VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀ

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀ

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀLa Vescica Piscis (detta anche Mandorla Mistica) è un simbolo semplice ma dalla grande forza evocativa e simbolica che accompagna la spiritualità umana da millenni. Nella sua forma di base consiste in due archi uniti ai due estremi della parte concava, a formare la classica foggia della mandorla; si può facilmente disegnare tracciando 2 cerchi aventi lo stesso raggio che si intersecano in modo tale per chi il centro di ciascun cerchio si trovi sulla circonferenza dell’altro.

Si può innanzitutto osservare che tracciando il tratto orizzontale mediano e unendo i suoi estremi con i due vertici, si vengono a formare al suo interno due triangoli equilateri uguali e contrapposti. In pratica, essi simbolicamente rappresentano il “Doppio Ternario”, attivo e passivo, maschile e femminile, che portati l’uno sull’altro formano un altro ben noto simbolo della Tradizione: l’Esagramma, o Stella di Davide.

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Questo simbolo ha una radice indoeuropea antichissima e legata alla Dea Madre. Si tratta della vulva della Madre Terra: la mandorla infatti è un chiarissimo richiamo al Femminino Sacro e alle proporzioni della Geometria Sacra di unione degli opposti, analogamente al concetto di Yin e Yang. Le polarità intersecantisi generano il divino figlio della Madre Terra, ossia l’Uomo: un essere superiore in grado di sviluppare dentro di sé l’illuminazione spirituale.

Questo simbolo si rinviene in moltissimi contesti: su megaliti e grotte preistoriche, fu conosciuto nelle prime civilizzazioni della Mesopotamia, in Egitto, in Cina, in India (dove è chiamato “mandorla”), tra i popoli celti ed in Africa; per gli Ebrei era il simbolo della Creazione dell’Universo, per i Cristiani era il simbolo del pesce, l’Ichthys, acronimo di “Iesus Christos Theus Soter”, cioè Gesù Cristo figlio di Dio.

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀIchthys era, infatti il figlio della antica dea babilonese del mare, Atargatis ed era noto in vari sistemi mitici come Tirgata, Aphrodite, Pelagia o Delfina. La parola significava anche ventre e delfino in alcune lingue e rappresentazioni di ciò apparivano nella raffigurazione delle sirene. Il pesce si ritrova anche in altre storie, inclusa la storia della dea di Efeso (che porta un amuleto a forma di pesce nella regione dei genitali) e la storia del pesce che ingoia il pene di Osiride e che era considerato un simbolo della vulva di Iside. Inoltre nell’antica Grecia, “pesce” e “grembo materno” si esprimeva con la stessa parola: delphos.

I suoi riferimenti alla fertilità, alla nascita, alla sessualità femminile e alla forza naturale delle donne erano noti anche presso i celti e presso le culture pagane di tutta l’Europa del nord. Nella regione del delta del Danubio, dove vivevano popolazioni di pescatori e cacciatori nel VI millennio a.C., sono state trovate più di 50 tombe che rappresentano una divinità simile ad un pesce, di natura femminile che incorpora gli aspetti di un uovo, un pesce e una donna creatrice primordiale; presso questi popoli inoltre “La Grande Dea” era ritratta con seno cadente, glutei accentuati e un grande orifizio vaginale che assomigliava ad una vesica piscis verticale.

Tra i luoghi sacri nordici in cui si trova la Vescica Piscis c’è anche Glastonbury, in Cornovaglia: luogo legato alla religione celtica e ai miti del Graal e di Re Artù.

Qui il simbolo è stato posto sul coperchio decorativo del pozzo del Graal, all’interno del Giardino del Calice (Chalice Garden).

LE CONNESSIONI CON IL NUMERO 153

La particolare costruzione fa sì che il rapporto tra la sua altezza e la sua larghezza sia pari alla radice quadrata di 3, ovvero 1.7320508…, un numero irrazionale, illimitato ed aperiodico. Più precisamente, già Archimede di Siracusa dimostrò, nel suo trattato sulla misurazione del cerchio, che questo rapporto era compreso tra due ben determinati valori razionali:

Si può dimostrare che non esistono altre frazioni ottenibili con numeri minori di questi che diano un’approssimazione migliore per questo valore. Ebbene, il più piccolo di questi numeri, il 153, viene citato da Giovanni nel suo Vangelo (21:11) come numero di pesci miracolosamente catturati nella rete a seguito di un miracolo operato da Gesù dopo la sua resurrezione.

Molti studi e speculazioni sono stati fatti su questo numero e sui suoi significati esoterici, e sul perché sia stato citato nel passo del Vangelo. Tutti sono concordi, infatti, che nel contesto del racconto del miracolo citare il numero esatto di pesci catturati non ha senso, anche se, come sostiene qualcuno, a quei tempi il reddito e le tasse da pagare per un pescatore era calcolato in base al numero ed alla taglia dei pesci catturati. Giovanni, tuttavia, non sta redigendo un libro contabile, ma sta scrivendo un Vangelo, ossia un libro di fede e di insegnamenti mistici. Link: La pesca miracolosa e il numero 153

Già Sant’Agostino, in uno scritto intitolato “De Diversis Quaestionibus Octoginta Tribus” (Su ottantatré diverse questioni), aveva posto l’attenzione su questo versetto del Vangelo e ne aveva fornito una spiegazione simbolica. Il Signore, spiega il santo di Ippona, aveva fatto all’umanità, sin dal principio, di due grandi doni: il Decalogo, ossia un gruppo di 10 comandamenti, e i doni dello Spirito Santo, che sono 7. Questi due valori, il denario e il settenario, combinati insieme danno il numero 17. Ora, è noto che 153 è un multiplo di 17 tramite il fattore 9 (153 = 9 x 17), ma è anche la somma dei primi 17 numeri, ossia:

153 = 1 + 2 + 3 + 4 + … + 16 + 17

ossia è uno di quelli che in matematica vengono definiti “numeri triangolari”.

Il numero 153 ha un’infinità di altre straordinarie proprietà matematiche. Ne citiamo solo alcune, tra le più curiose: è la somma dei primi cinque fattoriali (dove per “fattoriale” di un numero n si intende il prodotto di tutti gli interi che vanno da 1 a n: n! = 1 x 2 x 3 x … x n), cioè:

153 = 1! + 2! + 3! + 4! + 5! = 1 + 2 + 6 + 24 + 120

Il 153 è anche un numero “narcisistico”, cioè uno di quegli strani numeri che si possono ottenere da particolari combinazioni delle loro cifre componenti. In particolare, il numero 153 può essere ottenuto sommando i cubi delle sue cifre componenti:

153 = 1³ + 5³ + 3³ = 1 + 125 + 27

L’impiego esoterico e l’utilizzo dei rapporti geometrici della “mandorla” sono stati utilizzati anche nei progetti di alcune notissime opere architettoniche di epoche e luoghi anche molto distanti tra loro come Castel del Monte, la piramide di Cheope, il santuario di Karnak ed il tempio di Tell el-Amarna.

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀGEOMETRIA E ARCHITETTURA SACRA

Molti sigilli di ordini religiosi, come ad es. quello dei Cavalieri Gaudenti, e sigilli di Gran Maestri sono stati racchiusi all’interno di forme a mandorla invece di forme rotonde, più usuali. Modernamente, la troviamo parimenti rappresentata nella forma dei collari indossati dagli officianti dei rituali massonici, ma è anche considerata la forma più appropriata per inserirvi le figure dei sigilli delle logge.

Questo perché la “vesica piscis” riveste un’importanza notevole anche all’interno del complesso della simbologia Massonica. Intanto, in architettura, ed in particolare in quella gotica, la forma della “vesica” viene usata come sistema geometrico per il proporzionamento. Questo sistema è stato descritto nel “Vitruvius” di Cesare Cesariano (1521), con il nome di “regola degli architetti germanici”.

Sin dall’antichità era noto agli architetti ed ai costruttori che sono tre le forme geometriche essenziali, fondamento di tutte le altre forme: il cerchio, il quadrato e il triangolo. Di queste, il cerchio rappresenta l’elemento più sublime, per la sua perfezione: tutti i punti sulla circonferenza sono equidistanti da un punto centrale, ed inoltre esso non ha angoli, né spigoli, perciò non è possibile definirne né un inizio, né una fine. L’idea dell’infinità associata a quella della perfezione ha fatto associare alla figura del cerchio una valenza divina, e anche per questo il cerchio è stato da sempre simbolicamente associato al Cielo (le “sfere celesti” nascono da qui). Il cerchio è anche la figura più facile da tracciare su un terreno: basta piantare un piolo e legarvi una corda. Legando all’altro capo un punteruolo e tendendo la corda, girando nel contempo intorno al piolo, il punteruolo traccerà sul terreno una circonferenza perfetta.

Era altresì noto che per dividere esattamente a metà un segmento di linea retta, bisognava tracciare due archi di circonferenza, puntando il compasso (o piantando un piolo, nel caso dei costruttori) in ciascuno dei due estremi e usando come raggio la lunghezza del segmento. In questo modo unendo i punti di intersezione delle due semicirconferenze, la retta passante per essi andrà a tagliare il segmento iniziale esattamente a metà. Il risultato di questa operazione è che avremo tracciato intorno alla linea (o sul terreno) una ‘vesica piscis’.

FONTI: I PENSIERI DI GANDALF \ www.angolohermes.com \ Mistery Hunters.wordpress.com

GEOMETRIA TEMPLARE SACRA

Il concetto alla base dell’insegnamento pitagorico fatto proprio dai Templari è quello l’Armonia che si consegue dagli opposti. Scriveva Filolao: “Ciò che mantiene la salute è l’equilibrio delle potenze: umido-secco, freddo-caldo, amaro-dolce e così via; invece il predominio d’una di esse genera malattia, perché micidiale è il predominio di un opposto sull’altro […]. Invece la salute è la mescolanza proporzionata delle qualità”(19). Il compito pitagorico sarà quello di individuare gli squilibri sopra esemplificati, e di favorire il ritorno all’equilibrio. L’inizio è l’Uno, il Supremo, la Monade Pitagorica ingenerabile, imperitura, incomprensibile, che contiene in Sé un altro Essere, una Coppia Maschile e Femminile, che Platone chiama il Medesimo e il Diverso, lo Spirito e la Materia. Uno dei simboli più antichi e sacri della tradizione cristiana, adottato nelle costruzioni dei Cistercensi e dei Templari era la Vesica Piscis, al cui interno era raffigurato il Cristo o la Vergine Madre.

Il simbolo della Dualità il Medesimo e Diverso, è quello di Due Circonferenze gemelle, disegnate con raggio Unitario e diametro Due, con i rispettivi centri distanziati di un’unità in modo che possano interagire tra loro. L’intersezione dei Due Campi energetici visualizzati con Due Cerchi, crea un Terzo Aspetto. Il Terzo Essere è la Mente Creatrice, il Demiurgo, lo Spirito Santo della tradizione cristiana. I Due Cerchi quando sono separati occupano entrambi uno spazio pari a Quattro, uniti occupano uno spazio pari a Tre, una contrazione a 3/4, la nota FA, la Creazione. I Due Cerchi intrecciati in modo da formare il Piscis Vesica sono stati considerati dagli antichi filosofi matematici come i genitori dei numeri e delle figure geometriche. La Vesica è dunque generata dall’intersezione di Due Cerchi Uguali.

FIGURA 3. LA VESICA PISCIS E LA LOSANGA

Il Triangolo Equilatero di lato Uno s’individua all’interno della Vesica prendendo come riferimento la diagonale di valore Uno per la sua base e la semi-diagonale di valore √3/2 per la sua altezza. Dall’intersezione dei Due Cerchi e dagli assi di simmetria nasce la prima figura geometrica, il Triangolo Equilatero di lato Uno, e il primo numero dispari: “Tre”. Per raddoppio (2×3), si trova riflesso un secondo triangolo col vertice in basso, unendoli abbiamo la “losanga”, un rombo perfetto.

Nelle rappresentazioni, l’Uno, il Dio Supremo, la Monade che secondo Pitagora è il Punto Invisibile giace nel Silenzio. La manifestazione è generata dalla Vesica Piscis e la prima figura geometrica in essa è un triangolo che per la legge della dualità si sdoppia in due triangoli uguali: uno che guarda verso l’alto, la natura divina del Cristo e l’altro che guarda verso il basso, la natura umana del Cristo. Le due nature unite formano la Losanga. Troviamo le losanghe come motivi negli affreschi delle chiese templari. Nella simbologia cristiana il Pesce è Gesù-Cristo, chi cammina sulle acque, e che è stato generato dall’eterno femminino, dalla Vergine Maria, la Vesica Piscis.

Nella Cappella Templare di San Bevignate (PG) abbiamo le parti basse delle pareti affrescate con motivi a losanga. Nella Basilica di S. Maria Collemaggio (20) (Aquila), la decorazione più cospicua e significativa è quella pavimentale, costituita sette tappeti di cui quattro composti di losanghe bianche e rosse, che si possono inscrivere in una Vesica Piscis, che indica la progressione in una via di perfezione, potrebbero alludere al “pesce” che nuota nella corrente delle Acque di Vita dominando gli opposti, per risalire alla fonte.

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀFIGURA 4. S.MARIA DI COLLEMAGGIO PAVIMENTO A LOSANGHE BIANCHE E ROSSE-LOSANGA CON CROCE DECUSSATA

Sul pavimento dell’Abbazia sono collocate le tombe di vari personaggi, in massima parte abati dell’Ordine dei Celestini, ma una è quella di un guerriero con tanto di spada, un Templare. L’aquila e la croce non sono altro che i simboli templari che erano incisi nel sigillo di un gran maestro templare nel 1200. La città dell’Aquila (21) era un importante centro templare confermato dal fatto che gli interrogatori per il processo all’Ordine dei Templari del 1310 si svolsero proprio a Collemaggio, anche se senza esito come in quasi tutta Italia, dato che i Cavalieri Templari italiani, dall’arresto disposto da Filippo il Bello e Clemente V nel 1307, avevano avuto modo di occultarsi entrando in ordini affini o in clandestinità. È del tutto logico ipotizzare che un processo contro i Templari si sia svolto dove si pensava di trovarli!

Unendo le basi dei due triangoli uniti si forma un rombo a losanga. Unendo il centro dei due triangoli si forma una stella a sei punte, il simbolo del Macrocosmo e delle sei direzioni dello spazio tridimensionale (22). Negli antichi Misteri, il numero Sei era considerato l’emblema della natura fisica, perché era la rappresentazione delle sei dimensioni di tutti i corpi. Nelle sei direzioni, la natura umana e quella divina trovano il loro equilibrio nel Punto centrale, il Cristo cosmico, l’immagine dell’Uno nel mondo oggettivo.

FIGURA 5.IL DOPPIO TRIANGOLO A LOSANGA E INTRECCIATO

I Templari inoltre, amavano i motivi circolari eseguiti con il compasso, ritenendo il Cerchio la più spirituale delle figure, in accordo con Pitagora e Platone. I sei lati dei due triangoli divengono sei circonferenze, ma poiché siamo nella dualità, abbiamo 2×6 semicirconferenze che nel cerchio dello Spazio, nel Cosmo, creano il Fiore della Vita a sei petali. Questo simbolo è onnipresente nel mondo antico, la sua sacralità è attestata poiché è riportato sulle pareti del sarcofago-ossuario del sommo sacerdote Caifa a Gerusalemme, del I sec. d. C (23).

FIGURA 6. IL FIORE DELLA VITA COSMICA A SEI PETALI

La creazione, l’espansione avviene per moltiplicazione, il prodotto del primo numero moltiplicabile che è Due: 2 x 2 = 4, la prima forma della Diade raddoppiata è il Quadrato. Il Quadrato per i Pitagorici rappresenta la sintesi dei Quattro Elementi (24). Il Quaternario riflesso del mondo sensibile (della Materia), è propriamente quello che Pitagora intende con la parola Cosmo, formato da Fuoco, Aria, Acqua, e Terra. Nel Quadrato le due diagonali incrociandosi individuano 4 Triangoli isosceli con vertice retto (90°) al centro della figura. Platone nel Timeo (25) divide il quadrato in quattro triangoli. In un quadrato di lato due e superficie quattro, i quattro triangoli hanno altezza 1, base 2, rapporto altezza-base 1:2, superficie 1.

FIGURA 7. IL QUADRATO DIVISO IN QUATTRO PARTI – DECORAZIONI CAPPELLA TEMPLARE DI MONTSAUNÈS

I Templari adottarono questo simbolismo della dualità raddoppiata all’infinito accostando coppie di triangoli bianchi e rossi per formare tanti quadrati come a Montsaunès nei Pirenei. Nella rappresentazione circolare i quattro lati del quadrato diventano quattro circonferenze, che nel cerchio dello Spazio creano la Croce Templare cosmica. La Croce è raffigurata in duplice modo con colori chiari e scuri e spesso inserita in una seconda circonferenza. In accordo con la Musica Celeste o delle Sfere i due cerchi sono in rapporto armonico a Montsaunès abbiamo il rapporto 3/4 (FA).

FIGURA 8. LA CROCE TEMPLARE COSMICA

Adoperando i quarti di circonferenza si ottengono 8 archi (siamo nella dualità) che creano 4 motivi a onda che uniti formano un Fiore a 4 petali il simbolo dei Quattro Elementi. Ogni petalo, inoltre, raffigura anche l’essenza dei Quattro Esseri dell’Apocalisse (Uomo, Aquila, Toro e Leone) a rappresentare l’unità del Libro della Conoscenza che scaturisce dalla molteplicità delle scritture e quindi degli Elementi.

FIGURA 9. IL FIORE A QUATTRO PETALI

Utilizzando quattro semicirconferenze i Templari disegnarono un diverso Fiore a Quattro Petali, che in relazione alla sua forma quadrilobata rammenta un Nodo, che recentemente è chiamato il Nodo dell’Apocalisse (26). Questo simbolo inoltre, secondo Rudolph Koch, è un potente talismano contro le forze maligne. Il Nodo appare in un particolare elemento architettonico della chiesa, come quello raffigurato sulla soglia della finestra della Chiesa templare di Ognissanti, a Trani (BA), e nell’Abbazia Cistercense di Fontenay (Francia).

FIGURA 10.QUADRUPLICE NODO TEMPLARE TRANI

Nel mondo del pensiero astratto, il Tre, il Triangolo è l’immagine della prima concezione della Divinità manifestata, mentre il Quattro, Quadrato è il numero perfetto, la radice ideale di tutti i numeri e di tutte le cose sul piano fisico.

Il Quadrato, per i Pitagorici era considerato spirituale, mentre il Rettangolo era considerato materiale. Anche il Quadrato come il Triangolo è generato dalla madre di tutte le figure, la Vesica Piscis. Per il raddoppio del Quadrato si ottiene la prima coppia, un Rettangolo di lati in rapporto 1:2, fatto da un quadrato chiaro e un quadrato scuro. Il Doppio Quadrato, cioè il Rettangolo 1/2, racchiude il segreto del numero aureo: infatti, la sua diagonale vale √5.

FIGURA 11. IL DOPPIO QUADRATO AFFIANCATO

Per genesi successiva si originano altre coppie (dette Sigizie dagli Gnostici) di quadrati. La Dottrina Pitagorica delle “coppie di opposti”, si fonda sul fatto che ogni Elemento Cosmico, come il Fuoco, l’Aria, l’Acqua e la Terra, partecipando delle qualità e dei difetti dei loro Primari, è Duale, nella sua natura, Bene e Male, Spirito (Forza) e Materia, ecc.; e ciascuno quindi è allo stesso tempo Vita e Morte, Salute e Malattia, Azione e Reazione. Plutarco spiega che i greci più antichi consideravano la Tetrade come radice e principio di tutte le cose, essendo il numero degli Elementi che davano origine a tutte le cose create, visibili e invisibili.

La Tetrade, riflettendosi su se stessa, produce le quattro coppie. “II mondo di Pitagora” ci dice Plutarco,consisteva di un doppio quaternario, cioè un doppio quadrato che può essere rappresentato sia con due quadrati affiancati, sia sovrapposti e ruotati in modo che i vertici formi un Ottagono e determinino le otto direzioni dei venti. I quadrati possono essere rappresentati orientati in due modi con le basi orizzontali o ruotate di 1/8 di giro (cioè 45°).

FIGURA 12. IL DOPPIO QUADRATO SOVRAPPOSTO-L ’OTTAGONO

I Templari adottarono il simbolismo della dualità espressa visivamente tramite coppie di triangoli e quadrati chiari e scuri: le Sigizie degli Gnostici. Gli Gnostici come gli Ebrei presero molto dalla religione di Zoroastro (27) dei Parsi (Pharsi = Farsi) da cui la setta ebraica dei Farisei, soprattutto il dualismo; vi è dunque un collegamento tra l’insegnamento ebraico, gnostico e templare.

Poiché la creazione, avviene per l’espansione moltiplicazione aumentando le coppie di quadrati sino a riempire le superfici si ottengono due tipi di pavimenti a scacchiera a seconda se i quadrati sono e non sono ruotati di un ottavo di giro.

FIGURA 13.DISPOSIZIONI DI 12 COPPIE DI QUADRATI

Disponendo i quadrati ruotati di 1/8 di giro, la superficie ricoperta anziché essere di multipli di numeri interi è di multipli di numeri irrazionali, perché la diagonale del quadrato è la radice quadrata di due √2, un numero irrazionale o incommensurabile. Questa disposizione richiede di dividere in due i quadrati dei quattro bordi. A fianco la disposizione di 24 quadrati in modo ruotato e in modo normale. La cornice del pavimento della Villa dei Misteri a Pompei è formata da quadrati chiari e scuri disposti in modo ruotato. Il pavimento della cattedrale gotica di Notre-Dame di Parigi è realizzato a quadrati chiari e scuri ruotati.

Disponendo i quadrati non ruotati si ottiene un pavimento a scacchiera bianco e scuro, presente fin dai tempi dell’antico Egitto. Sulle pareti della Cappella Templare di Montsaunès situata nei Pirenei francesi, si ritrova un gran numero di affreschi a scacchiera sia a quadrati orizzontali sia a quadrati ruotati utilizzati anche come cornici o motivi separatori. Lo stesso utilizzo lo ritroviamo ripetuto a Lucca nel Duomo di San Martino (28). La rappresentazione fatta con tessere di marmo nel portale del Duomo di Lucca opera dei Maestri d’Opera Comacini, mostra alternanza delle tessere chiare e scure di quadrati disposti in posizione ruotata e la crescita in base al numero Quattro. Al centro, un cerchio nero di raggio unitario che contiene un fiore bianco a 4 petali o vibrazioni. Le Quattro vibrazioni originarie generano per raddoppio 8 vibrazioni, visualizzate con una stella a 8 raggi. La stella è contenuta in un secondo cerchio. Tra il secondo e il terzo cerchio un fiore a 16 petali o vibrazioni. Con i cerchi abbiamo una progressione delle vibrazioni del quaternario per raddoppio 4 – 8 – 16. Il diametro del terzo cerchio (29) è 4 volte il diametro del primo cerchio. Il diametro del secondo cerchio e la media aritmetica del primo e del terzo cerchio.

FIGURA 14.MOTIVI TEMPLARI CON QUADRATI RUOTATI A LUCCA E MONTSAUNÈS

Segue una cornice quadrata di lato uguale al diametro del terzo cerchio, la cui superficie è di 4/π rispetto al cerchio. La cornice quadrata contiene 32 quadrati rossi; osserviamo che il numero dei quadrati è il raddoppio 2×16=32 del numero dei petali del fiore nel secondo cerchio. Segue un’altra cornice contenente 40 quadrati bianchi ruotati a 45°, quattro volte i numeri della Tetractis. L’ingombro dei quadrati, cioè la diagonale è uguale all’altezza dei petali contenuti nel secondo cerchio. Ciò significa che sia i petali sia i quadrati indicano lo stesso principio. La cornice esterna rispetto a quella interna cresce di Otto unità: 8+32=40. Sotto il quadrato in prossimità del vertice è posto un fiore della vita a sei petali bianchi in campo nero.

Se contiamo i quadrati contenuti in ogni lato della cornice esterna, sono 11, un numero primo che assume una grande importanza per il dimensionamento degli edifici sacri. La cornice interna ha i lati formati da 9 quadrati. Nove è il quadrato di tre 3 2 =9, e nove era il numero del primo nucleo dei Cavalieri Templari.

(19) Filolao di Crotone era un discepolo di Pitagora.

(20) Distrutta parzialmente dal terremoto che ha colpito la provincia dell’Aquila. L’edificio sacro è attualmente sotto ripristino e restauro

(21) Sarà un caso ma l’Aquila è il simbolo di San Giovanni Evangelista. E sono molti i canti che parlano dell’Aquila, e dei suoi rapporti con la Chiesa.

(22) I Tre assi spaziali sono polarizzati, positivi e negativi.

(23) Per poter ammirare la fotografia http://www.archart.it/mostre/mostra-Dalla-terra-alle-genti/index.html

(24) Secondo Plutarco e Damascio, i Pitagorici affermavano che il Quadrato, si manifestava attraverso i Quattro Elementi simbolizzati da Afrodite, che era l’Acqua generatrice, da Hestia, che era il Fuoco, da Demetra che era la Terra e da Hera che era l’Aria.

(25) Timeo era un Pitagorico

(26) http://www.angolohermes.com/Simboli/Nodo_Apo/Nodo_Apo.html

(27) Zoroastro è anche Zeru-Babel, o lo Zoro o Nazar di Babilonia. Il cabalismo e lo gnosticismo derivarono dallo zoroastrismo.

(28) Il Duomo di Lucca fu fondato nel VI secolo da San Frediano, poi riedificato nel 1060 da Anselmo da Baggio, vescovo della città, e infine rielaborato tra il XII e il XIII secolo, il periodo dell’influenza templare. Lucca, era un crocevia di pellegrinaggio, trovandosi sul tragitto della Via Francigena. Qui i Cavalieri del Tempio possedevano oltre al palazzo di magione, una chiesa e probabilmente anche un ospedale.

(29) Si considerano le misure esterne ai bordi chiari dei cerchi.

Fonte: Pitagorismo E Simbolismo Templare

RADICI QUADRATE

In questo articolo l’argomento principale trattato è la Vescica Piscis, per mezzo di essa possono essere calcolate geometricamente le radici quadrate di 2, 3 e 5, i valori fondamentali:

Al fine di comprendere le sue straordinarie qualità matematiche è necessaria un’approfondita analisi delle Radici Quadrate di 3,2,5 e Φ e del loro intimo rapporto con il Numero Aureo Φ. Come in altri articoli della sezione “Geometria Sacra” molto materiale viene preso da due straordinari testi: ”Egitto Misterico“ e “Pitagorismo E Simbolismo Templare”, prodotti dal Dottor Vincenzo Pisciuneri per l’Istituto Cintamani.

LE RADICI QUADRATE IN GEOMETRIA

Dove Si Possono Trovare

Tutte le radici quadrate sono associate a lunghezze e proporzioni di figure geometriche.

In molte rappresentazioni artistiche si trovano valori di RADQ(n).

L’analisi pitagorica permette di identificare la presenza delle radici quadrate in migliaia di forme naturali:

Nei minerali (che possiedono forme poliedriche),

Nel mondo vegetale (distribuzione dei petali dei nei fiori o dei semi, nella crescita e nella forma di frutti)

Nel mondo animale. Le radici quadrate regolano la crescita delle conchiglie e delle corna di alcuni animali, mostrando la caratteristica della spirale o di eliche.

Theodore Andrea Cook, critico d’arte del XX secolo, fu il primo a studiare questo fenomeno. Il suo trattato (Le curve della Vita), viene considerato il punto di partenza per analisi di questo tipo.

In Matematica le radici sono strettamente legate alle soluzioni di equazioni di vario grado, che agli inizi avevano solo una rappresentazioni geometrica.

Le equazioni di terzo grado furono affrontate nel Rinascimento. Nel XVI secolo, Tartaglia (1499-1557), alias Nicolò Fontana, trovò formule per risolvere questi tipi di problemi. Tartaglia rilevò le sue scoperte a Gerolamo Cardano (1501-1576), il quale le divulgò a suo nome e questo provocò uno scandalo che investì tutti i circoli scientifici dell’epoca.

Ludovico Ferrari (1522-1565), discepolo di Cardano, riuscì a trovare le formule per trovare le radici delle equazioni di quarto grado (basandosi su quelle di secondo e di terzo)

Il fatto di aver trovato le formule per le equazioni di secondo, terzo e quarto grado, faceva pensare che fosse possibile trovare le formule generiche per le equazioni di grado n. Ma Henrik Abel (1802-1829) e Evariste Galois (1811-1832), sulla base degli studi di Paolo Ruffini (1765-1822), Eulero (1707-1783) e Lagrange (1736-1813), dimostrarono che a partire dal grado n=5 non è possibile risalire a formule che forniscano le soluzione dell’equazione di grado n.

Le Proporzioni Dinamiche Di Radq(N)

Intorno al 425 a.C., Platone, nel suo dialogo “Teeteto”, spiega che il suo maestro di matematica, Teodoro di Cirene, fu il primo a dimostrare l’irrazionalità di altre radici quadrate. Per farlo utilizzò il Teorema di Pitagora per disegnare tutte le radici quadrate dei numeri naturali, facendo una successione di triangoli rettangoli. Il risultato fu una spirale denominata Spirale di Teodoro. E’ la rappresentazione di RADQ(n).

Questo modo di generare triangoli di lato 1 e RADQ(n) fa sì che le proporzioni di RADQ(n) abbiano ricevuto la denominazione di proporzioni dinamiche.

Le proporzioni dinamiche hanno la seguente proprietà: rendono possibile la divisione di un rettangolo con n parti rettangolari in modo identico. Dimostrazione:

Rettangolo reciproco: dato un rettangolo di base a e altezza b, il rettangolo reciproco è il rettangolo di base b e altezza b²/a. In questo modo il rapporto base/altezza rimane sempre a/b

A che punto n copie del rettangolo reciproco coprono esattamente il rettangolo iniziale ? Quando n(b²/a)=a, cioè quando n = a²/b² e quindi quando il rapporto a/b=RADQ(n)

Questo è il principio base del sistema DIN dei fogli: ogni formato ha una superficie doppia della formato precedente, mantenendo le stesse proporzioni! Il rapporto tra i lati è RADQ(2)

La formula di Erone di Alessandria. Siamo nei primi decenni dopo Cristo, quando Erone individuò la formula per calcolare l’area A di un triangolo a partire dai suoi tre lati a, b e c. Calcolato il semi perimetro s=(a+b+c)/2, A=RADQ(s(s-a)(s-b)(s-c)). Questa formula sancisce la presenza delle radici quadrate nei calcoli delle superfici di qualsiasi figura poligonale, in quanto questa può sempre suddividersi in triangoli.

IL NUMERO AUREO

Numero irrazionale (1+RADQ(5))/2, scoperto dai greci nell’epoca classica.

Definito in modo formale da Euclide nei sui Elementi di Geometria. E’ una proporzione così definita: dato un segmento diviso in due parti, si ha la proporzione aurea quanto l’intero segmento sta alla parte maggiore, come la parte maggiore sta a quella minore.

Studiato nel Rinascimento, da Leonardo da Vinci e Luca Pacioli (nei suo De Divina Proportione).

Nel XX secolo gli fu assegnata la lettera greca Φ.

Un rettangolo tale per cui il rapporto tra il suo lato maggiore e quello minore è Φ, è chiamato rettangolo aureo. Per costruirlo si procede nel seguente modo:

Si disegna un quadrato di lato 1

Applicando il teorema di Pitagora, si ricava la distanza dal punto medio M al vertice opposto del quadrato che vale RADQ((1/2)²+1²)=1,118= RADQ(5)/2.

Si traccia l’arco di circonferenza con questo raggio e si disegna la base del rettangolo, cioè il lato maggiore che vale 1/2+RADQ(5)/2=0,5+1,118 =1,618 , che è proprio Φ.

Il rettangolo aureo è l’unico che può essere scomposto in un quadrato (con il lato minore ) e un rettangolo, che a sua volta è aureo.

Poligoni, Poliedri E Radici

l Teorema di Pitagora permette di stabilire le misure dei segmenti essenziali nello studio dei poligoni e poliedri.

RADQ(3) Nel Triangolo E Nell’esagono Regolare.

In un triangolo equilatero di lato unitario il valore dell’altezza è RADQ(3)/2

Replicando per 6 volte tale triangolo otteniamo un esagono con apotema RADQ(3)/2

RADQ(2) Nel Quadrato E Nell’ottagono Regolare.

In un quadrato di lato 1 la diagonale vale RADQ(2)

Sovrapponiamo due di tali quadrati, ruotando il secondo quadrato di 45°. L’intersezione è un ottagono regolare di lato L=RADQ(2)-1, visto che L²=2((1-L)/2)².

Radq(5) E Il Pentagono Regolare

Per costruire il pentagono con riga e compasso si procede nel seguente modo:

Si tracci la circonferenza di raggio R e centro in O.

Si segni il punto centrale M del raggio OA

Con centro in M e raggio MP si tracci un arco di circonferenza che intersecherà il raggio OB in C.

Con centro in P e raggio PC si tracci un arco di circonferenza che intersecherà la circonferenza iniziale in P’ e P’’. PC corrisponde alla lunghezza del lato

Con centro in P’ e raggio P’P si tracci un arco di circonferenza che intersecherà la circonferenza iniziale in Q.

Con centro in P’’ e raggio P’’P si tracci un arco di circonferenza che intersecherà la circonferenza iniziale in Q’.

Collegare P, P’, Q, Q’ e P’’.

La relazione della lunghezza del lato con RADQ(5) è la seguente:

Nello stesso modo si può verificare la presenza delle radici quadrate anche nei poliedri.

Gli scritti del pitagorico Filolao di Crotone (470-390 a.C), del neoplatonico Proclo (412-485) e del bizantino Simplicio (527-565) identificano i poliedri regolari tetraedro (4), cubo (6), ottaedro (8), dodecaedro (12) e icosaedro (20) rispettivamente con fuoco, terra, aria, universo e acqua. Platone fu colui che li studiò in modo approfondito e per tanto oggi vengono chiamati solidi platonici. Euclide iscrisse tali poligoni in una sfera di raggio 1 e calcolò la lunghezza degli spigoli (sfruttando il Teorema di Pitagora ed ottenendo valori con radici quadrate).

Questi poliedri affascinarono artisti/matematici come Piero della Francesca (1416-1492), Luca Pacioli (1445-1517), Leonardo da Vinci (1452-1519), Albrecht Durer (147?-1528).

Fonte: Solo quello che ti interessa

LE RADICI QUADRATE NELL’ARTE E NEL DISEGNO

Nella pittura, scultura e architettura vengono usate risorse geometriche per creare figure dove compaiono le radici quadrate e il numero aureo.

Con il passare dei secoli le scelte estetiche si sono evolute parallelamente al ritmo della conoscenza teorica. E’ possibile quindi fare uno studio dell’arte in relazione allo sviluppo della matematica.

Dall’Età Antica fino al medioevo era diffuso l’uso delle griglie che implica l’applicazione delle proporzioni semplici (1/2, 1/3, 1/4, 2/3 …)

Il gotico impone tracciati geometrici con riga e compasso che portano alle forme poligonali, quindi alle radici quadrate. Il caratteristico arco gotico è determinato da due archi di circonferenza tracciati da vertici opposto di un triangolo equilatero. Qui c’è la presenza di RADQ(3).

La dinastia dei nasridi (ultima dinastia mussulmana che governò il Regno di Granada) era appassionata di geometria. Durante il suo dominio fu costruito il palazzo dell’Alhambra, dove abbondano le figure geometriche, sia nelle decorazioni che nelle sue forme architettoniche del palazzo, i tracciati nasridi, basati su quadrati, sono caratterizzati dalla RADQ(2), mentre nei tracciati con i pentagono e decagoni troviamo RADQ(5) e il numero aureo.

Nella facciata di Santa Maria Novella a Firenze si può invece apprezzare la presenza di rettangoli aurei.

Nell’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci (uomo di proporzioni tali da stare contemporaneamente si dentro un cerchio che in un quadrato) vengono rilevate le armonie delle proporzioni e la corrispondenza tra natura e architettura. Questo concetto è stato poi ripreso da Le Corbusier con il suo Modulor in cui vengono stabilite le proporzioni tra uomo e costruzioni. I rapporti del Modulor sono estratti dal numero aureo e dalle sue potenze, dando luogo a un uomo che va oltre il suo essere umano.

Nonostante le loro antiche origini, il numero aureo e le radici quadrate ha un ruolo fondamentale anche nell’architettura e arte moderna. Ne sono un esempio le opere di Piet Mondrian (1873-1944).

Un esempio storico è anche il Triangolo di Reuleaux formato da tre archi di circonferenza uguali che vengono tracciati da ogni vertice di un triangolo equilatero, passando per gli altri due vertici. Questa figura cela RADQ(3) ed è stata usata dalla massoneria gotica. Franz Reuleaux (1829-1905) fu i primo ad individuare le proprietà di questa forma. Grazie a questi studi questa forma è stata applicata in ambiti: nei motori, nelle lame dei trapani, in alcune caramelle (in quanto questa forma consente di girare meglio in bocca), nei piatti e nei bicchieri.

Altre forme analoghe, ma con più lati curvi, sono state utilizzate. La proprietà principale è che consentono di ruotare meglio. Ad esempio alcune monete inglesi hanno 5 o 7 archi di circonferenza e ruotano meglio all’interno delle macchinette.

Fonte: Solo quello che ti interessa

RADICI QUADRATE NEI RAPPORTI MATEMATICI INTERNI ALLA GRANDE PIRAMIDE

Nelle dimensioni interne ed esterne della Grande Piramide si celano i grandi misteri della Geometria e della Matematica Sacra. Anche le Radici Quadrate, grazie alla loro intima relazione con il numero Φ, sono parte integrante del complesso Progetto matematico e geometrico che sta alla base della loro edificazione. Se le Cattedrali Gotiche sono dei “Libri Di Pietra”, la Grande Piramide Di Giza si può definire a pieno titolo Il “Compendio Di Tutta La Conoscenza Matematica E Geometrica” tramandataci dagli “Antichi.”

LA DIVINA MISURA

Nel 1792, in Francia, lo spirito illuminista che guidava la Rivoluzione francese convinse il governo rivoluzionario ad incaricare la comunità degli scienziati, attraverso l’Accademia delle Scienze, della definizione di un sistema di unità di misura universale, ricavato da parametri non soggetti all’arbitrio umano. Dopo ampie discussioni, per la lunghezza fu deciso che l’unità base, il metro, sarebbe stata pari alla decimilionesima parte dell’arco di meridiano compreso fra il Polo Nord e l’Equatore e passante per Parigi.

La Misura Base nell’antico Egitto era il Cubito Reale o Faraonico, non un numero intero secondo il nostro Sistema Internazionale di misura, ma in relazione geometrica esatta “ π/ 6 ” con il nostro metro. Non è possibile che coloro che hanno ideata quest’unità di misura non sapessero. Ed inoltre è ancora casuale che il vertice della Grande Piramide sia situato al 30° grado di latitudine?

Nel mito cosmogonico, al Caos è sostituita la creazione ordinata, rappresentata dalla Collinetta Primordiale, la Piramide. Da questo luogo Ra si manifesta dopo aver messo la dea Maat là dove prima era il Caos. Il simbolo geometrico del nuovo ordine cosmico è un rettangolo, da cui sorge la testa della dea sormontata da una piuma di struzzo, simbolo di peso preciso sulla bilancia. Nella composizione del vocabolo egizio Maat appare il simbolo del cubito, o regolo, lo strumento usato sia per le misure lineari e sia per la lunghezza unitaria del flauto.

Si tracci un cerchio di diametro unitario cioè di 1 metro, di raggio OA uguale a 0,5 metri, dopo di che si tracci un arco di 60°, la corda AB definita dal lato di un esagono regolare inscritto nella circonferenza, rappresenta il valore esatto del cubito. Il cubito reale è a sua volta diviso in 7 palmi, a sua volta ognuno diviso in 4 pollici:

1 CUBITO = π / 6 m = 0,5236 m = 7 PALMI = 28 POLLICI= 100 n

1/n = π / 600 m = 0,005236 m

1 PALMO = π / 42 m

1 POLLICE = π / 168 m

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀQuesta figura è quella vista quando si sono definiti numericamente i Poteri Creatori cioè il π, la circonferenza la cui esistenza è in relazione con il Diametro, immagine del Primogenito, il Verbo di Dio. Il cubito è la sesta parte di questa circonferenza, che individua un perfetto triangolo Equilatero, simbolo dell’equilibrio e dell’armonia, prerogative di Maat. Il cubito è dunque la sesta parte di una circonferenza di diametro un metro, parte che è divisa in Sette parti ottenendo così Sette palmi. Gli Egizi hanno per primi in occidente, almeno per quanto sappiamo realizzato un sistema di misura settenario, del tempo e dello spazio. Dividendo un palmo per Quattro, la Base di ogni Misura, si ottiene un pollice. Un cubito risulta uguale a 28 pollici, ventotto è un numero legato al ciclo lunare, la creazione nel ventre materno di un essere umano avviene in 10 mesi di 28 giorni, cioè in 280 giorni, il numero di cubiti dell’altezza della Grande Piramide.

Fonte: “Egitto misterico” Link: Istituto Cintamani

MISURE TEMPLARI E CUBITI REALI EGIZI

I Maestri d’Opera del XII e XIII secolo, seguendo l’Insegnamento Platonico-Pitagorico conferirono alle sacre costruzioni i valori numerici misterici non solo quelli delle misure dell’epoca, in piedi e pollici ma per gli edifici particolarmente sacri, anche quelle dei cubiti reali egizi. Un cubito reale (50) è la sesta parte di una circonferenza di diametro un metro: 1CR= π/6=0,5236 m. Cinque cubiti reali danno il quadrato del numero aureo 5 CR=5/6 π = Φ² m.

I costruttori utilizzarono il Cubito Reale egizio CR, portato in Francia dai Templari. Mosè proviene dall’Egitto.

Tutta la scienza egiziana era concentrata nel Tempio. Mosè era del Tempio e fu istruito in tutta la scienza dei Faraoni  (Atti VII-2). I Templari portarono in Europa questa conoscenza e la impressero nei libri di pietra, le cattedrali gotiche.

Le misure del pavimento della Cappella Templare di San Giovanni a Paulhac (Francia) celano il segreto delle misure misteriche. La Cappella è formata da Cinque campate per un’altezza di circa 9 metri. Il rilievo al suolo dell’interno della cappella mostra una geometria particolare. Le misure al suolo e considerazioni sono state fatte da Pierre Dupuis (51) .

Al suolo si hanno cinque moduli quadrati di lato 5,6 m più un rettangolo che nasce dalla diagonale del doppio quadrato. La larghezza è di 5,6 m, la lunghezza di 29,32 m, cioè 56 cubiti reali. La mediana di questa lunghezza 56/2CR=28CR=29,32/2m=14,66m=5,6Φ² m. L’altezza alla chiave di volta di 9 m della cappella è in rapporto aureo con la larghezza: 5,6xΦ=5,6×1,618=9,06 m. Il modulo è uguale a 5,6 m =4Φ² CR= 8,4√Φ CR.

La lunghezza 2×5,6Φ² m = 56 CR. Il numero 56 compare sia nei cubiti reali, e sia nei metri.

La radice quadrata di Φ approssima con un errore dello 0,1% il rapporto 4/ π vale a dire √Φ=4/ π . Questo rapporto era conosciuto dagli egizi e da questi trasmesso a Mosè e a Pitagora. Un modo pratico per ottenerlo è riferirci alla Grande Piramide di altezza 280 CR e lato 440 CR: l’inclinazione è data dal rapporto 280/220=14/11=1,2727=√Φ. L’altezza può essere espressa: 280=220x√Φ=220×4/π CR. In termini pitagorici il quattro rappresenta il quadrato il π rappresenta il cerchio. Un quadrato di lato 1 ha come perimetro 4; un cerchio di diametro 1 ha come perimetro π. I Templari presero questo valore come modulo segreto per realizzare il Tempio Segreto, la Cattedrale di Chartres. L’altezza della Grande Piramide è esprimibile anche in funzione del numero 56, cioè 56×5=280 CR.

La Piramide di Cheope ha come base un Quadrato (52) che misura di lato 440 CR, il vertice della piramide è situato a 280=220x√Φ CR dal suolo. Dividendo le misure per 220, si ottiene per base 2 e per altezza √Φ, si individuano così due triangoli rettangoli di base 1, altezza √Φ e ipotenusa Φ. Seguendo l’antico metodo della corda degli agrimensori egizi, i Templari realizzarono in pratica l’unità di misura √Φ, utilizzando due corde, una lunga 1+1=2 CR e l’altra Φ+Φ=2Φ CR. Si utilizzano due picchetti per tendere la prima corda lunga 2 CR e un terzo picchetto per tendere la seconda corda lunga 2Φ CR. Dal vertice del terzo picchetto al nodo della corda di base s’individua in pratica la distanza √Φ.

L’altezza di 280 in CR della Grande Piramide è 28×10=5×56=220x√Φ=2x11x√Φ CR.

Il numero 22 è generato dal raddoppio del numero 11. Nella Kabbalah Elohim crea usando le 22 lettere cioè dei “suoni” dalle cui diverse combinazioni ha origine il molteplice (53).

Il numero 28 è il tempo lunare della creazione: 280 giorni per generare un uomo.

Il numero 10 è la sacra Tetractis: 1+2+3+4=10.

Il numero 5 caratterizza l’Uomo, la mistica stella a cinque punte.

Il numero 56=2×28 è il numero chiave mantenuto nascosto dai Templari, ma la cui conoscenza proviene dall’Egitto. Infatti 56 coincide con due cicli lunari di 28 giorni e con il numero dei pollici contenuti in due cubiti (la dualità), la larghezza dei cunicoli nella Grande Piramide. Due cubiti reali sono 56 pollici.

Per la relazione che esiste tra il cubito reale e il metro risulta che l’altezza della Grande piramide è: 5×56 CR in metri 5x2x5,6Φ²²x56 m. Il numero 5 dalle misure in cubiti si trasforma in Φ² nelle misure in metri.

(50) Inoltre il cubito reale è diviso in 7 palmi π/42, a loro volta divisi in quattro pollici, π/168.

(51) http://www.cirac.org /club /Le_Secret_des_Templiers.pdf.

(52) Il lato di base della Grande Piramide è 440 CR cioè 44×10=4x11x10=2x22x10.

(53) Ricordiamo che 22 è anche il numero degli aminoacidi che concorrono a formare l’impalcatura della vita o come i 22 paia di cromosomi contenuti nel seme umano e di qualsiasi altra cellula del corpo umano.

QUADRATI E TRIANGOLI GENERATORI

Accostando due quadrati si ottiene un rettangolo i cui lati sono in rapporto 1:2, cioè di ottava (DO’); questo Rettangolo può essere definito Padre-Madre, perché racchiude sia la legge del suono dell’ottava, sia la legge della generazione dei rapporti aurei. Il rettangolo con lati in rapporto 1:2, è armonico. Il rapporto dei lati del pavimento della Camera del Re nella Piramide di Cheope è 1: 2. La Grande Galleria che nella Piramide collega il piano della Camera della Regina e alla Camera del Re (32) , ha una pendenza di 1:2.

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀFIGURA 20. IL RETTANGOLO ARMONICO E I TRIANGOLI DELLA FAMIGLIA DELLA SECTIO AUREA

Un quadrato di lato 2, diviso in Due parti, crea due rettangoli di lati 2 e 1 la cui diagonali valgono √5. Collegando le due diagonali con la base si ottiene il triangolo isoscele, la cui base è uguale all’altezza e il cui angolo alla base è di 63°26’. Questo triangolo è la somma di due triangoli rettangoli con i cateti di lunghezza Uno e Due, con l’ipotenusa uguale alla radice quadrata di Cinque, √5 che per successiva costruzione con squadra e compasso porta al numero aureo Φ che compare nel Decagono e nel Pentagono. Il doppio quadrato con la sua diagonale individua i segmenti aurei √5=Φ+φ.

Φ+φ =1,618+0,618= 2,236

5= 2,236067977

5=Φ+φ.

I Maestri d’Opera Templari, c’informano che il punto di partenza è sempre, il quadrato, le diagonali e le divisioni del quadrato che conducono, al triangolo isoscele, il cui angolo alla base è di 63,43°, e la cui base è uguale all’altezza, il triangolo della famiglia della Sectio Aurea.

I Triangoli Rettangoli di Pitagora e di Platone, sono principi di generazione, hanno un lato che può essere espresso sia con numeri interi, sia con irrazionali. I Numeri Interi indicano delle entità incorrotte. I Numeri Irrazionali indicano entità disintegrate. I numeri irrazionali simboleggiano la molteplicità, e sono in relazione con l’azione del divino nel mondo materiale. Il triangolo egiziano, e il triangolo equilatero, diventano generatori proporzioni (33) .

Sulla parete Ovest della Cappella templare di Montsaunès appare un rettangolo diviso orizzontalmente in 8 quadrati e verticalmente in 5 quadrati realizzando così di 40 piccoli quadrati a loro volta divisi in due triangoli isosceli da una diagonale. I due triangoli hanno lati 1 e base √2. In basso a sinistra nel rettangolo è delimitato un quadrato di lato 3 che comprende 9 piccoli quadrati divisi in quattro triangoli isosceli dalle due diagonali. I quattro triangoli isosceli hanno base 1 e altezza 1/2, rapporto di ottava musicale. Abbiamo per le due figure (quadrato e rettangolo) la sequenza 1 quadratino per il lato del più piccolo quadrato, di 2 e 3 quadratini per il lato verticale, la cui somma è 5; per il lato orizzontale abbiamo 3 e 5 quadratini, la cui somma è 8, con un rapporto tra i lati 8/5. In definitiva si ottiene un rettangolo contenente la sequenza numerica aurea (34) di Fibonacci: 1, 2, 3, 5, 8 di cui ogni numero è la somma dei primi due. Ogni quadratino del rettangolo è diviso da una diagonale, mentre il quadrato di lato 3 da una doppia diagonale. La figura allude anche alla moltiplicazione araba (35) , detta per reticolo: un metodo per eseguire le moltiplicazioni, diffuso in Italia dal Liber Abbaci di Leonardo Fibonacci.

FIGURA 21. RETTANGOLO MATEMATICO – CAPPELLA TEMPLARE DI MONTSAUNÈS

(32) Le due camere dove avvenivano le Piccole e le Grandi Iniziazioni.

(33) Viollet-le-Duc, Dizionario ragionato di architettura dall’XI al XVI secolo, capitolo Proporzioni.

(34) Il rapporto tra due numeri consecutivi della sequenza, tende al numero aureo 1,618.

(35) Vedi per chiarimenti su  Wikipedia .

Continua su Pitagorismo E Simbolismo Templare

RADICE QUADRATA DI DUE TRE CINQUE E Φ NELLA COSTRUZIONE DELLA PIRAMIDE

LA SCELTA DELL’INCLINAZIONE

Il calcolo è assicurato: la porta d’accesso alla conoscenza di tutte le cose e agli oscuri misteri”.(89)

La determinazione dei profili, cioè delle pendenze delle piramidi era un compito non solo matematico ma anche religioso Da un punto di vista matematico si trattava di scegliere una figura geometrica che possedeva un rapporto semplice con angoli facili da controllare; da un punto di vista religioso, mistico e occulto, i numeri scelti per tali calcoli rivestivano una grande importanza.

Un rapporto importante era quello del Re Huni a Meidum il cui profilo sull’apotema era pari a 14/11 con un angolo di 51° 50’ 35’’. La dualità della manifestazione è espressa dal rapporto 14/22 dell’altezza con la base, cioè due volte sette e due volte undici.

14 palmi/11 palmi = 2 cubiti/ 1 cubito + 4 palmi

Il numero 14 o due volte sette nasconde il numero π, che richiama la circonferenza, mentre il numero 11 composto da un cubito di sette palmi più quattro palmi, richiama il quadrato di base in relazione con il numero lunare sette che per gli antichi era oggetto di venerazione. La grande Piramide è stata appunto realizzata con questo profilo mistico e matematico.

Nell’Antico Regno gli architetti, che inizialmente portavano il semplice titolo di falegname (90) , e i muratori erano alle dirette dipendenze dei due grandi Sommi Sacerdoti di Menfi i quali portavano il titolo di “Gran Maestro d’Arte” (91).

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀ(89) Papiro Rhind.

(90) Nell’antica India, Vishvakarman, l’Architetto dell’Universo, il costruttore degli Dei, è considerato un takshata, un intagliatore di legno, un falegname. Il termine architetto deriva da archi-tekton, l’antico capomastro della confraternita dei muratori. Il padre di Gesù era un falegname, nel testo greco dei Vangeli il termine è tekon, che Lutero traduce come carpentiere. Secondo Vitruvio, l’architetto della Roma dei Cesari, il tekon doveva conoscere la matematica, la geometria, l’ottica e l’astronomia.

(91) G. Goyon, il segreto delle grandi piramidi, p.63, Newton.

LA GEOMETRIA ARCHITETTONICA

La Camera del Re è situata ad un livello pari ad un terzo dell’altezza teorica. La superficie orizzontale a questo livello risulta la metà esatta, in rapporto di ottava, rispetto alla superficie di base della piramide il cui lato è uguale al lato di base diviso la radice quadrata di due, che è un numero irrazionale o incommensurabile, sconosciuto secondo gli esperti, agli antichi.

La Camera della Regina, è esattamente centrata sull’asse verticale della piramide, mentre il livello del suo pavimento si trova posto ad un settimo dell’altezza della piramide più un cubito.

Figura 19. Livelli Principali Della Grande Piramide

I livelli dei pavimenti delle due camere sono in relazione con il numero cinque, il numero chiave della Grande Piramide, in quanto il pavimento della Camera della Regina si trova in corrispondenza con la venticinquesima (5×5) fila di gradinate, mentre quello della Camera del Re si trova in corrispondenza della cinquantesima (5×10) di gradinate esterne.

La Camera della Regina rispetto alla Camera del Re, si trova ad un rapporto di ottava (1/2) rispetto alla numerazione delle file di gradinate esterne, stranamente lo stesso rapporto armonico (92) si ritrova fra la superficie del livello della Camera del Re rispetto al livello di base.

I cosiddetti canali di areazione della Camera superiore o del Re individuano un quadrato di lato 440/2,2 = 200 cubiti di cui una diagonale, individua la direzione del canale sud (93), mentre il canale nord serve è la diagonale di un rettangolo che circoscrive la sezione di un’altra piramide ridotta di 2,2 volte: infatti, ha come base 200 e come altezza 280/2,2= 127.2727 cubiti, cioè 100 volte il valore della tangente dell’angolo di base e come lato (94) inclinato 161,85 cubiti, 100 volte il numero aureo Φ = 1,61803.

Tan ℓ = 280/220 = 14/11 = 1,272727 = √Φ

La dimensione laterale della nuova piramide serve ad individuare i passaggi dei canali di areazione della Camera della Regina come visualizzato in figura. In definitiva i canali di areazione sono gli invisibili canali che collegano il modello dell’universo, la Grande Piramide, all’universo stesso.

La Grande Piramide ha ciascuna faccia laterale formata da due mezzi triangoli aurei e la cui superficie è proporzionale a Φ. Se si costruisce il quadrato sull’altezza verticale della piramide, si ottiene esattamente la superficie di ognuna delle facce triangolari, il cui valore è proporzionale a Φ. Inoltre, eseguendo il rapporto fra le quattro superfici triangolari laterali della piramide e la superficie quadrata della base, si ritrova ancora il numero aureo Φ.

La proporzione reale fra metà della lunghezza della base e l’apotema della faccia è Φ maggiorato dello 0,09%, l’altezza della piramide è in rapporto √Φ con la metà della lunghezza della base.

L’Apotema delle facce laterali si può calcolare utilizzando il Teorema di Pitagora: altezza²+metà base²= apotema² ; √apotema²= apotema

Nella Piramide di Giza queste misure si esprimono in cubiti egizi: 280²+220²=126800 = √126800=356,1= Apotema delle facce laterali della Piramide Di Giza.

Altezza diviso metà lato di base: 280÷220=1,272727273= √1,618= √Ф

Apotema faccia laterale diviso Altezza della Piramide: 356÷280=1,271428571= √1,618= √Ф

Apotema diviso metà lato di base: 356÷220=1,618181818= Ф

Il rapporto tra il lato di base e l’altezza (440-280) è tale che il quadrato costruito sull’altezza verticale (280×280=78400) equivale esattamente alla superficie di ciascuna delle facce triangolari (356×220=78320):

280×280=78400=356×220=78320

(L’area laterale per le piramidi rette è A = pa/ 2 dove p è il perimetro di base e a è l’apotema della piramide)

(L’area totale si calcola come: Area di base + Area laterale)

Il rapporto fra la superficie di base (440×440=193600) e quella laterale [(440×4)x356/2=313280] è uguale a quello fra la superficie laterale [(440×4)x356/2=313280] e quella totale (193600+313280=506880):

313280:193600=1,618181818=Ф= 506880÷313280=1,617977528

92 Si prenda una corda di lunghezza unitaria “1” e la si divida in due parti uguali di lunghezza 1⁄2 , il suono ottenuto dalla corda di lunghezza 1⁄2 è di un’ottava superiore o armonia, diapason, rispetto a quello della lunghezza unitaria.

93 Riportato in appendice 5 del libro “Il Mistero di Orione” di R. Bauval e A. Gilbert.

94 Il numero aureo, il cui valore dipende dalla radice quadrata di cinque, è stato descritto da Leonardo da Vinci nel trattato “De la Divina proporzione” del suo amico frate Luca Paccioli. Il numero φ irrazionale, di cui 0,618 è una approssimazione, è noto con il nome di numero Aureo, o piccola sezione aurea, e grande sezione aurea, cioè Φ = 1 + φ = 1,618.

I SEGMENTI INCOMMENSURABILI

Nel capitolo precedente il lato del livello della Camera del Re rispetto al corrispondente lato di base è radice due volte inferiore, e come lato inclinato un valore proporzionale al numero d’oro che a sua volta è in relazione con la radice quadrata di cinque.

Si vedrà in seguito che nella costruzione della Grande Piramide segmenti incommensurabili che dovrebbero essere sconosciuti agli antichi egizi, viceversa erano da loro conosciuti ed utilizzati. I Pitagorici definivano due segmenti commensurabili se il loro rapporto fosse sempre esprimibile con un numero che oggi chiamiamo razionale, ad esempio un segmento lungo quattro unità rapportato con un segmento lungo cinque unità fornisce il valore finito 4/5. Ad esempio il lato e la diagonale del quadrato non sono fra loro commensurabili, non esiste alcuna parte del lato contenuta nella diagonale. Gli storici, i matematici moderni mal compresero i Pitagorici che vengono descritti in gravi difficoltà quando scoprirono l’esistenza di tali segmenti che avrebbero dovuto segnare il crollo delle loro convinzioni. Le severe punizioni, la morte, per chi come Ippaso, avesse rivelato i loro segreti è vista come un espediente per nascondere il loro fallimento dottrinale.

Il Neoplatonico Proco affermò enigmaticamente a questo proposito: “I Pitagorici narrano che il primo divulgatore (Ippaso) di questa teoria (degli irrazionali) fu vittima di un naufragio; e parimenti si riferivano alla credenza secondo la quale tutto ciò che è irrazionale, completamente inesprimibile e informe, ama rimanere nascosto; e se qualche anima si rivolge ad un tale aspetto della vita, rendendolo accessibile e manifesto, viene trasportata nel mare delle origini, ed ivi flagellata dalle onde senza pace”.

La verità è che i numeri irrazionali appartenevano ai segreti dell’Iniziazione, in quanto erano in relazione con l’azione del divino nel mondo materiale. Secondo la leggenda, fu proibito ai Pitagorici di rivelare ad altri i segreti dell’Insegnamento. Il “traditore” fu il pitagorico Ippaso di Metaponto che divulgò il segreto. Ippaso discepolo di Pitagora, si schierò a capo degli Acusmatici (95) , con i ribelli, quando questi cacciarono i pitagorici da Crotone. Per il suo tradimento, Ippaso venne messo al bando dai Pitagorici che, si racconta, gli innalzarono un monumento funebre, perché fosse chiaro che per loro era morto. Proclo narra che, lo stesso Giove, adirato contro di lui, lo fece perire in un naufragio.

Altri segmenti incommensurabili sono il rapporto fra il diametro e la circonferenza, che come si è visto nasconde la gerarchia degli angeli costruttori, il lato del decagono regolare con l’apotema, il lato del pentagono regolare con l’apotema, ed infine il lato del cubo con la diagonale.

La conoscenza di tali segmenti era dovuta all’uso intelligente del compasso e della squadra. A questo proposito si tracci una circonferenza di raggio unitario e in questa s’inscriva una quadrato e poi un triangolo equilatero, due figure che rappresentano rispettivamente lo spazio regolare e la Divinità astratta. Il lato del quadrato assume il valore radice quadrata di due, mentre il lato del triangolo la radice quadrata di tre. Entrambi i numeri risultano irrazionali, incommensurabili con il segmento unitario.

Si disegnino quattro quadrati di lato unitario accostati in modo da formare un quadrato maggiore di lato pari a due unità. Da un vertice del quadrato maggiore si tracci una circonferenza di raggio uguale al lato del quadrato considerato. S’individuano con la squadra i punti per creare un triangolo equilatero di lato pari al raggio e tre numeri irrazionali, rispettivamente la radice quadrata di due, di tre, e di cinque, non calcolabili esattamente, ma costruibili come si è visto con la squadra e il compasso.

Figura 23. Antico Utilizzo Del Compasso E Della Squadra

(95) Nella scuola pitagorica, gli Acusmatici (ακουω = sento, ascolto) erano uditori. Essi assistevano alle discussioni, ai lavori della scuola, senza però potervi intervenire attivamente, questo essendo privilegio esclusivo dei membri della scuola. L’Acusmatico era, dunque, un non iniziato cui era concesso eccezionalmente di attingere alla fonte della conoscenza. I Matematici, gli Iniziati, invece avevano la facoltà di parlare liberamente con il Maestro e quindi di formare un’opinione personale.

DISPOSIZIONE DELLE TRE PIRAMIDI DI GIZA

John Legon dimostrò che le tre piramidi di Giza si inscrivono in un rettangolo con il lato maggiore di 1732 cubiti e con il lato minore di 1432 cubiti e che la diagonale di questo rettangolo può essere espressa con la radice quadrata di cinque (96) . I due lati del rettangolo sono mille volte la radice quadrata di tre e di due, la diagonale risulta dunque mille volte la radice quadrata di cinque. La radice quadrata di cinque segna dunque i rapporti costruttivi interni ed esterni del complesso architettonico di Giza.

Figura 24. Disposizione Delle Tre Piramidi Della Piana Di Giza

Cook osservò che era possibile dimostrare come un sistema geometrico assiale unisse la piramide centrale di Khafra (Chephren) alle più piccole piramidi satelliti vicina alla prima e alla terza piramide. I principali angoli così determinati misuravano 60 e 26,5 gradi. Ora il primo è l’angolo del triangolo equilatero, mentre il secondo è determinato dalla diagonale del doppio quadrato. Ma lo stesso angolo di 26,5 gradi si ripresenta nei passaggi principali della Grande Piramide e nel doppio quadrato della Camera del Re, di nuovo sfidando i limiti della coincidenza…” …”Le piramidi di Giza rappresentano un’affermazione simbolica scritta nella pietra e il linguaggio di una filosofia matematica”.

R. Bauval e A. Gilbert, nel loro libro il “Il mistero di Orione” hanno fatto notare che la disposizione delle tre piramidi rispetta la posizione celeste delle tre stelle della cintura di Orione.

(96) Citato da R. Bauval e A. Gilbert, in “Il mistero di Orione”, p. 62, Corbaccio.

Fonte: “Egitto misterico” Link: Istituto Cintamani

TRIANGOLI GENERATORI DI PROPORZIONI

Scriveva Viollet-le-Duc: “I greci avevano una parola per quello che intendiamo con proporzione: συμμετρἰα , dove abbiamo la simmetria, il che non significa proporzione, perché un edificio può essere simmetrico e non sia stabilita seguendo le proporzioni corrette o felice. Niente di meglio mostra la confusione d’idee che falso senso delle parole, quindi non abbiamo confondiamo la mancanza nell’arte dell’architettura, del XVI secolo, la simmetria, o, che simmetria dire, con i rapporti di proporzioni o meglio facciamo spesso pensato che soddisfano le leggi di proporzioni non solo le regole di simmetria”. Viollet-le-Duc chiarisce qual è il punto di partenza per proporzionare le dimensioni del Tempio.

“Un sommario esame della costruzione di Notre-Dame ci rivela subito che il punto di partenza è, come sempre, il quadrato, le diagonali e le divisioni del quadrato che conducono, come abbiamo visto parlando della costruzione dei rettangoli armonici, al famoso triangolo isoscele, il cui angolo alla base è di 63° 26’, e la base è uguale all’altezza (12), triangolo della famiglia della Sectio Aurea“.

Un quadrato di lato 2, diviso in Due parti crea due rettangoli di lati 2 e 1, cioè un doppio quadrato di lato 1, la cui diagonale è √5. Il doppio quadrato con la sua diagonale individua i segmenti aurei √5=Φ+φ.

Collegando le due diagonali con la base si ottiene il triangolo isoscele, la base è uguale all’altezza e il cui angolo alla base è di 63° 26’. Questo triangolo è la somma di due triangoli rettangoli con i cateti di lunghezza Uno e Due, con l’ipotenusa uguale alla radice quadrata di Cinque, √5 che per successiva costruzione con squadra e compasso porta al numero aureo Φ che compare nel Decagono e nel Pentagono.

FIGURA 4. TRIANGOLO DELLA FAMIGLIA SECTIO AUREA

I Triangoli Rettangoli di Pitagora e di Platone, sono principi di generazione, hanno un lato che può essere espresso sia con numeri interi, sia con irrazionali. I Numeri Interi indicano delle entità incorrotte. I Numeri Irrazionali indicano entità disintegrate. I numeri irrazionali simboleggiano la molteplicità, e sono in relazione con l’azione del divino nel mondo materiale.

Il Triangolo Egiziano, E Il Triangolo Equilatero, Diventano Generatori Proporzioni (13).

Viollet-le-Duc intende per triangolo egiziano non quello citato da Plutarco 3-4-5 ma quello costruttivo con base 2√2 e altezza √3 approssimato con base 4 e altezza 2,5 cioè rapporto base altezza 8/5. Il triangolo con base 2√2 e altezza √3 è la sezione verticale diagonale di una piramide di lato 2 e altezza √3. Questo triangolo espresso con numeri irrazionali è scomponibile in due triangoli rettangoli di lati √2, √3, e ipotenusa √5. L’altezza √3 della Piramide è fornita dalla sua sezione verticale, un Triangolo Equilatero di lato 2.

FIGURA 5. TRIANGOLI EGIZI

Viollet-le-Duc nel suo famoso “Dizionario ragionato dell’architettura”: “Il Triangolo Equilatero era un segno adottato dai Templari. Non va dimenticato che i fondatori dell’Ordine del Tempio erano in nove (tre al quadrato) e che i numeri tre e nove si ritrovano nelle cappelle delle commende”.

(12) Triangolo inscritto in un quadrato.

(13) Viollet-le-Duc, Dizionario ragionato di architettura dall’XI al XVI secolo, Proporzioni.

I SEGRETI DEL PENTAGONO REGOLARE

La radice quadrata di cinque, oltre ad essere collegata alla diagonale del doppio quadrato di lato unitario, è connessa con la divisione della circonferenza in cinque e in dieci parti. Si può dimostrare che il lato di un decagono regolare è la parte aurea del raggio unitario che circoscrive la figura. Un decagono divide la circonferenza in Dieci triangoli Isosceli, la cui base è un lato del decagono: s’individuano dieci triangoli isosceli con angolo al vertice superiore di 36° e angoli di base di 72°.

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀQuesti triangoli isosceli, denominati sublimi (98) , si ritrovano in numero di cinque, con base coincidente ai lati di un pentagono regolare e con i lati maggiori che disegnano una stella a Cinque punte i cui vertici coincidono con quelli del pentagono. Il simbolo di riconoscimento dei Pitagorici era una stella a cinque punte denominata Pentalfa.

Il numero 36 che individua l’angolo al vertice, rappresenta la cosiddetta Tetractis, ossia: “La forma più alta di giuramento, come è stato rivelato, ed ha avuto il nome di mondo perché formata dalla somma dei primi quattro numeri pari e dei quattro dispari” (99).

L’altro angolo, quello di base uguale a 72°, coincide con il numero dei congiurati che uccisero Osiride, rinchiudendolo nella Bara, precipitandolo nel mare della manifestazione, nel Mondo del creato. La Tradizione Cristiana pone a 72 il numero delle spine (simboli dei coltelli) della corona che fu posta prima di morire sul capo di Gesù, e a 5 il numero delle ferite mortali. Come i Pontefici di Iside, anche quelli di IHVH per ordine di Mosè dovevano indossare sopra la veste bianca un’altra chiamata piviale attorno alla quale erano attaccati 72 campanelli d’oro. Il sacro nome di IHVH combinato nella forma della Tetrade pitagorica vale 72, come il numero dei suoi ineffabili nomi.

FIGURA 25. IL SUBLIME TRIANGOLO ISOSCELE

Il lato del pentagono risulta essere la parte aurea del lato della Stella del Pentalfa. I lati del Pentalfa intersecandosi individuano un pentagono più piccolo con il vertice rivolto verso il basso; all’interno di questa figura si può tracciare una nuova stella a cinque punti, e così via all’infinito. La prima considerazione da fare è che la base del triangolo isoscele, misura 0,618 volte il raggio o il lato maggiore del triangolo. Assumendo un valore unitario per il raggio del cerchio che circoscrive il decagono, si ha il rapporto raggio-lato, o lato maggiore-lato minore uguale a 1/0,618 = 1,618 che si può scrivere: 1/φ = Φ.

Con φ = 0,618 si intende il numero Aureo, o piccola sezione aurea, mentre s’intende per grande sezione aurea, il numero Φ = 1 + φ = 1,618. Tale rapporto 1/Φ = Φ¯¹ = φ, è stato considerato, sin dalla sua scoperta, come la rappresentazione della legge universale dell’armonia.

FIGURA 26. ARMONIE DEL PENTALFA

Prendendo in esame un lato della stella del Pentalfa si nota che si ottengono quattro segmenti “a, b, c, d”, ognuno dei quali è la parte aurea del primo. Il Pentalfa è in grado di generare una serie infinita di pentagoni e di stelle a dimensioni via via decrescenti accompagnati da una serie infinita di rettangoli aurei “S”, “P, “L, come visualizzato nella figura seguente.

FIGURA 27. PENTALFA E RETTANGOLI AUREI

(98) Il triangolo isoscele con gli angoli di base di 36° e l’angolo al vertice di 108° è chiamato il Delta luminoso.

(99) Plutarco, De Iside, A, 232.

Fonte: “Egitto misterico” Link: Istituto Cintamani

FRATTALI E RADICI QUADRATE DI TRE, DUE, CINQUE E Φ

In una circonferenza si inscriva un triangolo equilatero di lato 2, si divida poi questo triangolo in due triangoli scaleni uguali. Il cateto maggiore del triangolo scaleno sarà in rapporto di 1:1,732, ovvero Radice Quadrata di Tre.

Il video rivela il rapporto che lega la radice quadrata del numero 3 alla figura geometrica dell’Esagramma e alla sua capacità di ripartire lo spazio in maniera frattale.

RAPPORTO FRA LA VESCICA PISCIS, Phi 1,618 E LA GRANDE PIRAMIDE DI GIZA

In questo articolo dal titolo: LA GRANDE PIRAMIDE DI GIZA – TEMPIO DELLE COSTANTI (Link), troverete un’enorme quantità di informazioni riguardo al rapporto fra le armoniche musicali, il colore, la vescica piscis, le costanti matematiche, la quadratura del cerchio, il numero aureo Phi 1.618034.

LA GRANDE PIRAMIDE DI GIZA - TEMPIO DELLE COSTANTIe in che modo tutti questi argomenti siano contenuti in relazione fra loro all’interno del progetto costruttivo della grande piramide di Giza.

LA GRANDE PIRAMIDE DI GIZA - TEMPIO DELLE COSTANTIUn testo estremamente interessante.

Dopo aver letto questo testo ecco alcuni sconvolgenti esempi del rapporto fra la Vescica, il rapporto Phi 1,618 e la Piramide, o meglio la “Quadratura Del Cerchio”.

Rapporto fra vescica e Phi.

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀ Rapporto fra il grande punto rosso sulla superficie di Giove, la superficie del pianeta e la Vescica Piscis.

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀ Qui sulla Terra, a causa della gravità, la fiamma di una candela assume la forma di una lacrima, trasportando la fuliggine verso l’alto fino al vertice della fiamma questa diviene di colore giallo. Nello Spazio Esterno in condizioni di microgravità, la fiamma assume una forma sferica, senza fuliggine e di colore blu.

ULTERIORI SIGNIFICATI CELATI NELLA VESCICA PISCIS

La Vescica Piscis come molti altri simboli esoterici racchiude in un solo segno\simbolo archetipico un notevole numero di significati comprensibili a diversi livelli di coscienza\ consapevolezza. Per tramandare la scienza iniziatica trasmessa dagli atlantidei alla civiltà egizia (o forse per impedire la libera circolazione di questa conoscenza, al fine di mantenere il “potere” all’interno dei circoli di Élite sacerdotali), i sacerdoti egizi, maestri dei culti misterici, hanno codificato precisi rapporti matematici all’interno di simboli relativamente facili da riprodurre e da ricordare. L’Entità RA conferma questa affermazione:

INTERVISTATORE: Il libro The Life Force Of The Great Pyramid [La forza vitale della grande piramide] mette in relazione la forma “Ankh” con una risonanza nella piramide. E’ un’analisi corretta?

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀRA: Sono Ra. Abbiamo sondato la tua mente e vi abbiamo trovato la frase “lavorare con i pastelli”. Questo potrebbe essere applicabile. Vi è solo un significato in forme come la Crux Ansata, ossia il Collocamento Di Relazioni Matematiche In Forma Codificata.”

I Misteri egizi sono stati trasmessi ai greci e da questi ai romani, in Palestina Mosè egizio porta con se questa conoscenza che viene codificata nella Kabalah ebraica trasmessa di generazione in generazione dalla casta sacerdotale dei Leviti, la Cabala nei secoli successivi viene riformata e reinterpretata dalla scuola degli Esseni o Nazareni. Con l’avvento del cristianesimo la conoscenza viene tramandata dai Giovanniti, eredi degli insegnamenti di Giovanni Battista, e da questi trasmessa, in qualche modo, ai monaci cistercensi.

Parallelamente in Egitto grazie ad Ermete trismegisto si sviluppa lo Gnosticismo che recupera e ripropone l’antica Conoscenza, i cristiani copti diventano i custodi della tradizione gnostica. Gli arabi e l’islam non cancellano queste conoscenze, che insieme allo gnosticismo copto, vengono tramandate da scuole esoteriche come quella degli Ismailiti, il cui capo era il ”Signore della Montagna”. I Templari nel 1100 grazie ai loro viaggi in medio oriente, effettuati durante le crociate, riuniscono tutte queste scuole sapienziali in una unica (aggiungendo, inoltre, le conoscenze dei costruttori di cattedrali di scuola celtica e scandinava): “Ugo di Champagne, dopo alcuni soggiorni in Terra santa, fatti in compagnia di Ugo de Payns riportò in Francia al monastero di Citeaux preziosi documenti che furono segretamente studiati da dotti arabi, rabbini e cabalisti, sotto la guida di Stefano Harding. Dopo scelsero nel posto più inaccessibile dello Champagne, che prese il nome di Foresta d’Oriente, il luogo di gestazione dell’Ordine Templare; un luogo nel quale Bernardo, per ordine dell’abate Stefano Harding fonderà l’abbazia dei Cistercensi riformati di Clairvaux (tradotto sinteticamente con Chiara-valle)”.

Nel 1300 con la distruzione dell’ordine e la diaspora dei templari sopravvissuti, la conoscenza viene ereditata dai Cavalieri di Malta, dalla Massenie francese, dalla massoneria scozzese dei cavalieri di Sant’Andrea. Successivamente i segreti dei templari riaffiorano nella conoscenza degli alchimisti tardo-medievali, per poi riemergere nel Rinascimento con l’ordine dei Rosacroce. Alla fine del 1700 il Conte Di Cagliostro tenta di riformare la massoneria europea, il cui insegnamento è pesantemente distorto, fondando il “Grande Oriente” che recupera la tradizione egizia. In epoca moderna i segreti della “tradizione” sono detenuti da alcune élite segrete appartenenti ai vari rami della massoneria contemporanea, la cosiddetta “Massoneria Speculativa”.

Il problema dopo tanti millenni di reinterpretazioni e adattamenti, è il grado di distorsione di questi insegnamenti, inoltre dopo tanto tempo il messaggio originale che il simbolo voleva tramandare si perde e al suo posto resta il vuoto formalismo espresso dall’interpretazione tradizionalmente conservata e riproposta.

Ora dopo aver precedentemente descritto i rapporti matematici contenuti all’interno della Vescica Piscis, cercherò ora di illustrare due ulteriori chiavi di interpretazione dei segreti contenuti in questo simbolo.

GEOMETRIA SACRA

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀ La Geometria Sacra è la struttura morfogenica che sta dietro la realtà stessa, ed è alla base delle leggi matematiche. Molti scienziati sono convinti che la matematica sia il mezzo con cui spiegare la realtà, ma il vero salto sarà fatto quando sposteranno a loro attenzione sulla Forma, unica generatrice delle leggi fisiche.

Si può tranquillamente definire la Geometria Sacra l’emblema della realtà del cosmo. A volte viene chiamata linguaggio della luce o linguaggio del silenzio, questo è molto significativo, in quanto la Geometria Sacra è a tutti gli effetti un linguaggio, è l’idioma attraverso il quale viene creata ogni cosa. E’ recente la scoperta scientifica, che ha dimostrato che il nostro cervello trasforma tutte le informazioni in entrata in immagini, prima di trasformarle in pensieri, parole e concetti, lo sesso avviene in uscita. E’ pertanto dimostrato che il cervello umano funziona per archetipi. Chi ha un minimo di conoscenza di simbologie esoteriche, ha già ben presente che un’immagine, quasi sempre geometrica, nasconde un significato a volte anche molto complesso. Nel simbolo sono spesso racchiusi diversi concetti contemporaneamente, è praticamente un codice, non a caso il fenomeno dei cerchi nel grano, è un’insieme di forme geometriche che racchiudono una enorme fonte di informazioni. La cosa stupefacente della Geometria Sacra e della simbologia è di trasferire delle conoscenze e delle informazioni a livello subliminale…

Fonte: La Geometria Sacra (LINK)

DALLA VESCICA PISCIS AL FIORE DELLA VITA

La figura fondamentale è rappresentata dalla Vescica Piscis, che è costituita semplicemente da due circonferenze di raggio comune una vicina all’altra in modo che la due circonferenze si intersechino. L’area comune da esse generata è la Vesica Piscis, all’interno di questa figura sono inscrivibili due triangoli equilateri, i quali contorni combaciano con un rettangolo.

OGNI forma dimensionale di questo cosmo evolve da questa struttura. Questa figura può essere considerata “il grembo materno dell’universo”, infatti da essa, ad ogni ingrandimento continuo, si formano le altre strutture.

Germe Vita

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀ Dall’intersezione sei ‘vesicae piscis’ si forma il Germe Della Vita.

Seme della Vita

L’evoluzione del Germe è il Seme della Vita che delinea il primo circolo e i primi 6 cerchi intorno a esso.

Fiore della Vita

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀ La figura chiamata il “Fiore della Vita” è la forma più complessa, anche se vista così potrebbe sembrare abbastanza semplice. All’interno del Fiore della Vita, sono inscrivibili tutte le forme dell’universo. Tutto è stato creato e completato attraverso questo schema, tutti i linguaggi, le leggi della fisica, le forme biologiche e anche noi singolarmente, nella geometria del fiore della vita vi è tutta la creazione.

Il fiore della vita, che come abbiamo detto contiene al suo interno tutto quanto esiste, non ha interruzioni, anzi continua a dispiegarsi sino all’infinito in tutte le direzioni. Così, al suo interno la Geometria Sacra è collegata perfettamente senza interruzioni con il tutto.

Le rappresentazioni qui esposte sono in grafica bidimensionale, ma in realtà tutte queste immagini vanno viste tridimensionalmente. Quelli che vedete come dei cerchi interconnessi sono delle sfere interconnesse. In tutte le culture esoteriche il cerchio, o meglio ancora la sfera rappresenta il tutto o il vuoto, la scienza ci dice che l’universo ha forma sferica, all’interno del quale tutto è contenuto. Nelle varie definizioni esoteriche si arriva alla conclusione che Dio è onnipresente e che pervade qualsiasi cosa della creazione. Se ragionate attentamente questo è possibile solo con una proiezione interna. Quindi se rappresentiamo Dio come il tutto è logico che la sua forma sia la sfera. All’interno del quale vi si trovano altre sfere, dove a questo punto è possibile inscriverci all’interno qualsiasi altra forma. Abbiamo detto prima che la geometria è la struttura morfogenica di tutta la creazione, andando avanti sarà chiaro comprendere come attraverso di essa la coscienza suprema ha creato se stessa (gli universi con tutte le sue creature)

Albero Della Vita

L’”Albero della Vita” è una figura utilizzata dalle più svariate scuole esoteriche, anche l’Albero della Vita è inscrivibile all’interno del Fiore e del Seme della Vita come potete vedere da quest’altra immagine.

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀ Se sovrapponete le due immagini il seme della vita e l’albero della vita, vedrete come ogni linea combaci perfettamente e che l’albero sta esattamente dentro al seme della vita. Già da queste prime immagini possiamo intuire come il principio di unità non sia un’astrazione ma una realtà scientifica e fisica. Tutto è Uno, nulla è separato da nulla, ed anche la geometria sacra ci dimostra questa realtà. Osservando la figura dove c’è sovrapposto l’albero della vita al fiore, vedrete che ogni linea nell’albero della vita ha la lunghezza o la larghezza di una vesica piscis. Questo ci dimostra come la natura della Geometria Sacra vi è una estrema fluidità, senza interruzioni.

Cubo Di Metatron E Solidi Platonici

Dal “Fiore Della Vita” emerge emerge una potente figura geometrica chiamata il “Cubo di Metatron, al cui interno si possono trovare tutte le principali figure geometriche piane e tridimensionali.

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀ Dall’interpolazione dei punti interni al Cubo di Metatron si possono ricavare le figure geometriche tridimensionali note come i “Solidi Platonici”, descritti dal filosofo Platone nel suo dialogo “Timeo”. La genesi del Cubo di Metatron e dei Solidi Platonici è ben illustrata in questo video:

Conclusioni

La Vescica Piscis, antico simbolo esoterico, rappresenta la base del “Seme della Vita”, il nucleo del “Fiore della Vita”, la rappresentazione grafica del “Modo” in cui l’Etere viene organizzato geometricamente nell’”Universo di Luce”, per dare vita alla struttura di base che sostiene la Realtà Olografica in cui ci manifestiamo.

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀ Come ho illustrato nel post il Campo Energetico Quantico, al Centro di qualsiasi Entità Esistente vi è una Singolarità Quantica chiamata dai ricercatori in svariati modi (Buco Nero, Buco Bianco, Centro Di Attrazione, Sole, Ecc). Questa singolarità è ciò che collega fra loro le Unità Di Coscienza a qualsiasi livello di sviluppo esse siano, la Singolarità Centrale inoltre è il collegamento con l’Unità, Il Principio Creatore Di Tutto Ciò Che È. La Singolarità è una replica in scala frattale del Principio Creatore, al centro di ogni Cellula, di ogni Atomo, di ogni Essere Umano, di ogni Pianeta, di ogni Sole, di ogni Galassia esiste una Singolarità che replica e collega l’Uno con la sua meravigliosa Creazione.

Ogni atomo, ogni corpuscolo, ha all’interno la stessa forma dell’intero universo, dentro la sua STESSA struttura”. (Edgar Cayce)

VESCICA PISCIS E CROP CIRCLE

La Vescica Piscis non poteva mancare nei crop circle apparsi nei campi di cereali, eccone due esempi:

I

LA MERKHABA IL VEICOLO DI LUCE

Un ulteriore segreto contenuto nella Vescica Piscis riguarda i due triangoli equilateri uniti fra loro alla base che si possono inscrivere all’interno di questo simbolo, infatti tracciando il tratto orizzontale mediano e unendo i suoi estremi con i due vertici, si vengono a formare al suo interno due triangoli equilateri uguali e contrapposti.

La particolare costruzione fa sì che il rapporto tra la sua altezza e la sua larghezza sia pari alla radice quadrata di 3, ovvero 1.7320508…, un numero irrazionale, illimitato ed aperiodico. Secondo l’esoterista austriaco Drunvalo Melkisedek (nel suo libro “The Ancient Secret of The Flower of Life”) la proporzione della Vescica Piscis indicherebbe la frequenza dello spettro elettromagnetico della Luce.

Cerchiamo di comprendere che rapporto intercorre fra il doppio triangolo contenuto nella vescica piscis e la Luce intesa nel sua forma geometrica.

Essi simbolicamente rappresentano il “Doppio Ternario”, attivo e passivo, maschile e femminile, che portati l’uno nell’altro formano un altro ben noto simbolo della Tradizione: l’Esagramma, o Stella di Davide. La vescica piscis è: “…Due Circonferenze gemelle, disegnate con raggio Unitario e diametro Due, con i rispettivi centri distanziati di un’unità in modo che possano interagire tra loro. L’intersezione dei Due Campi energetici visualizzati con Due Cerchi, crea un Terzo Aspetto. Il Terzo Essere è la Mente Creatrice, il Demiurgo, lo Spirito Santo della tradizione cristiana.

Unendo le basi dei due triangoli uniti si forma un rombo a losanga. Unendo il centro dei due triangoli si forma una stella a sei punte, il simbolo del Macrocosmo e delle sei direzioni dello spazio tridimensionale . Negli antichi Misteri, il numero Sei era considerato l’emblema della natura fisica, perché era la rappresentazione delle sei dimensioni di tutti i corpi. Nelle sei direzioni, la natura umana e quella divina trovano il loro equilibrio nel Punto centrale, il Cristo cosmico, l’immagine dell’Uno nel mondo oggettivo.”

Pdf: merkavha

L’Esagramma è una figura piana, il suo corrispondente nella terza dimensione è il Tetraedro A Stella o Merkaba, conosciuto anche come il “Veicolo di Luce”.

VESCICA PISCIS E LE SUE CELATE PROPRIETÀSecondo la tradizione esoterica il Merkaba permette a chi è in grado evocarlo e controllarlo, di viaggiare nello spazio e nel tempo trasformandosi in un impulso luminoso. In realtà esso rappresenta geometricamente la Quarta Dimensione e le entità che ne fanno parte posso a loro piacimento dislocarsi fra questa e la Terza Dimensione spostandosi istantaneamente dal un luogo ad un altro nello spazio-tempo. Nel Testo Le Dimensioni ho dedicato un capitolo ad un’analisi approfondita di questo argomento ed alla possibilità del Viaggio Interdimensionale.

Queste potrebbero sembrare delle fantasie ma furono confermate dal noto scienziato e genio della geometria Richard Buckminster Fuller, che fu il primo a scoprire che il fotone in realtà era composto da due tetraedri uniti fra loro alla base e lo annunciò al mondo al “Planet Plannig” del 1969.

ESTRATTO DAL LIBRO SUL CONTATTISTA ALEC NEWALD

http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.5597

..il Nostro Sole è costantemente alimentato da un buco nero in un punto del tempo e dello spazio, forse da un universo parallelo al nostro.. Anche i pianeti nel nostro sistema solare come Saturno, Giove e Nettuno ricevono energia in questo modo. Questa energia può non essere riconosciuta perché irradia nello spazio libero. Potrebbe arrivare qua in forma a noi sconosciuta e non la noteremmo, in quanto noi Terrestri non comprendiamo l’energia di pura luce. Forse questa energia arriva da un’altra dimensione e il modo in cui si manifesta per noi è difficile da trovare con la nostra tecnologia. Il tempo lo dirà.

..Se questa energia nel nostro sistema solare è irrilevabile, pianeti e persino soli fatti di questa energia potrebbero esistere vicino a noi e non lo sapremmo! Esiste molto in questi mondi di altre dimensioni, tanto che penso che dove c’è fumo ci sia anche fuoco!

Per quanto capisco questo trasferimento di energia può essere usato per viaggi spaziali ad alta velocità. Una volta che il veicolo passa in pura luce o in energia compatibile, queste aperture nello spazio possono essere usate per viaggiare..Posso aggiungere poco, posso dire che per mia esperienza molto lavoro serve sul corpo umano prima che possa sfruttare questi portali spaziali. Può essere che debba lasciare il mio corpo terrestre prima di fare tali viaggi nello spazio-tempo.

Da quanto ho potuto decifrare, le galassie non sono poste a caso nell’universo. Sembrano legate da fili di energia e disposte in righe che vanno in molte direzioni. Non tutte sono legate dagli stessi fili di energia.

Lo spazio profondo può essere paragonato ad un’autostrada e queste vie possono essere usate per navigare. Alcuni viaggiatori usano questa energia per le loro astronavi, energia dell’universo. La tecnica è simile all’uso di una fibra ottica. L‘astronave diviene un impulso di elettricità o luce in quanto utilizza questi filamenti di energia pura.

Su questo pianeta ho sentito parlare di queste “astronavi di luce” “..Un’astronave di luce è tecnologia e natura assieme. E’ una cibernetica oltre a ogni nostra immaginazione. Come le loro case, queste astronavi sono parzialmente vive. Poche persone su questo pianeta hanno suggerito che siano alimentate da cristalli giganti. Questo può essere corretto in parte, il mezzo che ho potuto visitare era una entità vivente basata sul cristallo!

..In altre parole il corpo deve contenere uno stampo naturale per riassemblarsi dopo la trasformazione..

..Possiamo capire che come per l’astronave, il corpo umano deve riassemblarsi dopo queste trasmutazioni. Avviene che la forma piramidale è personalizzata per questo. La funzione primaria della piramide è ricostruire la materia alla forma presente..

Non desidero aggiungere altro su questo argomento in quanto, a mio avviso, esso non è essenziale per l’evoluzione di un’entità di terza dimensione. Questa mia opinione è condivisa dall’entità Ra:

Ra: Sono Ra. È difficile da discutere nel vostro linguaggio. Non si tratta di un effetto di raddoppio ma di una trasformazione lungo i confini della dimensione in modo tale che la luce che in precedenza operava per coloro la adoperavano nella configurazione spazio/tempo-tempo/spazio, diviene luce che opera entro ciò che potreste considerare una configurazione spazio/tempo-tempo/spazio interdimensionale. Questo causa una diffusione apparente e una debolezza nell’energia spiraliforme. Comunque, nella posizione due, come l’hai definita, molto del lavoro viene svolto interdimensionalmente.

Intervistatore: Nella Piramide di Giza non vi era una camera situata nella posizione due. Avete mai fatto uso della posizione due preparando una camera in tale modo su altri pianeti o in altre piramidi?

Ra: Sono Ra. Questa posizione è giovevole solo a coloro le cui abilità siano tali da renderli capaci di servire come conduttori di questo tipo di spirale focalizzata. Non si dovrebbe tentare di istruire entità di terza densità in tali discipline.

CONCLUSIONI

La stesura di questo testo, come il precedente studio sulla piramide, mi ha impegnato duramente negli ultimi due mesi, è servito un pesante sforzo di volontà ed una grande quantità di energia mentale e fisica, ora ho la necessità di riposarmi e di riordinare. Nel futuro ho l’intenzione di affrontare l’analisi di altri simboli esoterici, quali il “Sator-Arepo”, l’ ”Abracadabra” o il “Nodo Di Salomone”; Ma lo farò con molta calma, prendendomi tutto il tempo che mi necessità. Spero che questo lavoro sia utile a voi come lo è stato per me, vi saluto e vi ringrazio.

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