RIFLESSIONI SULLA MAESTRIA

RIFLESSIONI SULLA MAESTRIA

Di Omraam Mikhaël Aïvanhov

RIFLESSIONI SULLA MAESTRIA 15“Anche vivendo accanto a un grande Maestro, è difficile comprenderlo, o anche solo sentire la natura della sua presenza e la vita che gli è propria, perché le vibrazioni della vita spirituale sfuggono alle percezioni abituali degli esseri umani: tutto ciò li supera, perché essi non hanno sviluppato i centri che permetterebbero loro di captare le vibrazioni sottili. Le vibrazioni di un Iniziato toccano soltanto gli esseri che hanno sviluppato i propri corpi superiori (il corpo casuale, buddhico e atmico). Perché? Perché quelle vibrazioni attraversano il corpo fisico, eterico, astrale e mentale, senza lasciarvi la minima traccia: esse fanno vibrare unicamente i corpi superiori. Le si può paragonare alle onde elettriche: attraversano i muri senza lasciare tracce, mentre un proiettile può attraversare un muro solo forandolo. Quindi, sia chiaro per voi: avrete un bel leggere opere di spiritualità e incontrare i più grandi Maestri, ma non servirà a niente finché non avrete lavorato sui vostri corpi spirituali.”

“Voi seguite un insegnamento spirituale: farete grandi scoperte ed esso vi porterà molta gioia, ma non vi manterrà al riparo dalle difficoltà. Qualunque sia il cammino intrapreso, buono o cattivo, s’incontrano degli ostacoli, delle prove. Quegli ostacoli e quelle prove non sono gli stessi, e inoltre vengono vissuti in modo diverso, tutto qui. La debolezza è uno dei grandi pericoli che minacciano i discepoli. Per il fatto di aver scelto il cammino della luce, essi credono che avanzeranno su un tappeto di rose, che tutto sarà facile, meraviglioso… e invece ricevono dei colpi che non si aspettavano e che non comprendono, e questo li rende vulnerabili. Perciò, d’ora in poi, pensate in anticipo che dovrete attraversare delle prove, che le persone possono essere male intenzionate, maldicenti, ingrate, e aspettatevi il peggio. Il giorno in cui arriveranno le prove, nella misura in cui sarete preparati, rimarrete saldi, imperturbabili, non proverete delusioni e non vi accorgerete nemmeno di venire offesi! È così che diverrete capaci di aiutare anche gli altri.”

“La meditazione è dapprima un esercizio di concentrazione:l’energia mentale deve essere concentrata su un determinato punto, su uno scopo da raggiungere. Tale scopo può essere individuale, ma può anche essere collettivo. L’ideale è che sia al contempo l’uno e l’altro. Se dimenticate completamente voi stessi per pensare unicamente agli altri, a come aiutarli, sostenerli, consolarli, vi esaurirete e ben presto non avrete più forze per continuare il vostro lavoro. Se invece vi occupate esclusivamente di voi stessi, rischiate di entrare in contraddizione con la collettività: dimenticherete di essere solo una piccola parte di un tutto con il quale dovete fare degli scambi ragionevoli e armoniosi per mantenere l’equilibrio, e incontrerete ostacoli, riceverete dei colpi… Nella vita spirituale come nella vita sociale, la vera saggezza ci consiglia di riunire i due aspetti: lavorare per se stessi, per il proprio sviluppo, e al tempo stesso lavorare per gli altri, inviando loro col pensiero l’amore, la luce e la pace che siete riusciti ad attirare in voi. ”

“Se vi preoccupate sempre di aiutare e sostenere gli altri, in apparenza, perdete sicuramente qualcosa: costatate in voi una fatica fisica e anche psichica; ma se sapete come lavorare, vi rafforzate. Si tratta di una legge che gli Iniziati conoscono: aiutando gli esseri umani, illuminandoli, gli Iniziati hanno un grande dispendio di energia, ma al tempo stesso ricevono delle forze e delle energie dal mondo divino; e ne ricevono in quantità molto maggiore rispetto a quanto hanno dato, perché mentre danno alla Terra ricevono dal Cielo, e le benedizioni del Cielo sono infinite. Danno e ricevono, ricevono e danno. Chi non ha imparato a ricevere le energie celesti subito si esaurisce, e in seguito si pente di essersi prodigato per gli altri. Se si vuole realmente dare agli esseri umani, occorre iniziare imparando a ricevere dal Cielo. ”

“Desiderate comprendere gli altri, aiutarli: questo non comporta necessariamente che voi sentiate e viviate esattamente ciò che essi vivono. È anzi preferibile non viverlo, perché si tratta di una forma di simpatia che vi mantiene il più delle volte nel piano astrale. Ciò che occorre, è cercare di elevarsi fino al piano mentale per riflettere e ragionare. Se siete abbastanza attenti, se sapete ascoltare e osservare le persone, partendo da alcuni elementi che avete scoperto, vi è possibile, esercitandovi, indovinare ciò che sono, ciò che sentono, ciò che pensano e ciò di cui hanno bisogno, senza che ne siate intaccati. Certi esseri hanno così una capacità di penetrazione psicologica che è una forma di chiaroveggenza. Il pericolo consiste nell’accontentarsi di sentire senza comprendere, senza avere una visione chiara, perché non solo si è vulnerabili, ma inoltre non si trovano le soluzioni che permettono di aiutare gli altri.

“Si sente spesso sottolineare l’egoismo di tantissime persone, le quali rimangono insensibili alle sofferenze degli altri. Eppure,non mancano coloro che avvertono spontaneamente quelle sofferenze e quelle disgrazie, e decidono di intervenire. Allora si lanciano: parlano, prendono iniziative. Ma ecco, ignorano che per fare il bene è necessaria tutta una scienza. Qualcuno sta annegando, e voi vi gettate in acqua per salvarlo. Se non sapete che quella persona cercherà immediatamente di aggrapparsi alle vostre braccia immobilizzandovi, morirete entrambi. Direte forse che lo sapete. Sì, ma questo esempio deve essere interpretato ed esteso a ben altri casi della vita. Quali che siano le circostanze, si deve pensare per prima cosa a preservare la libertà delle proprie membra, ossia a non lasciarsi paralizzare dalle esigenze di coloro che si desidera aiutare, altrimenti si affonderà con loro. Quante persone sono state vittime del bene che volevano fare! Allora, si sono chiuse e hanno anche rimpianto per tutta la vita di aver cercato di aiutare gli altri. Bisogna comunque continuare a voler fare del bene, ma a condizione di sapere come, vale a dire mantenendo le proprie membra o, più esattamente, le proprie braccia libere.”

RIFLESSIONI SULLA MAESTRIA“Ora che l’esoterismo è di moda, certe persone, dopo aver letto qualche libriccino che hanno più o meno compreso, si credono in grado di aprire una scuola e avere dei discepoli!… Ma potranno veramente illuminarli e aiutarli a trasformarsi? No, perché per poter cambiare gli esseri, bisogna prima aver cambiato se stessi.Una giovane ama un ragazzo alcolizzato o che si droga e, persuasa che lo strapperà al suo vizio, lo sposa. È bene voler salvare un uomo, ma lei con che cosa lo salverà? Quella ragazza ha abbastanza conoscenze?… Ed ecco che non solo non lo salva, ma può darsi che lei stessa si lasci trascinare a bere e a drogarsi. Quante persone credono di poter trasformare l’umanità così come sono! Non si chiedono: “Ho il sapere? Ho l’amore? Ho la luce, la purezza, la volontà e la forza morale?” Secondo loro, ne sono capaci. Ritengono sufficiente il fatto che ci siano, che esistano e ne sentano il desiderio. Purtroppo non è così, e falliscono.”

“Prima di voler guidare gli altri sul cammino della luce, è necessario incominciare con l’istruirsi, perché se non si sono fatti dei buoni studi è facilissimo commettere degli errori. Le conoscenze fornite dalla scienza ufficiale sono in certi casi assolutamente necessarie, e questo è particolarmente vero per la medicina. Esistono persone che, grazie alla pratica di certe virtù e a un amore immenso per gli esseri umani, hanno acquisito un magnetismo che le rende in grado di alleviarne i mali; ma persone così sono rare. Chi vuole curare gli altri, deve iniziare seguendo degli studi, altrimenti rischia di peggiorare il loro stato. Non dico che la medicina ufficiale sia l’ideale, poiché nelle sue indagini spesso non va al di là del corpo fisico, ma le conoscenze che fornisce sono indispensabili. Se in seguito si vuole andare oltre e orientare le proprie ricerche in campi più sottili, più spirituali, va benissimo, ma non bisogna mai iniziare a curare le persone senza prima aver fatto degli studi. ”

“Non basta sentirsi animati da un ideale di giustizia, di onestà, di bontà, e volere che quell’ideale si realizzi nel mondo. Se non sapete come agire, vi scontrate continuamente con gli altri e finite per scoraggiarvi. Che fare allora? Lasciare semplicemente gli altri tranquilli e continuare a perfezionarvi. Così, a poco a poco, quando vi presenterete davanti a loro, li impressionerete per la vostra luce; vedendovi, essi capiranno di essersi smarriti lungo strade fangose. Finché volete assolutamente mostrare agli altri che hanno preso una strada sbagliata, sprofondate con loro nel fango. Lavorate soltanto per diventare luminosi, e quando gli altri vi incontreranno, senza neppure che diciate qualcosa, capiranno che siete voi nel vero, e cercheranno di imitarvi.”

“Per la maggior parte, le persone non sono né cattive né malintenzionate; anzi, molte desiderano sinceramente essere utili agli altri. Ma i buoni sentimenti e le buone intenzioni non bastano per compiere realmente il bene. Se qualcuno vuole aiutare gli altri, deve cominciare con lo sbarazzarsi di tutti gli elementi dentro di sé che si oppongono al bene che vuole realizzare. Il bene e il male sono infatti così intimamente aggrovigliati in ogni essere, che spesso le forze oscure riescono ad approfittare della sua buona volontà. E mentre egli è persuaso di rendersi utile, svariati elementi contrari al bene si mescolano alle sue azioni, e le persone che avrebbero dovuto beneficiarne, alla fine sono solo delle vittime. Perciò, con un lavoro paziente svolto ogni giorno e ogni ora, dovete cercare di diminuire gli stati interiori che possono servire da calamita alle forze negative, e viceversa intensificare gli stati che attirano a voi le correnti celesti. Quando riuscirete a non aprire più la porta alle forze oscure, sarete realmente capaci di aiutare gli altri.

Pensieri di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Tratto da: www.prosveta.it

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