BILANCIAMENTO

BILANCIAMENTO

bilanciamentoIn questo testo cercherò di limitarmi ad esporre in una certa sequenza brani tratti dai “Ra Materials” riguardanti il Processo di Bilanciamento, evitando di fornire un’introduzione o di commentarli. In quanto mi sono reso conto che ciò che avrei da aggiungere formerebbe un’interpretazione, o meglio, una non necessaria distorsione al messaggio di Ra. Vi è un filo conduttore in questa raccolta di brani e va rispettato il libero arbitrio di ognuno nel proprio processo di ricerca e comprensione dei significati intesi.

LE ESPERIENZE NEL PROCESSO DI BILANCIAMENTO

33.6 Interrogante: Grazie. Mi chiedevo se esiste una programmazione di esperienze che induce un individuo a ottenere un certo catalizzatore nella sua vita quotidiana. Ad esempio, durante la nostra vita quotidiana ci sono molte cose che possiamo sperimentare. Consideriamo queste esperienze come accadute per puro caso oppure per un nostro progetto consapevole, come prendere appuntamenti o andare in giro. Mi stavo solo chiedendo se ci fosse una “dietro le quinte”, potrei chiamarla, programmazione di catalizzatore per creare le esperienze necessarie per una crescita più rapida nel caso di alcune entità. È questo … Succede?

Ra: Io sono Ra. Riteniamo di cogliere il cuore della tua domanda. Si prega di richiedere ulteriori informazioni se non siamo corretti.

L’entità che si incarna che è diventata cosciente del processo incarnativo e programma pertanto la propria esperienza può scegliere la quantità di catalizzatore o, per definirlo diversamente, il numero di lezioni che si impegnerà a sperimentare e da cui apprendere in una incarnazione. Ciò non significa che tutto sia predestinato ma piuttosto che ci sono linee guida invisibili che danno forma agli eventi, che funzioneranno secondo questa programmazione. Quindi, se un’opportunità viene persa, ne apparirà un’altra finché il, diciamo, studente dell’esperienza di vita capirà che una lezione viene offerta e si impegnerà ad apprenderla.

33.7 Interrogante: Quindi queste lezioni verrebbero riprogrammate, si potrebbe dire, mentre l’esperienza di vita continua. Supponiamo che un’entità sviluppi un pregiudizio che effettivamente non ha scelto di sviluppare prima dell’incarnazione. È quindi possibile programmare le esperienze in modo che abbia un’opportunità di alleviare questo pregiudizio mediante bilanciamento. È corretto?

Ra: Io sono Ra. Questo è precisamente corretto.

33.8 Interrogante: Grazie. Quindi da questo estrapolerei la congettura, dirò, che l’orientamento nella mente dell’entità è l’unica cosa che è del tutto di qualche rilievo. Il catalizzatore fisico che sperimenta, indipendentemente da ciò che gli sta accadendo, sarà una funzione strettamente del suo orientamento mentale. Userò come esempio [esempio cancellato] che è una testimonianza dell’orientamento nella mente che governa il catalizzatore. È corretto?

Ra: Io sono Ra. Preferiamo non utilizzare ben conosciuti esempi, detti o adagi nelle nostre comunicazioni a voi, per via della grandissima quantità di distorsione che qualsiasi detto ben conosciuto ha subito. Pertanto, potremmo rispondere alla prima parte della tua domanda chiedendoti di eliminare l’esempio. È completamente vero, per quanto ne sappiamo, che l’orientamento o la polarizzazione del complesso mente/corpo/spirito è causa delle percezioni generate da ciascuna entità. Quindi una scena può essere osservata nel vostro negozio di alimentari. L’entità davanti a sé può essere senza fondi sufficienti. Un’entità può quindi cogliere questa opportunità per rubare. Un altra potrebbe cogliere questa opportunità per sentirsi un fallimento. Un altra può con noncuranza rimuovere gli elementi meno necessari, pagare quello che può e continuare ad occuparsi dei suoi affari. Uno dietro a sé, osservando, può provare compassione, può percepire un affronto perché sta accanto a una persona indigente, può provare generosità, può provare indifferenza.

Vedi ora le analogie in maniera più appropriata?

33.9 Interrogante: Sì, lo faccio. Quindi da questo estrapolerò il concetto che è in qualche modo più difficile perché, come hai illustrato precedentemente, anche il positivo di quarta densità ha il concetto di azione difensiva, ma sopra la quarta densità il concetto di azione difensiva non è in uso. Il concetto di azione difensiva e azione offensiva [risatina] sono molto in uso in questa nostra esperienza presente.

Presumo che se un’entità è polarizzata abbastanza fortemente nel suo pensiero in senso positivo, l’azione difensiva non sarà necessaria per lui perché l’opportunità di applicare un’azione difensiva non avrà mai origine per lui. È corretto?

Ra: Io sono Ra. Questo è inconoscibile. In ogni caso, come abbiamo detto, un’entità in grado di programmare le esperienze può scegliere il numero e l’intensità delle lezioni da apprendere. È possibile che un’entità orientata in modo estremamente positivo possa programmare per sé stessa situazioni che mettono alla prova la capacità del sé di astenersi dall’azione difensiva sino al punto della morte fisica del sé o dell’altro-sé. Questa è una lezione intensiva e non si sa, diciamo, quali entità l’abbiano programmata. Possiamo, se lo desideriamo, leggere questa programmazione. Tuttavia, questa è una violazione e scegliamo di non farlo.

42.1 Interrogante: Ho una domanda sul bilanciamento. È piuttosto lunga e la riporteremo direttamente nel libro così com’è. Se puoi rispondere senza che io la legga, questo risparmierebbe tempo, altrimenti la leggerò.

Ra: Io sono Ra. Comprendiamo il tuo desiderio di preservare la vostra opportunità. Tuttavia, un riassunto della domanda sarebbe bene. Perché se rispondiamo a una domanda formulata mentalmente, questa domanda non deve essere pubblicata. Se desideri che questa risposta sia solo per uso privato, procederemo.

42.2 Interrogante: Allora leggerò molto rapidamente la domanda.

Farò una dichiarazione e ti chiederò di commentare sul suo grado di accuratezza. Presumo che l’entità equilibrata non sarebbe influenzata né verso emozioni positive né negative da alcuna situazione con cui si potrebbe confrontare. Rimanendo impassibile in ogni situazione, l’entità equilibrata può discernere chiaramente le necessarie e appropriate risposte in armonia con la Legge dell’Uno per ogni situazione.

La maggior parte delle entità sul nostro pianeta si ritrovano inconsciamente coinvolte in ogni situazione emotiva con cui entrano in contatto in base ai loro propri pregiudizi unici e, a causa di questi pregiudizi (biases), non riescono a vedere chiaramente le opportunità di insegnamento/apprendimento e la risposta appropriata in ogni situazione emotiva e devono pertanto, attraverso un processo di molti tentativi ed errori e la sopportazione del dolore risultante, ripetere tali situazioni molte molte volte fino a quando non diventano consapevolmente coscienti della necessità di bilanciare i loro centri energetici e quindi le loro risposte e comportamenti.

Una volta che una persona diventa consciamente consapevole della necessità di bilanciare i propri centri energetici e le proprie reazioni, il passo successivo è quello di consentire alle adeguatamente positive o negative risposte alle situazioni emozionali, di fluire senza intoppi attraverso il proprio essere senza conservare alcuna colorazione emotiva dopo che è stata consciamente osservata e lasciata fluire attraverso l’essere. E presumo che questa capacità di osservare consapevolmente l’energia caricata positivamente o negativamente che scorre attraverso l’essere possa essere aumentata dalla pratica degli esercizi di bilanciamento che ci hai dato, con il risultato del bilanciamento raggiunto per l’entità, che gli consentirebbe di rimanere non-emozionabile e non-distorta rispetto alla Legge dell’Uno in ogni situazione, proprio come lo spettatore obiettivo del film per la televisione.

È corretto?

Ra: Io sono Ra. Questa è un’applicazione incorretta del bilanciamento di cui abbiamo discusso. L’esercizio di, prima sperimentare i sentimenti, e poi scoprire consapevolmente le loro antitesi all’interno dell’essere ha come suo obiettivo non il placido fluire di sentimenti sia positivi che negativi pur rimanendo non influenzati, ma piuttosto l’obiettivo di diventare non influenzati. Questo è un risultato più semplice e richiede molta pratica, diciamo.

Il catalizzatore dell’esperienza lavora affinché gli apprendimenti/insegnamenti di questa densità si verifichino. Tuttavia, se si vede nell’essere (being) una risposta, anche se è semplicemente osservata, l’entità sta ancora usando il catalizzatore per apprendere/insegnare.

Il risultato finale è che il catalizzatore non è più necessario. Quindi questa densità non è più necessaria. Questa non è indifferenza o obiettività, ma una compassione e un amore finemente armonizzati che vedono tutte le cose come amore. Questa visione non suscita alcuna risposta a causa delle reazioni catalitiche. Così l’entità è ora capace di diventare Co-Creatrice di avvenimenti esperienziali. Questo è il bilanciamento più vero.

42.3 Interrogante: Cercherò di fare un’analogia. Se un animale, direi un toro in un recinto, ti attacca perché ti sei aggirato nel suo recinto, Ti “togli di mezzo” velocemente ma non lo biasimi. Oppure, non hai molta risposta emotiva oltre alla reazione di paura che (il toro) potrebbe danneggiarti. Tuttavia, se incontri un altro sé nel suo territorio e ti attacca, la tua risposta potrebbe essere di più di natura emotiva, producendo risposte corporee fisiche. Ho ragione nell’assumere che quando la tua risposta all’animale e all’altro-sé, vede entrambi come il Creatore e ama entrambi e capisce che la loro azione nell’attaccarti è l’azione del loro libero arbitrio, allora ti sei bilanciato correttamente in quest’area? È corretto?

Ra: Io sono Ra. Questo è fondamentalmente corretto. Tuttavia, l’entità bilanciata vedrà nell’apparente attacco di un altro-sé le cause di questa azione che sono, nella maggior parte dei casi, di natura più complessa rispetto alla causa dell’attacco del toro di seconda densità, come era il tuo esempio. Così questa entità equilibrata sarebbe aperta a molte più opportunità per il servizio a un altro-sé di terza densità.

42.4 Interrogante: Un’entità perfettamente equilibrata proverebbe una risposta emotiva quando viene attaccata da l’altro-sé?

Ra: Io sono Ra. Questo è corretto. La risposta è l’Amore.

42.5 Interrogante: Nell’illusione che sperimentiamo ora è difficile mantenere questa risposta specialmente se l’attacco dell’entità provoca dolore fisico, ma presumo che questa risposta debba essere mantenuta anche attraverso la perdita fisica della vita o il dolore estremo. È corretto?

Ra: Io sono Ra. Questo è corretto e inoltre è di un’importanza primaria o principale per comprendere, diciamo, il principio del bilanciamento. Equilibrio non è indifferenza, ma piuttosto l’osservatore non accecato da alcun sentimento di separazione ma piuttosto completamente pervaso di amore.

42.6 Interrogante: Nell’ultima sessione hai fatto l’affermazione che “Noi, cioè Ra, abbiamo trascorso molto tempo/spazio nella quinta densità bilanciando l’intensa compassione acquisita nella quarta densità”. Potresti ampliare questo concetto rispetto a ciò di cui stavamo discutendo?

Ra: Io sono Ra. La quarta densità, come abbiamo detto, abbonda di compassione. Questa compassione è follia se vista attraverso gli occhi della saggezza. Essa è la salvezza della terza densità, ma crea un dislivello nell’equilibrio ultimo dell’entità.

Così noi, come complesso di memoria sociale di quarta densità, abbiamo avuto la tendenza verso la compassione fino al martirio in favore degli altri-sé. Quando il raccolto di quinta densità fu ottenuto, abbiamo scoperto che in questo livello vibratorio si potevano vedere delle carenze nell’efficacia di tale continua compassione. Abbiamo trascorso molto tempo/spazio nella contemplazione di quelle vie del Creatore che permeano l’amore con la saggezza.

42.7 Interrogante: Vorrei provare a fare un’analogia per questo nella terza densità. Molte entità qui provano grande compassione in relazione ad alleviare i problemi fisici degli altri-sé di terza densità attraverso la somministrazione ad essi in molte maniere, portando loro cibo se c’è fame come c’è ora nelle nazioni africane, portando loro medicine se credono che medicalmente ne necessiti la loro somministrazione, e sono in larga misura disinteressati in tutti questi servizi .

Questo sta creando una polarizzazione o una vibrazione che è in armonia con il raggio verde o quarta densità. Tuttavia, non è bilanciata con la comprensione di quinta densità che queste entità stiano sperimentando un catalizzatore, e una più equilibrata amministrazione delle loro necessità sarebbe fornire ad essi l’apprendimento necessario per raggiungere lo stato di consapevolezza di quarta densità piuttosto di quanto sarebbe da somministrare a loro per le necessità fisiche in questo momento. È corretto?

Ra: Io sono Ra. Questo non è corretto. Per un complesso mente/corpo/spirito che sta morendo di fame, la risposta appropriata è l’alimentazione del corpo. Puoi estrapolare da ciò.

D’altra parte, comunque, hai ragione nel tuo presupposto che la risposta del raggio verde non è così raffinata come quella che è stata permeata di saggezza. Questa saggezza consente all’entità di apprezzare i suoi contributi alla coscienza planetaria per mezzo della qualità del suo essere, senza riguardo all’attività o al comportamento che prevede dei risultati sui piani visibili.

42.8 Interrogante: Allora perché abbiamo il problema della fame estrema, in generale, nell’area dell’Africa in questo momento? È questo, c’è qualche ragione metafisica per questo, o è un fatto puramente casuale?

Ra: Io sono Ra. La tua precedente supposizione era corretta sull’azione catalitica di questa fame e cattiva salute. Tuttavia, è nel libero arbitrio di un’entità rispondere a questa grave condizione degli altri-sé, e l’offerta dei generi alimentari e delle sostanze necessarie è una risposta appropriata nel quadro dei vostri apprendimenti/insegnamenti in questo momento che implicano il crescente senso di amore e servizio per altri-sé.

42.9 Interrogante: Qual è la differenza in termini di attivazione del centro energetico tra una persona che reprime le risposte emotivamente cariche a situazioni cariche di emozioni e la persona che è equilibrata e, quindi, veramente non-condizionata da situazioni emotivamente cariche?

Ra: Io sono Ra. Questa domanda contiene un presupposto incorretto. Per l’entità veramente equilibrata nessuna situazione sarebbe emotivamente carica. Capito ciò, possiamo dire quanto segue: La repressione delle emozioni depolarizza l’entità in quanto poi non sceglie di utilizzare in una maniera spontanea l’azione catalitica dello spazio/tempo presente, affievolendo così i centri energetici. C’è, tuttavia, una certa polarizzazione verso il positivo se la causa di questa repressione è la considerazione per l’altro-sé. L’entità che ha lavorato abbastanza a lungo con il catalizzatore da poter percepire il catalizzatore ma non lo trova indispensabile ad esprimere reazioni, non è ancora equilibrata ma non subisce alcuna depolarizzazione a causa della trasparenza del suo continuum esperienziale. Così il graduale aumento nella capacità di osservare le proprie reazioni e di conoscere il sé condurrà il sé sempre più vicino a un vero equilibrio. La pazienza è richiesta e consigliata, poiché il catalizzatore è intenso sul vostro piano e il suo utilizzo deve essere apprezzato durante un periodo di costante apprendimento/insegnamento.

42.10 Interrogante: Come può una persona sapere quando è non-condizionata da una situazione emotivamente carica mentre sta reprimendo il flusso di emozioni, o se è in equilibrio ed è veramente non-condizionata?

Ra: Io sono Ra. Abbiamo parlato di questo. Pertanto, ripeteremo brevemente che per l’entità bilanciata, nessuna situazione ha una carica emotiva ma è semplicemente una situazione come un’altra in cui l’entità può o meno cogliere l’opportunità di essere di servizio. Più un’entità si avvicina a questo atteggiamento, più un’entità è vicina all’equilibrio. Potete notare che non è nostra raccomandazione che reazioni al catalizzatore siano represse o soppresse a meno che tali reazioni non siano un *ostacolo, non consono con la Legge dell’Uno, ad un altro-sé. È molto, molto meglio permettere che l’esperienza si esprima in modo che l’entità possa poi fare un uso più completo di questo catalizzatore. *(be a stumbling block)

18.5 Interrogante: Grazie. Ho qui una domanda da parte di Jim che leggerò testualmente: “Gran parte della tradizione mistica della ricerca sulla Terra esprime la credenza che, affinché un’entità possa raggiungere il ‘nirvana’, come viene chiamato, o l’illuminazione, il sé individuale debba essere cancellato o obliterato e che il mondo materiale debba essere ignorato. Qual è il ruolo corretto del sé individuale e delle sue attività terrene per aiutare un’entità ad evolvere ulteriormente verso la Legge dell’Uno?”

RA: Io sono Ra. Il ruolo corretto dell’entità in questa densità è quello di sperimentare tutto quello che desidera, per poi analizzare, comprendere e accettare tali esperienze, distillando da esse la luce/amore presente in loro. Nulla dev’essere dominato. Quello che non è necessario svanisce.

L’orientamento si sviluppa grazie all’analisi del desiderio. Questi desideri diventano sempre più distorti verso l’applicazione consapevole dell’amore/luce, man mano che l’entità fornisce a se stessa delle esperienze distillate. Abbiamo trovato estremamente inopportuno incoraggiare la sopraffazione di qualsiasi desiderio, salvo suggerire l’immaginazione piuttosto che la realizzazione sul piano fisico, come lo chiamate, di quei desideri non in accordo con la Legge dell’Uno; questo preserva la primaria distorsione del libero arbitrio.

La ragione per la quale il dominio non è saggio, è che il dominare è un’azione non bilanciata, che crea delle difficoltà di bilanciamento nel continuum di tempo/spazio. Il dominio genera pertanto le condizioni adatte per l’ulteriore perseveranza di quello che in apparenza era stato dominato.

Tutte le cose sono accettabili al momento appropriato per ogni entità e nello sperimentare, nel comprendere, nell’accettare, nel condividere poi con gli altri-sé l’appropriata descrizione, si sposterà dalle distorsioni di un tipo alle distorsioni di un altro tipo che può essere più consonante con la Legge dell’Uno.

È, diciamo così, una scorciatoia semplicemente ignorare o dominare qualsiasi desiderio. Deve invece essere compreso e accettato. Ciò richiede pazienza ed esperienza che può essere analizzata con cura, con compassione per il sé e per l’altro-sé.

61.6 Interrogante: Voglio porre alcune domande che Jim ha avuto sugli esercizi di guarigione. La prima è, nell’esercizio di guarigione che riguarda il corpo, cosa si intende per discipline del corpo che hanno a che fare con l’equilibrio tra amore e saggezza nell’uso del corpo nelle sue funzioni naturali?

Ra: Io sono Ra. Parleremo più brevemente del solito a causa dell’uso da parte di questo strumento dell’energia trasferita. Pertanto chiediamo ulteriori domande qualora la nostra risposta non fosse sufficiente.

Il complesso del corpo ha funzioni naturali. Molte di queste hanno a che fare con il sé non-manifestato e normalmente non sono soggette alla necessità di bilanciamento. Ci sono funzioni naturali che hanno a che fare con l’altro-sé. Fra queste ci sono il contatto, l’amare, la vita sessuale e quei momenti in cui si desidera ardentemente la compagnia di un altro per combattere il tipo di solitudine che è la naturale funzione del corpo rispetto a quei tipi di solitudine che sono del complesso della mente/emozione o dello spirito.

Quando queste funzioni naturali possono essere osservate nella vita quotidiana, esse possono essere esaminate in modo che l’amore di sé e l’amore per l’altro-sé a confronto con la saggezza riguardante l’uso delle funzioni naturali possa essere osservato. Ci sono molte fantasie e pensieri casuali che possono essere esaminati nella maggior parte delle vostre persone in questo processo di equilibrio.

Ugualmente da bilanciare è la rinuncia dall’esigenza di queste naturali funzioni nei riguardi dell’altro-sé.

Da una parte c’è un eccesso di amore. Deve essere determinato se questo è amore di sé o dell’altro-sé o di entrambi. Dall’altra parte c’è uno sbilanciamento verso la saggezza.

È bene conoscere il complesso del corpo in modo che sia un alleato, equilibrato e pronto per essere chiaramente utilizzato come uno strumento, poiché ogni funzione corporea può essere utilizzata in sempre più elevati, se volete, complessi di energia con l’altro-sé. Non importa quale sia il comportamento, l’importante bilanciamento è la comprensione di ogni interazione a questo livello con gli altri-sé in modo che se l’equilibrio può essere amore/saggezza o saggezza/amore, l’altro-sé è visto dal sé in una configurazione equilibrata ed il sé è così liberato per ulteriore lavoro.

61.11 Interrogante: Qui c’è scritto che sembrerebbe che gli esercizi di bilanciamento appropriati per tutte le sensazioni del corpo siano una qualche forma di inattività come la meditazione o la contemplazione. È corretto?

Ra: Io sono Ra. Questo è in gran parte incorretto. Il bilanciamento richiede uno stato meditativo affinché il lavoro sia fatto. Tuttavia, il bilanciamento della sensazione ha a che fare con un’analisi della sensazione con particolare riguardo a qualsiasi propensione squilibrata tra l’amore e la saggezza o il positivo e il negativo. Allora tutto ciò che manca nella sensazione equilibrata, come in ogni bilanciamento, può può venire in essere dopo che la sensazione è stata ricordata e rammentata in modo così dettagliato da sopraffare i sensi.

64.20 Interrogante: Negli esercizi di guarigione, quando dici esaminare le sensazioni del corpo, intendi quelle sensazioni disponibili al corpo attraverso i cinque sensi o in relazione alle funzioni naturali del corpo come il contatto, l’amore, la condivisione sessuale, e la compagnia, o stai parlando completamente di qualcos’altro?

Ra: Io sono Ra. L’interrogante può percepire il suo complesso del corpo in questo momento. Sta sperimentando sensazioni. La maggior parte di queste sensazioni o, in questo caso, quasi tutte, sono transitorie e prive di interesse. Tuttavia, il corpo è la creatura della mente. Certe sensazioni hanno importanza a causa della carica o potenza che viene percepita dalla mente al momento dell’esperienza di questa sensazione.

Per esempio, in questo nesso spazio/tempo una sensazione porta con se una carica potente e può essere esaminata. Questa è la sensazione di ciò che chiamate la distorsione verso il disagio dovuta alla posizione incomoda del complesso del corpo durante questo lavoro. Nel bilanciare esploreresti quindi questa sensazione.

Perché questa sensazione è potente?

Questo perché è stata scelta in modo che l’entità potesse essere di servizio agli altri nell’energizzare questo contatto.

Ogni sensazione che lascia un retrogusto di significato nella mente, che lascia un’impressione all’interno della memoria deve essere esaminata. Queste sono le sensazioni di cui parliamo.

42.11 Interrogante: Come può un individuo valutare quali centri energetici all’interno del suo essere sono attivati e in non immediata necessità di ulteriore attenzione e quali centri energetici non sono attivati e sono in necessità di attenzione immediata?

Ra: Io sono Ra. I pensieri di un’entità, i suoi sentimenti o emozioni, e tanto meno il suo comportamento sono le indicazioni per l’insegnamento/apprendimento di sé dal sé. Nell’analisi delle proprie esperienze di un ciclo diurno, un’entità può valutare ciò che considera essere pensieri, comportamenti, sentimenti ed emozioni inappropriati.

Nell’esaminare queste attività inappropriate di mente, corpo e spirito complessi l’entità può quindi collocare queste distorsioni nel raggio vibrazionale appropriato e quindi vedere dove è necessario lavorare.

ESPERIENZA NEI CENTRI ENERGETICI

49.6 Interrogante: Quale processo sarebbe raccomandato per risvegliare correttamente, come si suol dire, la kundalini e di che valore sarebbe?

Ra: Io sono Ra. La metafora del serpente avvolto a spirale che viene attirato verso l’alto è ampiamente appropriata per la considerazione da parte dei vostri popoli. Questo è ciò che si sta tentando quando si cerca. Ci sono, come abbiamo affermato, grandi malintesi riguardo a questa metafora e alla natura del perseguimento del suo obiettivo. Dobbiamo generalizzare e chiedervi di comprendere il fatto che questo in effetti rende molto meno utile ciò che condividiamo. Tuttavia, poiché ogni entità è unica, le generalizzazioni sono il nostro destino quando comunichiamo per la vostra possibile edificazione.

Abbiamo due tipi di energia. Stiamo quindi tentando, come entità in un vero colore di questa ottava, di spostare il luogo di incontro della natura esterna ed interna sempre più oltre o più verso l’alto, lungo i centri energetici. I due metodi di approcciare questo con un metodo sensato sono: primo, la collocazione all’interno del Sé di quelle esperienze che sono attratte dall’entità attraverso il polo sud. Ogni esperienza dovrà essere osservata, sperimentata, bilanciata, accettata e collocata all’interno dell’individuo. Man mano che l’entità cresce nell’accettazione del sé e nella consapevolezza del catalizzatore, la posizione della migliore collocazione di queste esperienze si alzerà per la nuova entità di vero colore.

L’esperienza, qualunque essa sia, sarà collocata nel raggio rosso e considerata per il suo contenuto di sopravvivenza e così via. Ogni esperienza sarà compresa sequenzialmente dal complesso mente/corpo/spirito che cresce e che ricerca, in termini di sopravvivenza, poi in termini di identità personale, poi in termini di relazioni sociali, poi in termini di amore universale, poi in termini di come l’esperienza può generare una libera comunicazione, poi in termini di come l’esperienza può essere connessa alle energie universali, e infine in termini di sacramentale natura di ogni esperienza.

Nel frattempo il Creatore si trova all’interno. Nel polo nord “la corona è già sulla testa” e l’entità è potenzialmente un dio. Questa energia è posta in essere dall’accettazione umile e fiduciosa di questa energia attraverso la meditazione e la contemplazione del sé e del Creatore.

Dove queste energie si incontrano è dove il serpente avrà raggiunto la sua altezza.

Quando questa energia “non più avvolta” (uncoiled) si avvicina all’amore universale e all’essere radiante, l’entità è in uno stato in cui la raccoglibilità dell’entità si avvicina.

50.2 Interrogante: Nell’ultima sessione [tu] hai affermato che le esperienze sono attratte all’entità attraverso il polo sud. Potresti precisare questo e darci una definizione di cosa intendi?

Ra: Io sono Ra. Ci vuole qualche considerazione per realizzare la giusta prospettiva per cogliere il senso delle informazioni di cui sopra. Il polo sud o negativo è quello che attrae. Attira su di sé quelle cose magnetizzate ad esso. Così come il complesso mente/corpo/spirito. Il flusso in ingresso di esperienza è dell’affluenza del polo sud. Potete considerare questa un’affermazione semplicistica.

L’unica parte specifica di questa correttezza è che il raggio rosso o centro energetico di fondazione, essendo il centro energetico radice o più basso del veicolo fisico, avrà la prima opportunità di reagire a qualsiasi esperienza. Solamente in questo modo, potete vedere un locus fisico del polo sud identificato con il centro energetico della radice. In ogni aspetto della mente e del corpo la “radice o fondamento” avrà l’opportunità di funzionare per primo.

Che cos’è questa opportunità se non la sopravvivenza? Questa è la possibilità radice (root possibility) di risposta e può essere considerata caratteristica delle funzioni di base sia della mente che del corpo. Troverete questo istinto il più forte e, una volta che questo sia bilanciato, molto sarà aperto al ricercatore. Il polo sud in tal caso smette di bloccare i dati esperienziali, e i centri energetici più elevati della mente e del corpo si avvalgono dell’opportunità di utilizzare l’esperienza attratta ad esso.

50.3 Interrogante: Perché dici che l’esperienza è attirata o attratta all’entità?

Ra: Io sono Ra. Lo diciamo a causa della nostra comprensione che questa è la natura del fenomeno del catalizzatore esperienziale e del suo ingresso nella consapevolezza del complesso mente/corpo/spirito.

54.26 Interrogante: Puoi descrivere l’energia che entra in uno di questi centri energetici? Puoi descrivere il suo percorso dalla sua origine, la sua forma e il suo effetto? Non so se questo è possibile, ma puoi farlo?

Ra: Io sono Ra. Questo è parzialmente possibile.

54.27 Interrogante: Lo faresti per favore?

Ra: L’origine di tutta l’energia è l’azione del libero arbitrio sull’amore. La natura di tutta l’energia è luce. I mezzi del suo ingresso nel complesso mente/corpo/spirito sono duplici.

In primo luogo, c’è la luce interiore che è la Stella Polare del sé, la stella guida. Questo è il diritto di nascita e la vera natura di tutte le entità. Questa energia dimora all’interno.

Il secondo punto di ingresso è l’opposto polare della Stella Polare, diciamo, e può essere visto, se si desidera usare il corpo fisico come un analogo per il campo magnetico, come proveniente dalla terra attraverso i piedi e attraverso il punto più basso della colonna vertebrale. Questo punto di ingresso dell’energia di luce universale è indifferenziato fino a che non inizia il suo processo di filtrazione attraverso i centri energetici. Le esigenze di ciascun centro e l’efficienza con cui l’individuo ha imparato ad attingere alla luce interiore determinano la natura dell’uso che viene fatto dall’entità di questi flussi in entrata. (C’è un gioco di parole qui con il nome della stella polare utilizzando i sinonimi Polaris, North star, guiding star)

54.28 Interrogante: Il catalizzatore esperienziale segue lo stesso percorso? Questa potrebbe essere una domanda stupida.

Ra: Io sono Ra. Questa non è una domanda senza senso, perché il catalizzatore e le esigenze o distorsioni dei centri energetici sono due concetti congiunti strettamente come due fili di una corda.

54.29 Interrogante: Allora, in una sessione precedente hai menzionato che il catalizzatore esperienziale era sperimentato prima dal polo sud e valutato rispetto alla sopravvivenza, ecc. Ecco perché ho posto la domanda, e io— puoi approfondire questo concetto?

Ra: Io sono Ra. Abbiamo affrontato il processo di filtraggio mediante il quale le energie in ingresso (in-coming) vengono trascinate verso l’alto in base alle distorsioni di ciascun centro energetico e alla forza di volontà o desiderio che emana dalla consapevolezza della luce interiore. Se possiamo essere più specifici, si prega di interrogare con specificità.

54.30 Interrogante: Farò questa affermazione che potrebbe piuttosto distorta e te la farò correggere. Abbiamo, che arriva attraverso i piedi e la base della spina dorsale, l’energia totale che il complesso mente/corpo/spirito riceverà in guisa di ciò che chiamiamo luce. Ogni centro energetico quando viene incontrato filtra via e usa una parte di questa energia, dal rosso al viola. È corretto?

Ra: Io sono Ra. Questo è in gran parte corretto. Le eccezioni sono le seguenti: L’ingresso di energia termina con l’indaco. Il raggio viola è un termometro o indicatore del Tutto.

54.31 Interrogante: Come questa energia viene assorbita dai centri energetici ad un certo punto, non solo viene assorbita nell’essere, ma irradia attraverso il centro energetico esternamente. Credo che questo inizi con il centro blu e, e si verifica anche con l’indaco e il viola? È corretto?

Ra: Io sono Ra. In primo luogo, vorremmo affermare che non abbiamo finito di rispondere alla domanda precedente e possiamo quindi rispondere in parte ad entrambe affermando che nell’entità completamente attivata, viene utilizzata solo quella piccola porzione di luce che affluisce in entrata necessaria per accordare il centro energetico, la grande rimanenza è libera di essere incanalata e attratta verso l’alto.

Per rispondere in modo più completo alla tua seconda domanda, possiamo dire che è corretto che la radiazione senza necessità di risposta inizi con il raggio blu sebbene il raggio verde, essendo il grande raggio di transizione, debba essere preso in attenta considerazione, poiché fino a che trasferimenti di energia di tutti tipi non siano stati sperimentati e padroneggiati in larga misura, ci saranno blocchi nelle radiazioni blu e indaco.

Ancora, l’emanazione viola è, in questo contesto, una risorsa dalla quale, attraverso l’indaco, l’infinito intelligente può essere contattato. La sua radiazione non sarà un raggio viola ma piuttosto verde, blu o indaco a seconda della natura del tipo di intelligenza che l’infinito ha portato attraverso in energia discernibile.

Il tipo di radiazione del raggio verde in questo caso è la guarigione, il raggio blu la comunicazione e l’ispirazione, l’indaco quell’energia dell’adepto che ha il suo posto nella fede.

41.18 Interrogante: Ora, l’animale in seconda densità è composto di luce come lo sono tutte le cose. Quello a cui sto cercando di arrivare è la relazione tra la luce di cui sono creati i vari corpi dell’animale e la relazione di questo con i centri energetici che sono attivi e quelli che sono inattivi e come ciò è collegato al Logos. È una difficile domanda da porre. Puoi darmi qualche tipo di risposta su questo?

Ra: Io sono Ra. La risposta è di reindirizzare i tuoi processi di pensiero da qualsiasi visione meccanica dell’evoluzione. La volontà del Logos pone le potenzialità a disposizione dell’entità in evoluzione. La volontà dell’entità nel suo evolversi è l’unica misura della velocità e della meticolosità dell’attivazione e dell’equilibrio dei vari centri energetici.

41.19 Interrogante: Grazie. Nella sessione di ieri, o dell’altro ieri, hai menzionato la variabile velocità di rotazione o attività dei centri energetici. Cosa intendevi con questo, velocità di rotazione?

Ra: Io sono Ra. Ciascun centro energetico ha un’ampia gamma di velocità rotatoria o, come puoi vedere più chiaramente in relazione al colore, di brillantezza. Più fortemente la volontà dell’entità vi si concentra e raffina o purifica ogni centro energetico, più brillante o rotazionalmente attivo sarà ciascun centro energetico. Non è necessario che i centri energetici siano attivati in ordine nel caso dell’entità auto-cosapevole. Quindi le entità possono avere centri energetici estremamente brillanti pur essendo piuttosto sbilanciate nel loro aspetto del raggio viola a causa della mancanza di attenzione prestata alla totalità dell’esperienza dell’entità.

La chiave per il bilanciamento può quindi essere vista nella risposta non studiata, spontanea e onesta delle entità verso le esperienze, utilizzando così l’esperienza al massimo possibile, quindi applicando gli esercizi di bilanciamento e ottenendo l’atteggiamento corretto per lo spettro più purificato di manifestazione del centro energetico nel raggio viola. Questo è il motivo per cui la brillantezza o velocità rotatoria dei centri energetici non è considerata al di sopra dell’aspetto bilanciato o manifestazione del raggio viola di un’entità, per quanto riguarda la raccoglibilità; poiché quelle entità che sono sbilanciate, specialmente per quanto riguarda i raggi primari, non saranno in grado di sostenere l’impatto dell’amore e della luce dell’infinito intelligente nella misura necessaria per il raccolto.

43.8 Interrogante: Sono incondizionatamente d’accordo con te, ma a volte non sono in grado di conoscere, prima di indagare su un’area, se ciò porterà ad una migliore comprensione. Questo sembrava essere collegato in qualche modo ai centri energetici di cui stavamo parlando.

Farò una dichiarazione e la farò a te commentare per la sua correttezza. La dichiarazione è: quando la luce del Creatore è scissa o divisa in colori e centri energetici per l’esperienza, allora per riunirsi con il Creatore, i centri energetici devono essere bilanciati esattamente allo stesso modo di come la luce scissa era quando aveva origine dal Creatore. È corretto?

Ra: Io sono Ra. Dare a questa domanda una risposta semplice sarebbe pressoché impossibile.

Semplificheremo concentrandoci su quella che consideriamo l’idea centrale verso la quale stai puntando. Abbiamo più volte parlato della relativa importanza del bilanciamento rispetto alla relativa scarsa importanza della massima attivazione di ciascun centro energetico. Il motivo è come hai correttamente ipotizzato. Quindi l’entità si occupa, se è sulla via della raccoglibilità positiva, della regolarizzazione delle varie energie dell’esperienza. Così l’entità più fragile può essere più equilibrata di una con estrema energia e attività nel servizio agli altri, a causa della meticolosità con cui la volontà è focalizzata sull’uso dell’esperienza nella conoscenza del sé. Le densità oltre le vostra danno all’individuo minimamente equilibrato molto tempo/spazio e spazio/tempo con cui continuare a perfezionare questi bilanciamenti interiori.

43.9 Interrogante: Nella densità successiva, o nella… nella quarta densità, il catalizzatore del dolore fisico è utilizzato come un meccanismo per il bilanciamento esperienziale?

Ra: Io sono Ra. L’uso del dolore fisico è minimo, riguardando solo la fine dell’incarnazione in quarta densità. Questo dolore fisico non sarebbe considerato abbastanza grave da curare, diciamo, in terza densità. I catalizzatori del dolore mentale e spirituale sono usati in quarta densità.

61.9 Interrogante: Credo che questo faccia emergere il punto dello scopo dell’incarnazione fisica. E questo è raggiungere una convinzione attraverso i propri processi di pensiero quanto a una soluzione ai problemi e alle comprensioni in una situazione totalmente priva di pregiudizio o totalmente libera, senza alcuna prova o qualsiasi cosa che considereresti prova, prova è una parola molto povera in se stessa. Puoi approfondire il mio concetto?

Ra: Io sono Ra. La tua è un’opinione eloquente sebbene alquanto confusa nelle sue connessioni tra la libertà espressa dalla conoscenza soggettiva e la libertà espressa dall’accettazione soggettiva. C’è una distinzione significativa tra le due.

Questa non è una dimensione della conoscenza, anche soggettivamente, a causa della mancanza di visione d’insieme degli influssi cosmici e di altro tipo che influenzano ogni singola situazione che produce catalizzatore. L’accettazione soggettiva di ciò che è nel momento e il ritrovamento dell’amore all’interno di quel momento, è la più grande libertà.

Ciò conosciuto come la conoscenza soggettiva senza prove è, in una certa misura, “un povero amico” perché ci saranno anomalie a prescindere da quanta informazione venga raccolta a causa delle distorsioni che formano la terza densità.

64.6 Interrogante: Potresti descrivermi o dirmi dei rituali o delle tecniche usate da Ra nel cercare nella direzione del servizio?

Ra: Io sono Ra. Parlare di ciò con cui complessi di memoria sociale di sesta densità lavorano interiormente al fine di avanzare è nella migliore delle ipotesi un errore di semplice comunicazione poiché molto si perde nella trasmissione del concetto da densità a densità e la discussione sulla sesta densità è inevitabilmente molto distorta.

Tuttavia, tenteremo di rispondere alla tua domanda perché è utile in quanto ci consente di esprimere ancora una volta l’unità totale della creazione. Cerchiamo il Creatore su un livello di esperienza condivisa di cui non sei al corrente e invece di circondarci di luce siamo divenuti luce. La nostra concezione è che non c’è altro materiale tranne la luce. I nostri rituali, come puoi chiamarli, sono una continuazione infinitamente sottile dei processi di bilanciamento che stai iniziando ora a sperimentare.

Noi cerchiamo ora fuori dalla polarità. Perciò non invochiamo alcun potere al di fuori di noi, poiché la nostra ricerca è stata interiorizzata come diventiamo luce/amore e amore/luce. Questi sono gli equilibri che cerchiamo, gli equilibri tra compassione e saggezza che consentono sempre di più alla nostra comprensione dell’esperienza di essere informata affinché possiamo avvicinarci all’unità con l’Uno Creatore che così gioiosamente cerchiamo.

I vostri rituali al vostro livello di progresso contengono il concetto di polarizzazione e ciò è il più centrale nel vostro particolare spazio/tempo.

Il ricercatore cerca l’Uno. Quest’Uno va ricercato, come abbiamo detto, dal sé equilibrato e che accetta sé stesso, consapevole sia delle sue apparenti distorsioni che della sua totale perfezione. Stando in questa consapevolezza equilibrata, l’entità apre quindi il sé all’universo che essa è. L’energia luminosa di tutte le cose può quindi essere attratta da questa intensa ricerca, e ovunque la ricerca interiore incontra il prana cosmico attratto, la realizzazione dell’Uno avviene.

Lo scopo di purificare ogni centro energetico è permettere a quel luogo di incontro di verificarsi nella vibrazione del raggio indaco, prendendo così contatto con l’infinito intelligente e dissolvendo tutte le illusioni. Il servizio agli altri è automatico al rilascio di energia generato da questo stato di coscienza.

15.4 Interrogante: Grazie. La prima domanda è: perché su questo pianeta avviene un invecchiamento rapido?

Ra: Io sono Ra. Su questo pianeta di terza densità si verifica un rapido invecchiamento a causa di un continuo squilibrio del complesso della rete dei recettori nella porzione eterica del campo energetico di questo pianeta. Le distorsioni di forma-pensiero della vostra gente hanno fatto sì che gli afflussi di energia entrino nell’atmosfera magnetica planetaria, se così volete chiamare questa rete di modelli energetici, in modo tale che i corretti afflussi non siano correttamente permeati con bilanciato luce/amore vibratorio proveniente da il, diciamo, livello cosmico di questa ottava di esistenza.

15.5 Interrogante: Ho ragione a presumere che uno dei vostri tentativi di servire questo pianeta è stato quello di aiutare la sua popolazione a comprendere e a mettere maggiormente in pratica la Legge dell’Uno, cosicché questo invecchiamento, questo rapido invecchiamento, potesse tramutarsi in un invecchiamento normale?

RA: Io sono Ra. Quello che presumi è in larga misura corretto.

15.6 Interrogante: Quindi mettere in pratica la Legge dell’Uno per apprendere le vie del servizio sarebbe di grande beneficio per la popolazione di questo pianeta. È corretto?

RA: Io sono Ra. È corretto. Osservando quelli che sono orientati da tutto il complesso di distorsione esperienziale di una vita, sin quasi dall’inizio di tale esperienza, potrete notare un’apparenza relativamente giovanile, come voi la chiamereste.

15.7 Interrogante: Qual è il più grande servizio che la nostra popolazione potrebbe prestare individualmente su questo pianeta?

RA: Io sono Ra. Non c’è che un servizio. La Legge è Uno. L’offerta del sé al Creatore è il servizio più grande, l’unità, la sorgente. L’entità che ricerca l’Uno Creatore è con l’intelligenza infinita. Da tale ricerca, da tale offerta, evolveranno un gran numero di opportunità, a seconda delle distorsioni dei complessi mente/corpo/spirito riguardo ai diversi aspetti illusori o centri energetici, dei vari complessi della vostra illusione.

Così, alcuni diventano dei guaritori, alcuni degli operatori (worker), alcuni degli insegnanti e così via.

15.8 Interrogante: Se un’entità su questo pianeta fosse perfettamente bilanciata in relazione alla Legge dell’Uno, essa subirebbe il processo dell’invecchiamento?

RA: Io sono Ra. Un’entità perfettamente bilanciata diventerebbe affaticata anziché visibilmente invecchiata. Una volta imparate le lezioni, l’entità se ne andrebbe. Comunque, questa è una situazione ideale ed è una forma di invecchiamento che la vostra popolazione non sperimenta. La comprensione giunge lentamente, il complesso del corpo si decompone più rapidamente.

15.9 Interrogante: Potete parlarmi un po’ della definizione della parola “bilanciamento” nel modo in cui la stiamo usando?

RA: Io sono Ra. Vi preghiamo di immaginare l’Uno Infinito. Non avete alcuna immagine. Il processo ha inizio in questo modo. L’amore, creando la luce, diventando così amore/luce, si addentra nella sfera planetaria secondo la rete elettromagnetica dei punti o nexi di ingresso. Tali afflussi sono a questo punto disponibili all’individuo che, proprio come il pianeta, consiste in una rete di campi di energia elettromagnetica con punti o nexi di ingresso.

In un individuo bilanciato tutti i centri energetici sono bilanciati e funzionanti luminosamente e completamente. I blocchi della vostra sfera planetaria determinano alcune distorsioni dell’energia intelligente. I blocchi del complesso mente/corpo/spirito distorcono o sbilanciano ulteriormente questa energia. Esiste una sola energia. Essa può essere compresa come amore/luce o luce/amore o energia intelligente.

15.10 Interrogante: Sono corretto nel presumere che uno dei blocchi [di] un complesso mente/corpo/spirito può essere dovuto ad uno sbilanciamento dell’ego, per così dire, e che esso potrebbe essere bilanciato attraverso, diciamo, un bilanciamento di degnità/indegnità?

RA: Io sono Ra. Non è corretto.

15.11 Interrogante: Potete dirmi come si fa a bilanciare l’ego?

RA: Io sono Ra. Non possiamo lavorare con questo concetto, dal momento che esso è utilizzato erroneamente. Da esso non può derivare alcuna comprensione.

15.12 Interrogante: Come fa un individuo a bilanciare se stesso? Qual è il primo passo?

RA: Io sono Ra. Il passo è uno solo; ovvero, la comprensione dei centri energetici che costituiscono il complesso mente/corpo/spirito. Tale comprensione può essere riassunta brevemente come segue.

Il primo bilanciamento è quello del complesso energetico vibratorio di Malkuth, o Terra, chiamato complesso del raggio rosso. La comprensione e l’accettazione di questa energia è fondamentale.

Il successivo complesso energetico che può essere bloccato è il complesso emozionale o personale, conosciuto anche come il complesso del raggio arancione. Tale blocco si manifesterà spesso sotto forma di eccentricità personali o di distorsioni che riguardano l’autocosciente comprensione o accettazione del sé.

Il terzo blocco assomiglia in misura maggiore a quello che tu hai chiamato ego. Si tratta del complesso del raggio giallo o centro del plesso solare. I blocchi in questo centro si manifesteranno spesso sotto forma di distorsioni verso la manipolazione del potere ed altri comportamenti sociali che coinvolgono le entità che sono vicine o che sono legate al complesso mente/corpo/spirito.

Coloro che hanno blocchi in questi primi tre centri energetici, o nexi, avranno continue difficoltà nella capacità di proseguire la loro ricerca della Legge dell’Uno.

Il centro del cuore, o raggio verde, è il centro dal quale gli esseri di terza densità possono, per così dire, balzare verso l’intelligenza infinita. I blocchi in quest’area possono manifestarsi come difficoltà nell’esprimere ciò che voi potreste chiamare amore universale o compassione.

Il centro del raggio blu del flusso di energia è il centro che, per la prima volta, è sia uscente che entrante. Coloro che sono bloccati in quest’area possono avere difficoltà nel capire i complessi spirito/mente della propria entità e ulteriori difficoltà nell’esprimere tali comprensioni del sé. Le entità bloccate in quest’area possono avere difficoltà ad accettare la comunicazione da altri complessi mente/corpo/spirito.

Il centro successivo è il centro pineale o del raggio indaco. Quelli che sono bloccati in questo centro possono sperimentare una diminuzione dell’afflusso di energia intelligente dovuta a manifestazioni che appaiono come indegnità. È di questo che parlavi. Come puoi vedere, questa non è che una delle numerose distorsioni, per via della presenza di diversi punti di afflusso di energia nel complesso mente/corpo/spirito. Il bilanciamento del raggio indaco è di fondamentale importanza per il tipo di lavoro che dev’essere effettuato sul complesso spirituale, i cui afflussi hanno a loro volta a che vedere con la trasformazione o trasmutazione della terza densità nella quarta densità, trattandosi del centro energetico che riceve dall’energia intelligente gli efflussi meno distorti di amore/luce, e che possiede inoltre il potenziale per giungere alla chiave per il portale per l’infinito intelligente.

Il centro di afflusso di energia rimanente consiste semplicemente nella totale espressione del complesso vibratorio della mente, del corpo e dello spirito dell’entità. Esso è così come deve essere: i termini “bilanciato” o “non bilanciato” non hanno significato a questo livello energetico, dal momento che esso dà e riceve nell’ambito del suo stesso bilanciamento. Qualunque sia la distorsione, esso non può essere manipolato come possono esserlo gli altri e, pertanto, esso non ha una particolare rilevanza nell’esaminare il bilanciamento di un’entità.

15.13 Interrogante: In precedenza ci avete dato qualche informazione su quello che dovremmo fare per essere bilanciati. Ci sono informazioni che possiamo pubblicare ora su qualche particolare esercizio o metodo per bilanciare [questi] centri?

RA: Io sono Ra. Gli esercizi forniti per la pubblicazione, messi a confronto con il materiale ora fornito, sono nell’insieme un buon inizio. È importante consentire a ciascun cercatore di illuminare se stesso piuttosto che a qualsiasi messaggero di tentare nel linguaggio di insegnare/imparare per l’entità, essendo così insegnante/allievo e allievo/insegnante. Questo non è in equilibrio con la vostra terza densità. Noi impariamo da voi. Noi insegniamo a voi. Pertanto, noi insegniamo/impariamo. Se noi imparassimo al posto vostro, questo determinerebbe uno squilibrio riguardo alla distorsione del libero arbitrio. Ci sono altre forme di informazione ammissibili. Tuttavia, non avete ancora toccato tali forme nelle vostre domande, ed il nostro complesso di convinzione/sensazione è che l’Interrogante modellerà questo materiale in modo tale da far sì che i vostri complessi mente/corpo/spirito possano avere accesso ad esso. Pertanto, noi rispondiamo alle tue domande nel modo in cui esse emergono dal tuo complesso mentale.

15.14 Interrogante: Ieri avete detto “il raccolto è ora. Non c’è in quest’epoca alcuna ragione per includere un impegno verso la longevità secondo queste distorsioni, ma andrebbero piuttosto incoraggiate delle distorsioni verso la ricerca del cuore del sé, dal momento che sarà quello che risiede chiaramente nel campo energetico del raggio viola a determinare il raccolto di ciascun complesso mente/corpo/spirito”. Potreste dirci come ricercare, o qual è il miglior modo per ricercare il cuore del sé?

RA: Io sono Ra. Vi abbiamo già dato questa informazione in diverse formulazioni. Comunque, possiamo solo dire che il materiale per la vostra comprensione è il sé: il complesso mente/corpo/spirito. Vi sono state fornite informazioni sulla guarigione, come voi chiamate questa distorsione. Queste informazioni possono essere viste, in un contesto più generale, come vie per comprendere il sé. Comprendere, sperimentare, accettare e unire il sé con il sé e con l’altro-sé, ed infine con il Creatore, è la via verso il cuore del sé. In ogni infinitesima parte del vostro sé risiede l’Uno in tutto il Suo potere. Pertanto, non possiamo far altro che incoraggiare tali vie di contemplazione, ribadendo sempre il prerequisito della meditazione, della contemplazione o della preghiera come mezzi per utilizzare o per combinare soggettivamente/oggettivamente diverse comprensioni, per migliorare il processo di ricerca. Senza questo metodo di inversione del processo analitico, non è possibile integrare nell’unità le diverse comprensioni acquisite in una simile ricerca.

12.31 Interrogante: Qual è il modo migliore per far sì che queste entità possano guarire da queste malattie fisiche?

RA: Io sono Ra. Questa sarà l’ultima domanda completa di questo tempo/spazio.

La distorsione dell’auto-guarigione avviene attraverso la realizzazione dell’infinito intelligente presente dentro di sé. Essa è in qualche modo bloccata in quelli che non sono perfettamente bilanciati nei propri complessi corporei. I blocchi sono diversi da entità a entità. Questo richiede la consapevolezza cosciente della natura spirituale della realtà, per così dire, e il corrispondente riversarsi di tale realtà nel complesso mente/corpo/spirito individuale, affinché possa aver luogo la guarigione.

Useremo questo strumento come esempio. Le componenti del suo disagio, come voi chiamate questo complesso di distorsioni, che possono essere perfezionate fino all’equilibrio, sono dovute primariamente ad un blocco del centro energetico del raggio indaco o pineale. Questo centro riceve l’energia intelligente da tutte le debite fonti dell’Una Creazione; ovverosia, debite per questa distorsione o illusione di terza densità. Se non c’è alcun blocco, tali energie si riversano o scorrono nel complesso mente/corpo/spirito, perfezionando di momento in momento il complesso del corpo dell’individuo.

Questo strumento sperimenta anche qualche distorsione del centro energetico del raggio verde che voi potete chiamare il centro del cuore. Esso è eccessivamente aperto per via di un’intensa distorsione di desiderio, da parte di questo complesso mente/corpo/spirito, verso il servizio agli altri o amore universale, come voi lo potreste chiamare. Questa entità, pertanto, dona se stessa senza guardare alle sue riserve delle distorsioni del complesso mente/corpo/spirito a proposito di quella che voi chiamate forza o energia. Tale distorsione è dovuta principalmente al blocco del raggio indaco. Come abbiamo detto in precedenza, la distorsione di fraintendimento dello strumento responsabile di tale blocco è l’orientamento basilare verso la sua convinzione di essere indegno. La distorsione del sentirsi indegni blocca il libero fluire dell’energia intelligente.

Il settimo raggio o raggio viola non è indebolito, essendo questo non solo un recettore di energia, ma anche una somma totale del livello vibratorio dell’individuo. Gli altri centri energetici sono anch’essi abbastanza liberi. La soluzione per avere una guarigione è, in questo caso, un agire che metta in pratica la pacifica comprensione, nella distorsione dell’umiltà, che l’entità è Uno con il Creatore, e che essa è pertanto perfetta e non separata.

In ogni singolo caso di quella che voi chiamereste cattiva salute sono bloccati uno o più di uno di questi centri energetici. L’intelligenza del complesso mente/corpo/spirito ha bisogno a quel punto di essere resa consapevole o dal sé che agisce come guaritore o dal catalizzatore di un altro guaritore, come abbiamo detto in precedenza.

51.5 Interrogante: Grazie. Vorrei fare una dichiarazione. Sono sicuro di essere un “po’ fuori” con questo. È una domanda molto difficile da fare per me, perché non conosco veramente quello di cui sto parlando. Ma mi sembra, e puoi dirmi dove sbaglio con questa dichiarazione, che abbiamo sette corpi ciascuno corrispondente a uno dei sette colori dello spettro e che l’energia che crea questi sette corpi è un tipo universale di energia che fluisce nel nostro ambiente planetario ed entra attraverso sette centri energetici che abbiamo chiamato chakra, per sviluppare e perfezionare questi corpi, e questo è… Ciascuno di questi corpi è in un modo o nell’altro correlato alla configurazione mentale che abbiamo e alla perfezione di ciascuno di questi corpi e il totale “afflusso in entrata” (instreaming), si potrebbe dire, di questa energia è funzione di questa configurazione mentale, e attraverso questa configurazione mentale possiamo bloccare, in una certa misura, gli “afflussi in entrata” di energia che creano ciascuno di questi sette corpi. Potresti commentare dove sbaglio e correggermi in ciò che ho dichiarato?

Ra: Io sono Ra. La tua dichiarazione è sostanzialmente corretta. Usare il termine “configurazione mentale” significa semplificare eccessivamente le modalità di bloccaggio dell’instreaming che si verifica nella vostra densità. Il complesso della mente ha una relazione con i complessi dello spirito e del corpo che non è fissa. Quindi i bloccaggi possono verificarsi tra spirito e mente, o corpo e mente, su differenti livelli. Ribadiamo che ogni centro energetico ha sette sub-colori, diciamo, per convenienza. Così bloccaggi spirituali/mentali combinati con bloccaggi mentali/corporei possono influenzare ciascuno dei centri energetici in parecchie maniere dissimili. Così potete vedere la sottile natura del processo di evoluzione e di bilanciamento.

54.14 Interrogante: Grazie. Ha un peso anche sul mio modo di pensare, e apprezzo ciò che mi hai detto.

Ora, vorrei quindi considerare l’origine del catalizzatore in—. Innanzitutto abbiamo la condizione del complesso mente/corpo/spirito che, in funzione della prima distorsione, ha raggiunto una condizione di blocco o blocco parziale di uno o più centri energetici. Presumo che il catalizzatore sia necessario solo se c’è perlomeno un blocco parziale di un centro energetico. È corretto?

Ra: Io sono Ra. No.

54.15 Interrogante: Potresti dirmi perché?

Ra: Io sono Ra. Sebbene sia una priorità primaria attivare o sbloccare ogni centro energetico, è anche una priorità primaria a quel punto iniziare a perfezionare gli equilibri tra le energie in modo che ogni tono della corda dell’esistenza vibratoria totale risuoni in chiarezza, accordo e armonia con ogni altra energia. Questo bilanciamento, accordatura e armonizzazione del sé è più essenziale per il più avanzato o esperto complesso mente/corpo/spirito. Ogni energia può essere attivata senza la bellezza che è possibile attraverso le discipline e gli apprezzamenti delle energie personali o ciò che potreste chiamare la personalità più profonda o identità dell’anima.

54.16 Interrogante: Permettimi di fare un’analogia a cui ho appena pensato. Uno strumento musicale a sette corde può essere suonato deflettendo ogni corda [fino a] completa deflessione e rilasciandola ottenendo una nota. Oppure, una volta che le corde sono in grado di essere deflesse attraverso la loro completa deflessione (producendo una nota), invece di produrre le note questa modalità si serve della personalità creativa individuale deflettendo ciascuna nella giusta quantità e nella appropriata sequenza per produrre musica. È corretto?

Ra: Io sono Ra. Questo è corretto. Nell’individuo equilibrato le energie giacciono in attesa della mano del Creatore per pizzicare* l’armonia. *(Pluck: Nella terminologia musicale, mettere in vibrazione le corde di uno strumento con il polpastrello delle dita)

51.7 Interrogante: In passato hai parlato delle velocità rotazionale dei centri energetici. Sono corretto nell’assumere che questa è una funzione del blocco del centro energetico e che meno bloccato è, più è alta la velocità di rotazione, indicando quindi un maggiore influsso (instreaming) di energia?

Ra: Io sono Ra. Sei parzialmente corretto. Nei primi tre centri energetici un pieno sbloccaggio di questa energia creerà velocità di rotazione. Tuttavia, quando l’entità sviluppa i centri di energia più elevati, questi centri cominceranno allora ad esprimere la loro natura formando strutture cristalline. Questa è la forma più bilanciata o avanzata di attivazione dei centri energetici poiché la natura spazio/tempo di questa energia viene trasmutata nella natura tempo/spazio di regolarizzazione e bilanciamento.

51.8 Interrogante: Cosa intendi per strutture cristalline?

Ra: Io sono Ra. Ciascuno dei centri energetici del complesso fisico può essere visto avere una struttura cristallina distintiva nell’entità più sviluppata. Ognuno sarà in qualche modo diverso, proprio come nel vostro mondo non ci sono due fiocchi di neve uguali. Tuttavia, ciascuno è regolare. Il centro energetico rosso spesso ha la forma di una ruota a raggi. Il centro energetico arancione nella forma di fiore contenente tre petali.

Il centro giallo di nuovo in una forma arrotondata, con molte sfaccettature, come una stella.

Il centro energetico verde a volte chiamato la forma del Loto, il numero di punti della struttura cristallina dipende dalla forza di questo centro.

Il centro di energia blu capace di avere forse cento sfaccettature e capace di grande splendore lampeggiante.

Il centro indaco è un centro più tranquillo che in molti ha la forma base triangolare o a tre petali, sebbene alcuni adepti che hanno bilanciato le energie più basse possano creare forme più sfaccettate.

Il centro di energia viola è il meno variabile ed è talvolta descritto nella vostra filosofia come dai mille petali poiché è la somma della totalità di distorsione del complesso mente/corpo/spirito.

29.26 Interrogante: Puoi dirmi perché ogni complesso mente/corpo/spirito ha questo peculiare punto di eliminazione delle distorsioni?

Ra: Io sono Ra. Ogni complesso mente/corpo/spirito è una peculiare porzione dell’Uno Creatore.

29.27 Interrogante: Quindi stai dicendo che non esiste un singolo livello di, diciamo, purezza richiesto per attingere energia intelligente attraverso i cristalli, ma può esserci un’ampia variazione nella quantità di distorsione che un’entità può avere, ma ogni entità deve raggiungere il suo peculiare punto di ciò che potrei chiamare “stimolare la capacità”. È giusto?

Ra: Io sono Ra. Questo è incorretto. La necessità per il complesso mente/corpo/spirito è di avere un certo equilibrio, questo equilibrio lo abilita così a raggiungere un determinato livello di mancanza di distorsione. Le difficoltà critiche sono uniche per ogni complesso mente/corpo/spirito a causa delle distillazioni esperienziali che complessivamente sono, per così dire, l’essenza del raggio viola di ciascuna di queste entità.

Questo equilibrio è ciò che è necessario per il lavoro da fare nella ricerca del portale verso l’infinito intelligente attraverso l’uso di cristalli o attraverso qualsiasi altro uso. Non esistono due nature cristallizzate di mente/corpo/spirito che siano le stesse. I requisiti di distorsione, vibrazionalmente parlando, sono determinati.

38.5 Intervistatore: Potresti dirmi come ciascuno dei raggi, dal rosso al viola, apparirebbe in un’entità perfettamente bilanciata e non-distorta?

Ra: Io sono Ra. Non possiamo dirtelo perché ciascun bilanciamento è perfetto e ciascuno è unico. Non intendiamo essere oscuri.

Ti offriamo un esempio. In una particolare entità, usiamo questo strumento, i raggi possono essere visti come estremamente uniformi, rosso, arancione, giallo. Il raggio verde è estremamente luminoso. Questo è, diciamo, bilanciato da un indaco meno luminoso. Tra questi due risiede il punto di equilibrio, il raggio blu del comunicatore, sfavillante di una forza superiore all’ordinario. Nel raggio viola vediamo questo spettrografo unico, se volete, e allo stesso tempo il viola puro che circonda il tutto; questo a sua volta, circondato da ciò che mescola il raggio rosso e viola, indicante l’integrazione di mente, corpo e spirito; questo è circondato a sua volta dal modello vibratorio della vera densità di questa entità.

Questa descrizione può essere vista sia come sbilanciata e sia come in perfetto equilibrio. Quest’ultima comprensione è estremamente utile nel trattare con gli altri-sé. La capacità di avvertire i blocchi è utile solo per il guaritore. Non c’è propriamente una piccola frazione di giudizio quando si osserva un bilanciamento dei colori. Ovviamente quando vediamo molti dei plexi energetici indeboliti e bloccati, possiamo capire che un’entità non ha ancora “afferrato il testimone e iniziato la corsa”. Tuttavia, i potenziali sono sempre lì. Tutti i raggi pienamente bilanciati sono lì in attesa di essere attivati.

Forse un altro modo per rispondere alla tua domanda è questo: nell’entità pienamente potenziata i raggi si accumulano uno sull’altro con uguale brillantezza vibratoria e lucentezza scintillante fino a quando il colore circostante è bianco. Questo è ciò che potreste chiamare bilanciamento potenziato nella terza densità.

75.35 Interrogatore: Qualcuno in terza densità può raggiungere un certo grado di guarigione se ha la volontà, il desiderio e la polarità appropriati, oppure è necessario anche un equilibrio minimo dei centri energetici del guaritore?

Ra: Sono Ra. Qualsiasi entità può in qualsiasi momento ripulire e bilanciare istantaneamente i propri centri energetici. Così, in molti casi, quelli normalmente piuttosto bloccati, indeboliti e distorti possono, attraverso l’amore e la forza della volontà, diventare per un momento guaritori. Per essere un guaritore per natura uno deve davvero addestrare sé stesso nelle discipline della personalità.

LE DISCIPLINE DELLA PERSONALITÀ

Le discipline della personalità sono esposte nelle sessioni 4, 5, 6.

5.0 RA: Io sono Ra. Vi saluto nell’amore e nella luce dell’Infinito Creatore. Ora comunico.

5.1 Interrogante: L’ultima volta che abbiamo comunicato stavamo parlando dell’apprendimento della guarigione. Basandomi su quello che ci avete trasmesso nelle prime sessioni, ho l’impressione che sia necessario per prima cosa purificare il sé attraverso determinate discipline ed esercizi. Poi per guarire un paziente è necessario creare nel paziente stesso, attraverso l’esempio e magari determinati esercizi, una configurazione mentale che gli permetta di guarire se stesso. È corretto?

RA: Io sono Ra. Sebbene la tua distorsione di apprendimento/comprensione sia essenzialmente corretta, la tua scelta di complessi sonori vibratori non è interamente accurata quanto questo linguaggio permetterebbe.

Non è attraverso l’esempio che il guaritore compie la sua opera. Tale opera esiste in se stessa e di per se stessa. Il guaritore è solo il catalizzatore, così come questo strumento possiede la catalisi necessaria per fornire il canale per le nostre parole, eppure non potrebbe ricevere alcun pensiero per questo lavoro attraverso l’esempio o esercizi di qualsiasi tipo.

Lo stesso vale per l’opera della guarigione, per via del fatto che essa è una forma di canalizzazione di alcune distorsioni dell’infinito intelligente.

5.2 Interrogante: Abbiamo deciso di accettare, se offerto, l’onore/responsabilità di apprendere/insegnare il processo di guarigione. Vorrei chiedere qual è il primo passo che dobbiamo realizzare per diventare dei buoni guaritori.

RA: Io sono Ra. Inizieremo con il primo dei tre insegnamenti/apprendimenti.

Iniziamo con gli apprendimenti/insegnamenti mentali necessari per contattare l’infinito intelligente. Il prerequisito per il lavoro mentale è la capacità di mantenere il silenzio del sé in modo continuativo quando richiesto dal sé. La mente deve essere aperta come una porta. La chiave è il silenzio.

All’interno della porta è presente una costruzione gerarchica, che potete paragonare alla geografia e in qualche misura alla geometria, poiché tale gerarchia è piuttosto regolare, presentando delle relazioni interne.

Per iniziare a padroneggiare il concetto di disciplina mentale è necessario esaminare il sé. La polarità della vostra dimensione dev’essere interiorizzata. Quando nella vostra mente trovate la pazienza, dovete consapevolmente trovare la corrispondente impazienza e viceversa. Ogni pensiero di un’entità possiede a sua volta un’antitesi. Le discipline della mente comportano, innanzitutto, l’identificazione sia delle cose che approvate sia di quelle che disapprovate all’interno di voi stessi, per poi bilanciare ogni carica positiva e negativa con il suo corrispondente. La mente contiene ogni cosa. Perciò, dovete scoprire tale completezza all’interno di voi stessi.

La seconda disciplina mentale consiste nell’accettazione della completezza all’interno della vostra coscienza. Un essere di polarità nella coscienza fisica non dovrebbe selezionare e scegliere fra i diversi attributi, costruendo così i ruoli che causano blocchi e confusioni nel già distorto complesso mentale. Ogni accettazione leviga parte delle molte distorsioni che la facoltà che chiamate giudizio genera.

La terza disciplina mentale è una ripetizione della prima, ma con lo sguardo rivolto verso l’esterno, verso le altre entità che vengono incontrate. In ogni entità esiste la completezza. È pertanto necessaria la capacità di comprendere ciascun bilanciamento. Quando vedete la pazienza, avete la responsabilità di riflettere nella vostra comprensione mentale la pazienza/impazienza. Quando vedete l’impazienza, è necessario che la vostra configurazione mentale di comprensione sia l’impazienza/pazienza. Usiamo questo come un semplice esempio. La maggior parte delle configurazioni della mente possiedono numerose sfaccettature, e la comprensione sia delle polarità del sé che delle polarità di ciò che chiamereste l’altro-sé, può e deve essere intesa come lavoro sottile.

Il passo successivo consiste nell’accettazione delle polarità degli altri-sé, il che rispecchia il secondo passo.

Questi sono i primi quattro passi per apprendere la disciplina mentale. Il quinto passo comporta l’osservazione delle relazioni e dei rapporti geografici e geometrici della propria mente, della mente altrui, della mente collettiva e della mente infinita.

La seconda area di apprendimento/insegnamento consiste nello studio/comprensione dei complessi del corpo. È necessario conoscere bene il vostro corpo. Bisogna usare la mente per esaminare in che modo le sensazioni, le tendenze e quelle che voi chiamereste le emozioni hanno effetto sulle varie porzioni del complesso del corpo. Sarà necessario comprendere ed accettare le polarità del corpo, ripetendo in una manifestazione chimico/fisica il lavoro che avete compiuto sulla mente che prende in considerazione la coscienza.

Il corpo è una creatura della creazione della mente. Presenta le sue tendenze. La tendenza biologica dev’essere, per prima cosa, compresa completamente, e a quel punto bisogna permettere alla tendenza opposta di trovare piena espressione nella comprensione. A questo punto potrà essere nuovamente compiuto il processo di accettazione del corpo quale entità individuale bilanciata ed allo stesso tempo polarizzata.

Il compito è a questo punto quello di estendere tale comprensione ai corpi degli altri-sé che incontrerete. L’esempio più semplice di questo passo è la comprensione del fatto che ogni maschio biologico è femmina e che ogni femmina biologica è maschio. Questo è un esempio semplice. Tuttavia, quasi ogni volta che tenterete di comprendere il corpo del sé o dell’altro-sé, scoprirete nuovamente che è necessario il più sottile discernimento per comprendere appieno i complessi di polarità coinvolti.

A questo punto noi suggeriremmo la conclusione di questa descrizione fino al prossimo periodo di lavoro, cosicché potremo dedicare alla terza area una quantità di tempo che sia commisurata alla sua importanza.

Possiamo rispondere ad un’ultima domanda, se breve, prima di lasciare questo strumento.

6.0 RA: Io sono Ra. Vi saluto nell’amore e nella luce dell’Infinito Creatore. Ora comunico.

6.1 Interrogante: Vorremmo continuare col materiale di ieri. Abbiamo dovuto interrompere prima [non udibile].

RA: Io sono Ra. Per noi va bene.

Ora proseguiamo con la terza area di insegnamento/apprendimento riguardo allo sviluppo dei poteri energetici della guarigione.

La terza area è quella che riguarda il complesso spirituale, che include i campi di forza e coscienza in assoluto meno distorti del vostro complesso mente/corpo/spirito. L’esplorazione ed il bilanciamento del complesso spirituale è in realtà la parte più lunga e sottile del vostro apprendimento/insegnamento. Abbiamo considerato la mente come un albero. La mente controlla il corpo. Una volta che la mente è focalizzata, bilanciata e consapevole, e il corpo è a proprio agio con qualsiasi genere di pregiudizi e distorsioni che lo rendano appropriatamente bilanciato per quello strumento, lo strumento stesso è a questo punto pronto a passare alla grande opera.

Essa consiste nel lavoro del vento e del fuoco. Il campo energetico del corpo spirituale è una via, o canale. Quando il corpo e la mente sono ricettivi e aperti, lo spirito può diventare una funzionante spola (shuttle) o comunicatore dall’energia individuale di volontà dell’entità, che va verso l’alto, e dai flussi del fuoco e del vento creativo, che vanno verso il basso.

La capacità di guarigione, come tutte le altre abilità paranormali, come questo strumento le chiamerebbe, sono il risultato dell’apertura di un percorso o di una spola (shuttle) verso l’infinito intelligente. Molte entità sul vostro piano sperimentano un’apertura occasionale o un portale (gateway) nel loro campo energetico spirituale, creato talvolta dall’assunzione di sostanze chimiche, come quella che questo strumento chiamerebbe LSD, che sono in grado, in modo casuale e senza controllo, di far entrare delle fonti di energia. Essi possono essere come possono anche non essere, delle entità che desiderano servire. Lo scopo dell’apertura di tale canale in modo attento e consapevole è quello di offrire il proprio servizio in modo più affidabile, in modo più normale o usuale come viene considerato dal complesso di distorsione del guaritore. Ad altri può sembrare che avvengano dei miracoli. Per l’entità che ha aperto in modo accurato la porta per l’infinito intelligente tutto questo è ordinario; è normale; è così come deve essere. L’esperienza di vita cambia notevolmente e la grande opera continua.

In questo momento riteniamo che questi esercizi siano sufficienti per iniziare. In un tempo futuro, quando sentirai di aver realizzato ciò che ti è stato proposto, inizieremo a guidarti verso una comprensione più precisa delle funzioni e degli usi di questo accesso (gateway) nell’esperienza della guarigione.

85.16 Interrogante: Ho una domanda da parte di Jim. Afferma: “Credo che una delle mie scelte primarie pre-incarnative sia stata quella di aprire il mio centro energetico del raggio verde per scopi di guarigione. Quando vedo la mia compassione svilupparsi, è più appropriato equilibrare questa compassione con la saggezza nei miei esercizi di guarigione o consentire alla compassione di svilupparsi il più possibile senza essere equilibrata? “

Ra: Io sono Ra. Questa domanda confina con quel tipo di domanda a cui le risposte non sono disponibili a causa delle proibizioni del libero arbitrio sulle informazioni provenienti dagli insegnanti/allievi.

Allo studente del processo di equilibrio possiamo suggerire di applicare l’onestà più rigorosa. Quando si percepisce la compassione, si suggerisce che, nell’equilibrio, questa percezione sia analizzata. Potrebbero essere necessari molti, molti tentativi (essays) nella compassione prima che il vero amore universale sia il prodotto del tentativo di apertura e cristallizzazione di questo importantissimo centro energetico “trampolino di lancio” (springboard energy center). Così lo studente può scoprire alcune altre componenti di quello che può sembrare essere amore onnicomprensivo. Ognuna di queste componenti può essere equilibrata e accettata come parte del sé e come materiale di transizione poiché la sede di apprendimento/insegnamento dell’entità si sposta sempre più equilibratamente nel raggio verde.

Quando si percepisce che l’Amore Universale è stato raggiunto, il successivo bilanciamento può essere o può non essere la Saggezza. Se l’adepto sta bilanciando le manifestazioni, è davvero appropriato equilibrare l’amore e la saggezza universali. Se il bilanciamento è della mente o dello spirito, ci sono molte sottigliezze alle quali l’adepto può prestare accurata considerazione. L’amore e la saggezza, come l’amore e la luce, non sono bianchi e neri, diciamo, ma facce della stessa moneta, se volete. Pertanto, non è in tutti i casi che l’equilibro consista in un movimento dalla compassione alla saggezza.

Possiamo suggerire in ogni momento la rimembranza costante della densità da dove ogni adepto desidera andarsene. Questa densità impara le lezioni dell’amore. Nel caso di Erranti ci sono semi-dimenticate sovrapposizioni di altre lezioni e altre densità. Lasceremo queste considerazioni all’interrogante e inviteremo le osservazioni alle quali saremo poi molto felici di rispondere in ciò che può sembrare un modo più efficace.

82.3 Interrogante: Jim ha una domanda personale che non deve essere pubblicata. Chiede: “Sembra che il mio lavoro sull’equilibrio si sia spostato da preoccupazioni più marginali come la pazienza/impazienza, a imparare ad aprirmi nell’amore incondizionato, per accettare me stesso come intero e perfetto, e poi per accettare me stesso come il Creatore. Se questa è una normale progressione della focalizzazione per l’equilibrio, non sarebbe più efficiente, una volta scoperto, per una persona lavorare sull’accettazione del sé come Creatore, piuttosto che lavorare marginalmente sui risultati secondari e terziari della mancata accettazione del sé? “

Ra: Io sono Ra. Il termine efficienza ha connotazioni fuorvianti. Nel contesto del lavoro nelle discipline della personalità, per essere più pienamente efficienti nella centrale “accettazione del sé”, è per primo del tutto necessario conoscere le distorsioni del sé che l’entità sta accettando. Ogni pensiero e azione necessariamente deve quindi essere esaminato per le precise fondamenta delle distorsioni di ogni reazione.* Questo processo porterà al più centrale compito dell’accettazione. Tuttavia,”l’architrave deve essere posta prima che la struttura venga costruita”. *(originale nel testo: Each thought and action needs must then be scrutinized for the precise foundation of the distortions of any reactions.)

74.5 Interrogante: Ho una domanda a cui risponderò e ti lascerò correggere. Vedo che le discipline della personalità alimentano il centro di energia del raggio indaco e influenzano il potere del mago bianco sbloccando i centri di energia più bassi, consentendo a un libero flusso di luce spiraliforme ascendente di raggiungere il centro indaco. È corretto?

Ra: Sono Ra. No.

74.6 Interrogatore: Per favore, mi correggeresti?

Ra: Sono Ra. Il centro indaco è davvero molto importante per il lavoro dell’adepto. Tuttavia, per quanto cristallizzato, non può correggere in alcun modo gli squilibri o i blocchi in altri centri energetici. Devono essere “ripuliti” in ordine consecutivo dal rosso verso l’alto.

74.7 Interrogatore: Non sono sicuro di aver capito. La domanda è come le discipline della personalità alimentano il centro di energia del raggio indaco e influenzano il potere del mago bianco. Questa domanda ha senso?

Ra: Sono Ra. Sì.

74.8 Interrogatore: Risponderesti per favore?

Ra: Sono Ra. Saremo felici di rispondere a questa domanda. Abbiamo inteso la domanda precedente come di “altro importo”. Il raggio indaco è il raggio dell’adepto. Gran parte della risposta che cerchi è in questa frase. Esiste un’identificazione tra la cristallizzazione di quel centro di energia e il miglioramento del funzionamento della mente/corpo/spirito quando inizia a trascendere lo spazio/tempo bilanciato e a varcare i reami combinati di spazio/tempo e tempo/spazio.

74.9 Interrogatore: Fammi vedere se qui ho un’opinione sbagliata sull’effetto delle discipline della personalità. Stavo supponendo che una disciplina della personalità, diciamo, avere un atteggiamento equilibrato nei confronti di un’entità simile a noi avrebbe adeguatamente chiarito e bilanciato, in una certa misura, il centro di energia del raggio arancione. È corretto?

Ra: Sono Ra. Non possiamo dire che parli in modo errato ma semplicemente non in maniera completa. La personalità disciplinata, di fronte a un altro-sé, ha tutti i centri bilanciati in base all’equilibrio unico di esso. Pertanto, l’altro-sé guarda in uno specchio vedendo se stesso.

74.10 Interrogatore: Ora, le discipline della personalità le vedo come il lavoro principale di chiunque sia diventato coscientemente consapevole del processo di evoluzione. Sono corretto in questa affermazione?

Ra: Sono Ra. Abbastanza.

74.11 Interrogatore: Ora, quello che sto cercando di capire è come queste discipline influenzano i centri di energia e il potere, devo dire, del mago bianco. Potresti dirmi come funziona?

Ra: Sono Ra. Il cuore della disciplina della personalità* è triplice. Uno, conosci te stesso. Due, accetta te stesso. Tre, diventa il Creatore.

Il terzo passo è quel passo che, una volta compiuto, rende uno dei più umili servitori di tutti, trasparente nella personalità e completamente in grado di conoscere e accettare gli altri-sé. In relazione al perseguimento del lavoro magico, la costante disciplina della personalità coinvolge l’adepto nel conoscere se stesso, nell’accettare se stesso e così aprire il percorso verso il grande portale indaco per il Creatore. Diventare il Creatore è diventare tutto ciò che c’è. Non c’è quindi personalità nel senso con cui l’adepto inizia il suo apprendimento/insegnamento. Man mano che la coscienza del raggio indaco diventa più cristallina, più lavoro può essere fatto; una maggiore quantità può esserne espressa dall’infinito intelligente.

52.7 Interrogante: Allora, ho ragione nell’assumere che la disciplina della personalità, la conoscenza del sé e il controllo, devo dire, nel rafforzamento della volontà sarebbero ciò che qualsiasi entità di quinta densità vedrebbe come quelle cose importanti?

Ra: Io sono Ra. In realtà queste cose sono importanti nelle densità dalla terza alla settima. L’unica “correzione di sfumatura” che faremmo è il tuo uso della parola, controllo. È fondamentale che si comprenda che non è desiderabile o utile alla crescita della comprensione, possiamo dire, di un’entità controllare sé stessa nei processi di pensiero o negli impulsi, tranne quando questi possono risultare in azioni non consone con la Legge dell’Uno. Il Controllo può sembrare una scorciatoia per la disciplina, la pace e l’illuminazione. Tuttavia, proprio questo controllo potenzia e necessita dell’ulteriore esperienza incarnativa al fine di bilanciare questo controllo o repressione di quel sé che è perfetto.

Invece, apprezziamo e raccomandiamo l’uso del tuo secondo verbo riguardo all’uso della volontà. Accettazione di sé, perdono di sé e la direzione della volontà; questa è la via verso la personalità che è stata disciplinata. La tua facoltà di volontà è ciò che è potente all’interno di te come co-Creatore. Non si può ascrivere a questa facoltà troppa importanza. Così deve essere usata con attenzione e diretta al servizio agli altri per coloro che sono sul sentiero orientato positivamente.

C’è un grande pericolo nell’uso della volontà quando la personalità diventa più forte, perché può essere usata anche inconsciamente in modi che riducono la polarità dell’entità.

52.11 Interrogante: Grazie. Solo un piccolo punto che mi dava noia di nessuna reale importanza.

Ebbene, c’è quindi, dal punto di vista di un individuo che desidera seguire il sentiero del servizio-agli-altri dalla nostra attuale collocazione nella terza densità, c’è qualcosa di importante oltre alle discipline della personalità, alla conoscenza del sé e al rafforzamento della volontà?

Ra: Io sono Ra. Questa è tecnica. Questo non è il cuore. Cerchiamo di esaminare il cuore dell’evoluzione.

Ricordiamoci che siamo tutti Uno. Questo è il grande apprendimento/insegnamento. In questa unità si trova l’amore. Questo è un grande apprendimento/insegnamento. In questa unità si trova la luce. Questo è l’insegnamento fondamentale di tutti i piani dell’esistenza in materializzazione. Unità, amore, luce e gioia; questo è il cuore dell’evoluzione dello spirito.

Le lezioni di secondo grado sono apprese/insegnate nella meditazione e nel servizio. Ad un certo punto il complesso mente/corpo/spirito viene così dolcemente attivato ed equilibrato da questi pensieri centrali o distorsioni centrali che le tecniche che hai menzionato diventano piuttosto significative. Tuttavia, l’universo, il suo mistero intatto, è Uno. Sempre inizia e finisce nel Creatore, non nella tecnica.

Ra: Io sono Ra. Questa è un’applicazione incorretta del bilanciamento di cui abbiamo discusso. L’esercizio di, prima sperimentare i sentimenti, e poi scoprire consapevolmente le loro antitesi all’interno dell’essere ha come suo obiettivo non il placido fluire di sentimenti sia positivi che negativi pur rimanendo non influenzati, ma piuttosto l’obiettivo di diventare non influenzati. Questo è un risultato più semplice e richiede molta pratica, diciamo.

Il catalizzatore dell’esperienza lavora affinché gli apprendimenti/insegnamenti di questa densità si verifichino. Tuttavia, se si vede nell’essere (being) una risposta, anche se è semplicemente osservata, l’entità sta ancora usando il catalizzatore per apprendere/insegnare.

Il risultato finale è che il catalizzatore non è più necessario. Quindi questa densità non è più necessaria. Questa non è indifferenza o obiettività, ma una compassione e un amore finemente armonizzati che vedono tutte le cose come amore. Questa visione non suscita alcuna risposta a causa delle reazioni catalitiche. Così l’entità è ora capace di diventare Co-Creatrice di avvenimenti esperienziali. Questo è il bilanciamento più vero.

50.7 Interrogante: Grazie. Puoi approfondire il concetto che è questo: che è necessario per un’entità, durante l’incarnazione nel fisico come lo chiamiamo noi, diventare polarizzata o interagire convenientemente con altre entità e perché questo non è possibile tra le incarnazioni quando è consapevole di ciò che vuole fare, ma perché deve entrare in un’incarnazione e perdere la memoria, la memoria cosciente di ciò che vuole fare e poi agire nel modo in cui egli spera di agire? Potresti approfondirlo per favore?

Ra: Io sono Ra. Facciamo l’esempio dell’uomo che vede tutte le mani di poker. Quindi conosce il gioco. Non è che un gioco da ragazzi giocare, poiché non c’è rischio. Le altre mani sono conosciute. Le possibilità sono conosciute e la mano sarà giocata correttamente ma senza alcun interesse.

Nel tempo/spazio e nella densità del vero colore verde, le mani di tutti sono aperte alla vista. I pensieri, i sentimenti, le preoccupazioni, tutto questo può essere visto. Non c’è inganno e non c’è desiderio di inganno. Quindi molte cose possono essere realizzate in armonia, ma il mente/corpo/spirito acquisisce poca polarità da questa interazione.

Riesaminiamo questa metafora e la moltiplichiamo nel gioco di poker più lungo che possiate immaginare, il tempo di una vita. Le carte sono amore, antipatia, limitazione, infelicità, piacere, ecc. Vengono distribuite e ridistribuite e ridistribuite continuamente. Puoi, durante questa incarnazione, iniziare – e sottolineiamo iniziare – a conoscere le tue carte. Potresti iniziare a trovare l’amore dentro di te. Puoi iniziare a bilanciare il tuo piacere, le tue limitazioni, ecc. Tuttavia, la tua unica indicazione delle carte degli altri-sé è di guardare negli occhi.

Non riesci a ricordare la tua mano, le loro mani, forse persino le regole di questo gioco. Questo gioco può essere vinto solo da coloro che perdono le proprie carte nella fondente influenza dell’amore; può essere vinto solo da coloro che mettono i loro piaceri, i loro limiti, il loro tutto sul tavolo a faccia in su e dicono interiormente: “Tutti, voi tutti giocatori, ogni altro-sé, qualunque sia la vostra mano, vi amo”. Questo è il gioco: conoscere, accettare, perdonare, equilibrare e aprirsi in amore. Questo non può essere fatto senza l’oblio, perché non avrebbe alcun peso nella vita della Totalità dell’essere mente/corpo/spirito.

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