PERICOLI NELL’ ALIMENTAZIONE VEGANA

PERICOLI NELL’ ALIMENTAZIONE VEGANA

PERICOLI NELL’ ALIMENTAZIONE VEGANAHo deciso di produrre questo testo, non per creare allarmismo ingiustificato sul tema Veganismo, ma per portare la mia testimonianza e mettere in guardia riguardo ad alcuni rischi che si corrono adottando uno stile alimentare vegano senza informarsi approfonditamente prima. A questo proposito vorrei che ricordare l’importanza di affidarsi ad un nutrizionista serio (uno vegano o vegetariano è meglio) prima di adottare questo stile di vita nella propria alimentazione.

Innanzitutto vorrei raccontare la mia esperienza personale. Sono vegano dai primi mesi del 2014 e per i primi quattro anni ho avuto solo dei benefici al mio stato di salute fisica da questo stile alimentare. Confesso che ho intrapreso questo stile di vita per motivi etici e non salutistici, inoltre non ho mai consultato un medico o un nutrizionista in merito (questo poi si è rivelato un errore). La mia fiducia nella classe medica in generale e nella medicina ufficiale è quantomeno scarsa, questo è dovuto ad una serie di ripetute esperienze spiacevoli in materia. Dal 2014 ho inoltre ridotto quasi a zero il consumo di medicinali (quelli chimici in particolare) e ciò mi ha reso sospettoso anche nei confronti dei cosiddetti integratori alimentari.

Alla fine del 2018 e nei primi mesi del 2019 ho incominciato ha sentire una persistente stanchezza, una perdita continua di peso, diarree che si presentavano qualche ora dopo la fine dei pasti, un continuo bisogno di sonno e la perdita di appetito. Alla fine dell’estate tutti i sintomi si sono aggravati al punto da costringermi ad andare dal medico per una visita. Questi mi ha fatto fare una serie di esami, tra cui quello del sangue da cui è risultata un forma grave di anemia e valori di bassissimi di piastrine, emoglobina, globuli bianchi e rossi. Dall’esame della vitamina B12 è risultato un valore di 61 pg\mL contro un minimo di 211 pg\mL , meno della metà del minimo. Ora dopo una massiccia cura di integratori di vitamine del gruppo B (B12 e Folati) e qualche “dose” di formaggio stravecchio, mi sono ripreso e sto decisamente meglio.

Ovviamente se mi fossi informato meglio, avrei scoperto che la dieta vegana è scarsa di vitamine del gruppo B e completamente assente di vitamina B12 che si può trovare solo nelle uova, nel fegato degli animali e nei formaggi stagionati.

Posso aggiungere che oltre al problema della vitamina B12 l’alimentazione vegana, nei primi mesi in cui viene intrapresa, libera un’enorme quantità di tossine accumulatesi nell’organismo dopo anni di alimentazione onnivora. Bisogna quindi intraprendere una terapia chelante almeno durante il primo anno di stile alimentare vegano, nel mio caso ho utilizzato con profitto la zeolite per disintossicarmi. Inoltre sarebbe meglio iniziare per gradi togliendo i vari alimenti (carne, formaggi , latte, uova) uno per volta lasciando passare un po’ di tempo (un mese, 45 giorni) fra uno e l’altro. La cosa migliore di tutte sarebbe, in ogni caso, rivolgersi ad un nutrizionista serio che ci segua durante almeno il primo anno di alimentazione vegana, ed una serie annuale di esami del sangue. Tutte cose che non ho fatto nel mio caso, purtroppo.

Ora vediamo un po’ di fonti sull’argomento.

VITAMINA B

Le vitamine B sono un gruppo di vitamine idrosolubili che intervengono nel metabolismo cellulare.

Le funzioni generiche

Queste vitamine hanno proprietà molto utili all’organismo umano, infatti costituiscono un ruolo essenziale al normale funzionamento del sistema nervoso e al tono muscolare dell’area gastrointestinale. Inoltre sono fondamentali per i corretti processi di funzionamento della cute e dei capelli e quindi anche per il cuoio capelluto, per la bocca e gli occhi e per il corretto funzionamento del fegato. Concorrono inoltre,in veste di co-enzimi, nella trasformazione di carboidrati complessi in glucosio, utilizzato dall’organismo per produrre energia, e sono nevralgiche per il corretto metabolismo di lipidi e proteine. Infine sono fondamentali per il corretto funzionamento e protezione del sistema nervoso periferico.

Sintomi di carenza e fattori che interferiscono con l’assunzione

La carenza di vitamine del gruppo B nell’organismo umano si manifesta con alcuni sintomi: i sintomi più evidenti sono secchezza o ruvidità della pelle e salute dei capelli, poiché la vitamina B è alla base del loro metabolismo energetico, altri sintomi possono essere mancanza d’appetito, stitichezza, insonnia e acne. Il loro assorbimento è condizionato da alcuni fattori alimentari e psicologici: infatti è ridotto in presenza di stress o dall’eccessivo consumo di alcuni alimenti quali caffè, zucchero, alcolici, dall’utilizzo di alcuni medicinali quali sonniferi o pillole anticoncezionali o dai sulfamidici o in presenza di infezioni; invece l’assorbimento è favorito dalla presenza di altre vitamine, quali C ed E, nonché calcio e fosforo.

Le vitamine del Gruppo B

Nei tempi passati si pensava che le vitamine B fossero una sola vitamina: ulteriori ricerche hanno dimostrato che sono diverse molecole che spesso si trovano insieme negli stessi alimenti. Attualmente sono considerate propriamente vitamine solo otto di queste. Il gruppo delle vitamine B comprende:

B1: Tiamina

B2: Riboflavina

B3: Niacina o nicotinamide

B5: Acido pantotenico

B6: Piridossina, piridossale, piridossamina

B8: Biotina

B9: Acido folico

B12: Cobalamina

non propriamente vitamine

B4: Adenina

B7: Mioinositolo

B10: Acido Paramminobenzoico o PABA

B11: Acido pteroil-eptaglutammico

Fonti di vitamine B

Si trovano in alimenti come il: lievito di birra, il germe di grano, nell’erba medica, nell’ortica, nella pappa reale, polline, riso intero, grano intero, legumi, nocciole, mandorle, noci, banane, tuorlo d’uovo, carne di maiale, tonno, ortaggi verdi freschi, patate, semi di lino macinati, alga spirulina.

Fonte: Wikipedia

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

COBALAMINA

La cobalamina o vitamina B12 venne isolata e caratterizzata a seguito di una serie di ricerche in merito all’anemia perniciosa. Nel 1926 si scoprì che nel fegato vi è un fattore capace di curare tale patologia ed esso venne isolato e cristallizzato nel 1948. La struttura della vitamina B12 venne chiarita nel 1956…

Fonti alimentari

Gli alimenti animali contengono questa vitamina in adeguate quantità. In particolare, i cibi che ne contengono di più sono fegato, molluschi e alcuni tipi di pesce. Per questo motivo per chi sceglie una dieta completamente vegana è vivamente consigliabile il ricorso a integratori di vitamina B12, oppure assumere prodotti come il latte di soia, burger e yogurt vegetali (in alcuni di questi prodotti viene scritto sulla confezione se contengono in addizione la B12). In natura la sintesi della vitamina B12 avviene solo per opera di microrganismi (alcuni archei e batteri). I cianobatteri impropriamente detti alghe azzurre (spirulina, klamath) producono invece analoghi inattivi (pseudo B12), mentre certe alghe acquisiscono vitamina B12 dal rapporto simbiotico con batteri. Nell’intestino umano esistono batteri sintetizzanti cobalamina. Tali batteri sono situati in zone dove il fattore intrinseco non arriva per cui l’assorbimento di quest’ultima è irrisorio, ma non nullo

Carenza

Stati di carenza di vitamina B12 si verificano per lo più a seguito di processi patologici interessanti le cellule parietali dello stomaco o per resezione delle parti di quest’organo che secernono fattore intrinseco (cardias e fondo).

Il deficit di cobalamina può avvenire anche per via di patologie croniche a carico dell’intestino, come la malattia di Crohn, e provoca la comparsa di anemia perniciosa, malattia caratterizzata da: anemia megaloblastica e disturbi del sistema nervoso. È sempre importante, in questi casi, valutare la concentrazione di cobalamina e acido folico in quanto anche la carenza di quest’ultimo provoca un quadro di anemia megaloblastica però senza interessamento nervoso. L’aggiunta di acido folico in una situazione di anemia perniciosa migliora il quadro anemico ma non ha nessun effetto sui disturbi del sistema nervoso che, anzi, continuano a peggiorare.

È stato visto che l’assunzione di alte quantità di vitamina C (> 1 g) possono, col tempo, generare stati carenziali di cobalamina. Ciò avviene in quanto, in alte dosi, la vitamina C, in presenza di ferro, si può comportare da ossidante e formare radicali liberi che danneggiano la cobalamina e il fattore intrinseco.

Fonte: Wikipedia

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

VITAMINA B12 NELLE DIETE VEGETARIANE

La vitamina B12 nei cibi vegetali

La vitamina B12 è presente in forma biologicamente attiva nelle carni, nei latticini e nelle uova, mentre nessun cibo di origine vegetale può essere considerato una fonte affidabile di questa vitamina. Alcuni cibi vegetali vengono a volte consigliati come fonte di B12, come la spirulina, la klamath e altre alghe marine, contengono B12 e analoghi della B12. Tuttavia, diversi studi hanno dimostrato che la vitamina B12 contenuta nelle alghe azzurro-verdi, come la spirulina e la klamath, risulta non biodisponibile nell’uomo e pertanto gli integratori alimentari a base di tali alghe non sono efficaci come fonte di vitamina B12.

Altri cibi proposti contengono vitamina B12 attiva ma in quantità inadeguate e per di più molto variabili, come alcune alghe che possono contenere quantità di B12 differenti a seconda del luogo di origine.

Infine, in alcuni prodotti fermentati a base di soia, come il tempeh e il miso, anch’essi a volte consigliati, in realtà questa vitamina risulta praticamente assente.

Questa forte confusione nasce dall’utilizzo di metodiche d’indagine che non sono in grado di discriminare correttamente tra vitamina B12 biologicamente attiva e suoi analoghi (biologicamente inattivi). Alcuni analoghi inoltre sono in grado di competere nell’assorbimento con la vera vitamina B12 all’interno dell’organismo, accelerando ulteriormente l’instaurarsi di una carenza. Nel tentativo di ottenere cibi vegetali fonti di B12, nel 2003 dei ricercatori dell’Università di Hiroshima hanno sviluppato metodi sperimentali per la coltivazione di piante ricche di vitamina B12.

Fonti di vitamina B12 nelle diete vegetariane

I vegani e altri vegetariani stretti possono ottenere la vitamina B12 con l’uso di cibi fortificati quali latti vegetali, cereali per la colazione, prodotti a base di soia o, infine, con un supplemento vitaminico di B12 ed altre vitamine del gruppo B. Poiché l’utilizzo costante di tali prodotti può risultare poco pratico, medici e ricercatori che si occupano di nutrizione vegetariana consigliano l’uso (giornaliero o settimanale a seconda del prodotto scelto) di un supplemento vitaminico di B12.

Normalmente si ritiene che i latto-ovo-vegetariani possano assicurarsi quantità adeguate di vitamina B12 a partire da latticini e uova, anche se alcune evidenze suggeriscono che queste fonti possano essere insufficienti, pertanto alcuni autori consigliano l’uso di cibi arricchiti e supplementi anche per i latto-ovo-vegetariani. La frequenza con cui vengono consumati latticini e uova è comunque determinante per lo stato della B12: un uso frequente di questi prodotti probabilmente assicura livelli adeguati di B12, mentre un consumo sporadico può essere più facilmente associato ad una possibile carenza di questa vitamina.

La vitamina B12 presente in integratori e cibi fortificati è prodotta esclusivamente con processi di fermentazione biosintetici, utilizzando microrganismi selezionati e geneticamente ottimizzati. Per la produzione industriale di cobalamina la tecnica più comune consiste nell’uso di mutagenesi casuale per generare ceppi produttori di B12 ad alte rese, generalmente trattando i microrganismi con agenti mutageni come la luce UV, etilenimmina, nitrosometiluretano o metil-nitro-nitrosoguanidina. Chi sceglie di seguire una dieta vegetariana per motivazioni etiche può inoltre trovare in commercio supplementi vitaminici di B12 privi di ingredienti animali e non classificati come prodotti farmacologici, quindi non testati su animali come richiesto per legge in alcuni paesi. In generale un relativo sovradosaggio della vitamina non presenterebbe rischi di tossicità, evidenziandosi una eliminazione per via renale dell’eventuale eccesso, assunto come cianocobalamina, almeno in individui sani senza patologie specifiche e specifiche allergie.

Gravidanza e allattamento

PERICOLI NELL’ ALIMENTAZIONE VEGANADurante la gravidanza e l’allattamento è particolarmente importante che la dieta delle madri vegane contenga delle fonti quotidiane e affidabili di vitamina B12 (cibi fortificati e/o integratore), in quanto durante queste fasi della vita la B12 immagazzinata nell’organismo della donna è poco disponibile per il bambino. La mancata assunzione di cibi fortificati e/o integratore di B12 da parte della madre durante la gravidanza e l’allattamento conduce a gravi effetti avversi sul bambino quali arresto o regressione della crescita, ipotonia, atrofia cerebrale, anemia megaloblastica, riduzione delle capacità motorie e difetti neurologici permanenti. I bambini allattati al seno, le cui madri non abbiano un’assunzione adeguata di vitamina B12, devono dunque assumere integratori di vitamina B12.

Carenza di vitamina B12

La mancata assunzione protratta per lungo tempo di fonti affidabili di vitamina B12 in una dieta vegetariana è potenzialmente pericolosa e può condurre ad una grave carenza di questa vitamina con l’instaurarsi di anemia megaloblastica e conseguenze neurologiche fino allo sviluppo di danni irreversibili a carico del sistema nervoso. Il periodo dell’avvento di una carenza di vitamina B12 dipende da molti fattori: un vegano adulto con problemi di assorbimento della B12 che non usi cibi fortificati e/o supplementi di B12 svilupperà una carenza nel giro di 1-3 anni, mentre nei casi di normale assorbimento il deficit può ritardare la propria comparsa anche di venti o trent’anni, grazie all’efficiente processo di riassorbimento della B12 dell’intestino. Lo stato della vitamina B12 può comunque essere monitorato attraverso esami del sangue in grado di diagnosticare l’eventualità di una carenza

Fonte: Wikipedia

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

B12

La B-12 è una vitamina – quindi indispensabile al funzionamento del nostro organismo – prodotta da batteri.

È assente in tutti i prodotti di origine vegetale (alcune alghe possono contenerne analoghi inattivi senza alcuna funzione), ma non è detto che sia presente in quantità sufficienti anche nei prodotti di origine animale.

La vita artificiale condotta dagli animali da allevamento infatti non permette loro di entrare in contatto con i batteri produttori di B-12 (che si trovano nel suolo), e quindi assumono degli integratori di B-12. Non solo!

Essendo poi, purtroppo, la loro vita molto breve non accumulano nei loro tessuti abbastanza vitamina B-12 per esserne una fonte sufficiente.

La vitamina B-12 non è un “problema” quindi solo di chi è vegano, ma è un nutriente a cui tutti devono prestare attenzione!

Chi diventa vegano è fortunato: sa che dal momento in cui cambia alimentazione dovrà assumere questa vitamina tramite un integratore, possibilmente dopo aver verificato i propri livelli ematici che, ripetiamolo, non è detto che siano corretti se proviene da una dieta di tipo onnivoro!

Seguire una dieta vegetale e non integrare la B-12 sarebbe un controsenso, perché ciò vanificherebbe i benefici per la salute (la carenza di B-12 comporta malattie cardiovascolari!) e sarebbe estremamente pericoloso per le donne in gravidanza, allattamento e per i bambini piccoli.

PERICOLI NELL’ ALIMENTAZIONE VEGANAApprofondimento: Vegolosi.it

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