Video: The Thrive e Dott Quantum

Immagine

Video: The Thrive e Dott Quantum

Ecco i link a due video estremamente interessanti, il secondo video The Thrive è particolarmente interessante, in quanto nella prima parte , dal minuto 16, espone la teoria del dottor Nassim Haramein a proposito dell’origine del simbolo del “Fiore Della Vita” e della sua relazione con il campo energetico Toroidale e con la figura geometrica del Tetaedro.

Il primo video: Dott. Quantum: Esperienza interdimensionale; e’ un cartone animato di fisica quantistica tratto dal film: Dott. Quantum – What the …bleep…do we know: The rabbit hole.

Video The Thrive e Dott QuantumViene illustrato come da una dimensione più alta si possa vedere quella più bassa, ma a volte succede qualcosa… e allora la mente e il cuore si aprono a dimensioni superiori…

Qui per rendere l’idea viene raffigurato un teorico rapporto tra un essere di terza dimensione e uno di seconda.

Naturalmente questo vale anche per le successive dimensioni. A volte si viene contattati da altre dimensioni, ma non lo si comprende…

Video: Dot Quantum: Esperienza interdimensionale (english and italian) – YouTube

Fonte: Dot Quantum Esperienza interdimensionale su PREPARIAMOCI

Il secondo video ” The THRIVE ” è un documentario non convenzionale che alza il velo su ciò che sta realmente accadendo nel nostro mondo, inseguendo il flusso del denaro fino ad arrivare alla sua stessa origine; scopre così il consolidamento del Potere Globale in quasi ogni aspetto della nostra vita.

Video The Thrive e Dott Quantum 001Intessendo insieme scoperte di scienza, coscienza e attivismo, THRIVE offre soluzioni reali, che possono restituirci il nostro Potere Personale con strategie energiche e senza precedenti, tese a riappropriarci della nostra vita e del nostro futuro.

Video The Thrive: (THRIVE Italiano) PROSPERA: Che Cosa Ci Vorrà Mai? – YouTube

Video pagina YouTube: THRIVE Movement – YouTube
Per ulteriori informazioni visitate http://www.thrivemovement.com/
Acquista il DVD di THRIVE: http://www.thrivemovement.com/store.

La Radionica In Agricoltura

Galleria

This gallery contains 4 photos.

La Radionica In Agricoltura La Radionica In Agricoltura Apparentemente le storie personali di Antonio Giangirolami e Giovanni Troiano frutticoltore laziale il primo, allevatore lucano il secondo, sono simili a quelle di tanti altri agricoltori. Redditi sempre più bassi; spese in aumento; dipendenza dai grossisti che incamerano la maggior parte dei profitti; un legame con la terra sempre più conflittuale a … Continue reading

Weaving Home la casa in tessuto

Galleria

This gallery contains 8 photos.

Weaving Home la casa in tessuto Nelle ultime settimina in Europa si è ripresentato il problema dei profughi in fuga da Guerre e cambiamenti climatici, i quali rendono impossibile la sopravvivenza nei loro luoghi di origine. É con l’immagine di questi rifugiati in mente che nel 2013 Abeer Seikaly, architetta giordano-canadese, ha ideato il progetto “Weaving a home”, “tessere una … Continue reading

100 litri d’acqua al giorno

Immagine

100 litri d’acqua al giorno (nel deserto) imitando gli scarafaggi: così un architetto italiano sfida la crisi idrica

Può un’idea, un progetto, modificare abitudini e risolvere una crisi mondiale come quella dell’acqua potabile?

100 litri d’acqua al giorno 1La domanda se l’è posta un italiano. L’architetto Arturo Vittori , fondatore dello studio Architecture and Vision, nel suo primo viaggio in Etiopia. Sulle spalle un bagaglio di conoscenze “spaziali”, maturato da progetti in collaborazione con enti governativi come l’ESA, la NASA… confrontandosi con paesaggi ostili e progettando con quello che il territorio riesce ad offrire.

In un momento storico segnato da crisi economiche, ambientali e sociali, ecco che ritorna il self-made, la tradizione del “fatto in casa”, dell’artigianato. Un’alternativa al modello capitalistico che non ha saputo conciliare l’attività umana con la natura, l’attività del singolo con quelle della collettività.

Come dice Vittori: “Quando si progetta una base per la Luna o su Marte il self-made è fondamentale. Per gli insediamenti lunari di prima generazione l’uomo si dovrà confrontare con un ambiente molto ostile, estremo, con poche risorse disponibili ma fondamentali. Quando i primi astronauti, i primi robot, arriveranno, dovranno approcciare il problema con un self-made, dovranno fare tutto da loro. Andare in luoghi come l’Etiopia è un po’ come andare sulla Luna, in un certo senso”.

Il progetto WarkaWater, la torre che cattura acqua potabile dall’aria, nasce appunto come un self-made in questo suo primo viaggio, nel 2012. Recatosi nelle campagne etiopi viene a contatto con la crisi reale della scarsità di acqua potabile. Dal workshop in situ, in collaborazione con l’Università di architettura di Addis Abeba, si iniziano a studiare possibili soluzioni e materiali da utilizzare. Scontrandosi anche con il genius loci, dove le risorse più importanti erano e sono quelle umane… tanta gente capace e vogliosa di fare.

Lo scenario di sperimentazione è quello del nord-est dell’Etiopia. Un paesaggio agricolo di sussistenza, caratterizzato da altopiani che raggiungono i 5.000 m e con villaggi disseminati sul territorio. Qui le condizioni climatiche fanno si che il processo di raccolta dell’acqua per condensazione possa avvenire, combinandosi col fattore crisi, l’esigenza pratica di acqua potabile. Una volta acquisiti quindi la manodopera; il materiale a basso costo (l’Etiopia è il primo produttore in Africa di bamboo) e definito il luogo, Awra Amba, un piccolo villaggio di poche centinaia di abitanti, la cui economia è basata sull’artigianato tessile, il concept del warka inizia a prendere forma in un prototipo scala 1:10.

100 litri d’acqua al giorno 2Ma cos’è il Warka? Cosa fa? E perché WarkaWater?

Tutto inizia da un piccolo insetto, la Stenocara. Lo scarafaggio del deserto della Namibia. Più piccolo di quelli che siamo abituati a vedere, è uno dei pochi esseri che riesce a sopravvivere nei deserti. Di giorno vive sotto la sabbia, “un pò come si dovrebbe fare sulla luna, che si sopravvive a condizioni estreme protetti dalla regolite, la sabbia lunare”, poi di notte quando le temperature scendono esce fuori. Si posiziona a circa 35°, sollevando le zampette posteriori inclinando così il guscio superiore. Quello che fa durante la notte è raccogliere acqua per condensazione sul proprio corpo, che posizionato alla giusta inclinazione, permette all’acqua di scivolare in avanti per essere assimilata. L’acqua accumulata è ricca di iodio e di elementi che gli permettono di sopravvivere anche per sette-otto mesi senza mangiare.

Studiato da ricercatori inglesi, questo insetto, in particolare il suo esoscheletro, è stato oggetto di una ricerca, che ha portato il Ministero della Difesa del Regno Unito a brevettare uno speciale tessuto, lo stesso usato per il Warka. Attualmente è in via di sperimentazione per fornire scorte d’acqua all’esercito di Sua Maestà nel deserto, per mezzo di particolari tute militari. Come la pelle dello scarafaggio, il tessuto è idrorepellente, non assorbe l’acqua, e non la lascia stagnare, anzi, la fa defluire.

L’ispirazione è stata questo insetto… se noi riuscissimo con i nostri edifici, con le nostre case, i nostri grattacieli a fare un decimo di quello che fa questo insetto, il consumo di acqua verrebbe risolto, con un po’ d’ingegno , senza alte tecnologie, scoprendo semplicemente le tradizioni di alcune popolazioni che utilizzano questo approccio in diversi modi”.

100 litri d’acqua al giorno 3Tornati da Addis Abeba avendo ben chiari gli obiettivi del concept, Vittori propone un secondo workshop, questa volta allo IUAV di Venezia, con la volontà di realizzare un modello scala 1:1. Qui con l’ausilio di software attuali, un approccio progettuale del tipo parametrico ed algoritmico, il Warka si evolve. Una torre alta 9 m, costituita da una struttura reticolare a maglia triangolare, realizzata in materiali naturali tipici dell’Etiopia come il bamboo ed il giunco. Con un peso di solo 60 kg, è costituita di 5 moduli che si installano dal basso verso l’alto e possono essere sollevati e assemblati da 4 abitanti di un villaggio senza la necessità di ponteggi. Al suo interno il tessuto speciale in grado di raccogliere l’acqua potabile dall’aria per condensa, e alla base un recipiente.

100 litri d’acqua al giorno 4In condizioni climatiche diciamo etiopi, dove di giorno si hanno temperature miti e di notte l’escursione termica è molte forte, la differenza di temperatura tra tessuto e aria, fa in modo che quest’ultima a contatto con il tessuto condensi rilasciando dunque l’acqua, elemento comunque presente nell’aria in percentuale più o meno alta. Al mattino sarà quindi possibile trovare sotto la struttura fino a 100 litri di acqua potabile. Utili a coprire il fabbisogno di una famiglia.

L’immagine che ci descrive Vittori è quella di villaggi dove donne e bambini partono a piedi nudi al mattino, per andare a cercare l’acqua. Camminando per ore sotto il sole, arrivano in luoghi dalle condizioni estreme, dove l’acqua è tutt’altro che potabile. La scena si ripete per tutto il giorno. Per fare questo i bambini dei villaggi non studiano. Spediti alla ricerca di acqua vengono sottratti all’istruzione fino al calare del sole, momento in cui, nel villaggio, la vita si ferma data la mancanza di elettricità.

L’obiettivo del WarkaEnergy e del WarkaPeople, varianti o meglio ulteriori step del progetto, è quello di divenire in un certo senso il centro del villaggio. Attorno a queste strutture, con l’ausilio di piccole celle fotovoltaiche e canopi, anche alla sera i bambini potranno ritrovarsi, potranno leggere, studiare e giocare…

Il Warka diventa quindi centro di risorse.

Non a caso il nome Warka è preso da un particolare albero di fico tipico dell’Etiopia. Un albero immenso, che crea una zona d’ombra molto importante, sotto la quale le popolazioni si riuniscono per fare le loro assemblee.

Insomma uno spazio urbano. Quello che per noi, nella nostra cultura italiana, equivale alla piazza.

100 litri d’acqua al giorno 5 100 litri d’acqua al giorno 6Insegnare a queste persone un metodo, una risorsa… innescherà una cultura del fare, che di fondo è già in essere, ma che una volta regolata ed accettata dagli abitanti di questi territori, diventerà un sapere da tramandare. Parliamo di una struttura che assolve ad una funzione molto importante e che se integrata allo svolgimento della vita di un villaggio, avrà un forte impatto a livello antropologico… “è impossibile adesso definire quello che succederà, ma di certo sappiamo che una volta che avranno l’acqua, i bambini potranno studiare, le donne non si dovranno più spostare… tutto ciò è uno sconvolgimento che è avvenuto già nella società”… una sorta di civilizzazione.

100 litri d’acqua al giorno 7Da qui la storia vuole che vuole che il Warka venisse replicato nuovamente. Questa volta lo spazio è quello della 13esima Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia. Uno scenario importante, che offre l’occasione a Vittori di promuovere il progetto oltre i confini nazionali tanto da raggiungere gli spazi espositivi della “Cité des Sciences et de l’industries” nel Parc de la Villette a Parigi. Attualmente lo Studio e le diverse Partnership sono al lavoro per raccogliere i fondi necessari per realizzare altre due strutture, per avviarne la diffusione in Etiopia.

Che siano davvero queste le gocce a far traboccare il vaso?! Beh… me lo auguro!!

Roma, 5 giugno 2014

Dario Pompei | nITroSaggio

Fonte: 100 litri d’acqua al giorno (nel deserto) imitando gli scarafaggi

Viktor Schauberger

Galleria

This gallery contains 4 photos.

Viktor Schauberger UN PRECURSORE CON UNA GRANDE PASSIONE: L’ACQUA. Di nazionalità austriaca, Viktor Schauberger come guardia forestale al servizio del principe Adolf Von Schaumburg-Lippe era responsabile di più di 21.000 ettari di foresta e passava ore ad osservare la natura, il modello per eccellenza da capire e da copiare (“kapieren und kopieren”). Era un ambiente ancora pressoché intatto: con l’attuale … Continue reading

IL RUOLO DEL DNA NELL’ASCENSIONE

Galleria

This gallery contains 3 photos.

IL RUOLO DEL DNA NELL’ASCENSIONE Il 15-17 % di quel 97% del DNA umano, arrogantemente etichettato “DNA spazzatura”, avrebbe un “fine superiore” che gli scienziati stanno ancora cercando di decodificare. Il ruolo del DNA nell’Ascensione Dopo migliaia di anni, durante i quali il nostro DNA è stato scollegato dalle frequenze dimensionali superiori, esso si sta finalmente liberando dai vecchi schemi … Continue reading

TEST BE-fuelsaver

Immagine

TEST BE-fuelsaver

TEST BE-fuelsaver s1Dopo circa quattro mesi dall’installazione del BE-fuelsaver modello S sulla mia auto (Be-fuelSaver | Scarabeokheper) posso fornire qualche dato sui consumi ricavati dividendo i km percorsi, fra un rifornimento ed un altro, per i litri di carburante consumato ecco i risultati:

Data Km percorsi Rifornimento in l Media Km/l
07/10/2014 867 49,02 17,68
28/10/2014 581 30,71 18,92
24/11/2014 560 34 16,47
09/12/2014 633 39 16,23

Sono passato da una media di 15-17 km/l prima dell’installazione a un 16,5-19 km/l post installazione del BE-fuelsaver (nel mese di novembre/dicembre la media è calata per l’intenso ciclo urbano, per il riscaldamento del motore pre partenza e per l’uso del riscaldamento/deumidificatore) con un risparmio di carburante pari al 10% circa, con un serbatoio da 60 litri significa un risparmio di 6 litri, circa 9 euro a ogni pieno pieno.

In 9 pieni il costo del BE-fuelsaver viene ammortizzato, avrei avuto un un risparmio del 20% installando la versione M al posto di quella S ma mi interessava sopratutto la riduzione dell’inquinamento, misurata con metodo radiestetico è stata di circa il 75%.

TEST BE-fuelsaver gregorSono convinto che il segreto del BE-fuelsaver risieda nella Radionica, i suoi produttori (Link: Home – BE-FuelSaver.net) devono aver individuato la frequenza vibratoria del carburante ottimale e con essa hanno caricato i cilindretti di metallo, che inseriti nel serbatoio, per risonanza la trasmettono al carburante della nostra auto; un metodo,questo, utilizzato con successo anche in medicina e in veterinaria da alcuni medici omeopati.

Be-fuelSaver

Galleria

This gallery contains 7 photos.

Be-fuelSaver Dopo aver letto il seguente articolo pubblicato su: ✣ RISPARMIO CARBURANTE ✣ | ♥ IL M-IO PRIMO MINISTRO ♥ ho deciso di acquistare il Be-fuelSaver versione S  per la mia vecchia auto a gasolio, mi sono deciso ad acquistarlo più per la riduzione di emissioni inquinati promessa che per il risparmio di carburante anche se con un risparmio di carburante … Continue reading

Effetto Backster

Galleria

This gallery contains 1 photo.

Effetto Backster Grover Cleveland “Cleve” Backster, Jr. (nato il 27 febbraio 1924 nel New Jersey) è conosciuto soprattutto per I suoi esperimenti di biocomunicazione nelle cellule vegetali ed animali grazie all’uso del poligrafo che lo portò negli anni 60 ad elaborare la sua teoria della “percezione primaria”. Backster iniziò la sua carriera come esperto della CIA ed in seguito diventò … Continue reading

Dispositivi di Energia-Libera

Immagine

Dispositivi di Energia-Libera

Dispositivi di Energia-Libera

Dispositivi di Energia-Libera

Nel corso del 20 secolo molti inventori geniali hanno prodotto brevetti riguardanti energie punto zero ovvero a costo zero, ma tutti i loro tentativi di divulgare le loro scoperte sono stati bloccati dai poteri oscuri che controllano il mercato dell’energia.L’autore di questo sito ha cercato di mettere assieme tutte queste conoscenze e secondo me ha fatto un buon lavoro, la nuova tecnologia al plasma dovrebbe rendere obsoleto tutto ciò ma in caso contrario qui c’è una valida alternativa.
Questo sito è un tentativo di tradurre le informazioni in lingua inglese presso www.free-energy-info.tuks.nl in italiano utilizzando un programma di traduzione. Come non ho alcuna abilità linguistiche, il risultato rischia di essere povero, e così mi scuso per la scarsa qualità della traduzione. Capitoli aggiuntivi verranno aggiunti a questo sito web man mano che diventano disponibili.

Patrick J. Kelly

LINK al sito: Dispositivi di energia liber-a, energia di punto zero e l’acqua come combustibile