MEDITAZIONE SULLA SORGENTE

MEDITAZIONE SULLA SORGENTE

MEDITAZIONE SULLA SORGENTEOmraam M. Aivanhov – MEDITAZIONE SULLA SORGENTE

Se sei una sorgente, canterai e sarai udita da lontano, sarai viva, zampillante; se invece sei uno stagno, rimarrai soltanto calma e tranquilla. La vita dello stagno è bella, ma più bella è la vita della sorgente. La sorgente zampilla continuamente, manda le sue acque ai prati e agli alberi, e disseta il viandante stanco”

Peter Deunov

Spesso vi ho parlato della sorgente, e non solo della piccola sorgente di montagna, ma di una molto più potente, l’unica, che è il sole. Però non ho contrapposto l’immagine dello stagno a quella della sorgente; ne ho presa in considerazione una assai peggiore: la palude, perché in uno stagno c’è comunque dell’acqua pulita, potabile, mentre l’acqua della palude è piena d’impurità ed è impossibile berla. Se potete capire il significato dell’immagine della palude e della sorgente, nonché il loro contenuto magico, riuscirete a realizzare grandi risultati spirituali.

Ora vi chiederò di capirmi bene, e se tutto ciò che udirete vi parrà fuori dal normale, esagerato, sgradevole, tuttavia abbiate pazienza. Forse in questo modo avrete dei chiarimenti.

Quando si osservano gli esseri umani, ci si accorge, in base al loro modo di pensare, al loro atteggiamento, che non si sono mai preoccupati della sorgente, di questo punto che vibra, che zampilla, che proietta. Diranno: “Che vantaggi possiamo trarre dal soffermarci sull’immagine della sorgente?” Sono eruditi, hanno un bagaglio di conoscenze in tutti i campi, ma non si sono mai resi conto dell’essenziale, cioè che tutto l’orientamento della loro esistenza e delle loro azioni dipende soltanto dalle immagini che si sono impressi nella mente, che possono essere immagini morte come la palude, oppure immagini vive, zampillanti come la sorgente, come il sole. È tutto lì. Attraverso le mie osservazioni quotidiane, scopro che tutto dipende dalla scelta che l’uomo compie, dal punto di vista simbolico, fra la sorgente e la palude. E una scelta che rivela come egli consideri la vita.

Spesso la gente dice: “Va male, va male!” Ma perché va male? Perché non sono illuminati, perché non hanno capito che nell’intelletto, nell’anima, dovevano mettere al primo posto ciò che esiste di più puro e di più divino, cioè la sorgente, affinché le sue acque, scorrendo, potessero pulire e purificare tutto dentro di loro, perché potessero far germogliare tutti i semi. Nei pensieri, nei desideri, l’uomo non avverte la preoccupazione essenziale di un centro, di una sorgente, di un sole, di uno spirito, di un amore. Si è fermato su piccole cose insignificanti e non può capire, non vuole capire. Si dibatte continuamente in acque stagnanti e inquinate, dove fermentano impurità di ogni genere; intanto ride della filosofia degli Iniziati, che insistono sempre sull’importanza dell’aspetto magico e che insegnano che l’uomo deve consacrarsi completamente a questo scopo legandosi alla sorgente, poiché soltanto la sorgente può aiutarlo. Come potete immaginare che ciò che putrefà, che ammuffisce, che si decompone possa aiutarvi?

Qualcuno si chiede perché andiamo a guardare il levar del sole. Ma è un gesto simbolico! Serve per riuscire a capire che in tutti i campi della vita dobbiamo legarci al sole, cioè alla sorgente. Provate a convincere tutti quegli eruditi, tutti quei “sapientoni”, ad andare a guardare il levar del sole! Vanno sempre verso ciò che è inerte, stagnante, inquinato, e poi, quando capitano loro delle disgrazie, si chiedono perché. È perché conservano delle impurità dentro di loro, perché non hanno preso la sorgente come modello. Nella prima conferenza che ho fatto in Francia, ho parlato della sorgente, ma pochissimi ne hanno capito il motivo. Ho cominciato con la sorgente, che da allora non ha mai cessato di scorrere.

Mi è capitato di chiedere ad alcuni: “Avete visto una sorgente? Potete dirmi che cosa succede presso di essa?” “Ma certamente!” In realtà essi non avevano osservato bene, perciò faccio delle domande: “Allora, che cosa c’è attorno alla sorgente?” “Piante, vegetazione…” “E poi?” “Insetti, uccelli, animali…” “E ancora?” “Ci sono uomini venuti a stabilirvisi…” “Bene, e quando la sorgente si esaurisce, avete osservato che cosa succede? Prima scompare l’erba, poi gli animali, poi gli uomini Gli ultimi a rimanere sono gli alberi. Avete veramente capito tutto ciò?” “Naturalmente, è molto semplice!” “E allora, perché avete lasciato prosciugare la vostra sorgente?” “Quale sorgente? Non comprendiamo”. Come vedete, non mi si capisce; si crede di capire, ma solo in apparenza. Allora aggiungo: “Sto parlando della sorgente che scorre dentro di voi. Perché l’avete lasciata prosciugare?” “Ma quale sorgente? Non abbiamo lasciato prosciugare nulla”.

Invece sì, avete permesso che la vostra sorgente si esaurisse, non nutrisse più amore. Qualcuno, in qualche modo vi ha offeso, irritato, derubato, ingannato, e voi avete detto: “Basta! Non sarò più generoso né buono né caritatevole perché non ne vale la pena, gli uomini non lo meritano”. E così, la vostra sorgente non scorre più. Naturalmente nessuno v’ingannerà o vi offenderà, e ritenete di averci guadagnato qualcosa, ma in realtà avete perduto tutto. Se occorre, dovete continuare a lasciarvi ingannare, perché la sorgente non si esaurisca mai! Qualcuno vi ha irritati, ingannati, derubati, ma questo non è nulla in confronto alla sorgente che scorre in voi, perché essa vi dà tutto, pulisce tutto, ristabilisce tutto.

Gli esseri umani hanno bisogno di questa filosofia, la più bella, la più vera: la filosofia della sorgente. Quando qualcuno è stato ferito, non vuole più amare, si inaridisce, ed è come già morto, ma cosa ci ha guadagnato? Gli esseri umani ragionano in maniera veramente strana, e io dovrei istruirmi da loro? Cosa imparerei? Andrò piuttosto presso una sorgente, rimarrò ore intere ad ascoltarla, ad ammirarla, a toccarla, a parlarle, e dopo penserò all’ altra sorgente, il sole, e a tutte le sorgenti dell’universo, fino alla sola vera sorgente che è Dio stesso, e farò in modo di legarmi a essa per capire l’essenziale. Direte: “Ma che cosa si può capire presso una sorgente?” Tutto.

Qualche anno fa lessi “Siddharta”, di Hermann Hesse. Certamente conoscete questo libro. È la storia di un giovane bramino, Siddharta, che, dopo aver vissuto diversi anni presso un Maestro, nella preghiera, nello studio e nella meditazione, si tuffa nella vita dissoluta e nei piaceri. Un giorno, disperato e nauseato di se stesso, giunge sulla riva di un fiume, e vivendo presso le sue sponde, ascoltandolo, guardandolo, a poco a poco si rende conto di tutto quello che aveva cercato di scoprire durante la sua esistenza errante, di tutti i misteri della vita e della morte. È stato proprio il fiume a insegnarglieli.

Molti uomini s’istruiscono vicino alle sorgenti, agli scogli o alle rocce, ai laghi, agli alberi, alle montagne, contemplando le stelle e ascoltando il vento. Imparano la sapienza primordiale dell’Intelligenza cosmica nella natura. Mi spiace di non potermi soffermare su questo argomento così ricco, per dirvi, per esempio, come i Druidi, che avevano fra loro dei grandi Iniziati, vivevano in una tale armonia con le forze della natura, che, attraverso l’anima collettiva degli alberi, delle pietre, degli uccelli e degli animali, ricevevano rivelazioni sulle loro proprietà e virtù.

Dovete capire il lato magico dell’immagine della sorgente, in modo da basare tutta la vita sull’unica sorgente che è Dio, il cui rappresentante più perfetto sulla terra è il sole. Per tutta la vita dovete operare tenendo presente questa immagine, imitare questa sorgente che è il sole, in modo da dissetare tutte le creature, riscaldarle, vivificarle, risuscitarle. Direte: “Ma è impossibile, irrealizzabile. È persino assurdo pensarci!” Se giudicate in questo modo, è perché non avete capito nulla. Non è importante che il vostro ideale sia attuabile o no; è importante che con questo lavoro interiore realizziate in voi dei fenomeni eccezionali. Il sole è immensamente grande e quindi non si può diventare grandi e potenti come lui, ma nel suo ambito l’uomo può diventare un sole. Invece di prendere soltanto e di essere un’apertura, una voragine, un pantano, distruggendo tutto, egli può dare, purificare, vivificare. Nella realtà tale ideale è irrealizzabile, ma bisogna almeno avere la volontà di studiare, provare e verificare questa possibilità.

Purtroppo devo constatare che, anche nella Fratellanza, alcuni fratelli e sorelle non hanno capito il lato magico della sorgente, la sua potenza, la scienza straordinaria che rappresentata, perché, dopo tanto tempo che ne parlo, se avessero basato la loro vita su di essa, si sarebbe visto scaturire da loro qualcosa di vivificante e di zampillante. Invece, sono sempre tetri, malinconici, chiusi, impazienti; perciò non hanno ancora appreso gran che da questo Insegnamento. Vogliono risolvere sempre i loro problemi con i mezzi e i metodi della palude, ma una palude non può sistemare nulla! Serve solo per i girini e tutti gli insetti di cui pullula l’acqua, che non rinnovandosi, costringe i suoi abitanti a nutrirsi dei reciproci rifiuti.

Ecco cosa accade in una palude! Una grande città e tutta la terra non sono altro che una grande palude, un acquitrino. Tutti gli esseri umani che vi brulicano sono costretti ad assorbire i rifiuti gli uni degli altri. Coloro che sanno come uscirne, prendono di tanto in tanto un sorso di purezza, ma gli altri si lasciano intossicare, soffocare, avvelenare. L’ atmosfera di una città non è null’altro che una palude, uno stagno. Se foste chiaroveggenti, vedreste come gli esseri umani si scambiano impurità, si divorano l’un l’altro e non sanno come uscirne, neanche per pochi minuti. E poi ridono della nostra filosofia solare! Ho parlato, ho spiegato, ma niente da fare. Ebbene, rimangano nella loro palude! Cosa posso dirvi? Un giorno saranno costretti a capire.

Il Maestro Peter Deunov aveva scelto l’immagine dello stagno; egli era più gentile di me. lo ho preso quella della palude, in quanto è un esempio così chiaro che chiunque può capire. Anche la sorgente, il sole… (in quel momento il sole apparve attraverso le nubi). Vedete, si direbbe che ci abbia sentito e che dica: “Oh! si parla di me; sono bravi…” E ci voglia mandare un sorriso.

Che conclusione potete trarre da quanto vi ho appena detto? Che tutti i malintesi, tutte le disgrazie, tutte le sofferenze derivano dal fatto che generalmente l’uomo non si collega al cielo, alla sorgente, o quando tenta di farlo, il collegamento dura solo pochi minuti e poi tutto s’interrompe ed egli si ritrova nuovamente nel pantano. Non voglio irritarvi, diciamo che parlo in generale. Invece di essere collegati con la sorgente che purifica, guarisce e illumina, gli uomini, nella maggior parte, vanno a legarsi non a uno stagno, ma a un pantano (tenete presente che può essere anche un uomo, una donna o la società), e vi si dissetano; preferiscono questo alla sorgente, perché non ne temono il giudizio. Che diranno i girini che vi brulicano? Se eventualmente parlassero male di loro, che succederebbe?

Io vi indico la via; ora sta a voi decidere. Non sono qui per divertirvi, ma perché sono costretto a dirvi la verità. So benissimo che non è piacevole, ma se siete rattristati per le mie parole, dovete sapere che se non vi dicessi nulla, sarebbe infinitamente peggio, perché rimanendo ignoranti, le difficoltà vi attaccherebbero da tutte le parti. Se invece siete informati e illuminati, potrete almeno scappare dalla scala di servizio, e i vostri nemici se ne andranno con le pive nel sacco.

Allora, cari fratelli e sorelle, riflettete sulle immagini della sorgente e della palude. Quando riuscirete infine a sentire il desiderio di amare, di fare sacrifici, di aiutare gli altri e di dare invece di prendere, significa che l’acqua già scorre dalla sorgente. Quando ciò accade, i fiori e gli alberi germogliano, gli uccelli cantano e spiriti meravigliosi prendono possesso di voi, della vostra mente, del vostro cuore, della vostra volontà, perché sono alimentati, in quanto è la sorgente che li nutre. Allora diventate ricchi e assomigliate a un paese con un popolo e una civiltà fiorente. E tutto ciò perché l’acqua scorre dalla sorgente. Questo è il lato simbolico che bisogna riuscire a capire. Quando però una sorgente si esaurisce, nessuno le rimane più vicino. Quando essa si spegne nell’uomo, non c’è più né creatività né poesia né musica né gioia; non c’è più nulla. Rimane solo il vuoto, il deserto, perché non c’è più acqua (la vita), non c’è più amore. Dovunque si vedono esseri aridi che vagano perché la sorgente si è esaurita. Così si spiega lo stato di infelicità degli uomini, la loro angoscia, il vuoto che esiste in essi. Sono molto intelligenti, ma hanno lasciato che la loro sorgente si prosciugasse, perché non hanno mai pensato a dare, a irradiare, ad amare. Avete capito ora il senso e la potenza della parola “sorgente”? Essa contiene un’intera scienza.

Quando vedo degli esseri la cui sorgente è esaurita, o non è mai fluita, so che il loro destino sarà infelice. Perché? Perché nessun angelo, nessuno spirito prenderà possesso di loro, nessuna bellezza, nessuno splendore, nulla!

Beati coloro che hanno capito e che decidono di cambiare! Per essi oggi è stato spiegato tutto, perché le due immagini della palude e della sorgente sono sufficienti a questo scopo. Se siete stagnanti, se fate tutto senza slancio, senza ispirazione, senza gioia, sappiate che avete lasciato esaurire la sorgente che doveva scaturire in voi, ma non ve ne siete accorti e state sempre criticando gli altri. Lasciateli tranquilli e aprite invece la vostra sorgente, pulitela, e l’acqua fluirà perché ogni creatura è nata per essere una sorgente. Infatti, quando il Signore ha mandato l’uomo sulla terra, lo ha preparato per tale scopo; ma l’uomo ha lasciato accumulare in sé tante impurità che la sua sorgente si è intasata, e di conseguenza intorno a lui si è fatto il vuoto, il deserto. Non c’è nulla di peggio del vuoto, nulla di peggio che essere nel deserto, che essere un deserto.

Cominciate ora a capire che cos’è una sorgente? È la vita dell’amore, e l’amore è onnipotente; è per mezzo suo che nascono le ispirazioni, le gioie, tutto. Non esistono verità più grandi di quella che vi ho comunicato oggi. So benissimo che, malgrado tutte le verità che ascoltano da anni, molti fra voi si trovano in una triste condizione, ma ciò è dovuto al fatto che non hanno metodo nel lavoro. Qualunque cosa si dica loro, qualunque siano le più grandi verità che potrebbero trasformare il loro deserto, non prendono nota di nulla, non ricordano nulla. Registrino almeno una verità e se la pongano ogni giorno davanti agli occhi per vederla, per mettersi in contatto con essa! Ma il contatto si interrompe subito; solo un’ora dopo, il contatto già non esiste più. Questo è il motivo per cui uomini di questo tipo sono predestinati a impantanarsi, a vivere eternamente nel deserto, e la colpa è loro, perché quando spiegate come devono fare per schiudersi, non capiscono e non ricordano nulla.

Direte che vi ho già parlato della sorgente. Lo so, ma è necessario che vi vengano ripetute parecchie volte le stesse cose. Il sole è sorto ieri, ma era per ieri; oggi deve sorgere ancora. L’acqua che scorre è in apparenza sempre la stessa, tuttavia è sempre nuova. È per questo che da anni vi ripeto: “Pensate ogni giorno a lasciar fluire l’acqua della vostra sorgente! Apritevi, pulitevi e diventerete una terra così fertile che persino i re verranno a gustare i frutti del vostro giardino”. Ma devo ripetere, sempre ripetere. Dopo tanti anni, perché non avete ancora piantato nulla, raccolto nulla, quando possedete dentro di voi un terreno straordinariamente ricco? E il vostro cervello? Che cos’è il vostro cervello? È la terra migliore e deve essere coltivata, deve essere seminata e innaffiata. Soffermatevi sulla sorgente, la vera sorgente, cioè il sole. Malgrado sia immenso, apparentemente irraggiungibile, stabilite come ideale di diventare una sorgente, un sole, e dopo alcuni anni sarete forse esteriormente sempre uguali, ma interiormente sarete cambiati. Tutti gli uomini dovrebbero camminare in questa direzione.

Abbiate il cuore puro come il cristallo, l’intelletto luminoso come il sole, l’anima vasta come l’universo, lo spirito potente come Dio e unito a Dio”. Conoscete questa formula del Maestro Peter Deunov, ma anch’essa è rimasta sulla carta. Pensate che per l’uomo sia impossibile diventare grande come l’universo; ma che ne sapete? Un Iniziato sa diventare così vasto che i chiaroveggenti possono vederlo su tutta la terra, sugli alberi, nei laghi, sulle montagne; lo vedono, perché egli è là per fare un lavoro. Vi confermo che l’essere umano può trovarsi dappertutto, ma deve almeno pensare che ciò sia possibile. I grandi Iniziati posseggono una formula grazie alla quale possono ingrandirsi immensamente per partecipare all’opera dell’Intelligenza cosmica, penetrare fin nelle viscere della terra, negli oceani e nell’aria. Fisicamente rimangono come sono, ma attraverso lo spirito, partecipano a tutti i lavori che si compiono nell’universo.

Un giorno, quando gli uomini cominceranno a studiare, capiranno che le possibilità dello spirito sono infinite, illimitate. Per il momento non possono capire, perché questo non li interessa; si sono limitati da soli volontariamente, e non osano più varcare certi limiti Poiché il padre, il nonno, il bisnonno pensavano in un certo modo, perché essi dovrebbero andare più lontano? È l’uomo stesso che si limita, s’indebolisce vuole rimanere piccolo e meschino; nessuno potrà convincermi del contrario. Direte: “Ma no, egli spera… spera…” Sì, apparentemente, ma in profondità, nei suoi concetti e nelle sue convinzioni, l’uomo non osa credere che potrebbe diventare grande; se lo augura, ma questo non basta.

Perciò, cari fratelli e sorelle, meditate d’ora innanzi sull’immagine della sorgente che alimenta e disseta tutto l’universo.

Sévres, 10 aprile 1966

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