FORME PENSIERO E IL PROCESSO DI CONDIZIONAMENTO

FORME PENSIERO E IL PROCESSO DI CONDIZIONAMENTO

FORME PENSIERO E IL PROCESSO DI CONDIZIONAMENTOSiete voi stessi creatori, mediante i vostri pensieri; sono questi pensieri che, in questo regno e poi anche in altri, hanno il compito di trasmutare e quindi creare la materia come scala per lo Spirito”. (Anne Givaudan)

Anne Givaudan, specialista nelle terapie essene fondate sulla luce e sul suono, nel libro: “Forme pensiero II: trasformarle, guarirle”, parla delle forme pensiero e degli elementi che possono provocare una forma di apertura che si rivela propizia alla guarigione e che si basa sulla forza più grande in nostro possesso: l’Amore.

La Mente e i suoi filtri, sono infatti la causa dell’attuale stato del mondo e spiegano perché, nonostante cambino i capi di Governo e le coalizioni alla guida dei vari Paesi, nulla in realtà cambi per l’Uomo e l’ambiente in cui vive.

E’ sempre la Mente infatti a guidare le azioni di tutti gli Uomini, anche di quanti si credono nel giusto. Ab originis la Mente era una tabula rasa, innocente come un bambino. Seguiva ovunque e di istinto il corpo nel quale era posta, per esplorare il nuovo mondo in cui era stata catapultata.

Crescendo però le è stato insegnato a mentire, a trasformarsi, a essere falsa e ad adattarsi alla realtà degli altri per sopravvivere e godere della giusta considerazione. La Mente ha compreso che avrebbe avuto onori e attenzioni se si fosse adattata alle strutture mentali vigenti. In questo modo, ha preso il timone della vita degli Uomini e si è messa a dire loro cosa fare, sempre e in qualsiasi situazione. I sensi sono stati imbrigliati e il Dio presente negli Uomini ha perso il controllo del veicolo – il corpo – in cui si trovava, divenendo sempre più inconsapevole del suo ruolo.

La sfida della Mente, oggi, è provare a se stessa di riuscire a sopravvivere, senza il corpo e senza l’ambiente che essa reputa le sue peggiori prigioni. Riuscirci per la Mente significa poter provare che non è mortale e soggetta alla materia. Non importa se per farlo dovrà distruggere tutto intorno a sé, perché le ricorda di continuo che prima o poi avrà una fine, come erroneamente crede. E’ per questo che il pericolo di una distruzione del mondo procede parallelo alla consapevolezza sempre più viva nell’Uomo, dove risiede la sua vera immortalità.

Un orso bianco era stato esibito per anni in un piccolo zoo viaggiante, sempre racchiuso in una piccola gabbia. Poi era stato acquistato da un grande giardino zoologico a Monaco e liberato in un ampio spazio dove avrebbe potuto muoversi e nuotare liberamente.

Almeno questo è quello che avrebbe dovuto fare qualsiasi animale in uno spazio aperto… Invece l’orso bianco, dopo essersi scelto una sua area, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, non fece che fare sei passi in una direzione e sette nell’opposta, solo sostando ogni tanto per dormire. La fissazione era così forte, le sbarre così reali nella sua testa che, se il cibo gli veniva deposto fuori da quella terribile immaginaria prigione, non andava a cibarsi. Praticamente ‘non poteva’. Questo episodio venne riportato dall’etologo P. Eipper nel 1928. Ma non è il solo.

Si descrive anche la vicenda di un elefante indiano che visse a lungo in un ampio recinto dello zoo di Vincennes, continuando a ondeggiare da un piede all’altro e a stendersi in avanti, come fosse trattenuto da una catena. Una catena che un tempo c’era stata perché l’animale apparteneva a un piccolo circo, ma che da molto tempo gli era stata tolta. La forza dell’abitudine e la mente, anche in un animale, possono fare davvero brutti scherzi e far vedere quello che non c’è… E nell’uomo?

Le numerosissime forme pensiero che gravitano intorno agli Uomini, sono i filtri attraverso i quali essi vedono la Realtà: condizionano e paralizzano le loro scelte, attirano la collera e l’impulsività, consolidano le paure e sono all’origine delle malattie e dei comportamenti che nuocciono a noi e agli altri. Sono manifestazioni energetiche che hanno vita lunga o breve in base all’energia di cui vengono nutrite.

Tutti ne emettiamo, tutti ne siamo circondati e spesso interferiscono con la nostra vita. Pochi riescono a vederle, ma tutti possono percepirle perché influenzano il nostro benessere fisico e psicofisico: se le barriere energetiche del corpo non sono sane, afferma la Givaudan, la forma pensiero può creare vere e proprie brecce nel guscio dell’aura e preparare il terreno per le piccole e grandi malattie che conosciamo. Ma le forme pensiero possono influire negativamente anche sulla psiche dell’Uomo, generando idee ossessive. Come fare per guarirle e risanarle?

GUARIGIONE E GRATITUDINE

FORME PENSIERO E IL PROCESSO DI CONDIZIONAMENTOQuando abbiamo un pensiero fisso, l’energia viene concentrata in quel punto. Se siamo innamorati o arrabbiati, la mente proietta di continuo l’immagine di chi amiamo o detestiamo. Il nostro corpo reagisce così con le emozioni che fissano ancor più i nostri pensieri, rinchiudendoci in una realtà creata da noi per noi, di cui tutti gli altri sono completamente all’oscuro.

La continua e assillante proiezione dell’immagine di chi amiamo od odiamo blocca l’energia intorno a noi, generando piccole creature energivore. Riconoscendo, però, che questa energia bloccata è nostra, possiamo farne quel che vogliamo, possiamo dunque veicolarla in modo armonioso ed equilibrato verso altre azioni ed esperienze, liberandola. Permettendo invece alla Mente l’eterno gioco delle immagini proiettate nello schermo allestito nel nostro cervello, quell’energia si incollerà a noi, producendo un fantasma – la forma pensiero appunto – che ci condizionerà per sempre.

E’ dunque necessario impedire la consueta proiezione del film che noi ci crogioliamo a guardare, scatenando le nostre incontrollate emozioni. Quell’energia ci appartiene e la sua esistenza, unita alla nostra consapevolezza, potrà riscaldare quanto è intorno a noi.

Anne Givaudan indica alcune importanti fasi da seguire per ‘guarire’:

percepire le forme pensiero reiterate;

accettare le emozioni e/i sentimenti;

accettarsi con la propria ombra e la propria luce;

accettare di essere responsabili, senza sensi di colpa;

avere fiducia nella Vita e in quello che propone; manifestare gratitudine.

FORME PENSIERO E IL PROCESSO DI CONDIZIONAMENTOTratto da: “Forme pensiero II: trasformarle, guarirle” di Anne Givaudan, Amrita Edizioni.

Fonte: www.neteditor.it

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