Lo Sciamanismo Huna

Lo Sciamanismo Huna

Lo Sciamanismo Huna 3Lo sciamanismo é una pratica religiosa quasi universale: é diffusa dalla Lapponia fino al Sudamerica. Per quanto le forme locali siano ben differenti l’una dall’altra in queste pratiche si riscontrano sempre caratteristiche comuni. Negli ultimi anni la parola sciamano é stata utilizzata in contesti molto disparati, facendo confondere il significato di questa parola con quello di “stregone”,In realtà lo sciamano é una figura ben più complessa. La parola sciamano deriva dallo tunguso (una lingua dell’Asia Centrale) “samon”, “saman”, “Khaman” e indica il capo religioso e spirituale della comunità, l’uomo della medicina e l’interprete dei fenomeni naturali.

Gli sciamani hanno anche il compito di preservare la memoria dei loro popoli e di tramandarli attraverso canzoni, racconti,rappresentazioni drammatiche rituali. Sono il canale di comunicazione fra i membri della comunità e gli dei, i morti, gli spiriti e il resto del mondo appartenente alla mitologia.

Nell’ultimo periodo mi sono reso conto confrontando diverse esperienze spirituali, che alla base di molti insegnamenti spirituali ci sono gli stessi principi derivati dalla legge dell’Uno.

Confrontate i principi dello sciamanesimo Huna con le sette leggi della vita tratte dalla tradizione alchemica europea pubblicate nel post: le sette leggi della vita e fatevi un’idea.

Ecco il link per l’ articolo completo: sguardi nel logos: i sette principi degli sciamani

Gli insegnamenti segreti dei kahunas

Vi erano molte cose, relative alla costituzione dell’uomo, in cui questo riguardevole popolo credeva. Essi praticavano ciò in cui credevano, fintanto che l’uomo bianco, iniziando con i missionari, non ha “lavato il loro cervello” (Luke T. Beazley).

Lo Sciamanismo Huna 76Gli insegnamenti degli Huna, un popolo ora estinto delle isole Hawaii, sono molto simili a quelli relativi all’Iniziazione egiziana nell’Ordine di Melchizedek durante la Terza Dinastia (Joshua David Stone in Hidden Misteries).

Questi insegnamenti, che appartengono a una scienza antica e segreta, sono arrivati a noi tramite le ricerche di Max Freedom Long. Egli venne a conoscenza degli insegnamenti segreti degli Huna per mezzo di Williams Tufts Brigham che aveva passato quarant’anni nelle isole Hawaii, cercando di entrare in conoscenza con gli insegnamenti segreti di questo antico popolo. Brigham aveva potuto ottenere molto informazioni, ma non era riuscito a penetrare gli insegnamenti fino al loro più profondo significato.

Long, arrivato nelle isole Hawaii per lavoro nel 1917, senti parlare del Brigham, lo contattò e divenne particolarmente interessato alle sue ricerche, che divennero il suo studio preferito. Questo suo studio non mancò certo di ostacoli perché gli insegnamenti degli Huna erano stati trasmessi per via orale ed i pochi kahunas (i sacerdoti degli Huna) rimasti in vita non volevano parlare con lui.

Nel 1935 Long riuscì a fare una nuova traduzione dei canti liturgici e preghiere degli Huna, basandosi sul reale ed antico significato delle parole. Questa nuova traduzione rappresentò la chiave con cui riuscì in seguito a comprendere come i kahunas compissero alcune loro azioni che sembravano magiche.

Da quel momento Long passò ben quarant’anni studiando e lavorando con gli insegnamenti degli Huna e, al termine della sua vita terrena, nel 1971, le sue ricerche passarono al Dr. E. Otha Wingo, che era a capo della Huna Research Associates (Gruppi di Ricerca sugli Huna). In seguito il dr. Wingoe scrisse il “Twelve-Lesson Huna Corrspondence Course” (Corso per corrispondenza sugli Huna in Dodici lezioni), dove viene proposto il modo pratico per utilizzare gli insegnamenti dei Kahunas.

L’essenza di questi insegnamenti postulano che l’essere umano si compone di tre “sé”, o menti autonome tra loro. Esse possono essere facilmente identificate come: mente subconscia, mente consapevole e mente super-conscia.

La mente cosciente o sé intermedio

I kahunas chiamano la mente consapevole “uhane”, o “sé intermedio”: questa è la parte dell’uomo che è consapevole della sua propria esistenza ed è in grado di ragionare. Il sé intermedio è libero di creare quello che vuole, ma necessità della collaborazione del sé inferiore.

La mente subconscia o sé inferiore

La mente subconscia viene chiamata “Unihipili” o “sé inferiore”. Rappresenta la parte dell’uomo che presenta le informazioni raccolte (percezioni sensoriali, emozioni, ricordi, ecc.) al sé intermedio (mente cosciente) affinché lo valuti con il ragionamento e decida se deve essere accettato oppure no. Il sé inferiore è la sede della memoria e delle emozioni. Si potrebbe definire il suo modo di ragionare come quello di un animale. Va precisato che il termine “basso” non viene qui utilizzato per classificarlo di poca importanza, ma per precisare che il suo livello di coscienza è inferiore a quello del sé intermedio e il fatto che la sua localizzazione fisica si trova nel plesso solare piuttosto che nella testa.

La mente super conscia o sé superiore

La terza mente, quella superiore, viene chiamata dai Kahunas “aumakua”. Usando la loro definizione essa è “l’anziano parente, spirito fidatissimo e sicuro”. Questa mente, o sé superiore, vive in un livello di coscienza assai elevato e al di fuori del corpo fisico. Non interviene negli affari della vita a meno che non gli venga fatta una precisa richiesta. Questo fa parte di una legge cosmica a cui lui stesso deve aderire.

Il sé superiore ha una facoltà di ragionamento superiore si quella posseduta dagli altri due sé. è la parte che, mediante il sé inferiore, può dare informazioni tramite i sogni, oppure fornire intuizioni, e premonizioni. Gli Huna insegnano che questo sé superiore costruisce il nostro futuro usando i nostri pensieri, speranze, ed i timori che alberga nel sé intermedio e in quello inferiore.

Noi costruiamo il nostro futuro

Si suppone pure che il sé superiore possa conoscere il futuro, almeno quello che i nostri pensieri cristallizzati (continuati nel tempo, N.d.R.) hanno già preparato. Secondo questi insegnamenti il futuro cambia in accordo a come cambiano i pensieri giornalieri del sé intermedio e quello inferiore. Viene anche detto che noi comunichiamo naturalmente con il nostro Sé superiore durante il sonno. è durante questo contatto che la maggior parte dei pensieri formulati durante il giorno viene usata, mediante qualche misterioso meccanismo, per materializzare le condizioni che incontreremo nel nostro futuro.

Gli insegnamenti degli Huna dicono che ognuno dei tre sé ha un suo compito ben definito da svolgere nella vita di un individuo. Vita, salute e felicità sono in stretta relazione a come questi tre sé lavorano in modo integrato e armonico.

Le gestione del “mana” o energia vitale

I corpi eterici dei tre sé sono costituiti da una sostanza chiamata “aka”, che si presenta appiccicosa ed elastica, infatti può essere estesa senza causarne la rottura. Questa sostanza è un perfetto conduttore di forza vitale. Secondo gli Huna, il sé inferiore è in grado di cambiare, temporaneamente o permanentemente, la sua forma al fine di formare un filo per collegare il sé intermedio con quello superiore.

Per capire come viene gestito il mana è necessario conoscere bene come i tre sé, quali entità mentali-energetiche, interagiscono tra loro. Sostanzialmente l’energia vitale individuale, detta “mana”, viene considerata suddivisa in tre diversi livelli. Il livello più basso appartiene al sé inferiore o subconscio.

Si pensa che questa energia, quando viene utilizzata dal sé intermedio o mente cosciente, venga elevata ad un maggiore livello di tensione. Nello stesso modo sembra anche che quando viene elevata al livello di coscienza del sé superiore, la tensione salga a un livello ancora maggiore. Pertanto il mana (forza vitale) di una persona cambia a seconda del sé che la sta utilizzando.

Il “corpo” dei tre sé

Gli Huna insegnano che ognuno dei tre sé ha un suo proprio corpo sottile detto anche “corpo eterico”. Si pensa che ogni cosa esistente nel mondo fisico abbia un suo corpo eterico, che è un esatto duplicato di quello fisico composto di materia densa. È il corpo eterico che dà la forma e mantiene nel tempo ogni cosa esistente. Tutto ciò che esiste ha il suo corpo eterico.

Il corpo eterico del sé inferiore rappresenta la “matrice energetica” di ogni tessuto presente nel corpo fisico, assomiglia a quello fisico, ma è sottile e invisibile. Questo corpo contiene in sé tutti i ricordi degli eventi passati in questa vita.

Il corpo eterico del sé intermedio è un veicolo di energia e si trova nella regione della testa fisica. I sé intermedio e inferiore interpenetrano il corpo fisico con i loro corpi eterici.

Anche il sé superiore ha un suo corpo eterico, ma questi non interpenetra il corpo fisico. È connesso con quello inferiore con una funicella di energia, chiamata “funicella d’argento” da altre Scuole di pensiero.

Gli Huna insegnano che il sé superiore esprime tutte le qualità divine: compassione, pazienza, amore, perdono. Rappresenta l’ideale a cui il sé intermedio deve aspirare in quanto è un livello assai avanzato nei poteri mentali e abilità creative. Il sé superiore viene anche considerato come una comunità di Esseri spirituali. Si considera che ognuno di essi sia una individualità ben distinta, ma sia nel contempo partecipe della coscienza di tutti gli altri. Si pensa pure che in lui compaia una miscela perfetta dei caratteri maschili e femminili, un androgine a tutti gli effetti.

Chi possiede una forte e buona relazione con i suoi sé inferiore e superiore ha sviluppato questi “sottili fili di collegamento” e gli ha trasformati in un robusto collegamento, una vera e propria corda di sostanza “aka”, detta “aka cord”. È mediante questi fili o corde di aka che viene trasmessa la forza vitale e viaggiano le forme di pensiero.

Noi siamo collegati con moltissime cose

Ogni volta che noi contattiamo il nostro sé inferiore, il tuo sé superiore, un oggetto o una persona, noi emettiamo dei fili di aka. Quando il contatto avviene tra due persone, un lungo filo appiccicoso si stabilisce tra loro. Se la persona viene contattata altre volte si aggiungono altri fili che, nel tempo, si intrecciano formando una “aka cord”. Pertanto due individui che hanno avuto molti contatti sono collegati da una vera e propria corda di sostanza sottile.

La comunicazione telepatica, secondo gli Huna, è possibile perché la forza vitale e le forme pensiero possono trasmettersi mediante la “aka cord”. Queste comunicazioni telepatiche di forme pensiero e forza vitale possono avvenire tra i sé superiore, intermedio e inferiore di una stessa persona, oppure tra due persone collegate tra loro con una “aka cord”.

Le associazioni di idee

Ogni nostro pensiero ha un suo corpo sottile di sostanza aka. Nel momento che un pensiero viene formulato viene collegato con un filo di aka ai fili dei pensieri fatti in precedenza. Questo concetto spiega chiaramente come avvengono le associazione delle idee studiate dalla moderna psicologia. In altre parole, un dato pensiero attira a lui i fili dei pensieri a lui similari.

Un altro aspetto estremamente importante degli insegnamenti Huna è l’importanza del “mana”, o forza vitale. Mana è l’energia che sta alla base in tutte le cose. È un energia che il nostro sé inferiore assume dall’aria e dal cibo, e quindi lo accumula nel suo corpo eterico. Questa forza vitale può essere usata per qualsiasi cosa che il sé intermedio volessa fare.

Quando viene usato dal sé intermedio il mana viene elevata dal corpo eterico del sé inferiore fintanto che arriva nella regione della testa fisica, durante questo spostamento il mana subisce qualche sottile cambiamento. Questa energia, dopo essere stata trasformata, diventa quella che la moderna psicologia moderna chiama “volontà”. Quando il sé intermedio non utilizza la volontà nel modo corretto, il sé inferiore passa da un’attività all’altra senza eseguire i comandi o i suggerimenti nel migliore dei modi.

Il sé inferiore è come un bambino

Si pensa che il sé inferiore sia come un bambino: ha bisogno di essere amato e ha bisogno di essere trattato fermamente e con disciplina. Un bambino, infatti, se vive in un ambiente non buono e non viene disciplinato imparerà ad agire in un modo sbagliato. La stessa cosa vale per il sé intermedio. Questo fatto fa comprendere perché il sé inferiore, non potendo ragionare correttamente, deve fornire al sé intermedio il mana necessario affinché vengano fatte le giuste scelte e valutazioni. Il sé intermedio è capace di ragionare e può essere considerato come il tutore di quello inferiore, così come il sé superiore si può considerare il tutore del sé intermedio. I tre sé rappresentano tre diversi livelli di coscienza.

Dio è unico e trino

Gli Huna credono che Dio sia trino, così come lo sono le persone. Essi credono che Dio è comprensivo di tre livelli di coscienza che chiamano: “Ku”, “Kane”, e “Kanaloa”. Questo concetto di Dio trinitario lo ritroviamo in altre religioni come il Cristianesimo (Padre, Figlio, e Spirito Santo), e l’Induismo (Brahma, Vishnu, e Shiva). I kahunas credono che il processo di evoluzione muovendosi tra questi livelli di coscienza, arrivando, ad un certo momento, ad essere uno con Dio il Creatore, o “Ku”, nella lingua degli Huna.

La preghiera

Quando si fanno delle preghiere al sé superiore si usa un processo simile a quello utilizzato tra il sé intermedio e quello inferiore. Dopo che il sé intermedio ha elevato fino a sé la forza vitale presa dal corpo eterico del sé inferiore, per usarla come come volontà, può utilizzarla per fare qualunque cosa. Tra questi utilizzi possiamo citare: preghiera, studio, ragionamento, esercizio fisico, controllo del sé inferiore, o qualsiasi altra attività. Quando si rivolge una preghiera al sé superiore il mana (energia vitale), viene elevata dal sé intermedio fino a farla giungere al sé superiore.

Gli Huna, insegnano che il sé superiore non può rispondere a una preghiera se non riceve, dai sé intermedio e inferiore, una quantità di mana sufficiente per poterlo fare. Così, secondo gli Huna, è essenziale accumulare una notevole quantità di mana prima che venga formulata qualsiasi preghiera. Questa condizione viene indicata come estremamente importante.

Vari modi per accumulare il mana (energia vitale)

Chiedendo e comandando al sé inferiore di accumulare molto mana che possa essere utilizzato per le preghiere.

Facendo esercizio fisico

Facendo delle respirazioni profonde, che causano un maggiore consumo dello zucchero organico presente nel sangue. Questo è il metodo più utilizzato.

Facendo attenzione alle posizioni assunte del corpo.

Utilizzando cibi nutrienti.

Visualizzando l’energia vitale che, come fosse acqua, parte dalla base della spina dorsale e sale lungo la medesima per uscirsene alla sommità del capo formando una bella fontana.

Mantenendo un atteggiamento mentale in cui ci si sente pieni di forza ed energia. Lo stesso che viene mantenuto da un atleta sicuro di sé all’approssimarsi ad una gara.

Riposando e dormendo in modo salubre e sufficiente.

Affermando ad alta voce: “La forza vitale universale fluisce dentro di me. Posso sentirla!”

Per fare in modo che una preghiera venga esaudita l’accumulo del mana non è sufficiente, è anche necessario che “il percorso sia libero”. Questo significa che bisogna rimuovere dalla memoria del sé inferiore tutte le forme pensiero che potrebbero sabotare la preghiera. Tali forme del pensiero possono essere registrate sia nella mente subconscia (sé inferiore) che in quella cosciente (sé intermedio).

Come ultima cosa, per realizzare una preghiera valida, consiste nel creare una forte forma pensiero. Le forme pensiero sono, infatti, come un seme in grado di far nascere le cose reali. Per “pulire il percorso” è necessario rimuovere le idee e i pensieri negativi nei sé intermedio e inferiore. Quindi si può scrivere la preghiera su un foglio di carta. A questo punto bisogna visualizzare che si accumuli della forza vitale nel corpo eterico del sé inferiore affinché possa essere utilizzata quando inizieremo a pregare.

Va notato che, secondo gli Huna, l’unico peccato esistente sia quello relativo alle azione che danneggiano un’altra persona. Questi danni da altre persone dovranno, nel tempo, essere bilanciati a tutti i livelli (vedi la Legge di Causa ed Effetto o Legge del karma, N.d.R.).

Come pregare

Leggete la preghiera a voce alta per tre volte. Ora immaginate che ciò che avete richiesto stia accadendo realmente. Ripetete questa procedura tutti i giorni fintanto che il vostro desiderio sarà stato esaudito.

Secondo insegnamenti Huna questo è lo stesso processo con cui avvengono gli spostamenti di piccoli oggetti nelle sedute medianiche. In queste occasioni lo spirito di un defunto riesce, in qualche modo, ad ottenere una grande quantità di forza vitale che utilizza per de-materializzare l’oggetto fisico riducendolo alla sua forma eterica, quindi lo trasporta e lo materializza nel luogo prescelto.

Secondo gli Huna il sé superiore ha anche la capacità di controllare il tempo atmosferico, gli animali, gli insetti e la vita dei vegetali. Praticamente qualsiasi cosa che appartenga al mondo materiale..

La meta finale dell’uomo, secondo questi insegnamenti, è l’integrazione dei tre sé in un solo, e questi con Dio.

Fonte: insegnamento segreto dei Kahunas

Questo testo ci è stato gentilmente fornito dal sito www.crystalinks.com/

Traduzione di Mario Rizzi.

Bibliografia

Max Freedom Long, The Secret Science at Work – The Huna Method as a way of life.

DeVorss & Company, Publisher – P.O. Box 550 – Marina del Rey, CA, 90294 (1995). Acquistabile nel sito www.amazon.com

Il libro, tradotto in lingua italiana, sarà prossimamente disponibile presso Macro Edizioni, sito www.macroedizioni.it

Serge Kahili King, La padronanza del sé nascosto

Acquistabile nel sito www.ilgiardinodeilibri.it

Riferimenti up.jpg

http://www.angelfire.com/mo/huna/

Huna Research, Inc. / 1760 Anna Street / Cape Girardeau,

MO 63701-4504 USA / 573-334-3478

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.