Noi siamo il mercato !

Noi siamo il mercato

mercato frutta verduraLo sapevate che esistono 2.000 varietà di pomodori? ..90 invece le varietà di melanzana e potrei elencarvene fino alla noia. Peccato che il 90% degli ortaggi censiti nel 1900 siano scomparsi a favore di varietà di piante più idonee al trasporto ed alla conservazione per un miglior stoccaggio nei supermercati. Bada bene, non ho detto migliori dal punto di vista organolettico ma più idonee al trasporto ed alla conservazione.

Ciò significa anche uno sfruttamento intensivo dei terreni in mono coltivazioni, la quale obbliga il produttore a ricorrere agli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) per un semplice motivo: eliminando la biodiversità, aumentano parassiti e malattie delle piante coltivate in modo esponenziale. Problema risolto con gli OGM. Piante geneticamente modificate, create per sviluppare maggiori difese contro parassiti, muffe, etc.. più resistenti alla siccità, alle intemperie.. più adatte al trasporto ed alla conservazione.. incremento della pigmentazione, per ottenere ortaggi con un colore più brillante, etc..

Questo però ha effetti incontrollati sulla natura e sull’uomo che se ne alimenta.

2 i problemi principali:

– la contaminazione dei pollini: durante il periodo dell’impollinazione (senza la quale la pianta non svilupperebbe il frutto) il vento e gli insetti contaminano piante selvatiche con piante OGM modificando così l’intero ecosistema. Ora il nostro ecosistema è frutto di una selezione naturale di milioni di anni (noi compresi, Focus, Voyager e alieni a parte..) e la contaminazione con piante OGM avrà un impatto incontrollato, della quale non possiamo sapere gli effetti. Ovviamente la multinazionale produttrice delle sementi OGM dichiara ch’è sufficiente interporre una zona libera da coltivazione pari a 10 metri tra un raccolto e l’altro per evitare questo tipo di contaminazione. Dichiarazione prontamente smentita da parecchi esperti che dichiarano al contrario che si sono osservati pollini arrivati fino a 10 km dalla pianta coltivata. Giusto una differenza di zeri!

– la Monsanto è una multinazionale di biotecnologie agrarie, produce l’ 80% delle sementi OGM ed è sempre lei che effettua esperimenti in laboratorio per testare l’effetto del consumo di queste piante sul nostro organismo. Le cavie di laboratorio sono topi. Gli esperimenti eseguiti valutano lo stato di salute dei malcapitati su 3 mesi di consumo continuo di OGM, non superano questo periodo perché ritenuto dannoso per lo stato di salute dei topi……. O.O’ ovviamente ci sono laboratori esterni che hanno fatto i medesimi esperimenti ma per un periodo di 2 anni ed i risultati promettono…. male! Si è registrato un aumento del peso del fegato ed una diminuzione del peso dei reni e siamo solo all’inizio. Ovviamente per ora non c’è la possibilità di accedere ad ulteriori informazioni.

Inutile dire che la soluzione è tornare alla biodiversità ed all’agricoltura biologica e per fortuna c’è chi ci sta pensando: AMAP.

Cosa sono le AMAP?

AMAP vuol dire « Association pour le Maintien d’une Agriculture Paysanne »

cioè “associazione per la salvaguardia dell’agricoltura sostenibile”

Vediamo di cosa si tratta:

“Un agricoltore o coltivatore, spesso con il sostegno di un comitato di gestione, stila un budget che riporti i costi di produzione annuali.

Questo budget include tutti gli stipendi, i costi di distribuzione, gli investimenti per l’acquisto dei semi e per gli attrezzi, i pagamenti dei terreni, la manutenzione dei macchinari etc…. L’ammontare delle spese è quindi diviso per il numero di associati che saranno riforniti dall’azienda. In base a questa divisione viene determinato il costo di ogni quota del raccolto. Una quota è solitamente concepita per fornire il fabbisogno settimanale di verdura di una famiglia composta da quattro persone (anche se il quantitativo può variare). Alcune AMAP forniscono anche farina, frutta, carne, miele, uova, latticini.

Gli associati prenotano e acquistano le loro quote e versano una somma forfettaria ancora prima della semina, all’inizio della stagione, o in varie rate lungo il periodo della produzione. Le spese di produzione sono quindi coperte ed i coltivatori iniziano a ricevere reddito appena inizia il lavoro.

In cambio dei propri investimenti, gli associati delle AMAP ricevono una borsa di prodotti freschi, coltivati localmente e solitamente biologici una volta a settimana dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, occasionalmente durante l’inverno nel nord, mentre per tutto l’anno nelle zone più miti. Gli associati preferiscono un’ampia varietà di verdure ed erbe, che favoriscono la coltivazione integrata e la coltivazione di piante diverse nella stessa area (CONSOCIAZIONE DI PIANTE).

Queste pratiche aiutano nel limitare i fattori di rischio e offrono molti benefici al suolo. Le coltivazioni sono piantate in successione per provvedere ad un continuo approvvigionamento settimanale di diversi ortaggi. Come le coltivazioni si alternano nel corso dell’anno, le suddivisioni settimanali cambiano di quantità e tipologia di prodotto, rispecchiando la locale stagione produttiva e le condizioni di coltivazione.

I CSA variano considerevolmente a seconda della natura dell’azienda, delle pratiche agricole, e degli obbiettivi dell’azienda e della comunità. Le associazioni devono coinvolgere diverse fasce della comunità, incluse le famiglie a basso reddito, senza casa, cittadini anziani ed individui diversamente abili.

Talvolta viene richiesto dalle aziende un pagamento extra per le consegne a domicilio, ma la maggior parte dei CSA invitano i membri a visitare le aziende e accolgono volentieri lavoratori volontari.

Talvolta sono accettate quote lavorative (la fornitura di 3 o 4 ore di aiuto sotto forma di lavoro) in cambio di uno sconto sulle quote di prodotto. L’apprendistato sta diventando sempre più popolare in molte CSA. Per alcune fattorie costituisce parte integrante del loro successo. L’apprendistato offre un valido addestramento pratico.

La gestione della proprietà tende ad essere molto flessibile. Oltre alla proprietà privata, c’è l’affitto del terreno con canoni di affitto strutturati come in un normale budget. AMAP rappresenta anche un’ottima opportunità di avere del terreno sotto qualche forma di gestione associativa. Ogni AMAP si sforza col tempo di mettere in atto una operazione totalmente sostenibile, sia dal punto di vista economico che da quello dell’ambiente. Molti tentano di sviluppare i loro più forti potenziali ampliando l’offerta di prodotti addizionali come miele, frutta, carne, uova, etc. Reti di AMAP si sono create per sviluppare economie associative, attraverso la coltivazione offrendo una più ampia gamma di prodotti in forma cooperativa. Alcune AMAP riforniscono di prodotti ristoranti locali, banchi ambulanti lungo le strade, o mercatini di produttori.”

Per altre informazioni, contattare l’ufficio regionale delle AMAP a PAU ( Pirenei-Atlantiche) E mal :

[email protected]amap-aquitaine.org             [email protected]
Tel : +33 (0)5 59 84 70 63

(Articolo preso da AMAP Aquitaine)

Ogni volta che acquistiamo un prodotto facciamo una scelta di mercato, il mercato si adeguerà di conseguenza. Se scegliamo di acquistare pomodori e zucchine a Dicembre il mercato farà in modo che a Dicembre ci siano. Se acquistiamo prodotti a basso costo, il mercato orienterà l’offerta per prodotti a basso costo (ovviamente a discapito della qualità, eh!).

Non bisogna spendere di più ma bisogna imparare a consumare meglio. Meglio mangiare carne di ottima qualità e sicura provenienza una volta a settimana invece di tutti i giorni. Meglio preferire cereali e legumi, ricchi di amino acidi essenziali ed amidi in perfetto equilibrio e a costi più che contenuti. Meglio preferire ortaggi e frutta di stagione coltivata in zona (invece di prendere l’uva del Cile a Febbraio, i pomodori dell’Olanda in Dicembre o le mini angurie…. da dove venivano quelle mini angurie Sara? 😉 ) che hanno costi più bassi, sostengono l’economia locale, se ne conosce la provenienza ed il produttore.

Noi siamo diretti responsabili di ciò che mangiamo, NOI siamo il MERCATO!

Centri di raccolta dov’è possibile rifornirsi settimanalmente dei prodotti. centri AMAP mercatoSoci AMAP col “bottino” settimanale che può arrivare fino a 2 ceste a settimana. Clienti AMAP mercato ceste AMAP mercatoQu’est ce qu’une AMAP? https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=rdhzzCEPaEg

Tratto da : | Food Lose

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