TEMPO E PENSIERO

TEMPO E PENSIERO

TEMPO E PENSIEROGli ultimi post pubblicati contenenti riflessioni sulla natura del pensiero, dell’esperienza e del tempo impongono un’analisi più approfondita del fenomeno del Tempo. È mia intenzione raccogliere in questo testo alcune testimonianze che ritengo significative riguardanti il Tempo e i suoi effetti sulla Realtà per come viene percepita.

Non posso nascondere che la comprensione del messaggio divulgato da Krishnamurti Jiddu e U.G. a proposito del Pensiero, dell’Esperienza e del Tempo, mi ha duramente colpito interiormente. Realizzare l’illusione e dico realizzare, non comprendere intellettualmente, ha creato in me un senso di vuoto e di smarrimento da cui sto cercando faticosamente di riprendermi. Queste sono comunque prove che bisogna affrontare se si vuole avanzare nel processo di consapevolezza, chi è pronto comprenderà e supererà la crisi. Chi non lo è rifiuterà il messaggio o lascerà perdere. In ogni caso se ne avete la necessità un aiuto è sempre disponibile da parte del mondo invisibile, comunque li definiate gli aiutanti esistono e sono pronti a incoraggiarvi e sostenervi durante tutto il cammino, è sufficiente che chiediate loro aiuto. Risponderanno sempre, è il loro servizio.

Fatevi coraggio e andiamo avanti, tutti insieme possiamo farcela.

Ora dovrei cominciare questa analisi con la definizione del concetto di Tempo ma ritengo più utile partire illustrando gli effetti del Tempo sulla Realtà per come la percepiamo, riproponendo quanto avevo già scritto nel testo la “Dinamica Della Vibrazione e la meccanica della struttura interna dei poligoni:

.Il fattore determinante per il manifestarsi dell’effetto Coriolis è la Rotazione del Sistema con cui l’osservatore è solidale, questa rotazione del Sistema di Riferimento genera inoltre l’illusione dello spazio-tempo e permette la manifestazione dei vari continuum Spazio-temporali.

LO SPAZIO-TEMPO: IL TEMPO E LO SPAZIO

I Poligoni si contraggono e si espandono collassando nel proprio Centro, la Singolarità che li anima, e questo è l’unico “Movimento Che Esiste realmente”, questa è La Vibrazione.

Se la Vibrazione è determinata dalla Frequenza e questa è per definizione: Il numero di Eventi che si verificano nell’unità di Tempo. Si crea quindi la necessità di creare il Tempo allo scopo di determinare gli eventi, il TEMPO viene scandito da un ciclo di rotazione del poligono sull’Asse 3\6.

Questa è in realtà molto significativa perché determina la percezione del senso del Tempo che scorre, la rotazione è valida sia in un senso che nell’altro trasformando la linea temporale da mono a bidirezionale (Legge del Pendolo).

IL TEMPO E LA ROTAZIONE DEL POLIGONO

La rotazione del poligono (in questo caso il Merkaba) in un senso o nell’altro è data (Video: Lo Spin di rotazione e lo spazio-tempo) dal raddoppio o dal dimezzamento esponenziale della cifra 1 considerando la sua “somma cabalistica”:

1/ 2/ 4/ 8/ 16 (1+6=7)/ 32 (3+2=5)/ 64 (6+4=10= 1+0= 1)/ 128 (2)/ 256(4) … continua

L’operazione è valida anche al contrario:

1\ 0,5= 5\ 0.25= 2+5=7 \ 0,125= 1+2+5=8\ ….. continua

Il Poligono con la sua rotazione definisce una variabile fondamentale della nostra realtà, il Tempo, la velocità di rotazione definisce la velocità con cui il tempo scorre. Da questo si deduce che il Tempo è un fattore relativo determinato dal luogo fisico in cui ci troviamo (li poligono con cui siamo solidali= ruotiamo insieme).

Qui sulla Terra il Tempo è scandito dal numero di rivoluzioni che il Pianeta compie attorno al suo asse nel periodo in cui il Pianeta stesso compie una rotazione attorno al fuoco della sua Stella: il Sole (365,2422 rotazioni in un anno). Se fossimo su di un pianeta con una diversa velocità di rotazione attorno al suo asse, la nostra cognizione del Tempo sarebbe diversa.

Da questo si deduce che il Tempo è un Fenomeno Relativo legato alla percezione dell’osservatore che ne sperimenta l’effetto e che il Tempo è strettamente legato allo Spazio in cui si manifesta, o per definire meglio è osservato.

Nassim Haramein: “Il tempo non è un fenomeno che sorge in sé e per sé nell’universo. Potenzialmente non esiste il tempo come tale. Quel che chiamiamo tempo è una divisione arbitraria dei cicli di cui facciamo esperienza, basandoci sul parametro ciclico del cambiamento, di cui facciamo esperienza in questo livello della realtà. In altre parole… il tempo è una pura percezione.“

Wildcock conferma questo concetto: “Masson ci parla del professore di matematica M. E. Bindel alla Waldorfschule di Stoccarda, che ha pubblicato “Gli Elementi Spirituali dei Numeri” nel 1958, ed ha scritto la seguente monografia nel 1969: In Cahiers Astrologiques. Nel 1960, M. Helmer ha presentato la sua teoria sulla ripetizione ciclica degli eventi, un ciclo basato principalmente sull’uso del Numero Ideale Preminente 25.920 e dei suoi fattori. Applicare la sua teoria gli ha permesso di fare molte previsioni esatte sia economiche sia politiche. Nel suo racconto, ha dato uno spazio speciale al Numero Ideale, 25.920 anni. Ecco un estratto della sua tesi, inizia dicendo:

Ognuno dei tre fenomeni astrologici che conosciamo sono i segni nel cielo delle coordinate di tre Spazi-Tempi:

a) La rotazione terrestre sul proprio asse equivale allo Spazio-Tempo delle case (nella Astrologia convenzionale, i temi delle nazioni, dei regimi, dei leader politici), essendo questi temi come la lancetta dei secondi di un orologio cosmico.

b) La rivoluzione terrestre intorno al sole equivale allo Spazio-Tempo dei pesanti cicli planetari. È come la lancetta dei minuti dell’orologio cosmico.

c) Infine, la Precessione degli Equinozi, che ha il 25.920 come suo numero simbolico. I ritmi numerologici di questo numero ci danno la lancetta delle ore dell’orologio”.

KOZYREV ED IL TEMPO

…“Come detto, i modelli di energia a spirale si svelarono agli occhi dell’illuminato prof. Kozyrev mentre si trovava nel campo di concentramento. La sua “conoscenza diretta” lo informò che questa energia a spirale era, in effetti, la vera natura e manifestazione del “tempo”. Naturalmente, egli trovò che la nozione di “tempo” che possediamo doveva essere qualcosa di più che un semplice calcolo di durata. Kozyrev ci spinge a tentare di trovare una causa per il tempo, qualcosa di tangibile ed identificabile nell’Universo che noi possiamo associare al tempo. Dopo averci pensato per un po’, possiamo concludere che il tempo non è nient’altro che un movimento a spirale. Sappiamo che stiamo tracciando un complesso modello di spirale attraverso lo spazio grazie ai modelli orbitali della Terra e del Sistema Solare. E adesso, lo studio della “temporologia”, o scienza del Tempo, è sotto continua, attiva investigazione dall’Università di Stato di Mosca e dalla Fondazione Umanitaria Russa, ispirata dal lavoro pionieristico del prof. Kozyrev. Sul loro sito web, essi affermano che: “Secondo noi, la “natura” del tempo è il meccanismo che causa cambi apparenti e nuovi accadimenti nel mondo. Comprendere la natura del tempo significa concentrare l’attenzione su un processo, un fenomeno, una “carriera” nel mondo materiale le cui proprietà potrebbero essere identificate o corrispondere a quelle del tempo”.

Tutto ciò potrebbe a prima vista apparire strano: un albero che cade su un vostro terreno potrebbe essere stato causato da forte vento, piuttosto che dal “flusso del tempo”. Piuttosto, bisognerebbe chiedersi che cos’è che ha causato il soffio del vento. In ultima analisi, il maggior responsabile di ciò è il movimento della Terra intorno al proprio asse. Perciò, tutti i cambiamenti sono causati da qualche forma di movimento, e Senza Movimento Non Può Esistere Il Tempo. Diversi studiosi i cui lavori sono pubblicati sull’Istituto Russo di Temporologia, concordano sul fatto che se Kozyrev avesse cambiato la sua terminologia, usando la parola “tempo”, anziché termini scientifici più comuni come “etere” e “vacuum fisico”, allora molte persone sarebbero state in grado di comprendere il suo lavoro prima. A questo punto, non è necessario al lettore approfondire la filosofia dell’energia a spirale come manifestazione del tempo, come sarà più chiaro in seguito”…

ESPERIMENTI DI TROFIMOV E KAZNACHEEV

.Negli ultimi trent’anni gli scienziati Trofimov e Kaznacheev hanno sviluppato delle sperimentazioni per dare delle spiegazioni pratiche riuscendo a fare delle scoperte sorprendenti. Quando ho visitato i laboratori di Trofimov nell’istituto di Ricerca Scientifica Internazionale per l’antropologia e l’ecologia Cosmica in Novosibirsk dove era il direttore generale, ci ha mostrato con entusiasmo i suoi due principali apparati sperimentali… Il primo veniva chiamato “Specchi di Kozyrev” rifletteva l’energia del pensiero (che esiste entro il “flusso del tempo”) facendola ritornare al pensatore. Questi apparati, inventati da Kozyrev, danno accesso a stati alterati di coscienza, compreso la non linearità del tempo, in modo simile ad un profondo stato meditativo…. …..Tra le conclusioni a cui sono arrivati Trofimov e Kaznacheev ci sono :

Il Campo Elettromagnetico del nostro pianeta è in realtà il “velo” che filtra il Tempo e lo Spazio per dare luogo alla nostra realtà Newtoniana quotidiana e ci permette di avere l’esperienza umana del Tempo Lineare.

In assenza di un campo elettromagnetico, abbiamo accesso ad un campo energetico di “località istantanea” che sta alla base della nostra realtà.

Che l’effetto limitante del campo elettromagnetico di un individuo è influenzato dall’ammontare dell’attività elettromagnetica solare che si è verificata quando la persona era nell’utero . Che una volta che una persona ha accesso a questi stati, la sua coscienza ne rimante migliorata.

Nassim Haramein Tempo Memoria e Spazio

Link: Time is an Illusion – YouTube

Ancora Wildcock racconta: “I dr. William Becker e Bethe Hagens conferiscono ulteriore supporto alle anomalie relative al tempo nel loro articolo …, … In questo articolo essi riferiscono di un’anomalia di tipo temporale che si verifica nel punto nodale vicino alle Hawaii: Un pilota che volava con passeggeri vicino alla zona delle Hawaii [dell’icosaedro di punti energetici sulla Terra] si è trovato improvvisamente in una “zona morta” senza strumenti [elettromagnetici funzionanti] e impossibilitato a comunicare fuori dalla cabina di pilotaggio. Dopo aver volato più o meno 350 miglia, [impiegando molto probabilmente un’ora e più] il “fenomeno” è svanito e il pilota scoprì che gli ufficiali di torre non potevano verificare che tra l’inizio della sua esperienza nella “zona morta” e la sua fine fosse trascorso alcun tempo misurabile.”

Questi cambi nella velocità del tempo concordano chiaramente con le teorie di Kozyrev per cui lo scorrere del tempo è una funzione della radiazione di torsione, che è a sua volta funzione della densità di energia eterica. Se ci si sposta in una densità eterica più alta il tempo può rallentare per noi tanto quanto ha rallentato per il pilota.

WILDCOCK : SIMMETRIA NEI SOLIDI PLATONICI E IL TEMPO

La grande importanza dei Solidi Platonici come figure geometriche di riferimento nella “creazione” della Realtà è dovuta alla loro estrema simmetria rispetto agli altri poligoni e cioè:

In matematica e geometria, c’è la necessità di essere precisi; per definizione la simmetria significa che una funzione o una figura geometrica rimane la stessa, nonostante: 1) una rotazione di coordinate, 2) una traslazione lungo un asse, o 3) uno scambio di variabili.

Nella scienza della fisica, che è il nostro argomento principale, la presenza della simmetria solitamente significa che una legge di Natura non cambia, nonostante:

1) una rotazione delle coordinate nello spazio,

2) una traslazione lungo un asse nello spazio,

3) la trasformazione del passato nel futuro quando t diventa –t,

4) uno scambio di due coordinate come per esempio x con y, z con –z, ecc.,

5) lo scambio di ogni variabile data.

I Solidi Platonici manifestano la più grande simmetria geometrica tra tutte le forme esistenti

LO SPAZIO-TEMPO

IL MODELLO DI ESPANSIONE DELLO SPAZIO-TEMPO SECONDO NASSIM HARAMEIN

Nel video The Isotropic Vector Matrix il fisico Nassim Haramein descrive il suo modello di espansione dello Spazio-Tempo basato su di una progressione geometrica, la parte più interessante è al minuto 17’17” dove possiamo vedere l’ espansione del poligono nello Spazio che segue una geometria frattale espressa per mezzo di un’ottava di rapporti.

Nella foto possiamo osservare come questo rapporto di ottave progressivamente maggiori si esprime tramite le potenze del numero Due, esattamente come nel Video: Lo Spin di rotazione e lo spazio-tempo, da questo possiamo correlare l’espansione del Tempo a quella dello Spazio. (L’ottava successiva sarà 512×8= 4096 =2^12 \la seguente 4096×8= 32768= 2^15)

Qui il dott. Haramein ribadisce la sua teoria comparandola al ciclo di espansione delle cellule nel corpo umano, Haramein: la geometria del collasso, genera tutte queste scale della dinamica del buco nero, ogni confine è una risoluzione della struttura del frattale, dalla dimensione universale a quella subatomica

.in realtà la cellula, la biologia della cellula, la risoluzione biologica obbedisce alla condizione di Schwarzschild di un buco nero, perché genera cosi tanta energia, 10 elevato alla 11 è un numero enorme, altra cosa è che conferma che in questa scala, guardando le distanze…

Questa geometria è ciò che detta dove avviene la struttura, i confini, limiti infiniti dentro limiti..bene questo avviene in un corpo umano, anche le cellule del corpo umano si dividono esattamente in questo modo. …Non solo le cellule obbediscono alla condizione di Schwarzschild per il buco nero, le cellule..ho un piccolo filmato, le cellule si organizzano in una geometria specifica della struttura del vuoto, generando tutta la complessità di un essere umano, …. o di qualsiasi altro organismo, vediamo se lo trovo…. ecco la cellula che si divide, generando tetraedri perfetti, vedete? La prima cellula si divide in due, la prima si divide in due creando due cellule, giusto? quindi ora le due si dividono in due ancora e ne abbiamo 4 e creano un perfetto tetraedro, vedete? ….. quindi ognuna delle cellule si dividerà ancora creandone 4, che poi si inseriranno creando il tetraedro rovesciato, continuando a crescere in 4-8-16-32-64 e non inizieranno a differenziarsi prima di raggiungere il n.64, quindi a questo punto inizieranno a differenziarsi in cellule del cuore, del cervello, del fegato…quindi passiamo dentro questa geometria specifica ….. per arrivare qua, voi siete una ESTENSIONE DELLO SPAZIO CHE GUARDA INDIETRO A SE STESSA, ecco il feedback della realtà, ecco cosa GENERA LA REALTA’. Voi….l’Universo fa esperienza di sè stesso, apprendendo di se stesso e questo feedback tra l’interno e l’esterno è ciò che guida la dinamica delle forze dell’universo, che si riducono in questa visione in due forze, GRAVITA’ ED ELETTROMAGNETISMO, un feedback tra le due. …… Non servono più forza forte e debole, perché? perché se prendete questa visione allora le particelle subatomiche sono mini black-white holes.

Si può notare che il modello di espansione dello spazio tempo non è lineare ma segue una dinamica esponenziale che posso definire così:

La rotazione del poligono sul suo asse crea il Tempo e il suo correlato lo Spazio, Lo Spazio-Tempo.

Nella Prima Dimensione (densità) lo Spazio-Tempo è percepito come immobile ed infinito e le coscienze vi risiedono a lungo per apprenderne il significato.

Nella Seconda Dimensione e nella Terza (questa) lo spazio-tempo è percepito come finito ma mono-direzionale e lineare.

Nella Quarta Dimensione, la dimensione che stiamo analizzando, il Tempo appare come spiraliforme e multi-direzionale e si sviluppa in una spirale logaritmica che segue il rapporto Phi 1,618, la Sequenza di Fibonacci e la Geometria dei Frattali.

Tratto da: Dinamica Della Vibrazione…..

SPAZIO-TEMPO E TEMPO-SPAZIO

… ritengo che i concetti di Spazio-Tempo E Tempo-Spazio meritino una più approfondita analisi.

Importante definire la prima suddivisione fra Spazio-Tempo e Tempo-Spazio, lo Spazio-Tempo è il Mondo Fisico rappresentato da quella parte di una Dimensione in cui si esperimenta tramite l’esperienza diretta, il Tempo-Spazio è il Mondo Metafisico ossia la parte di una Dimensione rappresentata dai “piani astrali” in cui si analizzano le esperienze sperimentate nello Spazio-Tempo e si distillano gli insegnamenti ricevuti mediante queste esperienze, inoltre sempre nel Tempo-Spazio si programmano le esperienze delle future incarnazioni ed in un certo modo si sperimenta in altra maniera. Entrambi i tempi e gli spazi sono parte di un’esistenza dimensionale di un’entità, non sono due parti separate ma coesistono in un Uno esperienziale.

In questo PDF troverete tutte le informazioni rivelate da RA riguardo al Tempo e lo Spazio: LO SPAZIOTEMPO E IL TEMPOSPAZIO (Pdf)

Da i “RA Materials”: “Lo spazio/tempo e il tempo/spazio sono entrambi concetti che descrivono matematicamente – per quanto possibile – le relazioni, facenti parte della vostra illusione, fra ciò che si vede è ciò che non si vede”.

Intervistatore: Puoi dirmi la differenza tra spazio/tempo e tempo/spazio?

RA: Sono Ra. Utilizzando le tue parole, la differenza è quella tra il visibile e l’invisibile o il fisico e il metafisico. Utilizzando termini matematici, come fece colui chiamato Larson (Dewey B. Larson), la differenza è quella tra s/t e t/s

Spazio\Tempo S\T dove T=0 quindi S=∞ infinito

Tempo\Spazio T\S dove S=0 quindi T=∞ infinito

TEMPO-SPAZIO

Il Campo Elettromagnetico del nostro pianeta è in realtà il “velo” che filtra il Tempo e lo Spazio per dare luogo alla nostra realtà Newtoniana quotidiana e ci permette di avere l’esperienza umana del Tempo Lineare. In assenza di un campo elettromagnetico, abbiamo accesso ad un campo energetico di “località istantanea” che sta alla base della nostra realtà. Conclusioni a cui sono arrivati Trofimov e Kaznacheev

Da I “RA Materials”: ….Il marchio del tempo/spazio è l’iniquità tra tempo e spazio. Nel tempo/spazio l’iniquità pesa sulle spalle di quella proprietà conosciuta a voi come tempo. Questa proprietà rende le entità e le esperienze in un certo senso intangibili. Nel vostro contesto ogni particella o vibrazione centrale si muove ad una velocità che si avvicina a quella che voi chiamate velocità della luce dalla direzione delle velocità superluminali.

Così il tempo/spazio o l’esperienza metafisica è quella che è assai finemente sintonizzata e, sebbene [sia] un analogo dello spazio/tempo, manca delle sue caratteristiche tangibili. In questi piani metafisici c’è un grande impiego di quello che voi chiamate tempo che viene utilizzato per vedere e rivedere le influenze e gli apprendimenti/insegnamenti di una, come la chiamereste voi, precedente incarnazione nello spazio/tempo.

L’estrema fluidità di queste regioni rende possibile penetrare molte delle cose che devono necessariamente essere assorbite prima che il processo di guarigione di un’entità possa essere compiuto. Ogni entità si trova in uno stato in qualche modo immobile proprio come voi vi trovate nello spazio/tempo in uno stato in qualche modo immobile nel tempo. In questo spazio immobile l’entità è stata posizionata dal modellatore di forma e dal sé superiore così da potersi trovare nella configurazione appropriata per l’apprendimento/insegnamento di quanto ha ricevuto nell’incarnazione nello spazio/tempo..

.Nel tempo/spazio è stato formato un costrutto di pensiero. Questa porzione di tempo/spazio è ciò che si avvicina alla velocità della luce. Nel tempo/spazio, durante quest’avvicinamento, le condizioni sono tali che il tempo diviene infinito e la massa scompare….

Wildcock: “Ai più alti livelli di densità questo medium energetico agisce più come un solido, proprio come l’acqua può essere congelata in solido ghiaccio. A questi livelli, l’energia viaggia molto più velocemente della velocità della luce, teoricamente a una velocità istantanea, assicurando così coscienza istantanea in tutto l’universo, cioè Unità (Oneness: letteralmente Essere Uno n.d.t.), e nel Volume III mostreremo come il dott. Nikolai Kozyrev abbia scoperto questo. Così, la fisica ci fornisce il perché ci sia una coscienza istantanea in questa “mente di Dio” che è il nostro Universo, che noi ci aspettiamo naturalmente che debba essere presente affinché “Dio” esista.”

DAL “LIBRO NERO”: Secondo la matematica, la fisica e la teologia, il Vuoto nell’universo non è vuoto, ma è pieno con qualche cosa che non possiamo vedere o misurare; e se ignoriamo questo presupposto, tutte le leggi naturali che conosciamo (che sono state convalidate e provate empiricamente) non potranno essere applicate. Noi concludiamo naturalmente e logicamente che le dimensioni del tempo e dello spazio per lui (il Vuoto Ndr) non esistono….

2) Questo “qualcosa” deve avere la capacità di pensare e deve contenere informazioni colossali. Questo dipende dal fatto che il pensiero è la principale ragione dell’esistenza e che gli archetipi nell’inconscio collettivo sono precedenti rispetto a quello che si manifesta nella vita individuale di qualsiasi uomo di qualsiasi cultura in qualsiasi situazione

3)Noi presumiamo che il “qualcosa” sia una moltitudine infinita di particelle cogitative in uno stato di riposo, che hanno la caratteristica di contenere tutte le informazioni, che le riempiono di energia informativa cioè posseggono la conoscenza finale

4)Come conseguenza dei tre punti precedenti arriviamo alla conclusione che la luce precede la creazione del mondo come lo conosciamo. La luce risulta dal movimento delle particelle cogitative nel processo con il quale perdono parte della loro originale energia informativa. Come conseguenza si creano la dimensione del tempo e dello spazio, che sono naturalmente inseparabili (se non c’è movimento il tempo praticamente non esiste, in quanto un’istante equivale ad un’eternità. E dato che l’intensità dell’informazione è la stessa ovunque cioè indipendentemente da dove noi siamo, riceviamo la stessa informazione infinita. E anche lo spazio non esiste (Ndr È uguale a zero)

Tempo\Spazio T\S dove S=0 quindi T=Infinito

SPAZIO-TEMPO

Il Campo Elettromagnetico del nostro pianeta è in realtà il “velo” che filtra il Tempo e lo Spazio per dare luogo alla nostra realtà Newtoniana quotidiana e ci permette di avere l’esperienza umana del Tempo Lineare. In assenza di un campo elettromagnetico, abbiamo accesso ad un campo energetico di “località istantanea” che sta alla base della nostra realtà. Conclusioni a cui sono arrivati Trofimov e Kaznacheev

Da I “RA Materials”:….(nel Tempo-Spazio Ndr) Ogni entità si trova in uno stato in qualche modo immobile proprio come voi vi trovate nello spazio/tempo in uno stato in qualche modo immobile nel tempo.

In questo spazio immobile (RA parla del Tempo-Spazio Ndr) l’entità è stata posizionata dal modellatore di forma e dal sé superiore così da potersi trovare nella configurazione appropriata per l’apprendimento/insegnamento di quanto ha ricevuto nell’incarnazione nello spazio/tempo…

Secondo Bohm i risultati dell’esperimento di Aspect implicano la non-esistenza della realtà oggettiva (il concetto di maya per l’Induismo),l’Universo è dunque solo un super-ologramma che contiene in potenza tutto-ciò-che-è; questo potenziale aspetta solo di essere manifestato attraverso quel processo che la meccanica quantistica definisce “collasso della funzione d’onda”. Tutto questo ci aiuta a comprendere che con un’adeguata padronanza della Coscienza tutto è possibile! Non esistono limiti spazio-temporali che possono separarci da ogni cosa che ci circonda, né da ciò che ci appare lontano spazialmente (anche ad anni luce di distanza) né da ciò che ci appare lontano temporalmente (ad es. un evento appartenente ad un passato remoto oppure ad un futuro lungi ancora dal manifestarsi). Questo concetto sta diventando sempre più accessibile oggi – almeno a livello concettuale – grazie all’avvento dell’era digitale, poiché nel Cyberspazio le categorie di Spazio e Tempo perdono completamente senso e ci avviciniamo al concetto di uno Spazio Infinito in un Tempo Zero.

Approfondimenti: (PDF spaziotempo) (PDF cyberspazio)

Spazio\Tempo S\T dove T=0 quindi S=infinito

VIAGGIO SPAZIO TEMPORALE

TEMPO E PENSIEROAnni fa leggendo la “X Tavola Di Smeraldo” di Thoth L’Atlantideo “il Mistero del “Tempo” (PDF TAVOLA X testo molto significativo Ndr) mi sono trovato a riflettere su questa frase: “Thoth scopre che il tempo è angolare nel movimento, pur avendo pareti curve. Per penetrare il tempo passato, la coscienza deve muoversi in curve partendo dalla pineale”. Non riuscivo a comprendere il nesso fra il fenomeno del Tempo e l’utilizzo della ghiandola pineale o “Terzo Occhio” e ho quindi messo da parte questi concetti per una futura comprensione. Ora mentre approfondivo i concetti di Spazio e di Tempo ho trovato la soluzione a questo mistero sopratutto grazie a quanto contenuto in questo PDF “viaggio interdimensionale”proveniente dai RA Materials. La chiave per i viaggi dimensionali nel Tempo e nello Spazio è la capacità di una entità di riuscire a spostare la propria coscienza dallo Spazio-Tempo al suo corrispettivo Tempo-Spazio.

Se nel Tempo-Spazio il Tempo è infinito e lo Spazio è zero, visto che come dice il “LIBRO NERO”:” La luce risulta dal movimento delle particelle cogitative nel processo con il quale perdono parte della loro originale energia informativa. Come conseguenza si creano la dimensione del tempo e dello spazio, che sono naturalmente inseparabili (se non c’è movimento il tempo praticamente non esiste, in quanto un’istante equivale ad un’eternità. E dato che l’intensità dell’informazione è la stessa ovunque cioè indipendentemente da dove noi siamo, riceviamo la stessa informazione infinita. E anche lo spazio non esiste (Ndr È uguale a zero). In uno “Spazio Zero” e “Tempo Infinito” possiamo spostarci istantaneamente in qualsiasi punto della Creazione (Campo di Informazione), ritornando poi nel corrispondente Spazio-Tempo senza che sia trascorso apparentemente alcun Tempo, questo principio vale anche per lo spostamento Dimensionale e Temporale.

Quale è il meccanismo che permette questo tipo di spostamenti?.

Ra ci dice che ci sono due tipi di tecnologie disponibili per chi è in grado di utilizzarle, una è “L’Effetto Fionda” dove un oggetto che riesca a superare la velocità della Luce compiendo un cambiamento di direzione all’interno di una porzione di un Ipercubo, si sposta automaticamente dallo Spazio-Tempo al Tempo-Spazio e (ritengo) che compiendo la manovra opposta ritorni nello Spazio-Tempo nel punto spaziale in cui desidera trovarsi.

Il secondo metodo che Ra indica come il più in armonia con le Leggi Universali è l’Evoluzione Spirituale che consente a chi la ricerca di percepire l’intera Creazione come una cosa sola, una Unità (Oneness), il Senso di Unità prerequisito all’esperienza acquisita con il Servizio e con la Meditazione unito alla Conoscenza del Sè, al Rafforzamento della Volontà e alle Discipline della Personalità, consente di spostare sé stessi nel Tempo-Spazio e nello Spazio-Tempo soltanto con la facoltà del Pensiero utilizzando come veicoli costrutti di pensiero-forma. Metafisicamente è il centro energetico del Terzo Occhio (sesto Chakra) tramite il Raggio Indaco che compie questa funzione, esso è anche detto il “Modellatore Della Forma” perché appunto ha la capacità di plasmare in forma i vari corpi dimensionali luminosi che un’entità possiede, spostando la stessa dal continuum di Spazio-Tempo al corrispondente Tempo-Spazio e viceversa. Così Thoth attraverso l’attivazione del “Terzo Occhio” e alle Pratiche Misteriche Atlantidee è in grado di proiettare la coscienza fuori dal corpo in quello stato adimensionale e atemporale descritto anche come la penetrazione del “Campo Unificato d’Informazione” e da qui spostarsi visitando Tempi, Spazi e Dimensioni simultanee.

TEMPO E PENSIEROQuanto scritto sopra è la più coerente spiegazione ai fenomeni di bilocazione o teletrasporto di oggetti e persone attribuiti a Gustavo Rol, al Sai Baba, a molti Yogi indù ed a mistici cristiani e tibetani. Quando coscientemente o incoscientemente si riesce a penetrare il Raggio Indaco attraverso l’attivazione della Ghiandola Pineale tali facoltà sono disponibili, per questo motivo molte tradizioni esoteriche, tra cui quella misterica Egizia, hanno come priorità per l’Iniziato l’attivazione della Pineale.

Per approfondire questi concetti vi rimando ai due Pdf: “TAVOLA X” e “viaggio interdimensionale”.

SIMULTANEITÀ

RA MATERIALS:

INTERVISTATORE: Credo allora di avere un concetto errato del complesso mente/corpo/spirito che, per esempio, io rappresento qui in questa densità rispetto al mio sé superiore. Ciò probabilmente deriva dal mio concetto di spazio e di tempo. Sto cercando di decifrare questo dilemma. Il modo in cui vedo la cosa ora è che io esisto contemporaneamente in due differenti luoghi, qui e nel mezzo della sesta densità. È corretto?

RA: Sono Ra. Tu esisti simultaneamente a tutti i livelli. È specificamente corretto che il tuo sé superiore sei tu nel mezzo della sesta densità e, secondo il tuo modo di misurare ciò che conosci come tempo, il tuo sé superiore è il tuo sé nel tuo futuro….

…INTERVISTATORE: Il fatto che il sé superiore di un individuo stia manipolando (per raggiungere qualche obiettivo vorrei dire) il complesso mente/corpo/spirito che è il suo analogo per farlo muovere attraverso le densità più basse allo scopo di fargli fare esperienza e finalmente trasferirlo o amalgamarlo a metà della sesta densità con il sé superiore, potrebbe tutto ciò essere una buona analogia per questa situazione?

RA: Sono Ra. Non è corretto. Il sé superiore non manipola i suoi sé passati. Esso protegge quando possibile e guida quando richiesto, ma la forza del libero arbitrio è sovrana. Le apparenti contraddizioni fra determinismo e libero arbitrio saranno superate qualora venga accettato che esiste una cosa come la vera simultaneità. Il sé superiore è il risultato finale di tutto lo sviluppo sperimentato dal complesso mente/corpo/spirito fino a quel punto.

INTERVISTATORE: Allora ciò che stiamo esaminando è un lungo percorso di esperienza attraverso le densità fino a metà della sesta; questo percorso è una funzione totalmente legata al libero arbitrio e si conclude nella consapevolezza del sé superiore a metà sesta densità; fino ad allora il tempo è un’illusione e (nella metà di sesta densità Ndr) vi è qualcosa di simile ad una unificazione di tempo e spazio o uno sradicamento di ciò che noi riteniamo essere il tempo. Allora, tutto di questa esperienza che si conclude nel sé superiore, la causa dell’evoluzione attraverso le densità, tutto esisterà finché l’evoluzione avrà luogo. È tutto simultaneo. È corretto?

RA: Sono Ra. Ci tratteniamo dal parlare di ‘correttezza’, perché conosciamo l’immensa difficoltà di assorbire i concetti di esistenza metafisica. Nel Tempo/Spazio, che è precisamente come molta parte del vostro sé nello spazio/tempo, tutti i tempi sono simultanei così come, nella vostra geografia, le vostre città e villaggi funzionano, si muovono e vivono tutti con entità che si occupano del proprio lavoro, tutti in una volta. Così è nel tempo/spazio con il sé.

CONSIDERAZIONI FINALI

Quanto scritto sopra a riguardo dello Spazio e del Tempo sono speculazioni che vanno viste da una prospettiva più alta del livello in cui ora ci troviamo. Infatti nella Terza Dimensione esistono sia il Tempo che lo Spazio e la percezione è che il Tempo sia lineare, si muova soltanto in linea retta (e in una sola direzione, in avanti…) ed è sperimentato come passato, presente e futuro. Le Percezioni multidimensionali di Tempo e Spazio sono caratteristiche delle dimensioni dalla Quarta alla metà della Sesta, solo quando evolveremo in Quarta Dimensione le prospettive di viaggio super-luminare potranno concretizzarsi, sono rare eccezioni i casi di qualche tipo di esperienza extracorporea possibile tramite la pratica di discipline spirituali. È comunque utile che si conoscano le dinamiche dello Spazio e del Tempo onde evitare false credenze dovute ad errati insegnamenti.

RA conferma queste mie osservazioni in questo estratto dai “Materials”:

INTERVISTATORE: Grazie. Prima che comunicassimo con voi, la Confederazione ha asserito che in realtà non c’è passato o futuro… che tutto è presente. Questa analogia è corretta?

RA: Sono Ra. Nella terza densità, c’è passato, presente, futuro. In una panoramica più elevata, come può avere un’entità rimossa dallo spazio/tempo continuum, nel ciclo della completezza esiste solo il presente. Noi stessi, cerchiamo di assimilare questa comprensione. Al settimo livello o dimensione, diventeremo, se i nostri sforzi saranno sufficienti, uno con tutto, non avendo più memoria, identità, passato o futuro, ma esistendo nella totalità.”

Tratto da: Le Dimensioni

PENSIERO TEMPO E ESPERIENZA

TEMPO E PENSIERO…In tutto il mondo l’uomo è preso dagli stessi problemi quotidiani di noi, così quando ci analizziamo non siamo affatto esseri nevrotici poiché non vi è alcuna differenza tra l’individuo e la collettività. E questo è un fatto reale. Noi plasmiamo il mondo a nostra immagine. Non perdiamoci dunque in questa battaglia tra la parte e il tutto.

Bisogna che io diventi consapevole di tutto il campo del mio io, che è la consapevolezza dell’individuo e della società. È solamente allora, quando la mente va al di là di questa consapevolezza individuale e sociale, che posso diventare per me stesso una luce che non si spegnerà mai.

Allora da dove cominceremo a comprenderci? Io sono qua, e come devo fare per studiarmi, osservarmi, vedere quello che realmente succede dentro di me? Posso osservare me stesso solo in una relazione poiché tutta la vita è relazione. Non serve a niente sedersi in un angolo a meditare su me stesso. Non posso esistere da solo. Esisto solamente in rapporto con la gente, con le cose e le idee, e nello studio del mio rapporto con le cose esterne e le persone, così come con le cose interiori, comincio a comprendermi. Qualsiasi altra forma di comprensione è solamente un’astrazione e non posso studiarmi in astratto; non sono una entità astratta; quindi devo studiarmi come fatto reale come sono, non come vorrei essere.

La comprensione non è un processo intellettuale. Accumulare conoscenza su voi stessi e imparare su voi stessi sono due cose differenti, poiché la conoscenza che accumulate su voi stessi appartiene sempre al passato e una mente che sia oppressa dal passato è una mente che soffre.

…nel campo psicologico imparare è sempre Presente e la conoscenza è Passato …Non c’è sensibilità se esiste un’idea, che sia del Passato, che domini il Presente.

…Quando condanniamo o giustifichiamo non possiamo vedere chiaramente, e neanche lo possiamo quando le nostre menti ciarlano senza fine; allora noi non osserviamo ciò che è; guardiamo solamente le proiezioni di noi stessi che abbiamo creato. Ciascuno di noi ha una immagine di quello che crediamo di essere o di quello che dovremmo essere, e quella immagine, quel ritratto, ci impedisce nel modo più assoluto di vedere come realmente siamo.

…Dunque noi formuliamo un concetto di Dio a seconda della nostra educazione, delle nostre esperienze passate, delle nostre avversioni, di quello che ci piace o non ci piace, delle nostre speranze e paure. Ovviamente dunque, fino a quando non comprendiamo il meccanismo del nostro stesso pensiero, i meri concetti di Dio non hanno nessun valore, non è così? Perché il pensiero può proiettare quello che vuole. Può creare e negare Dio. Ognuno di noi può inventare o distruggere Dio in base alle proprie inclinazioni, ai propri piaceri e dolori. Quindi, fintanto che il pensiero rimane attivo, inventando, formulando, non potremo mai scoprire ciò che è al di là del tempo. Dio, o il reale, può essere scoperto solo quando il pensiero giunge alla fine. …Il pensiero può creare Dio e fare esperienza di ciò che esso stesso ha creato. Ma certamente questa non è vera esperienza. Il pensiero sta sperimentando soltanto la propria proiezione, dunque non è reale.

Per capire quello che è al di là del tempo il pensiero deve porre fine alle proprie invenzioni. Il pensiero non può esistere senza le parole, i simboli, le immagini. Soltanto quando la mente è quieta, affrancata dalle sue stesse creazioni, vi è una possibilità di scoprire ciò che è reale.

Per avere esperienza, per capire ciò che è al di là del tempo, dobbiamo ovviamente capire il processo del tempo. La mente è il risultato del tempo, è basata sui ricordi di ieri. Ed è possibile liberarsi da quella moltiplicazione di ieri che costituisce il processo del tempo?

Questo è certamente un problema molto serio; non è questione di credere o non credere. Il credere o non credere sono processi dell’ignoranza, mentre la comprensione della qualità vincolante del tempo nel pensiero porta a quella libertà soltanto nella quale la scoperta è possibile.

Quello che è quindi importante non è credere o non credere, ma comprendere il processo della mente. E la mente, è il pensiero che crea il tempo. Il pensiero è tempo, e qualsiasi cosa progettata dal pensiero deve appartenere al tempo; per tale ragione il pensiero non ha alcuna possibilità di andare oltre se stesso. Per scoprire quello che è al di là del tempo il pensiero deve giungere alla fine, e questa è una cosa estremamente difficile perché la fine del pensiero non giunge attraverso una disciplina, né attraverso il controllo, o il diniego, o la repressione. Il pensiero finisce solo quando comprendiamo l’intero processo del pensare, e per comprenderlo è necessaria la conoscenza di sé. Il pensiero è il sé, è la parola che identifica se stesso come il ‘me`, e qualunque sia il livello, basso o alto, in cui è posto il sé, si troverà sempre nell’ambito del pensiero.

Per trovare Dio, ciò che è oltre il tempo, dobbiamo comprendere il meccanismo del pensiero – vale a dire, il processo di se stessi. Il sé e molto complesso; non si trova a un livello qualunque, ma è costituito da molti pensieri, molte entità, ognuna in contraddizione con le altre. E necessaria una costante consapevolezza di tutto, una consapevolezza senza scelta, né condanna o paragoni; ciò significa che vi deve essere la capacità di vedere le cose così come sono, senza distorcerle o interpretarle. Nel momento in cui giudichiamo o traduciamo ciò che abbiamo visto, lo distorciamo in base alla nostre esperienze precedenti.

al contrario, nell’isolamento non può esistere nulla. Esistere è porsi in relazione; è soltanto nelle relazioni che possiamo spontaneamente scoprire noi stessi così come siamo.

Può il pensare portare all’esperienza di ciò che è inconoscibile?

Dio è qualcosa di cui non si può parlare, che non può essere tradotto in parole, perché deve rimanere per sempre il non conosciuto. Nel momento in cui il processo di riconoscimento ha inizio, siete ritornati nell’ambito della memoria. …Diciamo, per esempio, che voi avete un’esperienza momentanea di qualcosa di straordinario. In quel preciso istante non vi è nessuno che pensa: “Devo ricordarmi di questo”, vi è soltanto lo stato in cui si sperimenta. Ma non appena quel momento passa, il processo di riconoscimento si manifesta. Vi prego di seguirmi. La mente dice: “Ho avuto un’esperienza meravigliosa e vorrei che si ripetesse”, e così comincia la lotta per avere di più.

…La mente persegue ciò di cui ha avuto esperienza, ma ciò di cui ha avuto esperienza è già passato, morto, andato. Per scoprire ciò che è, la mente deve morire a ciò di cui ha avuto esperienza. …Tutto quello che possiamo fare è vedere che la mente è condizionata, e comprendere il meccanismo del nostro stesso pensare attraverso la consapevolezza di sé. Devo conoscere me stesso non come mi piacerebbe essere idealmente, ma come sono realmente, per quanto brutto o bello, per quanto geloso, invidioso, avido. Ma è molto difficile vedere quello che siamo senza provare il desiderio di cambiario, e lo stesso desiderio di cambiamento è un’altra forma di condizionamento.

La Verità È Una Terra Senza Sentieri. L’uomo non la può raggiungere attraverso alcuna organizzazione, alcun credo, alcun dogma, prete o rito; né tramite alcuna conoscenza filosofica o tecnica psicologica. Deve trovarla tramite lo specchio della relazione, tramite la comprensione dei contenuti della propria mente, attraverso l’osservazione e non con l’analisi intellettuale o una dissezione introspettiva.

Il pensiero è tempo; il pensiero nasce dall’esperienza e dalla conoscenza, che sono inseparabili dal tempo e dal passato. Il tempo è il nemico psicologico dell’uomo. Le nostre azioni si basano sulla conoscenza e quindi sul tempo, perciò l’uomo è sempre schiavo del passato. Il pensiero sarà sempre limitato e per questo viviamo in conflitto e lotta costanti. Non esiste l’evoluzione psicologica.

Quando l’uomo diventa consapevole del movimento dei propri pensieri, vede la divisione fra pensatore e pensiero, fra osservatore e osservato, fra colui che sperimenta e l’esperienza. Scopre che questa divisione è un’illusione. Solo allora c’è pura osservazione, che è insight senza alcuna ombra del passato o del tempo. Questo insight senza tempo produce una profonda e radicale mutazione nella mente. La negazione totale è l’essenza del positivo. Quando c’è la negazione di tutto quello che il pensiero ha generato psicologicamente, solo allora c’è amore, che è compassione e intelligenza.

Se voi ascoltate con calma, senza preoccuparvi di dire a chi vi parla che ha ragione o torto, senza dire a voi stessi: «Ormai mi sono impegnato, ho promesso di non smettere; io sono questo o quell’altro»; se ascoltate quello che viene detto senza opporre resistenza, allora comincerete a scoprire voi stessi. E la vostra mente, in questo movimento di scoperta, diverrà quieta.

Fonte: Jiddu Krishnamurti Link: MPARARE SU NOI STESSI

U. G. KRISHNAMURTI

TEMPO E PENSIEROC’è una sensazione in te e poi affermi che sei depresso o infelice, gioioso, bramoso, invidioso. Quest’etichetta crea l’entità fittizia che sta traducendo la sensazione. Quello che nomini “io” non è altro che la parola “borsetta rossa”, “panchina”,” lampadina”, “arrabbiato”, “felice”, ecc. Stai mettendo le cellule cerebrali a dura prova in un’attività inutile e continua, tale da distruggere l’energia che è a disposizione. Quest’attività ti esaurisce.

Questo modo di etichettare è necessario se devi comunicare con qualcuno o con te stesso. Tuttavia tu comunichi con te stesso tutto il tempo. Perché mai? La sola differenza tra te e la persona che parla da sola ad alta voce è che non parli a voce alta. Non appena cominci a parlare a voce alta, ecco che arriva lo psichiatra. Il fatto che sei in uno stato estatico o in un incredibile silenzio, significa che ne sei cosciente. Devi conoscere un oggetto per poterlo sperimentare. Questa conoscenza non è nulla di meraviglioso o di metafisico: “panchina”,” borsetta rossa” è la conoscenza che è stata introdotta in te da qualcun altro, che a sua volta l’ ha saputo da un altro. Non è la tua conoscenza.

Puoi forse sperimentare una cosa tanto semplice come la panchina davanti a te? No, tu sperimenti solo la conoscenza che hai dell’oggetto.

Tu pensi i pensieri della società, provi i sentimenti della società e sperimenti le esperienze della società. Non esiste un’esperienza nuova.

Dunque tutto quello che un uomo ha pensato o provato deve uscire dal tuo sistema. Tuttavia tu sei il prodotto di quella conoscenza – è tutto quello che sei. Cos’è il pensiero? Tu non lo sai affatto; tutto quello che sai è quello che ti hanno raccontato. Che cosa ne puoi fare? Controllarlo, plasmarlo, frenarlo? Stai cercando tutto il tempo di farne qualcosa, perché qualcuno ti ha detto che devi cambiare questo o quello, mantenere i pensieri buoni ed eliminare quelli cattivi. I pensieri sono pensieri; non sono né buoni né cattivi. Finché vorrai fare qualcosa con quel materiale, stai pensando. Volere e pensare non sono cose differenti. Voler capire significa che c’è un movimento di pensiero: stai aggiungendo slancio a quel movimento e gli dai continuità.

I sensi funzionano in modo innaturale in te perché li usi per ottenere qualcosa. Perché ottenere qualcosa? Soltanto perché vuoi dar continuità al tuo “io”. Tu proteggi quella continuità. Il pensiero è un meccanismo di protezione: protegge l’ “io” a spese di qualcosa o di qualcun altro. Qualunque cosa nasca dal pensiero è distruttiva: alla fine distruggerà te e la tua specie.

E’ il meccanismo ripetitivo del pensiero che ti sfinisce.

Se tu potessi restare non fosse che un secondo, in uno stato di consapevolezza, una volta nella vita, la continuità sarebbe sradicata, l’illusione della struttura pensante, l’ “io crollerebbe e tutto cadrebbe nel proprio ritmo naturale. In quello stato non sai che cosa stai osservando – questa è consapevolezza. Se riconosci quello che osservi, ecco di nuovo che sperimenti quello che sai.

Questo stato non t’interessa: tu sei solo interessato alla continuità. Vuoi continuare, forse a un livello diverso e funzionare in altre dimensioni, ma devi pur continuare in qualche modo. Non lo prenderesti nemmeno con una pertica. Questo liquiderebbe quello che chiami “io” tutto quanto, il superiore, l’inferiore, l’anima, l’atman, il conscio e il subconscio, tutto quanto. Arrivi a un certo punto e dici: “Ho bisogno di tempo” ed ecco la sadhana (pratica religiosa) e poi dici anche “Domani capirò “. La struttura è nata dal tempo e funziona nel tempo, ma non finisce per mezzo del tempo. Se non capisci ora, non capirai domani. Cosa c’è da capire? Non puoi capire quello che sto dicendo. E’ un esercizio futile da parte tua, paragonare il mio modo di funzionare con il tuo. Non posso comunicarlo, non è necessario e tanto meno un dialogo. Quando l’“io” non c’è, quando la domanda non c’è, quello che rimane è la comprensione. Sei finito. Te ne vai. Non andrai più da nessuno che descriva il suo stato o a far domande sulla comprensione.

Fonte: U. G. KRISHNAMURTI

TEMPO E PAURA

…Voi affermate che scoprendo la causa che genera la paura, potrete liberarvene. Ma è proprio così? Non è scoprendone e conoscendone la causa che eliminerete la paura. Non potete sbarazzarvi della paura senza capire la natura del tempo, senza rendervi conto, cioè, della natura del pensiero e della parola.

A questo punto sorge la domanda: può esserci un pensiero senza che ci sia la parola? Si può pensare senza ricorrere alle parole, che sono memoria? Signori, se non capite la natura della mente, se non vedete come si muove, se non vi interessa conoscere voi stessi, dire che dovete essere liberi dalla paura ha ben poco significato. La paura fa parte di quel contesto che è l’intera struttura della mente…

… La mia opinione, la mia idea, la mia esperienza, la mia conoscenza a proposito di un fatto creano la paura. Prende consistenza un processo di verbalizzazione nel quale viene dato un nome al fatto, che viene identificato e giudicato. Ma finché il pensiero porta avanti questo processo, assumendosi il ruolo di un osservatore che giudica il fatto, è inevitabile che ci sia paura. Il pensiero proviene dal passato; per esistere ha bisogno di simboli, di immagini, di un processo di verbalizzazione. Finché è il pensiero che guarda il fatto e lo interpreta, ci sarà inevitabilmente paura

…Se cercate un modo, un metodo, un sistema per liberarvi dalla paura, continuerete a rimanerne prigionieri. Mentre, se capite che cos’è la paura – e questo è possibile solo quando ne venite in diretto contatto, come venite in contatto con la fame o col timore di perdere il vostro lavoro – allora fate qualcosa. E scoprirete che la paura se ne va. Tutta la paura, non solo qualche suo aspetto particolare…

Ora, sappiamo che cos’è la paura? Non consiste forse nell’incapacità di accettare quello che è? Dobbiamo capire in che modo stiamo usando la parola “accettare”. Questa parola nel modo in cui la sto usando non implica alcuno sforzo, la percezione di quello che è non implica affatto accettazione. Quando non vedo con chiarezza quello che è, allora si pone la questione di accettare qualcosa.

Così la paura è incapacità di accettare quello che è. Tempo significa spostarsi da quello che è per andare verso quello che dovrebbe essere. Ora ho paura, ma un giorno non ne avrò più. Questo significa che per liberarmi dalla paura ho bisogno di tempo. O almeno, siamo convinti che sia così. Ci vuole tempo per modificare quello che è in quello che dovrebbe essere. E questo tempo implica anche uno sforzo per superare l’intervallo tra quello che è e quello che dovrebbe essere.

La paura è qualcosa che non mi piace e quindi farò uno sforzo per comprenderla, per analizzarla, per sezionarla; cercherò di scoprirne la causa, oppure farò di tutto per evitarla. Tutto questo comporta uno sforzo, che noi ormai siamo abituati a fare. Viviamo costantemente nel conflitto tra quello che è, e quello che dovrebbe essere. Quello che dovrei essere è un’idea e un’idea è immaginazione, non è il fatto, non è quello che sono. E quello che sono può essere cambiato solo quando capisco il disordine creato dal tempo. Allora, è possibile che mi liberi completamente dalla paura, all’istante?

Se consento alla paura di continuare, creerò altro disordine; perché è evidente che il tempo estende il disordine e non é certo un mezzo per liberarci definitivamente dalla paura. Non esiste un processo graduale che consenta di togliere di mezzo la paura, così come non esiste un processo graduale che consenta di sbarazzarci del veleno del nazionalismo. Se siete nazionalisti e tuttavia affermate che col tempo si affermerà la fratellanza tra gli uomini, state accettando che ora ci siano guerre, odio, infelicità e quelle divisioni spaventose che separano gli esseri umani. Quindi il tempo crea continuamente disordine.”

Jiddu Krishnamurti “Di Cosa Hai Paura” (LINK)

LA STORIA DI LILA

Tratto Dalle “storie Dello Yoga Vasistha”

Vasistha continuò: “O Rama, proprio come considerata nello stato di veglia non c’è materialità negli oggetti visti in sogno, sebbene sembrino concreti nel sogno stesso, questo mondo appare materiale ma in realtà è Pura Coscienza. In un miraggio l’acqua non è mai esistita, così non c’è un mondo reale ma solo Pura Coscienza.

Per rendere chiaro tutto questo, o Rama, ti narrerò ora la storia di Lila. Ti prego, ascolta attentamente.

Ci fu un tempo, o Rama, in cui sulla terra c’era un re chiamato Padma. Era perfetto sotto ogni aspetto e con la sua natura e la sua condotta incrementò la gloria della sua dinastia.

I santi ricorrevano a lui come gli dei ricorrono al cielo. Era la dimora della virtù. Faceva tremare i suoi nemici sul campo di battaglia come un vento furioso fa tremare un rampicante. Era erudito e maestro nelle arti. Per lui non c”era nulla di impossibile da raggiungere, come non esiste l’impossibilità per il Signore Narayana.

Questo re aveva una moglie che si chiamava Lila, molto dotata e molto bella. Sembrava la dea Lakshmi, la consorte di Narayana. incarnata sulla terra. Parlava dolcemente, la sua andatura era lenta e graziosa, il suo sorriso irradiava la fresca delizia della luna. Era dolce come il miele, le sue braccia erano tenere e delicate, il suo corpo era puro e chiaro come le acque del santo fiume Gange. Come il contatto del Gange fa sorgere la beatitudine, così era il toccare lei.

Ella era totalmente devota a suo marito Padma e sapeva come servirlo e compiacerlo. Il re Padma e la regina Lila vissero una vita ideale e retta, gioirono la loro vita in ogni modo possibile. Erano giovanili come gli dei e il loro amore reciproco era puro ed intenso, senza ipocrisia o artificiosità.

Un giorno la regina lila pensò: ‘Il re più bello, mio marito, mi è più caro della mia stessa vita.

Che cosa potrei fare affinché io e lui possiamo vivere per sempre, gioendo i piaceri della vita?

Intraprenderò immediatamente le austerità che i santi mi suggeriranno per poter realizzare la mia ambizione.”

Cercò quindi il consiglio dei santi che le dissero: ‘O regina, austerità (tapas), ripetizione di mantra e una vita disciplinata, sicuramente ti concederanno tutto quello che è possibile conseguire in questo mondo, ma l’immortalità fisica non è possibile.’

La regina ponderò su questo consiglio e decise: ‘Se devo morire prima di mio marito, allora devo conseguire la conoscenza del Sé ed essere libera dal dolore. Ma se egli deve lasciarmi per primo, allora cercherò di ottenere in dono, dagli dei, che la sua anima non abbandoni il nostro palazzo. Sarò felice di vivere in esso, sapendo che egli è sempre con me.’

Così decisa, Lila cominciò a propiziare la dea Saraswati, senza nemmeno discutere il suo progetto con il marito. Mangiava una volta ogni tre notti, dopo aver devotamente adorato il Signore, i santi, il precettore, gli eruditi e i saggi. Era supremamente convinta che la sua austerità si sarebbe dimostrata fruttuosa e questa convinzione rafforzò grandemente la sua applicazione alla penitenza intrapresa. Sebbene non avesse rivelato la sua intenzione al re, non lasciò che il servizio al marito soffrisse minimamente a causa di questo. Dopo cento di queste adorazioni notturne. la dea Saraswati le apparve e le concesse ciò che voleva.

Lila pregò: ‘O Madre Divina, concedimi due doni: che mio marito quando lascerà questo corpo rimanga nel palazzo e che io possa vederti ogni volta che ti invoco”

Saraswati concesse questi due doni e scomparve. Il tempo inesorabilmente passò. Il re Padma, mortalmente ferito sul campo di battaglia, mori nel palazzo. La regina Lila era inconsolabile per l’angoscia. Allora l’eterea voce di Saraswati le parlò: ‘Figlia mia, copri il corpo del re con fiori ed esso non avrà decadimento; egli non lascerà il palazzo.

Lila obbedì. Tuttavia non era soddisfatta e si sentiva come un ricco truffato e ridotto a vivere una vita di povertà. Invocò la dea Saraswati che le apparve e le disse: ‘Figlia mia, perché ti angosci? Il dolore, come l’acqua del miraggio è un’ illusione.’

Lila le chiese: ‘Ti prego, dimmi dov’è mio marito!’

Saraswati rispose: ‘O Lila, ci sono tre tipi di spazio: lo spazio mentale, lo spazio fisico e lo spazio infinito della Coscienza. Di questi, il più sottile è lo spazio infinito della Coscienza. Per mezzo di un’intensa meditazione su di esso, puoi vedere e sperimentare la presenza di colui (come tuo marito), il cui corpo è quell’infinito spazio, anche se qui non lo puoi vedere.

Se abbandoni tutti i pensieri, otterrai qui ed ora la realizzazione dell’Unità con tutto. Normalmente, soltanto colui che ha realizzato la suprema non-esistenza dell’universo può sperimentare questo, ma tu lo potrai per la mia grazia.”

Vasistha continuò: “Lila cominciò a meditare. Immediatamente entrò nel più alto stato di coscienza libero da ogni distrazione: era nello spazio infinito della Coscienza. Là vide ancora una volta il re circondato da molti altri re che lo adoravano, saggi e uomini che cantavano i Veda, donne e numerose armate. Li vide, ma essi non videro lei, poiché le proprie forme-pensiero sono visibili soltanto a se stessi e non agli altri. Ella vide che il re aveva un corpo giovane e nella sua corte scorse molti membri della corte del re Padma.

Si meravigliò: “Ma sono anche’ essi tutti morti “ Ancora, per la grazia della dea Saraswati ritornò al suo palazzo, dove vide i suoi attendenti addormentati. Li svegliò e ordinò loro di radunare immediatamente i membri della corte reale. Dei messaggeri furono rapidamente inviati a chiamare tutti e molto presto la corte del re Padma brulicava di ministri, saggi, parenti ed amici; vedendoli tutti presenti, Lila si rallegrò, ma ne rimase perplessa.

Pensò: ‘Che strano, queste persone sembrano esistere in due luoghi allo stesso tempo: nella regione che vidi in meditazione e qui, davanti a me. Ma quale di queste è reale e qual è il riflesso? Devo scoprirlo.” Adorò Saraswati e la vide seduta davanti a sé.

Lila chiese: “Abbi compassione, o dea, e dimmi: Quello su cui questo mondo è riflesso è estremamente puro e indiviso e non è oggetto di conoscenza. Questo mondo esiste sia all”interno di Esso come suo riflesso che all’esterno come materia solida. Qual è reale e qual è il riflesso?’

Saraswati le chiese: ‘Dimmi, prima, cosa consideri reale e cosa irreale?’

Lila rispose: ‘Considero reale che io sono qui e che tu sei davanti a me. Considero irreale la regione in cui si trova mio marito ora:

Saraswati disse: ‘Come può essere che l’irreale sia l’effetto del reale? L’effetto è la causa, non esiste una differenza essenziale.

Qual era la causa materiale della nascita di tuo marito? Soltanto effetti materiali vengono prodotti da cause materiali. lo vedo tutto questo come l’illusorio ed irreale effetto della immaginazione.

Ti narrerò una storia che illustra la natura di sogno di questa creazione.

Nella Pura Coscienza, in un angolo della mente del Creatore, c’era un tempio in rovina, coperto da una volta blu. Come stanze aveva i quattordici mondi, le tre divisioni dello spazio erano dei fori in esso, Il Sole era la luce.

C’erano in esso dei piccoli formicai, le città; piccoli mucchi di terra, le montagne: e piccoli stagni d’acqua: gli oceani; questa è la creazione. In un piccolissimo angolo viveva un santo con sua moglie e i figli. Era pieno di salute e libero dalla paura. Eseguiva i suoi doveri religiosi e sociali.

Saraswati continuò: “Quel santo era conosciuto come Vasistha e sua moglie era Arundati, ma non erano il Vasistha e l’Arundati di leggendaria fama.

Un giorno in cui quel santo era seduto sulla cima di una collina. vide a valle una colorata processione con un re che cavalcava uno statuario elefante seguito da una armata e da altre coreografie reali.

Guardando questo, nel cuore del santo sorse un desiderio: ‘In effetti la vita di un re è ricca e piena di delizie e gloria. Quando cavalcherò un elefante reale come quello e sarò seguito da una simile armata?’ Qualche tempo dopo il santo diventò vecchio e la morte lo colse. Sua moglie che gli era altamente devota mi pregò e mi chiese lo stesso dono che hai chiesto tu: che lo spirito di suo marito non abbandonasse la sua casa. Concessi quel dono.

Sebbene quel santo fosse un essere etereo, a causa del potere del suo costante desiderio durante la vita precedente, egli divenne un potente re e governò su un grande impero che sembrava il cielo sulla terra. Era temuto dai nemici; era in effetti un cupido per le donne; era stabile e fermo contro le tentazioni come una montagna. Rifletteva tutte le scritture all‘interno di se stesso come uno specchio. Era l’albero che realizza i desideri per tutti coloro che ne avevano bisogno ed era il luogo di riposo per i santi. Era invero la luna piena della rettitudine. Anche Arundati aveva abbandonato il suo corpo ed aveva conseguito l’unione con il marito.

Sono otto giorni da quando ciò è accaduto. Lila, egli è lo stesso re che è ora tuo marito e tu sei la stessa Arundati che era sua moglie.

A causa dell’ ignoranza e dell’illusione tutto questo sembra avvenire nella Coscienza Infinita.

Tu puoi considerarlo vero o falso.”

Lila chiese: ‘o Dea, tutto mi sembra così strano ed incredibile. È come dire che un enorme elefante è ristretto nel centro di un granello di sesamo o che in un atomo una zanzara combatte con un leone o che c’è una montagna in uno stelo di loto.’

Saraswati disse: “Mia cara, io non dico falsità, ma bensì la verità. Suona incredibile, ma questo regno appare soltanto nella capanna del santo a causa del suo desiderio di un regno. La memoria del passato è nascosta e voi due siete sorti ancora.

La morte non è altro che il risveglio da un sogno. La nascita che sorge da un desiderio non è più reale del desiderio stesso, come onde in un miraggio! Ha la sua qualità.”

Saraswati continuò: ‘Lila. la tua casa, tu, io e tutto questo è Pura Coscienza, null’altro. La tua casa era essa stessa nella casa del santo Vasistha. Nello spazio della sua anima esistevano i fiumi. le montagne e così via. Persino dopo “la creazione” di tutto questo, nella casa del santo, essa rimase com’era prima. Invero. in ogni atomo ci sono mondi all’interno di mondi.”

Lila chiese: ‘O Dea, Hai Detto Che Sono Passati Soltanto Otto Giorni Da Quando Il Santo È Morto E Tuttavia Mio Marito Ed Io Abbiamo Vissuto Così A Lungo. Come puoi riconciliare questa discrepanza?’

Saraswati rispose: “O Lila, Proprio Come Lo Spazio Non Ha Un’ Estensione Fissa, Nemmeno Il Tempo Ha Una Durata Fissa. Proprio Come Il Mondo E La Sua Creazione Sono Semplici Apparizioni, Un Momento Ed Un’epoca Sono Anch’essi Immaginari, Non Reali. Nel battito di una ciglia il Jiva dell’esperienza e della morte, dimentica quello che è accaduto prima di ciò e nella Coscienza Infinita, pensa: io sono questo, ecc., io sono suo figlio, io ho questa età, ecc.

Non c’è essenziale differenza tra le esperienze di questo mondo e quelle di un altro.

Tutte queste sono forme-pensiero nella Coscienza Infinita, Sono come due onde dello stesso oceano. Poiché questi mondi non furono mai creati. non cesseranno mai di essere; tale è la legge. La loro reale natura è Coscienza.

Proprio come in un sogno c’è la nascita, la morte e le relazioni, tutte in un tempo brevissimo: proprio come un amante sente che una singola notte con la sua amata è un’epoca, il Jiva pensa agli oggetti sperimentati e non sperimentati nel battito di una ciglia. E immediatamente dopo egli immagina quelle cose, cioè il mondo, come reali. Anche quelle cose che non ha sperimentato né visto si presentano di fronte a lui come in un sogno.

Questo mondo e questa creazione non sono null’altro che memoria o sogno. Distanza, misure del tempo come un momento e un’epoca, tutte queste sono allucinazioni. Questa è una sorta di conoscenza: memoria. Ce n’è un’ altra che non è basata sulla memoria della esperienza passata. Questo è l’incontro fortuito di atomi nella Coscienza che allora producono i loro propri effetti.

La liberazione è la realizzazione della totale non-esistenza dell’universo in quanto tale. Questo è diverso dal semplice negare l’esistenza dell’ego e dell’universo. Quest’ultima è soltanto conoscenza a metà. La liberazione è realizzare che tutto questo è Pura Coscienza.

Lila chiese: ‘0 Dea, senza precedente allucinazione, com’è stato possibile la creazione del santo e di sua moglie?’

Saraswati rispose: “Invero, questo è dovuto alla forma-pensiero di Brahma, il Creatore. Egli stesso non ha forme-pensiero nascoste, cioè memoria, poiché prima della creazione c’era la dissoluzione e, a quel tempo, il Creatore conseguì la liberazione. All’inizio di quest’epoca qualcuno assume il ruolo di Creatore e pensa: lo sono il nuovo Creatore.

Questa è pura coincidenza, proprio come uno vede un corvo che atterra su una palma e sembra che la noce di cocco cada a causa di ciò, sebbene questi eventi siano indipendenti l’uno dall’altro. Naturalmente, non dimenticare che persino se tutto questo sembra accadere, non c’è creazione. La forma-pensiero o esperienza soltanto è l’Unica Coscienza Infinita. Non c’è relazione di causa ed effetto. Causa ed effetto sono soltanto parole, non fatti. L’Infinita Coscienza è per sempre nell’Infinita Coscienza.”

Lila disse: ‘O Dea, le tue parole sono veramente illuminanti. Comunque, poiché non le ho mai sentite prima, la saggezza non è ben radicata. Desidero vedere la casa originale del santo Vasistha’.

Saraswati rispose: “O Lila, abbandona questa tua forma e consegui la pura intuizione spirituale, poiché soltanto Brahman può realmente vedere o realizzare Brahman. Il mio corpo è fatto di pura luce, di Pura Coscienza. Il tuo no. Con questo tuo corpo non puoi nemmeno visitare i luoghi della tua immaginazione ed allora come potrai entrare nel campo dell’immaginazione di un altro?

Ma se consegui il corpo di luce immediatamente vedrai la casa del santo. Afferma a te stessa: Abbandonerò il mio corpo qui e prenderò un corpo di luce. Con quel corpo, come il profumo dell’incenso, andrò nella casa del santo. Proprio come l’acqua si mischia con l’acqua diverrai una cosa sola con il campo della Coscienza.

Con la persistente pratica di tale meditazione persino il tuo corpo diverrà di Pura Coscienza sottile, poiché io vedo persino questo mio corpo come Coscienza.

Tu no, poiché la tua visione è limitata al mondo della materia. Tale ignoranza sorge spontaneamente, ma viene dispersa dalla saggezza e dall’indagine.

In effetti, persino tale ignoranza non esiste. Non c’è né mancanza di saggezza, né ignoranza; né schiavitù, né liberazione. C’è soltanto l’Unica Pura Coscienza.

Saraswati disse: “Cara Lila, in sogno, il corpo di sogno sembra essere reale; ma quando c’è un risveglio rispetto al sogno, la realtà di quel corpo svanisce. Allo stesso modo, il corpo fisico che è sostenuto dalla memoria e dalle tendenze latenti (vasana) viene visto essere irreale quando esse sono realizzate essere irreali. Alla fine del sogno si diventa consapevoli del corpo fisico; alla fine di queste tendenze, si diventa consapevoli del corpo etereo. Quando il sogno termina, arriva il sonno profondo; quando i semi del pensiero periscono, c’è la liberazione.

Nella liberazione i semi del pensiero non esistono: se il saggio liberato sembra vivere e pensare, è soltanto apparente, come un pezzo di stoffa bruciata che giace a terra. Questo, attraversa l’illusione comunque, non è come il sonno profondo o l’incoscienza nei quali i semi del pensiero giacciono nascosti. Per mezzo della pratica persistente (abhyasa) l’ego viene portato alla quiete. Allora dimorerai naturalmente nella tua coscienza; e l’universo percepito procederà verso il punto di scomparsa.

Che cos’è chiamato pratica? Pensare soltanto a Quello, parlare di Quello, conversare di Quello l’un con l’altro, suprema dedizione a Quello soltanto – questo è chiamato abhyasa o pratica dal saggio. Quando il proprio intelletto è saturato di bellezza e beatitudine, quando la propria visione è vasta, quando la passione per le gioie dei sensi è assente – quella è pratica spirituale. Quando si è fermamente stabiliti nella convinzione che questo universo non è mai stato creato e perciò non esiste come tale e quando pensieri come: ‘questo è mio, questo sono io’ non sorgono affatto – questa è abhyasa o pratica. È allora che l’attrazione e la repulsione non sorgono; il sopraffare l’attrazione e la repulsione con l’uso della forza di volontà è austerità non saggezza.

Link: LA STORIA DI LILA

Conclusioni

Giunto alla conclusione di questo testo mi permetto di esprimere alcune personali considerazioni su quanto ho compreso sulla natura del tempo, della memoria e del pensiero.

Aldilà della piena comprensione del fenomeno del Tempo che ritengo ancora ricco di aspetti da approfondire, posso affermare di aver afferrato almeno alcuni concetti chiave che possono, almeno nel mio caso, essere utili al processo di evoluzione.

Innanzitutto è importantissimo capire quanto sia utile vivere nel presente e non guardare continuamente al passato o proiettarsi nel futuro. Il Tempo presente è in realtà l’unico che esiste veramente. Alcune lezioni della vita non vengono pienamente comprese e quindi determinate situazioni vengono riproposte più e più volte fino a quando non sono capite. Il pericolo è che in queste situazioni si crei un ciclo che si ripete all’infinito portandoci continuamente dal presente nel passato. È necessario analizzare attentamente le circostanze che si ripetono continuamente nella nostra vita e comprendere il messaggio che vogliono rivelarci.

Allo stesso modo il rifiuto di determinate situazioni e circostanze della nostra vita possono creare il desiderio di cambiarle, proiettandoci in un futuro in cui tali circostanze scompaiono o vengono modificate in altre. È una trappola anche questa, tutto quanto ci accade ha un senso ed un proposito e bisogna affrontare queste situazioni per come sono, senza alcun giudizio, nel presente. Una volta che la lezione che volevano impartirci è compresa, tali circostanze si modificano o vengono rimosse automaticamente dalle nostre vite, senza alcuno sforzo mentale o materiale.

In questo video il dottor Nassim Haramein illustra con altri termini quello che i ricercatori spirituali chiamano legge dell’attrazione.

In questo file( Reality) sono contenuti i sottotitoli in italiano.

Ognuno è libero di agire come meglio crede ma bisogna considerare che modificando nel passato come nel presente determinate circostanze della nostra vita, che in realtà non sono altro che esperienza acquisita, probabilmente saremo costretti a ripetere tali esperienze nuovamente al fine di comprenderle.

Un altro pericolo legato all’incapacità di dominare il fenomeno del tempo è il rimanere bloccati nel conflitto fra pensiero ed azione. Spostando futuro determinati eventi si corre il rischio che il pensiero o meglio la preoccupazione riguardo ai risultati che vogliamo ottenere ingigantisca le difficoltà rendendole ostacoli insormontabili. È sufficiente una volta che si è deciso come agire, farlo e non lasciare scorrere del tempo. Pensiero è azione. Ci si accorgerà che tutto è molto più semplice di quanto si credeva.

La lezione più importante da comprendere è di accettarsi così per come si è, ogni vita è opportuna ed appropriata al proprio percorso di evoluzione così come è.

Ognuno ha un suo percorso particolare per arrivare a realizzare la consapevolezza, gli insegnamenti dei testi sacri o dei maestri possono fornire delle indicazioni utili ma comunque riguardano la loro esperienza personale. Voi potete prendere quanto ritenete utile da queste esperienze ma il vostro percorso sarà unico e particolare, forse simile al loro ma non identico.

Affrontando giorno per giorno le prove e le difficoltà che incontriamo, impariamo evolvendo. Con pazienza, un po’ di volontà e tanto amore si riesce a risolvere qualsiasi problema ed a andare avanti. Nella terza dimensione tra tanta durezza, dolore, sofferenza e amarezza si rischia di perdere la speranza e la fiducia nel prossimo. Ma bisogna ricordare che queste circostanze sono necessarie per potenziare la nostra forza di volontà e il nostro istinto di conservazione. Una volta che abbiamo superato tutte le prove accediamo alla dimensione dell’amore, della pace, della tranquillità. Intanto in questa incarnazione possiamo trovare la forza di continuare guardando dentro al nostro cuore e pensando che stiamo facendo un servizio utile a noi e a tutti gli altri noi. Ci sono tante cose che danno gioia e per cui vale la pena di continuare a vivere, sta ad ognuno di noi trovarle nella propria vita quotidiana.

Ripeto quanto scritto all’inizio di questo testo, se vi sentite in grave difficoltà chiedete aiuto, è sufficiente una preghiera. Il cielo, il sé, dio o comunque vogliate definirlo non mancheranno di compassione e in qualche modo, a volte anche inaspettato, vi porteranno soccorso.

Vi ringrazio tutti devo confessare che siete voi il motivo per cui continuo ad andare avanti, tutti insieme possiamo farcela, ho sempre la speranza nel mio cuore.

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