Sas De San Belin analisi geobiologica

Sas De San Belin analisi geobiologica

Sas De San Belin analisi geobiologica0815 Vi presento i risultati dell’analisi geobiologica del megalite denominato il “ Sas De San Belin ” posto nel comune di Fogliano di Redipuglia in località Polazzo, rilevati durante la visita del Tre Aprile 2016 in compagnia degli amici radiestesisti Michele Bruno, Chiara e Giampiero, che ringrazio per avermi fatto conoscere la struttura in questione.

Il “Sas De San Belin”è una struttura megalitica molto particolare che non può essere collocata nelle categorie dei megaliti più diffusi, quali i Menhir, i Dolmen, le Navi Litiche o i Cromlech.

Questa non è una struttura naturale dovuta ai fenomeni di Carsismo di corrosione della roccia calcarea, qui si tratta del lavoro umano, lo si può notare anche osservando con attenzione le spaccature verticali e longitudinali del megalite, questa struttura non è un blocco unico eroso e fessurato dagli elementi, ma è stata composta assemblando diversi blocchi di roccia provenienti, probabilmente, da una cava di calcare presente a valle del sito.

Sas De San Belin analisi geobiologica 0809 Guardando la sua forma e i resti del profilo di un volto umano scolpito sul lato Est, mi viene da pensare al lavoro di Costantino Cattoi che nel secolo scorso scoprì e catalogò decine di siti megalitici simili, con ciclopici volti umani e animali scolpiti sulla loro superficie. Questi servivano ad indicare la presenza di zone di grande emissione di Energia Tellurica da cui gli Antichi traevano l’energia per il funzionamento dei loro macchinari e che poi furono utilizzati dagli sciamani delle civiltà preistoriche quali sedi dei loro riti. (Vedi: Sculture rupestri ed energia elettro-magnetica Video: Volti Dal Passato? – Video: Trailer Markawasi).

Questa mia teoria è confermata dai rilievi geobiologici che ho effettuato ma prima di parlarvene voglio dare alcune informazioni storiche riguardo al Sas.

Carlo Luigi Bozzi, in uno scritto inedito di 25 anni fa, scriveva così del Sas: “Una specie di ara alta circa 3 metri, con un ripiano sopra a modo di rozza mensa d’altare, dove la pietra sembra egregiamente squadrata e ricavata da un masso calcareo più grande, strapiombante su un semicerchio di pietrame di minor mole che da l’idea di una platea appositamente allestita per una piccola folla di spettatori”.

Il nome Belin o Belen richiama il il dio Celtico Beleno o Lug di origine orientale e adottato dai Celti (forse anche dai Protoveneti), dio del Sole e della luce e identificato con Apollo dai Romani che subentrarono ai Celti e ai Veneti nel possesso del Friuli, con la fondazione della colonia di Aquileia nel 181 avanti Cristo.

Sas De San Belin analisi geobiologica 002Il culto di Beleno pare attestato sino al VI secolo dopo Cristo in area aquileiese. E’ un dio legato all’acqua e al tema della rinascita, Beleno è inoltre il dio della luce, del sole, della conoscenza, come Apollo, ma anche come Mitra o Cristo ambedue presenti nel mondo aquileiese. Il culto in area aquileiese di San Giovanni Battista, attestato anteriormente all’anno 390, può forse essere considerato una derivazione sincretistica di quello del dio celtico. Link: http://www.celtifriuli.it/belenaq.htm Link: Belenos, il grande Dio Celtico del Sole

Probabilmente il sito del “Sas De San Belin” è stato riutilizzato molte volte nel corso dei secoli dalle varie civiltà che si sono avvicendate, prima dagli sciamani dei Protoveneti e della civiltà dei Castellieri che qui adoravano il disco solare (sulla sommità della collina che domina il Sas è presente un complesso di sei castellieri in cui sono stati ritrovati reperti di valore, fra cui due asce in bronzo conservate tutt’oggi al museo archeologico di Trieste), poi dai Celti che lo hanno dedicato al culto di Bel o Lug il dio del Sole e infine dai romani di Aquileia che lo hanno associato ad Apollo (dio Solare) con il nome di Beleno.

Con il cristianesimo e la sua feroce lotta alle divinità pagane il sito è caduto in disuso e conseguentemente in rovina, i preti hanno creato un gran numero di leggende attorno al megalite, tutte trattanti storie di streghe, sabba, morti misteriose e altre amenità. Questo per scoraggiare gli abitanti dall’interessarsi al sito, ma come mi ha confermato Luciano Visintin un certo tipo di sciamanismo occulto è sempre stato praticato dagli anziani della zona, mi ha parlato addirittura di racconti su percorsi sotterranei che da Fogliano arriverebbero al Castello di Duino.

A questo punto due parole sono d’obbligo per Luciano Visintin detto “Cianela”, colui che riscoperto questo sito dedicandoci quattro anni di lavoro giornaliero, insieme al cugino Claudio ha liberato fisicamente il Sas dalle sterpaglie e ha creato un sentiero in pietra di cinquecento metri che partendo da via Ulivi arriva al megalite.

Sas De San Belin analisi geobiologica 0833Luciano fin da bambino è stato attratto del Sas e vi passava ore a giocare con i suoi compagni, diventato adulto non ha dimenticato questo luogo e quattro anni fa ha deciso di riportarlo al suo antico splendore( ipotizzo si tratti di una evidente riparazione di un debito Karmico), ora ne è diventato il custode ed il curatore, ecco il suo gruppo Facebook dove contattarlo: El Sas de San Bilin Public Group | Facebook. Sas De San Belin analisi geobiologica 0822Il giorno della nostra visita era presente e ci ha aiutato non poco nella nostra ricerca geobiologica.

Premetto che onde evitare di essere mentalmente influenzato da idee preconcette, prima di recarmi a visitare questa struttura ho evitato di prendere qualsiasi tipo di informazione su di essa, i risultati che ho ottenuto sono stati confrontati con quelli dei miei colleghi, da questo confronto e da informazioni che ho successivamente acquisto hanno trovato delle conferme.

Da un punto di vista radiestesico la struttura ha un valore vibratorio medio di circa 56500 Unità Bovis con tre punti con picchi di alta energia che arrivano ad un massimo di 100000 Bovis circa, nelle vicinanze del sito passa un elettrodotto ad alta tensione che danneggia sensibilmente il rendimento energetico della struttura, ho rilevato un 15-20% di limitazione della capacità energetica del sito.

In tutta la struttura sono presenti solo nodi di Hartmann e di Curry, non è presente alcun nodo a stella, questo potrebbe essere dovuto al fatto che a mio avviso il monolite è mancante di alcune sue parti e in particolare di una parte della copertura che doveva essere posta sopra la camera acustica interna (come potete vedere nel Video), ho in mente in una prossima visita, di effettuare un esperimento con una macchina radionica per tentare di riformare il nodo a stella posto all’interno di una vasca che ora andrò a descrivervi.

Sas De San Belin analisi geobiologica 0816Sulla sommità del monolite sono presenti numerose incisioni a coppella oltre a delle vaschette che confluiscono in una vasca più grande con uno “scarico” posto sul lato ovest del monolite, una teoria ipotizza che queste servissero per raccogliere il sangue degli animali sacrificati qui sopra, da un verifica radiestesica non ho rilevato rimanenze animali o resti umani, se ci sono stati sacrifici animali si sono svolti nell’area attorno al Sas e non al suo interno. Per intuizione ho collegato questo complesso “idraulico” a riti di purificazione effettuati per mezzo dell’acqua, nella tradizione il Dio Beleno è il dio del Sole ma è anche il dio delle acque e questo conferma la mia ipotesi.

Sas De San Belin analisi geobiologica visto da norovestL’acqua piovana scorrendo dalle coppelle alle vaschette confluiva nella vasca centrale e qui veniva raccolta in un cratere posto sotto allo scarico, poteva così essere utilizzata a fini terapeutici e per riti di purificazione dei malati e dei neonati.

Nel punto indicato nella foto, al centro della vasca principale, si trova un nodo di Hartmann destrogiro di valore di circa 100000 Bovis il nodo è posto all’incrocio tra una corrente d’acqua sotterranea (che scorre da Sud verso Nord) e una faglia tellurica con direzione Est-Ovest, chi conosce la geobiologia capisce quale potente carica energetica questa configurazione cede all’acqua contenuta nella vasca.

Sas De San Belin analisi geobiologica08La presenza del corso d’acqua mi è stata confermata da Luciano che mi ha indicato in direzione Sud un pozzo presente nell’abitato di Fogliano, la presenza di una faglia è confermata dai rilievi di un gruppo di geologi, che cito: “negli immediati pressi, una cava di calcare abbandonata, della quale si può immaginare l’attività estrattiva fino all’incontro con uno specchio di faglia, molto ben visibile, che probabilmente ha determinato la fine dell’estrazione, avendo influenzato negativamente la compattezza dei materiali”.

Sas De San Belin analisi geobiologica 0807Sempre sulla sommità è presente a circa cinquanta centimetri dalla vasca principale, una profonda spaccatura nella quale ho rilevato un nodo di Curry sinistrogiro con un valore approssimativo di 50000 Bovis, come ho già affermato la struttura integra avrebbe unito i due nodi in un Nodo a Stella di valore ancora più elevato.

Un terzo punto di grande interesse è una grande spaccatura a cui si accede dal lato Nordovest, quasi una piccola caverna, qui sul fondo è presente un nodo Hartmann destrogiro di valore 67500 Bovis circa, questa è stata la parte del monolite che ha attratto per prima la mia attenzione.

Da un test effettuato con il Biotensor ho rilevato che le pareti ed il soffitto, mancante di una parte a mio avviso, sono polarizzate elettricamente in negativo (segno -) mentre il pavimento, provvisto di una pietra a mo di sedile, ha polarità positiva (segno+); questa differenza di potenziale elettrico crea un effetto “Maser Litico” che, secondo le teorie di Tom Graves, genera un flusso di ioni negativi ascendente come si vede nella figura :

Sas De San Belin analisi geobiologica Maser liticoIl monolite, secondo le regole del Fen-Shui, ha una completa predominanza energetica Yang del 90%, solo in questa spaccatura si rileva una predominanza Yin del 65%, essendo il culto di Beleno un culto solare è normale una predominanza Yang, la particolarità Yin della spaccatura indica che questa zona era dedicata al contatto con energie Ctonie ovvero della Terra.

Zone simili sono presenti in molti complessi megalitici sotterranei e di superficie come nell’Ipogeo di Cividale, nel Carso sono presenti numerose grotte e cavità dedicate ai riti di iniziazione agli Elementi, molte di queste sono contrassegnate da incisioni recanti il simbolo della Tria o Filetto della Dama; qui l’iniziato ponendosi in stati meditativi Alfa o Theta entrava in contatto con il mondo dei morti e\o con le energie dell’inframondo sotterraneo (l’Agharti).

Sas De San Belin analisi geobiologica 0825Appena vista la spaccatura l’ho riconosciuta come una di queste zone ed ho voluto fare un esperimento, mi sono seduto all’interno (devo dire che vi si sta comodamente), mi sono posto in stato di rilassamento ed ho intonato una serie di Ohm, il mantra universale, all’esterno il collega Michele ha effettuato delle misurazioni e l’energia del Nodo durante il vocalizzo è salita da 67500 a 140000 Bovis, sensorialmente oltre ad una piacevole sensazione di relax, ho avvertito distintamente la vibrazione nella roccia alle mie spalle mentre questa entrava in risonanza con l’Ohm.

Questa parte della struttura grazie alla sua configurazione geobiologica doveva essere utilizzata per creare un corridoio energetico bidirezionale fra l’energia cosmica del Sole e l’energia tellurica della Terra (Yang-Yin, Spirito-Materia), chi si poneva al suo interno poteva entrare in contatto con entrambi i tipi di energie e con le entità che vi operano.

Per completare l’analisi geobiologica sarebbe stato necessario eseguire dei rilievi dei nodi nella zona attorno al monolite, nella quale ho notato alcune pietre erette che potrebbero essere dei Menhir, ma questi rilievi li effettuerò sicuramente in occasione di una prossima visita.

Per concludere vorrei lasciarvi un avvertimento, il Sas è stato concepito dai suoi costruttori originali come una centrale energetica e non è per fini medici o spirituali, può essere anche utilizzato per questi ma le energie presenti sono troppo alte per la media degli uomini moderni, sono anche dieci volte superiori ai valori standard.

Quindi se pensate di utilizzare le tre zone ad alta energia presenti nel Sas per scopi curativi o sciamanici è meglio che valutiate bene i vostri propri limiti perché esporsi ad una energia del valore di 140000 Bovis può seriamente danneggiare chi non è preparato a ciò, io vi sconsiglio di fare esperimenti di questo tipo e nel caso vogliate comunque effettuarli, appena percepite dei malesseri o degli stati di confusione allontanatevi da queste zone ad alta energia.

Sas De San Belin analisi geobiologica 0813Video:Sas De San Bilin long – YouTube

Video:Sass de San Bilin- Polaz – YouReporter.it

Video:La leggenda del “Sas de San Bilin” – a cura dello storico Sergio Vittori – YouTube

Video:Il sass de San Bilin – (il trono de Cianela) – Polaz 2013 – YouTube

Leggi anche: SASDISANBELIN INTEGRAZIONE

Leggi anche: Beltane e Beleno

3 thoughts on “Sas De San Belin analisi geobiologica

  1. Bellissimo lavoro!
    Avete dimostrato che anche in Friuli ci sono luoghi energetici (magari usufruibili dall’uomo come un tempo) e che non serve andare lontano, come a Stonehenge, per trovarli. Semmai il problema di fondo e’ il recupero della conoscenza antica e di un suo uso corretto (pure da definirsi) e questo sito cerca di farlo egregiamente.

    Fortunatamente noto che la Conoscenza Antica sta riemergendo in molti modi mentre quella attuale (leggasi “ufficiale”) sta facendo figuracce pesanti (per chi sa vedere) e mai come in questa periodo (in “Occidente”) c’e la possibilità di prendere il buono da entrambe per potersi evolvere e non credo ciò sia casuale. Grazie del lavoro svolto e della condivisone.

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