Un Futuro di Pace

Un Futuro di Pace

Un Futuro di Pace 44Due notizie che provengono dal Medio Oriente, anche se nel tempo distanti tra loro, portano un po’ di speranza per un futuro di Pace in quell’area.

Infatti gli accordi di convenienza fra i potenti che dominano (o pensano di dominare) il pianeta non potranno portare la Pace in nessun luogo del mondo, sarà invece l’aumento di consapevolezza e auto-coscienza della popolazione terrestre a fermare il ciclo di violenza e di vendetta che la intrappola in un Karma infinito.Due notizie che rasserenano il cuore e creano fiducia in un futuro migliore per il pianeta e la sua popolazione.

Udi Segal, 19enne israeliano, disertore. “Vado in carcere per non bombardare Gaza”.

Un Futuro di Pace 640Israele può continuare questa occupazione, ‘but not in my name’, non nel mio nome”. Ha le idee chiare Udi Segal, 19 anni, israeliano. Disertore. L’accusa – come scrive il Fatto Quotidiano – è aver rifiutato di arruolarsi nell’esercito. Per questo finirà in carcere, ancora non si sa per quanto.

Udi non è l’unico. Finora sono almeno 50 i soldati dell’Israel Defense Force che si sono rifiutati di partecipare all’operazione militare. Il perché lo hanno scritto in una lettera al Washington Post: “Ci opponiamo – scrivono – all’esercito israeliano e alla legge sulla leva obbligatoria perché ripudiamo questa operazione militare”.

Udi la pensa come loro. “L’appoggio del paese alla politica del primo ministro, Benjamin Netanyahu, è ancora forte – spiega, sentito dal Fatto – Ci sono molte persone, però, che sono stanche di questa guerra. Solo tra i miei coetanei, conosco almeno 120 o 130 ragazzi che hanno preso la mia stessa decisione”.

Quando mi sono avvicinato all’età della leva obbligatoria – racconta ancora il giovane – ho iniziato a leggere, studiare e documentarmi sul conflitto tra Israele e Palestina. È più di un anno che mi informo sui giornali e studio la storia, e ho deciso che non posso prendere parte a questa occupazione”.

Non so ancora di preciso quanto rimarrò in carcere – continua Segal – anche se la pena prevista in questi casi è di circa 6 mesi. Non basterà questo a farmi cambiare idea in futuro”.

Fonte: Udi Segal, 19enne israeliano, disertore. “Vado in carcere per non bombardare Gaza” 50 riservisti scrivono al Wp

I palestinesi proteggono una poliziotta israeliana dal lancio di pietre dei coloni

Un Futuro di Pace 01A volte la solidarietà delle persone va decisamente al di là dei conflitti tra le nazioni di appartenenza: lo dimostra la vicenda riportata dall’Independent. Una poliziotta delle forze israeliane in servizio nelle zone abitate dai coloni è stata coinvolta in una protesta dei coloni stessi, rischiando di essere ferita dalle pietre che lanciavano: a difenderla, invece dei suoi connazionali, due uomini palestinesi.

La scena è stata immortalata dallo scatto del fotografo del giornale israeliano Yedioth Ahronoth Shaul Golan, subito fuori dalla West Bank, parte del territorio occupato. Gli scontri tra attivisti contrari all’occupazione e estremisti israeliani sono avvenuti nella zona vicina all’insediamento di Aish Kedesh e al villaggio palestinese di Kusra.

L’agente, che stava subendo una pioggia di sassi lanciati proprio dai coloni, è stata protetta da due uomini palestinesi, uno dei quali è Zakaria Sadah, un collaboratore del gruppo Rabbis for Human Rights (RHR), un’associazione umanitaria israeliana. “Pur essendo normale che le forze dell’ordine si identifichino più con i propri connazionali, le procedure che riguardano l’applicazione della legge in situazioni che coinvolgono israeliani violenti devono essere definite con chiarezza e implementate con coerenza” ha commentato RHR.

Fonte: I palestinesi proteggono una poliziotta israeliana dal lancio di pietre dei coloni: la foto simbolo

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