I NUMERI DEL MITO DI OSIRIDE

I NUMERI DEL MITO DI OSIRIDE

I NUMERI DEL MITO DI OSIRIDEPlutarco (164) in De Iside, ci fornisce una dettagliata versione del mito di Osiride. Geb, il Saturno egizio, se ne stava nascosto e abbracciato con Nut, la Materia ancora caotica. Il Sole, cioè Râ, accortosi di tale unione lanciò contro Nut una maledizione, di non poter generare figli né in un mese né in un anno. Thoth, innamoratosi della Dea si unì con lei giocando a dama con la Luna, riuscendo a vincere la settantesima parte di ogni lunazione, con questa mise da parte Cinque giorni, intercalandoli all’anno di 360 giorni. Questi cinque giorni sono festeggiati come la nascita degli Dei: il primo giorno nacque Osiride, il secondo giorno nacque Arureris detto Horos il Vecchio, Apollo per i Greci; il terzo giorno nacque Seth squarciando il ventre della madre, il quarto giorno nacque Iside e il quinto giorno nacque Neftys (165) detta Afrodite o Fine.

Per spiegare che il Tempo non era ancora iniziato, il mito ci informa dell’ordine alla Materia di non generare né in un mese né in un anno. Thoth si unì con la Dea, in quanto essa era facile e scorrevole: era la Materia Fluida! Gioca a dama con la Luna, un gioco fatto di riquadri bianchi e neri, come le fasi lunari. Il numero dei riquadri è 64 = 8×8, il quadrato di otto, il numero che simboleggia l’infinito. Questo numero coincide con gli esagrammi dei I King, il Libro dei Mutamenti dell’antica Cina, dove il numero del mutamento è guarda caso Cinque. In ogni caso la Luna è il simbolo della generazione senza la quale non è possibile alcuna manifestazione.

Plutarco (166) ci informa che la Luna era doppia, era androgina, essa è il mistero dei misteri, un potere senza sesso in quanto li contiene tutti due. In Grecia, Diana, la Luna era raffigurata barbuta munita di arco e frecce. Gli Egizi indicavano la Luna con IO o Ioh, proprio come la fanciulla amata da Zeus e poi trasformata in vacca. Il nome Io è l’immagine del numero 10, il numero perfetto contenuto nella Tetractis, tale numero è 2×5, ovvero doppio, androgino. Thoth è un Dio lunare e la sua compagna Sifix tiene in una mano un’asta con cinque raggi o una stella a cinque punte.

I NUMERI DEL MITO DI OSIRIDEThoth è il più misterioso e il meno compreso fra gli dei, rappresenta la Sapienza e viene sempre raffigurato vicino ad Iside come suo Ministro. È il cancelliere di Osiride nell’Amenti quando viene fatto il Giudizio al Defunto. Egli è il messaggero incaricato di computare la durata dei periodi solari e lunari, e come tale ha sulla sua testa un disco con Sette Raggi. Giamblico dice che la croce ansata, il Tau che Thoth regge in mano è il monogramma del suo nome.

Plutarco considera l’anno lunare (167) di 350 giorni che divisi per 70, la settantesima parte di ogni lunazione, danno i cinque giorni intercalari, che sommati ai 360 dell’anno egizio danno 365 giorni. Per merito di Thoth o meglio del collegio dei sacerdoti di Thoth fu stabilito l’anno solare di 365 giorni. Il calendario mobile civile era costituito da 36 periodi di 10 giorni, più i 5 giorni intercalari. Tale numero è composto da 13 cicli di 28 giorni più uno, cioè 13×28 + 1 = 364 + 1 = 365. I 364 = 52×7 giorni costituiscono l’anno solare di 52 settimane o di 364 giorni, a cui va aggiunto il numero Uno, simbolicamente il centro del cerchio, l’inizio. Il numero 365 è il numero di Osiride, perché Plutarco scrive: “Osiride è il Nilo che si congiunge alla Terra simboleggiata da Iside, e Tifone è il mare in cui il Nilo si getta e si disperde. (168)”

Il valore numerico della parola Neilos o Nilo è appunto 365, e lo scorrere del Nilo equivale allo scorrere del Tempo ciclico Inoltre il numero 365 e uguale a 3 + 6 + 5 = 14 = 2×7 il numero che cela il π il numero de due volte sette costruttori. Fu dunque con la generazione del Figlio della Luce (169) che iniziò il Tempo. Dividendo il cerchio celeste di 360° per 5, cioè il numero dei figli generati da Nut, si ottengono 72 gradi, numero che coincide con quello dei congiurati che uccisero Osiride, facendolo entrare in una bara, in un sarcofago.

I sacerdoti egizi sapevano che l’anno solare non è esattamente di 365 giorni, ma è superiore di un quarto di giorno (170) , cioè di 365,25, essi facevano i loro calcoli sulla levata eliaca della stella Sirio detta Sothis in greco, e pertanto ogni 1461 anni si verificava, la coincidenza dell’anno sothiaco con l’anno civile.

I NUMERI DEL MITO DI OSIRIDEIl racconto mitico narra che Seth o Tifone prese di nascosto le misure del corpo di Osiride e costruì un Bara, Barca o Arca di quelle dimensioni, abbellendola di splendidi ornamenti, promettendola in dono a colui che ci stesse di misura. Tutti provarono, ma nessuno entrava esattamente nella bara, eccetto Osiride che una volta sdraiato, i 72 congiurati con la collaborazione della regina d’Etiopia chiusero il sarcofago con un coperchio e gli versarono sopra del piombo fuso. I congiurati trasportarono la Bara o Barca al fiume e l’abbandonarono in modo che arrivasse al mare attraverso la bocca di Tanitica, considerata dagli Egizi odiosa e abominevole. I sacerdoti egizi consideravano il mare come contenente qualcosa di impuro, del sangue e sperma.

Il Principio Vitale viene chiuso in una bara con la quale viene indissolubilmente fuso (con il Piombo alchemico) per descrivere l’unione dell’Anima con il corpo. La nascita fisica è la morte per lo Spirito che viene addormentato nella materia. La morte di Osiride è il suo sacrificio per vitalizzare la materia, il sacrificio che in tutte le sacre scritture è compiuto agli inizi del Mondo. I 72 congiurati sono in relazione con la divisione del cerchio celeste e del tempo ciclico. Il numero sacro del ciclo 432 = 6×72 è composto da sei periodi di 72. La presenza femminile della Regina d’Etiopia è essenziale in ogni opera che riguarda la materia. La bocca abominevole richiama l’immagine dell’organo genitale femminile.

Plutarco scrive che Osiride fu ucciso il giorno 17 del mese di Athyr (171) , nel segno zodiacale di morte dello Scorpione (il nemico del Sole), quando si compiva il plenilunio. Il plenilunio segna l’inizio del periodo di magra del Nilo, il simbolo di Osiride. Il numero 17 era molto inviso ai Pitagorici (172) tanto che era considerato un ostacolo. Il numero 17 è in relazione ad un ciclo basato fra la coincidenza delle fasi della Luna con la levata eliaca di Sirio. Ad esempio se oggi la levata eliaca di Sirio avviene in congiunzione con la luna nuova, dopo 17 anni coinciderà con il quarto di luna, dopo 34 anni con la luna piena.

Questi fatti avvennero al ventottesimo anno del regno di Osiride. Gli anni di Osiride, 28, coincidono col ciclo lunare di 7×4 = 28 giorni. Osiride era identificato oltre che con la costellazione di Orione, anche con la Luna, con la quale condivide i cicli.

Iside informata della morte di Osiride indossò una veste nera da lutto e vagò in cerca del marito, finché venne a sapere che una volta Osiride si era unito a sua sorella Neftys credendola Iside. Iside cercò il bimbo per salvarlo dalle ire di Seth, il marito di Neftys e lo trovò guidata da una muta di cani. Iside viene chiamata Cane dai Greci e Sothis dagli Egizi, questa stella è Sirio, detta Cane di Iside perché annunciava l’inondazione del Nilo. Neftys è la terra che sta sotto l’orizzonte fecondata dal Nilo che rappresenta l’emissione seminale di Osiride. Il figlio del Cielo e della Terra diviene così l’orizzonte. Dal nascere eliaco della stella del Cane, la Canicola, gli Egiziani cominciavano il loro anno civile. Iside allevò il figlio di Osiride e di Neftys che fu chiamato Anubis, divenendo così ila sua guardia, il suo fedele compagno, e per tale motivo era raffigurato con il corpo di uomo e la testa di sciacallo o cane, perché la “vista” del cane è uguale sia di giorno che di notte Da Plutarco viene collegato con la dea Ecate, seguita sempre da una muta di cani, la sovrana del regno dei morti. Anubis, l’orizzonte, diviene il guardiano che sta sulla soglia che separa la terra dal cielo, le tenebre dalla luce Il culto di Anubis in Egitto era di natura misterica, il dio veniva rappresentato con un caduceo in mano e delle catene attaccate alla bocca, per indicare la proibizione di parlare degli argomenti misterici. Anubis viene identificato con Sirio che come è noto è una stella doppia.

I NUMERI DEL MITO DI OSIRIDEAnubis è un nume che indica una nube o Nubis, che negli scritti sacri è sempre stata considerata come simbolo di protezione. Uscendo dall’Egitto gli Ebrei erano protetti da una Nube (173) , gli Argonauti erano stati avvolti e protetti dalla medesima nube come Enea.

L’Arca con il corpo di Osiride giunse a Byblos approdando in un prato di erica, Dopo aver navigato nelle acque del Caos, la barca o bara di Osiride si arrestò in un posto asciutto: è l’inizio di un nuovo ciclo, dove Osiride rivestito dall’erica divenne un albero, una colonna che sorregge il tetto della casa del Re di Biblo (174) , l’asse centrale che sostiene l’edificio del creato, l’Albero del Mondo. Iside trovò la bara di Osiride nascosta dall’erica e la portò via. In una notte di luna piena mentre Seth andava a caccia vide illuminata dalla Luna la bara con il corpo di Osiride, dilaniò il corpo del figlio del Cielo in 14 pezzi e li disperse. L’allusione dello smembramento di Osiride con la complicità della Luna è al ciclo di manifestazione retto dai 2×7 = 14 costruttori, di cui Osiride, rappresenta la sintesi delle due schiere, l’Asse del Mondo.

Numero di Osiride, il Nilo celeste. L’anno solare di 52 settimane più un giorno 365 = 3 + 6 + 5 = 14 = 2×7 È il numero delle due schiere di divini costruttori
Numero degli anni di Osiride 28 = 7×4 È il numero del ciclo lunare, che indica la generazione
Numero del giorno della morte di Osiride 17 Per i Pitagorici era l’Ostacolo
Numero dei pezzi del corpo di Osiride 14 = 2×7 È il numero π: 3 + 1 + 4 + 5 = 14 scritto in modo diverso
Numero dei congiurati contro Osiride 72 La divisione del cerchio celeste di 360° per 72 dà il numero 5, il numero dei vertici della piramide e del pentalfa
Numero dei giorni intercalari 5 È il numero degli Dei generati da Nut e Geb, di cui Osiride è il maggiore, il vertice superiore della Piramide.
Numero del Coccodrillo o di Seth 60 È l’unità di misura per il tempo, 60 secondi, 60 minuti ecc.

Il cerchio celeste di 360° è diviso in 12 settori lungo l’eclittica o costellazioni di 30° ciascuno. I NUMERI DEL MITO DI OSIRIDELa divisione per cinque del cerchio celeste individua i cinque vertici del pentalfa, la stella a cinque punte contenente cinque triangoli isosceli con angolo di base di 72°, questi triangoli hanno i lati, il cui rapporto è aureo.

I NUMERI DEL MITO DI OSIRIDEMoltiplicando il numero dei congiurati 72 o anni impiegati dal sole equinoziale per completare uno spostamento precessionale di un grado, per i gradi di ogni settore si ottengono gli anni corrispondenti ad un segno zodiacale, o ad un’era di 72×30 = 2.160 anni, che diventano 4320 anni per due costellazioni zodiacali. Il passaggio del sole equinoziale nei 12 segni dura 12×2.160 = 25.920 anni che corrispondono al Grande Anno platonico. Il periodo di 432.000 anni del Kali Yuga e dei 10 Re Divini di Berosso, dura dunque 100 + 100 ere zodiacali.

L’Universo, viene raffigurato come una sfera, e Ippaso (175) fu scomunicato per aver divulgato un segreto dei Misteri affermando che la sfera si costruisce con 12 pentagoni: dietro un 12 si nasconde sempre un 5, il pentalfa (176) simbolo di riconoscimento dei Pitagorici. La dea Neftys, nata il quinto giorno era per i Greci Venere, che come luminoso pianeta del mattino, disegna con il suo sorgere eliaci in cielo un pentagramma fiammeggiante nel corso di otto anni. Venere e Sirio sono le stelle più luminose del cielo.

I NUMERI DEL MITO DI OSIRIDESe costruiamo la sfera con dodici pentagoni, effettuiamo l’operazione 12×5 = 60, l’unità fondamentale, la misura del Cielo del Caldei, il numero assegnato da Giamblico (177) , un Neoplatonico, al coccodrillo, assimilato a Seth, che trascina il carro solare di Osiride. I dodici pentagoni costituiscono il dodecaedro la quinta delle figure cosmiche di Platone, quella che rappresentava il Tutto. Questa figura ha venti vertici e trenta spigoli che vengono a formare 360 triangoli (178) rettangoli, come attesta Plutarco, contemporaneamente il dodecaedro si scompone in 360 tetraedri (179) (elemento fuoco), che li hanno per base e hanno per vertice il centro del dodecaedro. Sul mistero del dodecaedro e sulla riserva di Platone di non discutere oltre di questo argomento, si arresta questo studio, ricordando quanto egli affermava: “È impossibile arrivare ad una vera fede in Dio se non si conosce la matematica e l’intimo legame di quest’ultima con la musica”.

Tratto da “EGITTO MISTERICO”

Link: Istituto Cintamani

164 Plutarco oltre che un Iniziato e come tale poteva consultare documenti non accessibili ai profani, era un discepolo del maestro Ammonio Sacca che era di origine egiziana.

165 Neftys veniva anche identificata con la dea Hathor.

166 Plutarco, De Iside, 368, C.

167 L’anno composto da 12 mesi lunari dura 354 giorni, ma Plutarco ne esclude quattro portando il totale a 350.

168 Ib., 363, D, E.

169 Il primo giorno della nascita degli dei Plutarco riferisce di un voce misteriosa che diceva. “ Ecco il Signore di tutte le cose che viene alla Luce”.

170 Ogni quattro anni si perde un giorno che portano ad un ciclo di 365,25×4 = 1460 anni.

171 Plutarco, De Iside, 367, F , a conoscenza della filosofia pitagorica fornisce una spiegazione: il numero 17 cade fra il numero 16, un quadrato 4×4, e il numero 18, un rettangolo 6×3, i soli numeri che formano figure piane la cui area è uguale al perimetro. Il numero 17 si pone come un ostacolo e spezza la proporzione di uno e un ottavo in intervalli disuguali, 18 =16 + 16/8 oppure 17 =8 + (8 + 1).

172 Questa è l’origine della credenza che il 17 porti sfortuna.

173 Esodo, XIII, 22; Numeri, XIV, 14; I Corinti, X, 1:

174 Il nome del Re è Malcandro, forma letterale del dio Fenicio Melcarth, mentre il nome della regina è Astarte, forma di Ishtar, dea dell’Amore e della fecondità.

175 La leggenda vuole che Ippaso, un discepolo di Pitagora, che venne a meno del giuramento di segretezza, sia morto in un naufragio per aver pubblicato l’iscrizione del dodecaedro nella sfera.

176 Plutarco afferma che il vocabolo pente (cinque), deriva da panta che significa tutto.

177 Giamblico, De Mysteriis, V, 8.

178 Agli occhi di Pitagora e di Platone il triangolo rappresenta l’atomo superficiale, il numero minimo di lati necessario a formare una figura piana.

179 Il tetraedro, una piramide a base triangolare, è un solido formato da quattro superfici triangolari uguali e regolari.

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