DEMENZIALITA ALIMENTARI

DEMENZIALITA ALIMENTARI

Nota Personale: Pubblico queste due notizie che mi hanno colpito particolarmente in quanto indicatrici del livello di demenzialita mentale e perversione morale raggiunto dalla nostra società. Pensare che si possa arrivare a uccidere i castori per poter “mungere” loro il sedere, allo scopo di ottenere un estratto di vaniglia che non so per quale motivo non si può ottenere dalle bacche di vaniglia, o che si possa bere un caffè prodotto dalla cacca degli zibetti è veramente un brutto segno di decadenza morale e materiale.

Nel mondo la maggioranza delle persone vive con meno di 100 dollari al mese ed alcuni possono permettersi di spendere 90 euro per una tazza di infuso di cacca di zibetto, questo fa pensare a che cosa sia l’ingiustizia sociale.

Fortunatamente ci sono anche delle notizie migliori: in Inghilterra un allevamento intensivo di polli offriva impiego ad addetti con il compito di tagliare il becco e le ali dei giovani pollastrini, nonostante la “Crisi “non sono riusciti a trovare nessuno che accettasse un lavoro così infame.

ADDITIVI: QUELL’AROMA “NATURALE” DI VANIGLIA ESTRATTO DALLE GHIANDOLE ANALI DI CASTORO

DEMENZIALITA ALIMENTARI 001Appassionati di vaniglia? Avreste mai detto che l’aroma preferito per i vostri dolci potesse venire anche dalle escrezioni anali dei castori? I simpatici animaletti dai proverbiali forti denti secernono, infatti, una sostanza appiccicosa chiamata castoreo, che utilizzano per marcare il territorio o, secondo alcune teorie, per ungere il pelo. E…

E l’uomo, ovviamente, se ne è voluto appropriare e ancora oggi viene utilizzata non solo nella preparazione di profumi e sigarette , ma anche nei cibi che nelle bevande, soprattutto per ricordare l’aroma di vaniglia o di lampone. Negli Usa, infatti, la Food and Drug Administration la considera come un additivo “generalmente sicuro” e gli gli scienziati alimentari aggiungono l’ingrediente nelle loro ricette, dai gelati alle caramelle.

A rivelare che l’esposizione a lungo termine a questo estratto non rappresenta un rischio per la salute c’è uno studio del 2007, pubblicato sul Journal of Toxicology, redatto con l’obiettivo di valutare la sua sicurezza come ingrediente alimentare.

In Europa pur non essendo utilizzato a scopi alimentari, il castoreo viene incorporato soprattutto nei profumi. Lo contengono ad esempio, prodotti come Emaraude di Coty, Cuir de Russie di Chanel, Magie Noire di Lancôme, Caractère di Daniel Hechte.

Come si può intuire, l’aroma di vaniglia è il prodotto della dieta unica del castoro, fatta di foglie e corteccia. Ma come si estrae? Semplice: per prendere la sostanza gli animali vengono intrappolati e poi, nella migliore delle ipotesi sedati, oppure uccisi. Il castoreo, infatti, si trova nella borsa ghiandolare del castoro, tra l’ano e la base della coda.

“Si possono letteralmente mungere le ghiandole anali in modo da poter estrarre il liquido. Così si può far schizzare fuori il castoreo, ma è un’operazione abbastanza difficoltosa”, spiega Joanne Crawford, ecologista ed esperta della fauna selvatica della Southern Illinois University. Per fortuna, però, il consumo è piuttosto limitato: solo 132 chilogrammi all’anno. Ma, almeno negli Usa, non vedrete mai questo nome in etichetta alimentare, poiché è generalmente indicato come “aroma naturale”.

Scritto da Roberta Ragni  Link: Www.Greenme.it

ZIBETTI IN PERICOLO: ALLEVATI IN CONDIZIONI ATROCI PER PRODURRE IL CAFFE’ PIÙ COSTOSO DEL MONDO

DEMENZIALITA ALIMENTARI 003Dietro al caffè più costoso del mondo, il Kopi Luwak, si nasconde una terribile verità. Chi lo beve dovrebbe davvero inorridire, e non tanto per il modo in cui viene fatto, visto che è prodotto dalle bacche ingerite, parzialmente digerite e defecate dallo zibetto delle palme, quanto piuttosto per gli orribili abusi perpetrati ai danni di questi animali.

DEMENZIALITA ALIMENTARI 004Il prodotto, che ha raggiunto una certa fama anche per la sua presenza nel film “Non è mai troppo tardi”, interpretato da Jack Nicholson nel 2007, si è trasformato nel giro di pochi anni da quella che era una piccola produzione artigianale in un affare d’oro da 360 euro al chilo e punte di 90 euro a tazza, proprio per via del crescente aumento della domanda. Da qui alla nascita di allevamenti specializzati, che stanno ormai proliferando in tutto il sud est asiatico, il passo è stato breve.

Dietro i prezzi da record, si nasconde purtroppo una triste realtà, come quella documentata dal The Guardian, che ha visitato un negozio di caffè a Medan, sull’isola indonesiana di Sumatra, dove hanno trovato uno zibetto femmina detenuto in una gabbia angusta sul retro del locale, separata dai suoi due cuccioli che erano stati messi in un’altra gabbia assieme ad altre 20, tutte nascoste sul tetto dell’edificio.

DEMENZIALITA ALIMENTARI 002Per i gruppi animalisti, questa sarebbe la situazione in cui vivono decine di migliaia di zibetti, tutti confinati in gabbie minuscole, costretti a una vita di prigionia, a subire maltrattamenti e a seguire un’alimentazione forzata, con dieta debilitante fatta solo di chicchi di caffè. Lo zibetto, al contrario, è principalmente frugivoro e si nutre di bacche, frutta carnosa come mango, ananas, melone, banane e frutti di specie native di ficus, oltre che raramente anche di piccoli uccelli, roditori ed insetti. Invece, “colpevoli” di conferire al caffè un sapore caramellato molto particolare con i loro succhi gastrici, questi animali ora rischiano addirittura l’estinzione proprio per via di questi nuovi allevamenti intensivi.

Le condizioni sono terribili, proprio come quelle dei polli in batteria -ha spiegato Chris Sheperd dell’Ong Trafficgli animali sono catturati, costretti a vivere in gabbie piccolissime e nutriti solo con caffè. Si tratta di una spirale fuori controllo, ma l’opinione pubblica non ne sa niente. Ma le persone devono sapere che decine di migliaia di animali vengono detenuti in queste condizioni. Non comprerebbero questo caffè se lo sapessero“.

Scritto da Roberta Ragni   Link: Www.Greenme.it

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