LA VERA FORMA DEL SIGNORE SHIVA

LA VERA FORMA DEL SIGNORE SHIVA

LA VERA FORMA DEL SIGNORE SHIVA VASISTHA CONTINUÒ: “La dimora del Signore Shiva è conosciuta come Kailash. Io vissi là per qualche tempo adorando il Signore e praticando austerità. Ero circondato dai saggi perfetti nella cui compagnia ero solito discutere le verità delle scritture. Una sera, l’intera atmosfera era riempita di pace e silenzio. In quella foresta l’oscurità era così densa che sembrava essere solida a sufficienza da essere tagliata da una spada. Improvvisamente, vidi una grande luce; con la visione esterna vidi quella luce e con la mia visione interna indagai sulla sua natura. Vidi che era il Signore Shiva stesso che camminava tenendo per mano la sua consorte Parvati. Di fronte a lui camminava il suo veicolo Nandi facendo strada al Signore. Feci riconoscere la Divina Presenza ai discepoli riuniti attorno a me e procedetti dov’era il Signore. Lo salutai e gli offersi adeguata adorazione. Il Signore Shiva allora mi disse: ‘La tua austerità sta procedendo soddisfacentemente senza alcun ostacolo? Hai conseguito Quello che è degno di conseguimento e le tue paure sono cessate?’

In risposta dissi al Signore: ‘Supremo Signore, i fortunati, nell’essere devoti a Te non trovano nulla di difficile da conseguire e non sperimentano affatto paura. Tutti nel mondo salutano e si prostrano di fronte a coloro che Ti sono devoti e costantemente Ti ricordano. Sono paesi, città, direzioni, montagne, soltanto quelli in cui le persone sono solamente o totalmente dedite a Te. Il Tuo ricordo è il frutto dei meriti acquisiti nelle nascite passate ed è anche la garanzia di maggiori benedizioni nel futuro. Il Tuo costante ricordo, Signore, è come il vaso di nettare ed è una porta sempre aperta verso la liberazione. Signore, indossando il prezioso e splendente gioiello del Tuo ricordo, ho calpestato tutte le calamità che altrimenti avrebbero potuto tormentarmi nel futuro. Signore, attraverso la Tua grazia ho raggiunto lo stato della realizzazione, ma sono bramoso di conoscere un’altra cosa, Ti prego, illuminami. Qual è il metodo per adorare il Signore che distrugge tutti i peccati e promuove ogni bene?”

IL SIGNORE DISSE:Sai chi è Dio? Dio non è Vishnu, Shiva o Brahma, né il vento, né il sole, né la luna, né il bramino, né il re, né Io né te, né Lakshmi né l’intelletto; Dio è senza forma, è indiviso; Quello splendore che non è stato creato e che non ha avuto inizio né fine è conosciuto come Dio o Signore Shiva ed è Pura Coscienza; Quello soltanto è degno di essere adorato e Quello soltanto è Tutto. Se uno è incapace di adorare questo Shiva, allora è incoraggiato ad adorare la Forma; quest’ultima dona risultati finiti, ma la prima dona Infinita Beatitudine. Colui che ignora l’Infinito ed è devoto al Finito abbandona un giardino di piaceri e cerca un cespuglio di spine.

LA VERA FORMA DEL SIGNORE SHIVAComunque, i saggi qualche volta adorano una Forma per gioco. Saggezza, autocontrollo e la percezione del Sé in tutti gli esseri, sono i più illustri tra gli articoli per l’adorazione. Il Sé soltanto è il Signore Shiva degno di essere adorato in ogni tempo con i fiori della saggezza.

CHIESI AL SIGNORE: ‘Ti prego, dimmi come questo mondo è tramutato nella Pura Coscienza ed anche come quella Pura Coscienza appare come i Jiva e le altre cose.”

IL SIGNORE RISPOSE: “Invero è soltanto quella Chidakasha (la Coscienza Infinita) ad esistere persino dopo la dissoluzione cosmica ed anche ora, supremamente priva di oggettività. I concetti e le nozioni che sono illuminati dalla Coscienza all’interno di Se stessa risplendono come questa creazione a causa del movimento dell’energia all’interno della Coscienza, precisamente come i sogni sorgono durante il sonno. Altrimenti è totalmente impossibile per un oggetto di percezione esistere al di fuori dell’Onnipresente Infinita Coscienza. Tutte queste montagne, l’intero mondo, il firmamento, il Sé, il Jiva o l’individualità e tutti gli elementi di cui questo mondo è costituito, tutti questi non sono null’altro che Pura Coscienza. Prima della cosiddetta creazione quando esisteva soltanto questa Pura Coscienza, dov’erano tutti questi?

Spazio (Akasha), spazio Supremo (paramakasha), spazio Assoluto (brahmakasha), Creazione, Coscienza, sono semplici parole ed indicano la stessa Verità, proprio come i sinonimi. Proprio come gli oggetti sembrano esistere e funzionare nel mondo interiore della coscienza in un sogno, gli oggetti sembrano esistere e funzionare nel mondo esterno della Coscienza durante lo stato di veglia: nulla realmente accade in entrambi questi stati. Proprio come la coscienza soltanto è la realtà nello stato di sogno, la Coscienza soltanto è la sostanza anche nello stato di veglia; Quello è il Signore, Quella è la Suprema Verità, Quello tu sei, Quello sono Io e Quello è tutto.’

IL SIGNORE CONTINUÒ: ‘L’adorazione di quel Signore è la vera adorazione e per mezzo di quell’adorazione uno consegue ogni cosa. È indiviso e indivisibile, non duale e non modellato né creato dall’attività, non è conseguito da sforzi esterni; la Sua adorazione è la sorgente della gioia. L’adorazione esterna di una Forma è prescritta soltanto per coloro la cui intelligenza non è stata risvegliata e che sono immaturi come ragazzini.

Ti descriverò ora il modo di adorare appropriato per la gente illuminata come te. Il Signore degno di essere adorato è invero Colui che sostiene l’intera creazione, che è al di là del pensiero e della descrizione, che è al di là dei concetti come “il tutto” e la “totalità del tutto”. Questo Brahman è nel mezzo dell’Essere e del Non Essere, è Dio, è la Verità che è indicata come Ohm, esiste ovunque come l’essenza in una pianta; soltanto quella Pura Coscienza che è in te, in Me, in tutti gli dei e le dee è Dio.

0 saggio, persino gli altri dei investiti di forma sono invero null’altro che quella Pura Coscienza; l’intero universo è Pura Coscienza, Quello è Dio. Quel “Tutto” Io sono, ogni cosa è conseguita da e attraverso di Lui. Quel Dio non è lontano da nessuno, o saggio, né è difficile da conseguire; è sempre assiso nel corpo ed è ovunque come lo spazio; compie ogni cosa, mangia, va, respira, conosce ogni arto del corpo, è la Luce in cui tutti questi arti funzionano e tutte le diverse attività avvengono. Dimora nella caverna del proprio cuore, trascende la mente ed i cinque sensi di cognizione, perciò non può essere compreso né descritto da loro, tuttavia, in funzione dell’istruzione è indicato come “Coscienza”. Perciò, sebbene appaia fare ogni cosa, Egli non fa nulla. Quella Coscienza è pura ed apparentemente si impegna nelle attività del mondo nella stessa misura in cui la primavera si impegna nella fioritura degli alberi.”

IL SIGNORE CONTINUÒ: Da qualche parte questa Coscienza funziona come spazio, da qualche parte come Jiva, da qualche parte come azione, da qualche parte come sostanza e così via, ma senza intendere farlo. Proprio come tutti i diversi oceani non sono altro che una indivisibile massa di acqua, questa Coscienza, sebbene descritta in modi diversi, non è altro che una cosmica massa di Coscienza. In questo universo, tutti questi vari esseri (gli dei, i demoni, le montagne, gli oceani e così via) fluiscono all’interno di questa Coscienza Infinita proprio come increspature e gorghi appaiono nell’oceano. Persino la ruota dell’ignoranza che fa girare la ruota della vita e della morte gira all’interno di questa Coscienza Cosmica la cui energia è in moto costante. Fu la Coscienza nella forma di Vishnu a quattro braccia che distrusse i demoni, proprio come una tempesta equipaggiata con l’arcobaleno calma il calore che sorge dalla terra. È la Coscienza soltanto che assume la forma di Shiva e Parvati, di Brahma il Creatore e dei numerosi altri esseri; questa Coscienza è come uno specchio che ha un riflesso all’interno di Se stessa, per così dire, senza attraversare alcuna modificazione per ciò. Senza attraversare alcuna modificazione in se stessa, questa Coscienza appare come tutti gli innumerevoli esseri di questo universo. L’Uno appare come i molti, ma non è diventato i molti. E per mezzo di questa Infinita Coscienza che tutto questo viene pensato, espresso e fatto. È la Coscienza Infinita soltanto che risplende come il Sole, è la Coscienza Infinita che appare come i corpi che sono in effetti inerti e che giungono in contatto l’un con l’altro e ricavano varie esperienze.

LA VERA FORMA DEL SIGNORE SHIVASicuramente, se non fosse per questa Coscienza, persino un oggetto che è immediatamente di fronte non potrebbe essere sperimentato. Il corpo non può funzionare né esistere senza questa Coscienza. La Coscienza soltanto è sorta nella Coscienza.”

VASISTHA CONTINUÒ: “Allora chiesi al Signore: ‘Se questa Coscienza è onnipresente, come fa a diventare in-senziente ed inerte in questo mondo? Come è possibile che uno che è investito di Coscienza perda coscienza?”

IL SIGNORE APPLAUDÌ A QUESTA DOMANDA E RISPOSE: “La Coscienza onnipresente che è Tutto in tutto, esiste in questo corpo sia come il mutevole che l’immutabile. Proprio come una donna sogna di essere un’altra, con un altro come marito, la stessa Coscienza crede di essere di un’altra natura. Proprio come lo stesso uomo quando è sotto l’influsso di furia incontrollabile si comporta completamente in modo diverso, così, la Coscienza assume un altro aspetto e funziona diversamente. Per gradi diventa in-senziente ed inerte; la Coscienza diventa il suo stesso oggetto creando spazio e poi aria e poi le loro rispettive qualità. Allo stesso tempo evolve all’interno di Se stessa tempo e spazio e diventa un Jiva seguito da un intelletto ed una mente individualizzati e finiti. Da questo sorge l’apparizione ciclica del mondo e le nozioni come ‘sono un intoccabile’, ecc.

La Coscienza Infinita stessa diventa apparentemente inerte, proprio come l’acqua diventa ghiaccio; poi la mente diventa illusa, intrattiene brame, cade preda della lussuria e dell’ira, sperimenta prosperità e avversità, soffre dolore e piacere, si aggrappa alla speranza, sopporta terribile sofferenza ed è riempita di attrazioni e repulsioni che perpetuano l’illusione.

Completamente illusa va di errore in errore, da ignoranza a più grande ignoranza. Nella fanciullezza questa coscienza illusa è totalmente dipendente da altri; in gioventù rincorre la ricchezza ed è riempita di preoccupazione; nella vecchiaia sprofonda nel dolore e nella morte ed è guidata dal suo stesso karma. In accordo con quel karma nasce nel cielo o nell’inferno, o sulla terra come essere umano, subumano o inanimato. E quella stessa Coscienza che appare come Vishnu, Shiva, Brahma e gli altri; è la stessa Coscienza che funziona come il sole e la luna e il vento e i fattori che causano il mutare delle stagioni, del giorno e della notte; è quella stessa Coscienza che è la forza vitale nei semi e le caratteristiche di tutte le sostanze materiali. Questa Coscienza che è condizionata dall’autolimitazione è spaventata di Se stessa! Tale è la verità concernente la coscienza-jiva. È conosciuta anche come karma-atma (il Sé che è afferrato nella ruota dell’azione e reazione).

Guarda il potere dell’ignoranza e dell’inerzia! Semplicemente con l’ignoranza del proprio vero stato, la Coscienza attraversa grandi problemi e dolori e sperimenta una pietosa caduta.”

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