far seguire un massetto, realizzato ad esempio con un impasto di calce idraulica naturale o trass-calce al quale, quando si tratti del solaio al piano terra, si dovrebbe mescolare sughero in trucioli sopra di esso è opportuna una posa ulteriore di materiali isolanti prima di procedere alla finitura del piano di calpestio.

Il secondo sistema si basa invece sull’utilizzo di travetti in calcestruzzo con armatura di acciaio a barre ad aderenza migliorata e ad alta resistenza. Sopra i travetti, opportunamente puntellati, potranno essere posati i tavelloni per la creazione del solaio.

Sarebbe meglio utilizzare tavelloni di grandi dimensioni che consentono un miglior isolamento. Per entrambe le soluzioni nei solai creati a piano terra è necessario prevedere delle prese d’aria che consentano adeguata ventilazione e ricambio d’aria nel locale creato sotto il piano terra.

Per i solai dei piani soprastanti è sempre consigliabile utilizzare un’ossatura portante costituita da travi di legno adeguatamente dimensionate e ancorate alla muratura portante, sopra le quali è posto un tavolato che, come le travi, può essere lasciato a vista.

Materiali isolanti

Secondo i principi della bioarchitettura per l’isolamento e l’impermeabilizzazione si dovrebbe evitare il più possibile i materiali sintetici come i pannelli in polistirolo, quelli in cemento amianto, le schiume all’urea-formaldeide che liberano sostanze potenzialmente pericolose ed essendo particolarmente impermeabili pregiudicano la traspirabilità delle pareti.

Purtroppo, grazie alla praticità di installazione e ai prezzi contenuti sono proprio questi i materiali di più largo utilizzo.

Le fibre minerali come la lana di roccia o di vetro, possono produrre polveri molto fini che passano anche attraverso aperture piccolissime e, a contatto con la pelle possono dare allergie o irritazioni, allorché, sono invece respirate si sospetta che tali polveri possano essere addittura cancerogene.

Le fibre minerali inoltre, se a contatto con umidità, perdono le capacità d’isolazione. Gli svantaggi del polistirolo derivano da diversi fattori: il polistirolo estruso è una schiuma CFC che danneggia l’ozono mentre il polistirolo espanso non contiene CFC ma durante la sua produzione si libera pentano che contribuisce a creare smog.

I pannelli in polistirolo danno un buon isolamento ma tendono a restringersi dopo circa quattro anni dalla produzione. Il poliuretano, oltre ad essere molto caro utilizza materie prime pericolose e la schiuma usata per i pannelli o nella bombola è prodotta con CFC.

La vetroschiuma (vetro espanso a CO2) è inoffensiva e molto resistente all’umidità e al passare del tempo ma, oltre ad essere costosa, utilizza dei collanti che quando vengono scaldati possono diventare irritanti, narcotizzanti o addirittura cancerogeni.

Al contrario esistono materiali naturali che, oltre a non danneggiare l’ambiente (poiché il processo di lavorazione con la quale si ottengono non libera sostanza tossica come invece accade per alcuni tipi d’isolanti sintetici), consentono un ottimo isolamento senza pregiudicare la traspirabilità delle pareti ed impedire il passaggio dei raggi cosmici.

Tra questi troviamo la fibra di cocco che, oltre ad essere naturale, biologicamente puro, inalterabile con il tempo, imputrescibile, non forma polveri fastidiose e risulta essere un buon isolante anche nei confronti dei campi elettromagnetici.

Ottimi, dal punto di vista bioecologico, anche la fibra di legno, la lana di cellulosa, la lana di lino, la lana di pecora, il feltro di iuta, il sughero anche se per quest’ultimo dovrebbe essere utilizzato solo il granulato di pura polvere, macinato e ventilato poiché se risultano presenti residui di corteccia potrebbero imbebersi di umidità e marcire emanando odori sgradevoli.

Tra i migliori materiali biocompatibili dal punto di vista termoisolante è il feltro in fibre di cocco. Le fibre di cocco increspate ed opportunamente congiunte sono uniformemente applicate su un supporto di carta. Il feltro così ottenuto, negli spessori di 20-25-30mm, è tagliato in strisce da 10 x 1 m con le quali si confezionano dei rotoli.

Lo strato isolante, si realizza accostando bene le strisce di feltro in fibra di cocco e collocandole con la carta di supporto rivolta verso il solaio. Si ricopre lo strato di feltro con carta catramata o altra pellicola impermeabile, disponendone le strisce ortogonalmente rispetto alle prime e sovrapponendole opportunamente.

Per una migliore efficacia contro i rumori è opportuno livellare preventivamente gli avvallamenti creati sul solaio dalle varie tubazioni che potrebbero creare dei ponti acustici.

Intonaci alla calce

L’incremento edilizio degli ultimi cinquant’anni ha portato all’utilizzo di materiali veloci da preparare, di facile presa e rapida messa in opera come le malte cementizie che mantengono, oltretutto, prezzi più contenuti rispetto alla tradizionale malta a base di calce idraulica naturale in uso fin dai tempi antichi.

Il primo forno per la produzione di calce risale addiritura al 2000 a.C. e, secondo recenti ricerche pare che fosse usata nelle costruzioni già nel 3000 a.C. La base per ottenere la calce è il calcare. Riscaldando fortemente il calcare si libera una molecola d’anidride carbonica da cui si ottiene l’ossido di calcio, materia instabile e igroscopica.

Attualmente l’ossido di calcio è prodotto industrialmente in grandi forni nei quali il calcare, opportunamente frantumato e lavato, è portato a temperature elevate (1000°C) fino a quando si ottiene la sua completa scissione molecolare.

L’ossido di calcio, comunemente chiamato “calce in zolle” o anche “calce viva”, è avido d’acqua e a contatto con la stessa crepita e s’idrata, dando luogo ad una forte reazione esotermica, deve quindi essere maneggiato con prudenza per evitare che il vapore e il calore che si sviluppano possano provocare ustioni.

La calce viva idratandosi forma “idrossido di calce” detto anche “calce spenta”.

Il “grassello di calce” invece è una sospensione densa dell’idrato di calce in acqua e si ottiene dallo spegnimento della calce viva con eccesso d’acqua.

Richiede un congruo periodo di maturazione per assumere una consistenza plastica e il caratteristico aspetto “burroso”. Il miglior grassello si ottiene da calce viva in bassa reattività, perfettamente decarbonata e chimicamente pura.

Gli intonaci ottenuti impiegando, calci, idrauliche naturali, garantiscono una miglior vivibilità degli ambienti interni grazie all’elevata traspirabilità. La calce, ha inoltre un bassissimo contenuto di sali idrosolubili e non patisce della presenza d’umidità o acqua nelle murature ma ne trae elementi di presa.

L’utilizzo degli intonaci cementizi provoca invece, a causa dell’impermeabilità al vapore acqueo di tale legante, un accumulo di forti quantità d’acqua nella parte sottostante l’intonaco che a lungo andare porta al distacco dello stesso.

Inoltre le malte di cemento, pur presentando un’elevata resistenza meccanica alla compressione, sono insufficientemente elastiche, e di conseguenza, inadatte a resistere alle sollecitazioni, provenienti dalle murature portando a fenomeni di fessurazione.

Gli intonaci alla calce permettono invece un’eccellente resistenza agli sbalzi termici fungendo da veri e propri “polmoni igrometrici d’ambiente”, una perfetta adesione, un’ottima elasticità. Tutte caratteristiche, queste, che garantiscono lunga durata e affidabilità. L’indice d’idraulicità, dato dal rapporto argilla/calcare consente di dividere la calce in debolmente idraulica, mediamente idraulica, propriamente idraulica, eminentemente idraulica. La calce idraulica artificiale (o plastica) è in sostanza un cemento, o meglio un clinker, diluito e dunque non può garantire quella traspirabilità che dovrebbe essere essenziale nella realizzazione di un edificio secondo criteri bioecologici.

Tetto biologico

Geobiologia e BioarchitetturaIl tetto costituisce senza dubbio una delle parti più delicate della casa dal punto di vista bioecologico poiché oltre a doverla proteggere dagli elementi climatici e artificiali (rumori, polveri, ecc…) deve nello stesso tempo consentire un’adeguata permeabilità alle radiazioni cosmiche e una buona traspirabilità, cose che i materiali attualmente in uso non sempre garantiscono.

Ad esempio, una struttura portante completamente in calcestruzzo è sconsigliabile perchè, oltre a non garantire una corretta traspirabilità può provocare distorsioni del campo magnetico, cosa che invece non avviene se si utilizza il legno.

Per quanto riguarda invece i materiali isolanti, i pannelli comunemente usati in poliuretano o pvc espanso a cellule chiuse garantiscono un coefficiente d’isolamento quasi doppio rispetto al legno o al sughero ma non lasciano passare vapore ed aria e quindi, essendo completamente impermeabili, possono creare problemi di condense e muffe.

L’utilizzo di materiali biocompatibili nella realizzazione di un tetto consente di ottenere, anche nel sottotetto, un ambiente sano e confortevole sia d’estate sia d’inverno e con un notevole risparmio energetico. Una delle metodologie utilizzate è quella di fissare sotto l’orditura principale del tetto un assito di tavole maschiate in pino, larice o abete.

Sull’assito e sui travetti sarà opportuno posare in alcuni casi una guaina di carta oleata con funzione di freno a vapore. A questo punto si verserà del truciolo di sughero sfuso a riempimento fino al livello più alto dei travetti e poi confinarlo con tavole di abete non piallato dello spessore di circa cm 4.

Sopra di questo secondo assito sarà necessario posare una guaina di carta kraft o cartonfeltro con funzione antivento. Per realizzare la camera di ventilazione occorrerà poi posare piccoli travetti da cm 4×4 circa distanziati tra loro di 40 cm circa nel senso colmo-gronda e sopra questi travetti della stessa misura, paralleli alla direzione del colmo e distanziati tra loro nella misura necessaria per l’appoggio della copertura in coppi, marsigliesi, o altro tipo di tegole.

Queste camere dovranno essere aperte nella parte bassa sotto gronda e dovranno avere uno sbocco d’aria sotto il colmo: in questo modo nella stagione calda, per convezione naturale, si formerà un flusso d’aria continuo per impedire il surriscaldamento del tetto e quindi dei locali abitati sottostanti. In alcuni casi, secondo le caratteristiche climatiche, è possibile prevedere due intercapedini ventilate nel pacchetto di copertura oltre alla microventilazione sottotegola.

Bisognerà anche porre attenzione nel dare alla falda del tetto un’adeguata inclinazione, completata da un efficiente sistema d’allontanamento delle acque pluviali. I canali di gronda e gli scarichi non dovranno assolutamente essere murati sottomalta e sarà opportuno allontanare i pozzetti di raccolta dell’acqua piovana dalle fondazioni per evitare i rischi d’infiltrazioni d’acqua e d’umidità. Per migliorare le qualità termiche del tetto si dovrebbero prevedere dei profili in rame o in lamiera, sul colmo del tetto, opportunamente areati per consentire un’efficace ventilazione per differenza termica.

Canne fumarie e comignoli

Le canne fumarie e i comignoli, hanno la principale funzione di smaltire efficacemente i fumi provenienti dai sistemi di riscaldamento o da altre forme di combustione. Inoltre si dovrà porre particolare attenzione ai comignoli, perchè non creino problemi alla tenuta del manto di copertura. Con l’entrata in vigore delle recenti normative, sulla sicurezza degli impianti e sull’uso razionale dell’energia, la canna fumaria ha assunto la giusta importanza nell’ambito dell’impianto termico non è quindi più possibile ragionare in modo disgiunto tra canna fumaria e impianto al qual è destinato. Bisogna quindi valutarne correttamente, il dimensionamento, i materiali e i percorsi necessari per raggiungere lo sbocco in atmosfera.

La sezione della canna fumaria dovrebbe essere circolare per ottimizzare il tiraggio. Essa può in ogni caso, essere realizzata anche secondo la tradizione quadrata o rettangolare ma, in quest’ultimo caso è necessario che i lati non differiscano tra loro di più di due terzi.

Comunque, nel caso in cui la sezione fosse troppo grande ci sarebbe un aumento della superficie di raffreddamento verso l’esterno con un inevitabile abbassamento della temperatura dei fumi la cui uscita sarebbe rallentata.

La canna deve essere realizzata con materiali refrattari, resistenti alle alte temperature e impermeabili ai gas, deve inoltre essere autoportante e possibilmente avere una struttura autonoma rispetto alla parete. E’ ovvio che non ci devono essere strozzature, gomiti o variazioni di sezione.

I comignoli devono innanzi tutto servire un’unica canna fumaria e il tratto della canna fumaria che sporge dal tetto o è a contatto con l’esterno deve essere ben isolato. Perché il tiraggio sia efficace la bocca del comignolo deve essere sistemata in pieno vento e ad un’altezza superiore di almeno 1m rispetto al colmo del tetto o ad altro ingombro o struttura portante meno di 8-10m. La sezione utile di uscita del comignolo, cioè l’area totale delle sue aperture verso l’esterno, deve risultare non inferiore al doppio della sezione della canna fumaria.

Pavimenti

jiukihO1In bioarchitettura è indicato il legno per le stanze da letto e in ogni caso a completamento dei solai realizzati “a secco”, vale a dire senza posa di rete elettrosaldata e getto di cemento.

Le piastrelle o mattonelle in cotto o in materiali traspiranti, sono invece consigliate per i locali molto umidi ma anche in luoghi di transito o di soggiorno. Sono sconsigliabili i parquet listellari preconfezionati o pronti per la posa in opera, attraverso collanti che sono nocivi dal punto di vista delle emanazioni che sono presenti anche per lunghi periodi.

Sono invece indicate le doghe di legno di spessore adeguato da posarsi su lamborde o travetti. Per il trattamento delle superfici è indispensabile utilizzare prodotti privi dei derivati del petrolio (come la formaldeide) affidandosi in alternativa a prodotti naturali come le cere che consentono di ottenere ottimi risultati sia dal punto di vista estetico che da quello della funzionalità e traspirabilità.

Le comuni piastrelle presentano un supporto ed una smaltatura. La smaltatura è ottenuta dall’ossidazione di molteplici elementi che possono essere arsenico, piombo, cadmio, manganese, titanio ecc. Per questo motivo, in base alla porosità e alla consistenza della piastrella potrebbero essere liberati nell’aria per anni metalli pesanti dando luogo ad esalazioni potenzialmente tossiche, addirittura alcune piastrelle contengono materiali radioattivi. (far controllare i materiali da eventuali contaminazioni, prima della posa).

Lo smalto superficiale delle piastrelle le rende resistenti all’aria e all’umidità ma impedisce la traspirabilità delle superfici. Le piastrelle smaltate vanno quindi limitate alle zone direttamente a contatto con l’acqua, ad esempio nei bagni.

Le piastrelle non smaltate non presentano invece problemi di tossicità ma, se posizionate in ambienti umidi, favoriscono la formazione di batteri. Una valida possibilità è invece costituita da piastrelle in cotto, purché realizzate con argilla da cava che, dopo la cottura, non sia stata trattata con prodotti che ne impediscono la traspirazione. E’ quindi meglio utilizzare piastrelle in cotto “al naturale” che sono trattate sul posto con un procedimento “sgrassante” e successivamente con impregnanti a base di prodotti naturali; il limite di questa soluzione è ovviamente costituito dai costi.

Un altro materiale che presenta un buon rapporto biocompatibilità/costi è infine il linoleum. Esso dovrà ovviamente essere realizzato con olio di lino naturale, sughero in polvere, farina di legno, resina, colofonia, juta naturale, opportunamente stagionato in modo che dia garanzie di resistenza e, flessibilità ai carichi. Deve essere privo di film protettivi di tipo poliuretanico. Inoltre la continua ossidazione dell’olio di lino favorisce una particolare caratteristica battericida che inibisce la crescita di un batterio, lo Staphilococcus Aureus spesso presente negli ambienti.

Anche in questo caso, ovviamente, si dovranno utilizzare collanti non tossici per la posa in opera.

Vernici

verniceUna pittura può essere definita una miscela costituita da una parte liquida e da una solida ridotta in polvere finissima. Questo strato liquido, solidificando, forma una “pelle” aderente alla superficie svolgendo la duplice funzione protettiva ed estetica. Un prodotto verniciante si definisce “vernice” quando è incolore, vale a dire privo di pigmenti, mentre in tutti gli altri casi si usa il termine “pittura”.

Ogni prodotto verniciante è costituito da: legante o resina, pigmenti, solventi, cariche, additivi. Il legante o resina ha la funzione di legare tutti i componenti, formando la pellicola protettiva. Esistono sia le resine naturali sia quelle sintetiche.

Le resine naturali possono essere d’origine animale o vegetale. I pigmenti sono materiali organici e inorganici in forma di polvere finissima. Hanno la funzione di impartire alle pitture un effetto anticorrosivo e dare il colore desiderato.

I cromati e i derivati del piombo sono pigmenti dannosi per la salute e quindi in via d’eliminazione. Le cariche sono materiali minerali che hanno la funzione di aumentare il residuo secco delle pitture per dare più corpo al prodotto.

Gli additivi sono utilizzati per vari scopi: essicazione, antisedimentativi, antipelle, dilatanti, plastificanti, antifermentativi. Infine i solventi e i diluenti consentono l’essicazione e l’indurimento dei prodotti vernicianti seguendo due fasi: evaporazione dei solventi e diluenti prima, ossidazione e/o polimerizzazione poi.

In bioarchitettura la verniciatura delle superfici non ha solo una funzione protettiva nei confronti degli agenti esterni ma deve essere in grado, nel contempo, di permettere lo scambio d’aria tra l’interno e l’esterno dell’abitazione consentendole di “respirare”, quando si parla di pareti mentre nel caso di prodotti usati per la protezione del legno o di altre superfici è importante controllare che non contengano certi tipi di solventi (per intendersi, ad esempio, quelli a base di benzolo, toluolo o xilolo, per i quali, vige l’obbligo di indicare la percentuale contenuta sull’etichetta del prodotto, mentre per altri tipi solventi la legge non prevede tale obbligo di segnalazione, rendendo così impossibile la valutazione della relativa pericolosità).

Nel caso di forte inalazione dei vapori emanati da solventi possono sciogliersi i grassi contenuti nelle cellule nervose e nel cervello, modificandone le proprietà elettriche e causando alterazioni della memoria e delle capacità reattive.

La lenta evaporazione dei residui di solventi nelle vernici e delle colle possono anche dare origine a malattie croniche. I problemi derivanti da molti dei prodotti in commercio sono dunque l’eccesso d’emanazioni gassose e la scarsa traspirabilità.

Per ovviare a questi problemi si consiglia di utilizzare, per il trattamento di pareti, soffitti ed esterni tempere a base di colla, di calce o di resine naturali esse sono prive di sostanze dannose per la salute e consentono una corretta traspirazione.

Le tempere a base di colla sono molto economiche ma si usano solo per interni e patiscono molto l’umidità. Le pitture a base di calce spenta (lasciata riposare per almeno un anno) garantiscono eccellente traspirabilità, buona coprenza, e notevole azione fungicida. La calce è anche un legante, queste pitture devono essere diluite solo con acqua.

Volendo ottenere un effetto d’idrorepellenza e impermeabilità si può aggiungere additivi come olio di lino cotto o latte magro. Esistono inoltre pitture murali lavabili e molto coprenti preparate con resine naturali. Esse sono costituite da prodotti come oli vegetali, cera d’api, oli essenziali, pigmenti e riempitivi naturali associati a resine ricavate da piante come latifoglie o conifere.

Fonte: Casa e salute.blogspot.it

Link con molti utili pdf da scaricare: Materiale da scaricare offerto da Casa Salute

Link: pericoli dell’inquinamento elettromagnetico dal sottosuolo sulla salute

Link: La grotta di Fearn

2 thoughts on “Geobiologia e Bioarchitettura

  1. E’ con piacere che informo che Paolo Biasini e Cesare Albanesi hanno realizzato un dispositivo in fase di prototipo che è in grado di rilevare in modo semplice, preciso e veloce i nodi di Hartmann e Curry. E stato realizzato un video sulla pagina Facebook di Paolo Biasini.

  2. Radiazioni pericolosissime.
    Ma finalmente esiste una soluzione pratica ed efficace, testata in laboratori qualificati.
    Ora è possibile, grazie ad un prodotto unico ed esclusivo basato sulle nanotecnologie
    – ridurre del 70% ÷ 90% (in base al modello) le radiazioni elettromagnetiche nocive emesse dagli smartphone
    – ridurre del 99% i numerosissimi batteri presenti sugli smartphone
    E grazie ad un altro prodotto, brevettato
    – ridurre del 90% tutte le radiazioni elettromagnetiche artificiali (elettrosmog: wi-fi, bluetooth, onde radio, campi elettromagnetici dovuti ad alta-media-bassa tensione, smartphone, tablet, pc, tv, router, stampanti, scanner, …) e naturali (Hartmann, Curry, corsi d’acqua sotterranei)
    Azienda austriaca, nata nel 2017
    PDF + Video: https://goo.gl/Oc9kh4
    Pagina Facebook: https://goo.gl/IZjE8Z
    E-shop: https://revtecs.com/smart2

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