Lo sciamanesimo Nepalese

Lo sciamanesimo Nepalese

Lo sciamanesimo NepaleseLo sciamanesimo di Bhola Nath Banstola e Mariarosa Genitrini

«Il tuono non è più la voce di un dio furente né il fulmine è l’arma della sua vendetta.
Nessun fiume contiene uno spirito né l’albero
è il principio vitale di un uomo, i serpenti non sono
personificazione di saggezza né alcuna grotta di montagna
è dimora di grandi demoni.
Nessuna voce parla più all’uomo, oggi, venendo da pietre, piante o animali,
né l’uomo si rivolge ad essi convinto che lo possano udire».
C.G. Jung
 Il ritmo del tamburo aumenta, la stanza si riempie del fumo. dell’incenso, di voci, di canti, il corpo del JHANKRI inizia a scuotersi, a sobbalzare, il copricapo di penne di pavone si muove come se l’uccello stesse prendendo il volo, la bandoliera di campanelle, scossa dal corpo, fa da sottofondo al suono del tamburo, in un ritmo convulso, quasi disordinato, che sembra paralizzare l’aria, congelare il tempo.

Il corpo dello sciamano, luogo di convergenza di esseri soprannaturali provenienti da tutte le direzioni cosmiche, è pronto ad accogliere la divinità che, per bocca dello sciamano, parlerà, darà responsi, farà divinazioni, darà consigli, rimprovererà, consolerà, sceglierà il giorno propizio per un matrimonio, il nome giusto da dare ad un neonato.

II Jankri, lo sciamano nepalese, con la lunga gonna bianca, il copricapo di penne di pavone, il tamburo a due facce, diventa allora il centro del villaggio, l’intermediario tra il mondo visibile, fenomenico, e quello divino, al quale l’uomo «normale» non ha accesso. Compito importante dello sciamano è regolare e conservare il flusso dell’energia spirituale del villaggio, fare in modo che riti e tradizioni siano rispettati, che ci sia armonia nei rapporti interpersonali, nei rapporti con la natura, in un concetto di divinizzazione della natura stessa.

Il tamburo diventa il suo «veicolo», con il quale iniziare il viaggio estatico oltre i confini materiali per entrare nel mondo degli spiriti, per avere le risposte da riportare al richiedente, è la sua «antenna magnetica» per catalizzare l’energia, per trasformarsi da agricoltore, allevatore, a «uomo‑medicina».

II suono del tamburo focalizza l’attenzione, crea un’atmosfera di concentrazione rendendogli possibile di penetrare profondamente nello stato di trance, pur rimanendo cosciente di quanto succede.

Recenti ricerche hanno provato che il suono del tamburo riproduce la frequenza d’onda theta, associato con lo stato di sogno, immaginazione e trance. Lo sciamano è quindi, durante il viaggio, in uno stato di «lucido sogno», cosciente di quanto sta accadendo e capace di protrarre tale condizione.

Se per i profani il tamburo è solo un oggetto di legno e pelle di capra, per lo sciamano è la rappresentazione del Cielo e del mondo sotterraneo e il suono è un suono divino, il battito del cuore della Madre Terra.

La recitazione dei mantra diventa il suo linguaggio, attraverso il quale colloquiare con le divinità, è la voce degli dèi e degli spiriti. Il suono è un aspetto vitale dello sciamanesimo.

È attraverso il suono e il canto che lo sciamano esprime sia il suo potere sia i suoi intenti, ripercorre il mito della creazione e costruisce una scala musicale fra lui e le divinità.

I canti rappresentano la musica degli dèi e degli spiriti, canali di energia e di potere. Durante la cerimonia, lo sciamano intona diversi canti: il primo è costituito da preghiere volte ad allontanare dagli individui, dalla comunità influssi di spiriti negativi e delle forze del male, il secondo tipo è quello dell’invocazione che viene diretta agli spiriti e alle divinità tutelari per ottenere il sostegno, l’aiuto o il favore.

Con l’aiuto di oggetti liturgici lo sciamano si pone quindi in contatto con il mondo soprannaturale, gli spiriti diventano suoi assistenti e compagni di viaggio, i suoi interlocutori, gli dèi assumono precisi contorni, personalità definite, e un colloquio si instaura fra loro e lo sciamano.

Lo sciamanesimo è la più arcaica pratica di guarigione, la prima forma di professione del genere umano, la nostra prima religione che si può datare a 100.000 anni fa o forse più.

È un’antica pratica che utilizza stati alterati di coscienza per contattare spiriti ed entità, la cui essenza è la visione animistica della natura, dove tutto è riconosciuto come vivo, manifestazione del divino e poiché tutti gli aspetti del cosmo sono percepiti interconnessi ‑ l’universo è una reale rete di energia, vibrazioni e forme ‑ lo sciamano è riconosciuto come intermediario tra i vari piani dell’esistenza, capace di percepire e di interagire con il mondo degli spiriti, di viaggiare tra essi, consapevole della fragilità umana, dei pericoli di forze magiche che possono causare malattie, carestie o disgrazie.

Caratteristica di ogni cultura sciamanica è la visione «spirituale» della malattia, dove la manifestazione fisica, esterna, è solo la rappresentazione di un disagio interno, di una «frattura» interna. Per lo sciamano l’aspetto spirituale della guarigione è di primaria importanza, mentre medici e psicoterapeuti la ignorano. Lo sciamano va alla ricerca, durante il viaggio, di un’anima persa o rapita, con riti appropriati la restituisce, restituendo così l’energia vitale al paziente, ripristina rapporti alterati fra le persone e con l’ambiente, essendo ciò causa di malattia, spiega sogni e visioni, e sottolinea l’importanza della crescita spirituale, dell’aiuto reciproco.

È la prima disciplina spirituale o percorso che conduce alla immediata conoscenza del «sacro», è la radice dalla quale si sono sviluppate le altre discipline spirituali. Ma è una pratica ancora attuale, grazie alla sua saggezza psicologica, sociale ed ecologica che le permette di sopravvivere nella cultura tecnologica contemporanea. Lo sciamanesimo ci parla attraverso il tempo senza età e per mezzo di rituali arriva nella profondità della nostra anima, nell’essenza della spiritualità, per insegnarci ad ascoltare la voce interiore, per indicarci la strada della realizzazione.

Lo sciamano è un viaggiatore cosmico capace, in un volontario stato alterato di coscienza, e con l’aiuto del tamburo, di entrare in altre sfere dell’esistenza, per sottomettere gli spiriti della malattia, per entrare nel mondo degli antenati e degli dei, per acquisire informazioni, rivelazioni e potere per aiutare gli altri.

Lo sciamano può decidere di intraprendere il «viaggio» per differenti ragioni; per diagnosticare o trattare stati di malattia, per divinazione, per acquisire potere con l’aiuto di spiriti, animali guida o altre entità spirituali, per contattare spiriti di persone morte che non hanno ancora trovato la collocazione giusta e disturbano, per stabilire contatti con guide o insegnanti in una non ordinaria realtà, dai quali avere consigli.

In tutte queste attività, lo sciamano generalmente rimane cosciente, controlla le proprie facoltà e la volontà e non è mai vittima di possessioni.

Il viaggio sciamanico verso lo spazio cosmico avviene lungo l’axis mundi, un immaginario asse che collega, secondo la cosmologia sciamanica, i tre livelli di esistenza.

Il livello intermedio è il mondo che conosciamo, degli eventi umani. Il inondo sotterraneo può essere associato con il Regno della Morte e di spiriti pericolosi il cui protettore è Nag, il dio serpente. È lo spazio percorso dallo sciamano durante il viaggio, quando deve cercare un’anima rapita da qualche spirito e la cui perdita ha causato lo stato di malattia.

Il terzo livello è il Regno Celestiale, il regno degli dèi, della luce… fonte di ispirazione per lo sciamano e di consolazione per gli uomini.

Il viaggio sciamanico lo si può analizzare anche come un nostro personale percorso iniziatico, dove I’axis mundi, una «struttura» al di là del visibile, corrisponde ai 7 chakra, o centri di energia, che sono all’esterno del nostro corpo fisico, oltre il tempo, oltre lo spazio e l’esistenza materiale. Così come lo sciamano deve saper percorrere, durante il viaggio, l’axis mundi, così l’abilità dello yogini è di muovere l’energia, situata alla base della colonna vertebrale e rappresentata come un serpente attorcigliato, lungo il canale fino all’ultimo chakra, alla sommità del capo. Il primo chakra rappresenta quindi quello che per lo sciamano è il mondo sotterraneo, regno del dio serpente, per arrivare al Regno Celestiale, la realizzazione dell’ultimo dei 7 chakra, lo stato di estasi, di comunione con il Divino.

Secondo lo sciamanesimo, noi siamo i profeti di noi stessi, i guaritori di noi stessi, è dentro di noi che dobbiamo cercare e risvegliare il potere addormentato. Le pratiche sciamaniche, sebbene il termine shaman derivi da un termine siberiano, sono universali, e un filo conduttore unisce le differenti culture sciamaniche, tese ad un unico scopo: il raggiungimento della armonia personale e con tutto ciò che ci circonda, la realizzazione personale e l’estrinsecazione del «divino» che è dentro di noi, attraverso l’apertura di nuovi canali di comunicazione, canali che erano aperti ai nostri antenati ma che sono scomparsi con l’avanzare della civilizzazione.

Lo sciamanesimo non è esclusivamente un fenomeno di società tribali, lontane dalla nostra cultura, permeato di folclore, è invece una nostra tradizione che è stata distrutta e che dobbiamo ripristinare, è un ritorno alla nostra vera natura, è un riconnetterci con il potere delle piante, degli animali, con l’incredibile potere dell’universo, è un percorso spirituale di crescita, un viaggio fra l’ordinaria realtà e quella non‑ordinaria, il ritorno ad una visione mitologica del mondo, attraverso rituali capaci di ricollegarci alle nostre radici ancestrali.

Bhola Nath Banstola       Mariarosa Genitrini

Lo sciamanesimo Nepalese BHOLA

Lo sciamanesimo come cammino spirituale

di Bhola Nath Banstola e Mariarosa Genitrini

Un ponte fra gli uomini e gli dei: ecco la figura dello sciamano, JANKRI in nepali, che insieme ad una folla di dei, entità, streghe, fantasmi, formano il tessuto connettivale della società nepalese.
Una società in via di trasformazione per molti aspetti ma sostanzialmente radicata nei suoi rituali di magia. Il corpo dello sciamano funge da luogo d’incontro di esseri sovrannaturali provenienti da tutte le direzioni cosmiche e come luogo di convergenza per gli esseri umani di qualsiasi categoria e appartenenza sociale.

E’ parte integrante della quotidianità nepalese a lui ci si rivolge per la cura di malattie, anche di animali per trovare persone ed oggetti persi per identificare ladri e criminali, per far cessare la pioggia quando il monsone minaccia il raccolto.

Lo sciamano segue un richiamo soprannaturale, e soffre di una malattia che, per la sua particolare natura, può,essere definita “divina”.
Come lo studioso Elemire Zolla sostiene, “La malattia divina può essere lenita solo in modo rituale e curato soltanto attraverso l’iniziazione.
Il rito sciamanico rappresenta l’unica cura della malattia divina, attraverso il rito cambia di valenza, trasformandosi in uno stato di salute che è diverso dal normale star bene. In effetti, la malattia divina e la sua cura ritualizzata evocano il dramma archetipico di morte e rinascita, associato ovunque all’ingresso nella professione sciamanica guaritrice.

La malattia sciamanica si presenta in modi ben precisi:

  • mali cronici curati a lungo senza successo
  • deperimento psico‑fisico progressivo del malato
  • alternanza di stati alterati di coscienza ed incoscienza
  • tremiti e convulsioni

Altre indicazioni che il malato deve diventare sciamano/asono l’ereditarietà, per cui un parente stretto defunto era sciamano e ora la sua anima è alla ricerca di un nuovo corpo‑veicolo; attraverso una divinazione che indica il futuro da sciamano del paziente, e ancora, se le condizioni di salute del malato migliorano mentre sì svolge una cerimonia sciamanica e se il paziente comincia a tremare ed entrare in trance quando lo sciamano inizia a battere il tamburo.

L’ iniziazione può essere data anche dal BAN JANKRI, lo sciamano‑dio della, foresta, che rapisce un bambino nel quale riconosce potenzialità sciamaniche, lo tiene con sé in foresta per 7 giorni, durante i quali gli insegna l’a b c dell’arte sciamanica, un insegnamento che poi continuerà per lunghi anni durante lo stato di sonno del candidato, finché, sottoposto ad una prova finale, non darà dimostrazione della sua preparazione alla nuova professione.

Gli spiriti sono considerati la causa di quasi tutte le malattie e sventure: se una casa prende fuoco, se una mucca smette di dare latte, se i raccolti sono uno spirito‑causa è identificato e un rituale sciamanico performato con lo scopo di annullare l’azione malefica Il concetto di salute non è solo di assenza di malattia: l’uomo è visto come parte della Natura in senso lato ed ogni disequilibrio ogni rottura di armonia rende l’uomo più vulnerabile agli attacchi.

Se la medicina occidentale, in una visione non globale dell’uomo, cura i sintomi, le medicine tradizionali, delle quali lo sciamanesimo è il capostipite, cercano le cause, dovute ad agenti sovrannaturali.

Lo sciamano, come medico religioso, diagnostica la malattia attraverso l’auscultazione del polso (sinistro per la donna, destro per l’uomo) la cui velocità rivela l’attacco di una strega, o di un buth, fantasma.

Pure dalla lettura dei chicchi di riso, o dei visceri di un giovane pollo lo sciamano risale alla causa scatenante, e solo in seguito inizia il rituale appropriato, durante il quale affronta un contatto fisico con le entità: il dio offeso, attraverso il dio tutelare viene introdotto e spiega il motivo del suo risentimento e che cosa accetterebbe come offerta.

Lo sciamano conversa con lui, non sempre in toni amichevoli, propone scambi e offerte, promesse e ricompense per ristabilire il fragile equilibrio spezzato.
Lo sciamano divide il concetto di malattia in due categorie: naturale e causata da attacchi di entità da un disequilibrio nei rapporti familiari e sociali, con conseguenti tensioni ed ansietà che rendono il paziente sempre piu’ debole mentalmente e fisicamente.

Lo sciamano, ponendosi come intermediario tra gli uomini e gli dei, compie appositi rituali per calmare le entità, irate da qualche violazione di regole, e per ricercare o richiamare un’anima smarrita attraverso monti e fiumi, sino al paese dei morti, diventa allora una sorta di “viaggiatore cosmico” pronto ad intraprendere un viaggio astrale che lo porterà all’identificazione della causa della malattia, aprendo invisibili porte per permettere alle divinità di entrare e di aiutarlo nel rituale di guarigione.

A tal fine si serve di un accurato set di oggetti rituali, del cui uso è stato istruito dalla divinità tutelare.

Il DYANGRO, il tamburo, è l’oggetto sciamanico per eccellenza. Se agli occhi di un profano può sembrare solo un oggetto di legno e pelle di capra, per lo sciamano è la rappresentazione del cielo e della terra, del mondo sotterraneo, luogo di incontro di forze misteriose, campo di battaglia dell’eterna lotta fra il bene e il male.

Durante la puja a, la cerimonia lo sciamano suona ininterrottamente il tamburo, sia che sieda di fronte all’altare o che si muova danzando nello spazio rituale il suono del djangro non è un suono normale, ma è divino, e le note che scandisce formano una scala musicale che permette allo sciamano di salire verso il mondo ultraterreno.

E’ pure la cavalcatura e lo scudo protettivo dello sciamano che potrà così percorrere a velocità sostenuta gli spazi siderali e compiere il suo viaggio cosmico al riparo dagli attacchi negativi di streghe e fantasmi.

II suono del tamburo scandisce non solo il ritmo della danza ma anche il dialogo intimistico fra il jankri e le entità.

E’ una conversazione che si serve dei MANTRA, formule a carattere magico religioso, una sorta di linguaggio segreto che esprime al massimo il potere della parola la funzione liturgica dei canti.

Non si serve solo della lingua nepalese, ma pure di altre lingue, come il tibetano o il sanscito ma spesso usa la cosiddetta “lingua degli dei”, usata solo in un contesto magico‑liturgico.

La recitazione rituale inizia con dei mantra, in nepali, di invito alle divinità a presiedere alla cerimonia, per sconfinare in una lingua sconosciuta che scandisce, insieme al ritmo sempre più incalzante del tamburo, la conversazione con le entità chiamate in causa.

Lo spazio rituale delimitato dall’altare e da tutti gli oggetti da cerimonia che acquistano una vita propria con il suono del tamburo e l’invocazione dei mantra, si dilata, perde i contorni spazio‑temporali per diventare un palcoscenico cosmico dove si recita lo psicodramma della vita, dove gli attori sono uomini, divinità infere, streghe, fantasmi spetta allo sciamano ricreare un equilibrio spezzato per negligenza, indifferenza e arrabbiature divine.

Quando l’uomo, di tanto in tanto smarrisce il suo rapporto con dio, lo sciamano lo aiuta a ritrovarlo, per ristabilire un’armonia tra il mondo visibile e quello invisibile.

E quando, con il finire del giorno, le tribolazioni quotidiane sembrano assopite, la notte apre le porte al mistero il sipario si solleva e lo sciamano, da esperto regista, dirige la recita, diventando portavoce del vivere, in cui l’uomo riconosce la sua condizione sociale come fragile e incerta, ci sono alcune categorie di persone che sono più facilmente vulnerabili alle influenze o agli attacchi di forze sovrannaturali:

  • Chiunque cammini solo di notte, o alla mattina presto, in un posto strano lontano dall’azione protettrice delle divinità locali
  • I bambini per la loro innocenza e mancanza di autodifese
  • Le donne ritenute più deboli rispetto agli uomini
  • Le vedove, spesso viste come tenutrici di segreti di magia nera
  • Chiunque si trovi sotto l’influenza negativa di qualche pianeta
  • Coloro che dalla nascita presentano disturbi mentali, o difetti fisici, o qualche malattia incurabile, ad esempio l’epilessia, spesso considerata come forma di possessione ne da parte di un’entità energeticamente negativa

Un atteggiamento di negligenza da parte degli uomini nei riguardi delle divinità non venerate in modo appropriato, scatena la loro ira, causando sfortune e malattie.

Le divinità pretendono non solo venerazione, ma offerte di cibo, fiori, oggetti per garantire la loro protezione e per allontanare quindi il rischio di attacchi da parte di entità negative.

A Kathmandu e nella valle, si incontrano innumerevoli templi dedicati alle divinità che se venerate in modo appropriato, scongiurano il pericolo di malattie e sventure. HARITI, la dea del vaiolo, BINAYAK, il dio dei mal d’orecchio il cui tempio è rappresentato da un buco nel muro, GANESH la cui venerazione preserva dal morbillo e dall’orticaria, SURYA VINAYAKA, il dio che cura sordità e mutismo. UNMANTHA BAIRAV, venerato dalle coppie sterili, NAGAS, il dio serpente, protettore della valle di kathmandu, causa, se trascurato, palpitazioni al cuore e varie malattie della pelle, come il “fuoco di sant’Antonio”, NYAKANTALA, per la protezione dalle malattie degli occhi, il dio AJIMA è riconosciuto come causa e guaritore del mal di schiena, mentre SURYA, il dio sole, e venerato per la cura del mal di testa.

Conosciuta come BOXI, la strega è considerata una delle cause principali di ogni tipo di malattia e sventura per la quale è richiesto l’intervento di un esperto sciamano.
Viene identificata in una donna, sola o vedova, che ha sacrificato il marito o i figli per impossessarsi della necessaria energia per praticare la magia nera. sì presenta con evidenti difetti fisici un forte strabismo che le permette di non guardare direttamente negli occhi la vittima prescelta e spesso assume le sembianze del proverbiale gatto nero.

Si crede che sia capace di mandare una maledizione attraverso lo sguardo,
guardando il cibo che la persona sta mangiando, o su qualsiasi oggetto che voglia rovinare o distruggere, il raccolto o gli animali domestici, bambini ecc.
Attacca generalmente di notte, quando la persona dorme, trasformandosi in uno spirito o in un animale che succhia il sangue, e quindi l’energia vitale del malcapitato.

Un segno rosso, circolare, sulla pelle è considerato un evidente attacco da parte di una strega.

Non si può liquidare il fenomeno dello sciamanesimo nepalese in poche pagine forse si dovrebbe scrivere a riguardo il meno possibile perché è un aspetto del Nepal che non va giudicato non va teorizzato.
Tra fantasmi ed entità arrabbiate non c’è posto per aride e scientifiche intellettualizzazioni.

Può sembrare un approccio semplicistico allo sciamanesimo, è invece uno stato di mente‑vuota, che, anziché riempirsi di discorsi, di parole, di sensazioni, si riempie del suono del tamburo e della voce dello sciamano.
E’ una realtà che può far sorridere, ma alla quale bisogna avvicinarsi con rispetto, con umiltà.

E’ un mondo dove c’è posto per tutti, per gli esseri visibili e invisibili, per le streghe e i fantasmi, per le anime che non hanno ancora trovato la direzione giusta e continuano a disturbare la famiglia, per gli dei irascibili, permalosi, che vogliono essere sempre venerati.

Un mondo da ascoltare non con la mente ma con il cuore, senza discorsi aggrovigliati senza girandole di argomentazioni pseudo intellettuali, per poter andare oltre in un mondo, quello spirituale, che non richiede prove per esistere, né chiacchiericcio mentale.

Lo scíamanesimo, al di là dell’aspetto coreografico e folcloristico, è un percorso iniziatico, un messaggio di progresso spirituale, una disciplina che incoraggia una diretta e personale esperienza con il mondo degli dei.

Bhola Nath Banstola     Mariarosa Genitrini

Lo sciamanesimo Nepalese tamburoStudi sui suoni usati dalle tribù indigene, condotti dalla ricercatrice Melinda Maxfield in “Gli effetti del suono ritmico del tamburo sull’ EEG (Elettro Encefalo Gramma) ed esperienza soggettiva” hanno scoperto che il battito ritmico costante del tamburo colpito quattro volte e mezzo al secondo, era la chiave per trasportare lo sciamano delle culture indigene nello Stato Sciamanico di Coscienza. Non è un caso che il 4.5 battiti, o cicli al secondo corrispondano ad uno stato simile alla trance, quando l’attività cerebrale è in onde theta. Effetti simili sono indotti anche dal costante e ritmico ripetersi del suono di sonagli, campane o gong.

E’ interessante notare che le nostre onde cerebrali hanno una componente di frequenza corrispondente a quella della risonanza di base della Terra. Questa frequenza è più forte quando “viaggiamo”. Ci sembra di essere in qualche modo collegati alla Madre Terra attraverso il suo campo elettrico. Il battito del tamburo durante i “viaggi” è di 4,5 battiti al secondo(240/300 colpi al minuto), che equivale a 7,2 Hz.Non è solo una coincidenza che la risonanza Schumann, una misura della vibrazione di Madre Terra alla sua più bassa frequenza (e più alta intensità), si verifichi a circa 7,83 Hz (cicli al secondo). I ritmi pulsanti del battito del tamburo sono utilizzati da circa il 9095% degli sciamani per raggiungere la realtà non ordinaria; il resto usa droghe psicotrope. Noi non raccomandiamo l’uso di nessuna droga per alterare lo stato di coscienza, preferendo il suono ritmico del tamburo.

Ci sono frequenze / ritmi che, quando predominano nel cervello, corrispondono ad uno specifico stato d’animo. Ci sono 4 gruppi di onde cerebrali:

1. Onde Beta Gamma tra 13-40 HZ.
Lo stato Beta è associato al picco di concentrazione, vigilanza intensificata e acutezza visiva (veglia attiva). Il Premio Nobel, Sir Francis Crick e altri scienziati ritengono che la frequenza Beta 40HZ utilizzata per la Sincronizzazione Cerebrale, possa essere la chiave per l’atto di cognizione.

2. Onde Alfa Gamma tra 7-12 HZ.
Questo è un livello di rilassamento profondo, ma non proprio meditazione (rilassamento attivo) In Alfa, cominciamo ad accedere al patrimonio di creatività che si trova appena sotto la nostra consapevolezza cosciente – è la porta d’ingresso che conduce a stati di coscienza più profonda. Alfa è anche la sede della apertura della frequenza nota come la Risonanza di Schumann di cui sopra, che è la frequenza di risonanza del campo elettromagnetico terrestre.

3. Onde Theta Gamma, 4-7 HZ.
Theta è uno dei regni più sfuggenti e non ordinari che possiamo esplorare. E ‘noto anche come uno stato crepuscolare che normalmente sperimentiamo solo fugacemente quando usciamo dalle profondità delle onde Delta mentre stiamo per svegliarci o stiamo scivolando nel sonno. In Theta ci troviamo in un sogno ad occhi aperti, abbiamo lampi di vivide immagini che si presentano davanti all’occhio della mente e diventiamo recettivi alle informazioni oltre il nostro normale stato di coscienza (sogno lucido).
Durante lo stato Theta molti scoprono di essere capaci di comprendere concetti e relazioni complessi che diventano incomprensibili quando si ritorna nello stato Alfa o Beta. Lo stato Theta è anche identificato come il punto d’ingresso per l’apprendimento e per stimolare la memoria. La meditazione Theta accresce la creatività, migliora
l’apprendimento, riduce lo stress e risveglia l’intuizione e le altre abilità di percezione extrasensoriale.

4. Onde Delta compreso tra 0-4 HZ.
Delta è associata al sonno profondo (e coma). Inoltre, alcune frequenze nella gamma delta, innescano il rilascio dell’ ormone della crescita, benefico per la guarigione e rigenerazione. Questo è il motivo per cui il sonno, profondo e ristoratore, è così essenziale per il processo di guarigione.

Lo/La sciamano/a inizia volontariamente numerosi viaggi nella realtà non ordinaria al fine di portare guarigione e sviluppare solide relazioni con gli animali di Potere e gli Spiriti Guida (che generalmente sono denominati “gli Alleati”). Mentre lavora con la persona, uno dei metodi dello sciamano è quello di diventare un osso cavo e lasciare che gli spiriti compassionevoli di guarigione e gli animali di potere passino attraverso lui al fine di portare la guarigione spirituale al cliente sofferente.
Gli sciamani hanno un profondo rispetto per tutto ciò che è vivo. Essi sanno per esperienza che gli alberi, le rocce e le piante sono tutti vivi e sono in grado di comunicare con loro. “Vedere con il cuore” è una delle qualità fondamentali necessarie per essere uno Sciamano. Essi sono in grado di vedere il mondo e la condizione umana attraverso il loro compassionevole cuore.

Siamo grati alla Fondazione per gli Studi Sciamanici per aver concesso l’utilizzo di citazioni dal loro sito web: www.shamanism.org

Fonti:  Associazione Visione Sciamanica | Visione Sciamanica

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