LA VERA LIBERTÀ

LA VERA LIBERTÀ

LA VERA LIBERTÀLa Vera Libertà si realizza attraverso la rinuncia a tutte le cose, a tutti i legami del mondo materiale. Avevano ragione gli illuminati ed i santi di tutte le religioni che il paradiso è raggiunto da chi “Nulla Sa e Nulla Vuole”.

Questa rinuncia però deve essere spontanea, deve realizzarsi naturalmente. Quando tutto è stato sperimentato, i desideri sono stati soddisfatti, la curiosità placata, presto o tardi le personali inclinazioni interiori si palesano e la “spinta verso l’alto”, la ricerca della vera dimensione spirituale dell’essere, si manifesta in un disinteresse verso le “cose del mondo” conducendo l’entità ad un progressivo abbandono della soddisfazione dei desideri materiali, o meglio, del “mondo della manifestazione”.

Forzando se stessi tramite la volontà, mediante la disciplina o un obbligo mentale auto-imposto, la rinuncia non avendo origine a livello interiore sarà prima o poi abbandonata per mezzo di un qualche tipo di “tentazione” offerta. La Vera Libertà è un percorso di auto realizzazione di cui la Volontà è il motore non l’organo di guida. È la “Spinta Interiore”, la “Ricerca della Luce a Spirale Ascendente”, ciò che “guida” in questo processo. Al momento opportuno tutto quanto si realizza naturalmente nel percorso di ricerca, non è utile forzarsi, si rischia solamente di provocare del conflitto interiore che dovrà poi essere risolto ritardando ulteriormente il proprio progresso in tale cammino. Questa però è la “Via dell’Adepto” di Colui che coscientemente ricerca la realizzazione del sé e da sé sceglie il proprio percorso, o meglio, il modo di percorrerlo. Nel caso dell’umanità di questo pianeta sono pochi coloro che hanno intrapreso coscientemente questo cammino, la maggioranza avanza in tale percorso spinta dalle esperienze sperimentate e guidata, per quanto possibile, dal proprio Sé Superiore. Tutti comunque devono obbedire, consapevolmente o meno, alle Leggi del Logos creatore della “Manifestazione” che sperimentano. Tra queste vi sono la “Legge di Polarità” e quella “del Ritmo”.

LEGGE DI POLARITÀ’

« Tutto è duale; tutto è polare: per ogni cosa c’è la sua coppia di opposti. Come simile e dissimile sono uguali, gli opposti sono identici per natura e differiscono solo di grado. Così gli estremi si toccano; tutte le verità non sono che mezze verità e ogni paradosso può essere conciliato ». “Il KYBALION

Grazie a questo antichissimo assioma ermetico, si può avere una spiegazione per quei paradossi che, per tanto tempo, hanno tenuto in dubbio l’uomo e che possono essere così esplicati: «tesi e antitesi hanno uguale natura, ma sono diverse per grado»; o anche: « gli opposti sono identici, differendo solo di grado, cosicché possono venire conciliati e gli estremi finiscono col toccarsi. Nello stesso tempo, ogni cosa è e non è; ogni verità non è che mezza verità; tutte le verità sono per metà false, ogni cosa ha due lati », e così via.

Sono questi esempi della polarità di tutto ciò che è in natura; del fatto che gli opposti non sono altro che i due estremi della stessa cosa, ma con diverse variazioni di grado, proprio allo stesso modo in cui caldo e freddo, consistendo la loro diversità solo in differenza di grado, sono in realtà identici, sebbene opposti.

Potete forse voi, guardando il vostro termometro, scoprire dove termina il caldo e comincia il freddo?

Niente esiste di caldo o freddo « assoluto ». Sia l’uno, che l’altro termine, stanno per diversi gradi della stessa cosa, che a sua volta, non è che una variante ed un grado di vibrazione; per cui dire « caldo » o «freddo » non è altro che il riferirsi, rispettivamente, ai due poli della stessa cosa.

Anche nel caso della luce e dell’oscurità vale lo stesso discorso: esse sono uguali, consistendo la loro differenza nella diversità di grado manifestantesi tra i due estremi del fenomeno.

Chi può dire, infatti, dove termina l’oscurità ed ha inizio la luce? Quale differenza esiste tra il grande e il piccolo, o il duro e il tenero, il bianco e il nero, l’acuto e l’ottuso; il movimento e la quiete, l’alto e il basso, il negativo e il positivo?

Ognuno di questi paradossi ha la sua spiegazione nel principio di polarità e solo in esso.

LEGGE DEL RITMO

« Ogni cosa fluisce e rifluisce, tutto procede per fasi; ogni cosa s’innalza e cade, l’oscillazione del pendolo è sempre manifestata; poiché l’oscillazione di destra è la misura di quella di sinistra, il ritmo si compensa ». “Il KYBALION

Questo grande principio, rende omaggio alla verità che, in ogni cosa è presente un movimento ben preciso, che si espande in ogni direzione; un fluire continuo, per ogni oscillazione in avanti, una all’indietro, un moto pendolare, un’alta e bassa marea.

Questo avviene tra i due poli, su tutti e tre i piani: fisico, mentale e spirituale, essendo in stretto rapporto con il precedente principio di polarità. Il fatto che tra i due poli esista sempre un ritmo, non comporta però, che l’oscillazione giunga necessariamente alle due estremità; ciò avviene, anzi, assai raramente, inoltre è molto difficile stabilire quali siano gli estremi polari. Comunque, l’oscillazione si dirige sempre, prima ad un polo, poi verso l’altro, e ci sarà sempre per ogni azione una reazione, un avanzamento e un arretramento, un innalzarsi e un abbassarsi; sempre, in ogni fenomeno universale; questo vale tanto per i soli, i pianeti, gli uomini, le piante, gli animali, i minerali, le sorgenti di forza o di energia, la materia in genere, che per la mente e lo spirito. E’ un principio che si manifesta nella creazione e distruzione dei mondi, come nel progredire e cadere delle nazioni, nella storia di tutte le cose, ed infine, negli stati mentali dell’uomo.

Pertanto la “Vera Libertà” si realizza quando vi è mancanza di libertà, la sua realizzazione arriva attraverso l’esperienza della “Vera Mancanza di Libertà”, il suo opposto.

Lao Tsu maestro della polarità si esprime analogamente nel “Tao Te Ching”: “La vita è interdipendenza degli opposti, com’è possibile un paradiso senza un inferno? accettali entrambi, allora la vita diverrà una sinfonia di opposti, non occorre meditazione semplicemente vivi la tua vita come viene, godi il momento presente e non preoccuparti del futuro o del passato”.

(Laou Tzu)

XXXVI – L’OCCULTO E IL PALESE

Quei che vuoi che si contragga

devi farlo espandere,

quei che vuoi che s’indebolisca

devi farlo rafforzare,

quei che vuoi che rovini

devi farlo prosperare,

a quei che vuoi che sia tolto

devi dare.

Questo è l’occulto e il palese.

Mollezza e debolezza vincono durezza e forza.

Al pesce non conviene abbandonar l’abisso,

gli strumenti profittevoli al regno non conviene mostrarli al popolo.

(Tao Te Ching)

Per raggiungere qualcosa bisogna prima partire dal suo opposto, perciò in questo momento all’apice del Kali Yuga, il trionfo dell’Oscurità, per reazione si sta manifestando una spinta irresistibile verso il suo opposto, La Luce.

Man mano che su questo pianeta le forme di organizzazione sociale, per come sono state finora impostate, progressivamente riducono la falsa “Libertà esteriore” che è in realtà “Schiavitù dei Sensi”, o meglio, “Schiavitù delle percezioni o sensazioni” organizzata e mascherata. Dicevo, man mano che questa falsa libertà viene ridotta, una irresistibile spinta verso la “Vera Libertà”, che è la realizzazione dell’Illusione di questa “Realtà” e la ricerca della “Vera Esistenza”, si produce in virtù della Legge di Polarità.

Cercherò di spiegare meglio questo concetto.

È evidente che al fine di sopravvivere in terza densità, che è la “realtà” che attualmente sperimentiamo, vi siano delle necessità che possono essere vitali, affettive, spirituali; tutto quello che aiuta l’individuo a soddisfare ciò che ritiene gli sia di “necessità”. Mediante l’interazione con altre “Individualità” si impara ad associarsi in gruppo al fine di soddisfare in modo migliore tali “necessità”. L’associazione si espande ed evolve, nascono così le strutture sociali: la famiglia, il clan, il villaggio, la città, lo stato, l’unione di stati ed infine la società planetaria. Tutte queste forme di associazione hanno nella comune percezione, dei terrestri almeno, lo scopo di soddisfare in modo più efficiente le “necessità” dell’individuo. Ma questo modo di considerare la situazione è paradossale, è “scambiare l’effetto con la causa”. Le necessità erano intese per condurre gradualmente l’individuo al “modo di essere” parte di una società planetaria, non a essere la società planetaria una funzione del raggiungimento della soddisfazione di sempre maggiori “necessità”. Fino ad ora su questo pianeta in molti casi ha prevalso questo tipo di considerazione dell’esistenza. Possiamo dire che è stata una parte necessaria di un processo che si articola in più fasi.

Attualmente il progresso tecnologico ha fornito un modo di soddisfare molteplici necessità che anche solamente un secolo fa erano considerate dei lussi e riservate a pochi. Ma nonostante tutto questo, nuove e sempre maggiori “necessità” sembrano dover essere soddisfatte al fine di “vivere una vita felice”.

L’Io, l’ego, non può mai essere soddisfatto, quando una realizzazione del desiderio è raggiunta un nuovo desiderio sorge nella mente egoica e nuovamente parte la ricerca della sua soddisfazione, è un processo senza fine. L’aumento esponenziale della popolazione e il consumo eccessivo delle risorse ha posto un freno a questo processo ed imposto una riflessione all’individuo, sopratutto lo ha messo davanti ad una scelta: continuare in questo processo di soddisfazione egoica del desiderio, che potrebbe anche condurre alla distruzione della sfera planetaria, o evolvere interiormente considerando se stesso come parte di una esistenza più grande, l’Entità Planetaria, che comprende tutto ciò che è parte di questa sfera planetaria.

Questo è un processo ineluttabile, è parte della legge cosmica. Opporvisi volendo rimanere nella considerazione di sé stessi come individualità non integrate in un complesso sociale planetario, e successivamente in un Complesso di Memoria Sociale Planetario, può condurre alla ripetizione del ciclo di lezioni di terza densità.

Per una parte dell’Umanità terrestre questa scelta è inconsapevole a causa del processo di velatura di terza densità che cancellando il ricordo delle esistenze passate permette alle particolari inclinazioni dell’individuo di manifestarsi “sinceramente” nelle sue azioni e comportamenti nei riguardi di Sé stesso e degli Altri-Sé. Quando un certo livello di polarizzazione è raggiunto sul sentiero positivo o su quello negativo, automaticamente l’entità avrà la possibilità di essere promossa in dimensione superiore facendo parte successivamente di complessi di memoria sociale di quarta densità.

Ma per chi ora percorre la “via dell’adepto”, per gli Erranti e per chi desidera sinceramente evolvere consapevolmente, è arrivato il momento di ascoltare la voce interiore e di liberarsi da quanto ritenuto “indispensabile”, che progressivamente è divenuto dipendenza imprigionando l’esistenza in un labirinto di molteplici false necessità che non riescono mai ad essere soddisfatte, intralciando così lo sviluppo spirituale dell’esistenza. Non voglio fornire esempi specifici in quanto ognuno dentro di sé sa da cosa dipende e se desidera liberarsi da tali dipendenze. È possibile mediante la volontà e/o l’aiuto di Altri-Sé, sottrarsi all’influenza di tali dipendenze ma non si tratta di una risoluzione definitiva, questa è un opera che coinvolge l’introspezione e l’analisi della personalità, risiedendo le cause radice delle dipendenze nel complesso mentale ed emotivo dell’individuo. Una volta individuate le cause della dipendenza è necessario risolverle e il modo per farlo è duplice secondo la polarità prescelta, Ra:

46.7 Interrogante: Mi stavo solo chiedendo, se un’entità si polarizza verso il sentiero del servizio-al-sé, la rabbia avrebbe lo stesso effetto fisico che colpisce un’entità polarizzata verso il sentiero del servizio-agli-altri? Anche provocherebbe il cancro, o è solo un effetto catalitico che lavora nell’entità polarizzata positivamente?

Ra: Io sono Ra. I meccanismi catalitici sono dipendenti, non dalla polarità scelta di un complesso mente/corpo/spirito, ma dall’uso o scopo a cui questa catalisi è destinata. Così l’entità che usa l’esperienza di rabbia per polarizzare consapevolmente in modo positivo o negativo non sperimenta il catalizzatore corporeo ma piuttosto usa il catalizzatore in configurazione mentale.

46.8 Interrogante: Non sono sicuro di aver capito ciò. Prendiamo alcuni esempi: se un’entità che sta polarizzando verso il percorso negativo si arrabbia… Prendiamo la condizione in cui sviluppa un cancro. Qual è il principio di questo per lui?

Ra: Io sono Ra. Vediamo la direzione della tua domanda e risponderemo non in accordo con la domanda specifica se ciò incontra la tua approvazione.

46.9 Interrogante: Certamente.

Ra: L’entità polarizzante positivamente percepisce la rabbia. Questa entità, se sta usando questo catalizzatore mentalmente, benedice e ama questa rabbia in sé. Quindi intensifica questa rabbia coscientemente solo nella mente finché la follia di questa energia del raggio rosso viene percepita non come follia in sé, ma come energia soggetta all’entropia spirituale a causa della casualità dell’energia che è utilizzata.

L’orientamento positivo fornisce allora la volontà e la fede a continuare questa mentalmente intensa esperienza di lasciare che la rabbia sia compresa, accettata e integrata con il complesso mente/corpo/spirito. L’altro-sé che è l’oggetto della rabbia viene così trasformato in un oggetto di accettazione, comprensione e riconciliazione, il tutto è reintegrato usando la grande energia che la rabbia ha iniziato.

Il complesso mente/corpo/spirito orientato negativamente utilizzerà questa rabbia in una analogamente cosciente maniera, rifiutando di accettare l’energia non-diretta (undirected) o casuale della rabbia ed invece, attraverso volontà e fede, incanalerà questa energia in un mezzo pratico per sfogare l’aspetto negativo di questa emozione in modo da acquisire il controllo sull’altro-sé, o altrimenti controllare la situazione che provoca rabbia.

Il controllo è la chiave per l’uso polarizzato negativamente del catalizzatore. L’accettazione è la chiave per l’uso polarizzato positivamente del catalizzatore. Tra queste polarità risiede il potenziale per questa energia casuale e non-diretta che crea un complesso corporeo analogo a ciò che chiamate la crescita cancerosa di tessuti.

46.10 Interrogante: Allora, a quanto ho capito, stai dicendo che se l’entità polarizzante positivamente non riesce ad accettare l’altro-sé o se l’entità polarizzante negativamente non riesce a controllare l’altro-sé, entrambe queste condizioni possono causare il cancro, forse. È corretto?

Ra: Io sono Ra. Questo è parzialmente corretto. La prima accettazione, o controllo, che dipende dalla polarità, è del Sé. La rabbia è una delle tante cose da accettare e amare come parte di sé o da controllare come parte di sé, se l’entità deve fare questo lavoro.

46.11 Intervistatore: Allora stai dicendo che se un’entità polarizzata o polarizzante negativamente non è in grado di controllare la propria rabbia o non è in grado di controllarsi nella rabbia, che potrebbe causare il cancro? È corretto?

Ra: Io sono Ra. Questo è abbastanza corretto. La polarizzazione negativa contiene un grande requisito per il controllo e la repressione.

46.12 Interrogante: Una repressione di cosa?

Ra: Io sono Ra. Qualsiasi distorsione del complesso della mente che si può chiamare emotiva, che è di per sé disorganizzata, ha bisogno, per essere utile all’entità orientata negativamente, di essere repressa e poi “portata in superficie” in un uso organizzato. Così si possono trovare, per esempio, entità polarizzate negativamente che controllano e reprimono basilari bisogni del complesso corporeo come il desiderio sessuale in modo che nella pratica di esso la volontà possa essere usata per imporsi sull’altro-sé con maggiore efficienza quando il comportamento sessuale è consentito.

46.13 Interrogante: Allora l’entità orientata positivamente, piuttosto che tentare la repressione dell’emozione, bilancerà l’emozione come affermato in un contatto precedente. È corretto?

Ra: Io sono Ra. Questo è corretto e illustra il sentiero dell’Unità”.

82.3 Interrogante: Jim ha una domanda personale che non deve essere pubblicata. Chiede: “Sembra che il mio lavoro sull’equilibrio si sia spostato da preoccupazioni più marginali come la pazienza/impazienza, a imparare ad aprirmi nell’amore incondizionato, per accettare me stesso come intero e perfetto, e poi per accettare me stesso come il Creatore. Se questa è una normale progressione della focalizzazione per l’equilibrio, non sarebbe più efficiente, una volta scoperto, per una persona lavorare sull’accettazione del sé come Creatore, piuttosto che lavorare marginalmente sui risultati secondari e terziari della mancata accettazione del sé? “

Ra: Io sono Ra. Il termine efficienza ha connotazioni fuorvianti. Nel contesto del lavoro nelle discipline della personalità (Link), per essere più pienamente efficienti nella centrale “accettazione del sé”, è per primo del tutto necessario conoscere le distorsioni del sé che l’entità sta accettando. Ogni pensiero e azione necessariamente deve quindi essere esaminato per le precise fondamenta delle distorsioni di ogni reazione.* Questo processo porterà al più centrale compito dell’accettazione. Tuttavia,”l’architrave deve essere posta prima che la struttura venga costruita”. *(originale nel testo: Each thought and action needs must then be scrutinized for the precise foundation of the distortions of any reactions.)”

La liberazione dalle dipendenze è un lavoro lungo e paziente, vi possono essere cadute e passi indietro da recuperare, ma come per tutte le cose l’importante è cominciare poi tutto seguirà il suo corso. L’aiuto non vi mancherà, connettetevi al vostro sé superiore mediante la preghiera e la meditazione e richiedete aiuto, vi sono schiere di entità che attendono solo una vostra chiamata per fornirvi assistenza.

A questo punto questo testo potrebbe terminare qui ma vorrei aggiungere del materiale di Ra che è correlato al concetto di “Libertà” per come è concepita dalle entità di entrambe le polarizzazioni, e può “fornire un lume” a molti dei “risvegliati” di questo pianeta che con difficoltà cercano di “inquadrare” il sentiero da percorrere:

32.2 Interrogante: Grazie mille. Continuerò ora con il materiale dell’altro ieri. Il nostro oggetto è come la polarità sessuale agisce da catalizzatore nell’evoluzione e come utilizzare al meglio questo catalizzatore. Tornando a quel materiale, colmerò alcune lacune che forse non comprendiamo troppo bene a questo punto.

Puoi dirmi la differenza tra l’attivazione del raggio arancione e quella del raggio giallo? “Sto andando a lavorare” dal raggio rosso fino al viola, e abbiamo “già trattato” il raggio rosso, quindi qual è la differenza tra l’attivazione del raggio arancione e quella del raggio giallo?

Ra: Io sono Ra. Il raggio arancione è quell’influenza o modello vibratorio in cui la mente/corpo/spirito esprime il suo potere su base individuale. Quindi il potere sugli individui può essere visto per essere raggio arancione. Questo raggio è stato piuttosto intenso fra i vostri popoli su base individuale. Potete vedere in questo raggio il trattamento degli altri-sé come non-entità, schiavi o servi, quindi non conferendo agli altri-sé alcuno status.

Il raggio giallo è un raggio focale e molto potente e concerne l’entità in relazione a, diciamo, gruppi, società o un gran numero di complessi mente/corpo/spirito. Questa arancione – ci correggiamo – questa vibrazione del raggio giallo è al cuore delle azioni bellicose in cui un gruppo di entità sente la necessità e il diritto di dominare altri gruppi di entità e piegare la loro volontà alla volontà dei dominatori. Il percorso negativo, come lo chiamereste, usa una combinazione del raggio giallo e del raggio arancione nei suoi modelli di polarizzazione. Questi raggi, usati in maniera dedita (dedicated fashion), porteranno a un contatto con l’infinito intelligente. La natura usuale dell’interazione sessuale, se si è nei modelli vibratori primari gialli o arancioni, è quella del bloccaggio e quindi della fame insaziabile dovuta al blocco. Quando ci sono due sé che vibrano in quest’area, il potenziale di polarizzazione attraverso l’interazione sessuale ha inizio, un’entità sperimenta il piacere dell’umiliazione e della schiavitù o della servitù, l’altra sperimenta il piacere della dominazione e del controllo su un’altra entità. In questo modo un trasferimento di energia sessuale di polarità negativa è sperimentato.

87.7 Interrogante: Qual è la situazione ambientale di questa particolare entità negativa di quinta densità, e come lavora con la quarta densità negativa per stabilire potere e controllo; e qual è la sua particolare filosofia riguardo a se stesso come Creatore e il suo uso della prima distorsione e l’estensione di questo uso della prima distorsione alla quarta densità negativa? Spero che questa non sia una domanda troppo complessa.

Ra: Io sono Ra. L’ambiente del vostro compagno è quello della roccia, della caverna, il luogo dell’aridità, poiché questa è la densità della saggezza. Ciò che è necessario può essere pensato e ricevuto. A questa entità molto poco è necessario sul (piano) fisico, se si vuole (definirlo così), o complesso spazio/tempo di distorsioni.

Una tale entità spende la sua consapevolezza nei regni del tempo/spazio nel tentativo di apprendere le vie della saggezza attraverso tutto il possibile uso dei poteri e delle risorse del sé. Poiché il sé è il Creatore, la densità della saggezza fornisce molte esperienze informative e affascinanti per l’entità polarizzata negativamente. Per alcuni aspetti si può vedere un più lucido iniziale attaccamento alla saggezza da parte di quelli di polarità negativa poiché la connessione di posizioni di coscienza su cui si fonda la saggezza è più semplice.

La relazione di una tale entità con le entità negative di quarta densità è (quella, tra) il più potente e il meno potente. Il percorso negativo pone la schiavitù dei meno potenti come un mezzo per imparare il desiderio di servire il sé nella misura in cui la volontà è esercitata a sostenere.

È in questo modo che la polarità viene aumentata in senso negativo. Così le entità di quarta densità sono schiave volontarie di una tale entità di quinta densità, non vi è alcun dubbio sul potere relativo di ciascuno.

87.8 Interrogante: Un riflesso di questo potrebbe essere visto nella nostra densità in molti di quei leader che istigano la guerra e hanno seguaci che (li) sostengono, nella totale convinzione che la propensione alla conquista sia corretta. È corretto?

Ra: Io sono Ra. Qualsiasi organizzazione che richiede obbedienza senza discussione sulla base del potere relativo funziona secondo il piano sopra descritto.

83.10 Interrogante: C’era qualche uniformità o funzioni simili in società o organizzazioni sociali prima del velo?

Ra: Io sono Ra. La terza densità è, per sua stessa fibra, sociale. Ci sono società ovunque ci siano entità coscienti del sé e coscienti degli altri-sé, e in possesso di un’intelligenza adeguata per elaborare le informazioni che indicano i benefici della comune condivisione delle energie. Le strutture della società prima come dopo la velatura erano varie. Tuttavia, le società prima della velatura non dipendevano in alcun caso dalla schiavitù intenzionale di alcuni a beneficio di altri, non essendo ciò visto come una possibilità quando tutti sono visti come Uno. C’era, tuttavia, la quantità necessaria di disarmonia per produrre vari esperimenti in quelle che potreste chiamare strutture governative o sociali.

83.11 Interrogante: Nella nostra attuale illusione abbiamo senza dubbio “perso di vista” le tecniche di schiavitù che vengono utilizzate poiché siamo così lontani dall’esperienza pre-velo. Sono sicuro che molti con orientamento al servizio-agli-altri stanno usando tecniche di schiavitù anche se non sono consapevoli che si tratta di tecniche di schiavitù semplicemente perché si sono evolute in un periodo di tempo così lungo e noi siamo così immersi nell’illusione. È ciò non corretto?

Ra: Io sono Ra. Questo non è corretto.

83.12 Interrogante: Allora dici che non ci sono casi in cui coloro che sono orientati al servizio-agli-altri stanno usando in qualche modo tecniche di schiavitù che sono cresciute come risultato dell’evoluzione delle nostre strutture sociali? È ciò che intendi?

Ra: Io sono Ra. Ci risultava che la tua domanda riguardasse le condizioni prima della velatura. In quel periodo non c’era schiavitù inconscia, come chiami questa condizione. Nel presente spazio/tempo le condizioni di schiavitù ben intenzionata e involontaria sono così numerose che superano la nostra capacità di enumerarle.

83.13 Interrogante: Allora per un’entità orientata al servizio agli altri in questo momento la contemplazione sulla natura di queste forme di schiavitù inaspettata (little-expected) potrebbe essere produttiva nella polarizzazione, penso. Sono corretto?

Ra: Io sono Ra. Sei abbastanza corretto.

83.14 Interrogante: Direi che un’altissima percentuale delle leggi e delle restrizioni all’interno di ciò che chiamiamo il nostro sistema legale sono della natura di schiavitù di cui ho appena parlato. Saresti d’accordo con questo?

Ra: Io sono Ra. È un equilibrio necessario all’intenzione della legge, che è quella di proteggere, che il risultato comprenda un’uguale distorsione verso la reclusione. Pertanto, possiamo dire che la tua supposizione è corretta. Con questo non si vuole denigrare chi, nelle energie dei raggi verde e blu, ha cercato di liberare un popolo pacifico dai lacci del caos, ma solo per sottolineare le inevitabili conseguenze della “codificazione della reazione” che non riconosce l’unicità di ognuno e di ogni situazione all’interno della vostra esperienza.

23.15 Interrogante: In realtà stavo chiedendo più che altro quale fosse la causa maggiormente di base delle malattie, piuttosto che i meccanismi della loro trasmissione. Stavo cercando di risalire alla radice o al pensiero che ha generato la possibilità di queste malattie. Potreste dirmi brevemente se sono corretto nel presumere che la riduzione generale del pensiero riguardo alla comprensione della Legge dell’Uno sul pianeta Terra abbia generato a lungo andare una condizione nella quale questa – quelle che noi chiamiamo malattie hanno potuto svilupparsi? È corretto?

RA: Io sono Ra. È corretto e percettivo. Tu, in qualità di Interrogante, stai ora iniziando ad addentrarti più in profondità rispetto agli insegnamenti superficiali.

La “causa radice” all’interno di questa particolare società non è stata tanto l’azione bellicosa, sebbene fossero presenti, per così dire, delle tendenze, ma è stata piuttosto la formazione di un sistema monetario, di un commercio molto attivo e dello sviluppo di quelle tendenze verso l’avidità ed il potere; di conseguenza, la schiavizzazione di alcune entità da parte di altre entità ed il mancato riconoscimento del Creatore in ogni singola entità”.

La “contemplazione di queste forme di schiavitù inaspettata” potrebbe essere utile per farsi un’idea di dove conduca la polarizzazione in un senso o in un altro. A tale proposito ritengo utile la visione di questi due film “Il Pianeta Verde(Link) e “L’uomo che fuggì dal futuro(Link). Questi sono due fra i molteplici esempi di come una società possa evolvere lungo un sentiero di polarità o l’altro ma rendono in qualche modo l’idea.

Come ho già detto chi sperimenta l’esperienza dell’esistenza soggetto al “velo dell’oblio” sceglierà inconsapevolmente la polarità che è più in risonanza con le sue “inclinazioni naturali”. Ma chi è riuscito, in parte o del tutto, a sottrarsi agli effetti del velo può consapevolmente percorrere il sentiero della polarità, la Scelta è un suo diritto.

Personalmente ho le mie preferenza ed ho scelto il mio percorso ma affermo che entrambi i percorsi sono validi per condurre l’entità alla scoperta del Sè come Uno e ribadisco il valore della Libera Scelta di uno dei due.

Ra: “7.14 Interrogante: Porrò la domanda solo a proposito di Orione. Avete menzionato Orione come una fonte di alcuni dei contatti UFO. Potete dirmi qualcosa riguardo a questo tipo di contatto e al suo scopo?

RA: Io sono Ra. Vi preghiamo di pensare ad un semplice esempio di intenzioni che sono cattive/buone. Tale esempio è Adolf. Questo è il complesso sonoro vibratorio che voi usate. L’intenzione è presumibilmente quella di unificare, selezionando il complesso di distorsione definito come élite all’interno di un complesso di memoria sociale, per poi schiavizzare in diversi modi quelli che vengono visti come la distorsione della non-élite. A questo punto è presente il concetto di prendere il complesso di memoria sociale che è stato in tal modo epurato, e di annetterlo ad una distorsione concepita dal cosiddetto gruppo di Orione come un impero. Il problema che essi devono fronteggiare è quello di avere a che fare con una grande quantità di energia casuale che viene rilasciata dal concetto della separazione. Questo li rende vulnerabili, per via del fatto che le distorsioni dei loro stessi membri non sono armonizzate fra di loro.

7.15 Interrogante: A che densità appartiene il gruppo di Orione?

RA: Io sono Ra. Come la Confederazione, la coscienza collettiva che costituisce tale gruppo appartiene a diverse densità. Tale organizzazione comprende pochissime entità di terza densità, un numero più elevato di entità di quarta densità, un numero ugualmente elevato di entità di quinta densità e pochissime entità di sesta densità. I loro numeri sono pari a circa un decimo dei nostri in qualsiasi punto del continuum di spazio/tempo, dal momento che il problema dell’entropia spirituale fa sì che essi sperimentino continuamente la disintegrazione dei loro complessi di memoria sociale. Il loro potere è pari al nostro. La Legge dell’Uno non propende né verso la luce né verso l’oscurità, essendo disponibile sia per il servizio agli altri che per il servizio a se stessi. Tuttavia, il servizio agli altri determina anche il servizio a se stessi, e ciò preserva ed armonizza ulteriormente le distorsioni di quelle entità che cercano l’infinito intelligente attraverso tali discipline.

Quelli che cercano l’infinito intelligente attraverso l’utilizzo del servizio a sé creano la stessa quantità di potenza ma, come abbiamo detto, hanno continue difficoltà a causa del concetto della separazione, che è intrinseco alle manifestazioni del servizio a sé che comportano il potere sugli altri. Questo indebolisce e alla fine disintegra l’energia raccolta da tali complessi mente/corpo/spirito che chiamano il gruppo di Orione ed i complessi di memoria sociale che compongono il gruppo di Orione.

Un aspetto che dev’essere osservato, ponderato attentamente ed accettato, è il fatto che la Legge dell’Uno sia disponibile per qualsiasi complesso di memoria sociale che abbia deciso di impegnarsi collettivamente nel perseguimento di un obiettivo, sia esso di servizio agli altri o di servizio al sé. A questo punto vengono messe in opera le leggi, che sono le distorsioni primarie della Legge dell’Uno, e l’illusione di spazio/tempo viene usata come un mezzo per lo sviluppo dei risultati di quelle libere scelte. Perciò, tutte le entità apprendono, a prescindere da quello che cercano. Tutti apprendono allo stesso modo, alcuni rapidamente, altri lentamente.

7.16 Interrogante: Prendendo come esempio un gruppo o complesso di memoria sociale di quinta densità del gruppo di Orione, qual era la loro densità precedente, prima che essi diventassero di quinta densità?

RA: Io sono Ra. Il progresso lungo le densità avviene in sequenza. Un complesso di memoria sociale di quinta densità è costituito da complessi mente/corpo/spirito raccolti dalla quarta densità. A questo punto, il complesso mente/corpo/spirito agglomerato o collettivo effettua la sua fusione, e i risultati dipenderanno dalle infinitamente varie possibilità di combinazione delle distorsioni.

7.17 Interrogante: Sto cercando di comprendere in che modo un gruppo come quello di Orione possa progredire. Credevo che una più profonda conoscenza della Legge dell’Uno fosse il requisito per passare, ad esempio, dalla nostra terza densità alla quarta densità nella nostra attuale transizione. Sto cercando di comprendere come sarebbe possibile progredire, ad esempio, dalla terza densità alla quarta densità nel caso in cui si facesse parte del gruppo di Orione e si fosse indirizzati verso il servizio a se stessi. Che tipo di conoscenze sarebbero necessarie per riuscirci?

RA: Io sono Ra. Questa è l’ultima domanda di una certa lunghezza posta a questo strumento in quest’occasione.

Ricorderete che abbiamo parlato di come le entità che non sono orientate verso la ricerca del servizio agli altri possano comunque trovare ed utilizzare il portale per l’infinito intelligente. Questo vale per tutte le densità della nostra ottava. Non siamo in grado di parlare di quelli che si trovano, come voi direste, al di sopra di noi, nel successivo quantum o ottava di esistenza. Questo è valido, comunque, per questa ottava di densità. Le entità vengono raccolte perché sono in grado di vedere ed apprezzare la luce/amore della densità appropriata. Quelli che hanno trovato questa luce/amore e amore/luce senza beneficiare del desiderio di servire, hanno comunque il diritto, secondo la Legge del Libero Arbitrio, di utilizzare tale luce/amore per qualsiasi scopo. Inoltre, possiamo aggiungere che esistono dei sistemi di studio che permettono al ricercatore della separazione di raggiungere tali portali.

Questo studio è altrettanto difficile quanto quello che vi abbiamo descritto, ma ci sono entità che hanno la perseveranza di dedicarsi a questo tipo di studio, nello stesso modo in cui voi desiderate dedicarvi al difficile percorso di ricercare la conoscenza allo scopo di servire. La distorsione risiede nel fatto che quelli che cercano di servire se stessi vengono visti dalla Legge dell’Uno esattamente nello stesso modo in cui vengono visti quelli che cercano di servire gli altri; poiché non sono tutti Uno? Servire se stessi e servire gli altri è un modo duplice di dire la medesima cosa, se sei in grado di comprendere l’essenza della Legge dell’Uno”.

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