CACCIATORE DI GIGANTI

CACCIATORE DI GIGANTI

Cacciatore Di GigantiCOSTANTINO CATTOI IL CACCIATORE DI GIGANTI

Tratto dall’Allegato N.11 del C.I.S.M. :

L’enorme importanza degli studi del col. Costantino Cattoi

Il Col. Cattoi dopo lunghi anni di studi e di ricerche è riuscito a conoscere l’uso che si faceva dell’energia ritmica magnetica nelle ere passate. Essendo il Col. Cattoi diventato nostro carissimo amico e collaboratore, è stato possibile unendo le reciproche conoscenze, comprendere molte verità che nel passato l’uomo conosceva per istinto ed esperienza. Sulla superficie del globo terrestre vi erano (e vi sono) luoghi in cui l’emissione di energia magnetica terrestre è più forte che in altri luoghi.

Per riconoscere tali luoghi gli antichi li segnalavano con figurazioni di animali scolpite nelle rocce.

Cacciatore Di GigantiCorrispondevano alla figurazione dell’animale più forte (leone, sfinge, ecc) i luoghi con emissione di energie magnetiche più potenti, mentre a luoghi con emissioni magnetiche più deboli corrispondevano sculture di animali più deboli (cane, capra, ecc). Da queste segnalazioni gli uomini del passato potevano assorbire loro stessi queste energie e diventare più potenti, oppure formare delle centrali di energia che venivano sfruttate per usi umani o per difesa. Inoltre tramite queste conoscenze erano riusciti a regolare l’emissione dell’energia magnetica terrestre dall’interno della terra eliminando così i movimenti tellurici. Per far ciò essi usavano costruzioni di massi a punta di notevole altezza chiamati Menhir. I Menhir scaricavano l’energia magnetica contenuta nella terra in virtù della legge delle punte. Ai Menhir venivano alternati i Dolmen, costruzioni piatte che essendo raccoglitrici di energie magnetiche solari, servivano per reazione a produrre la spinta per l’uscita dell’energia terrestre attraverso i Menhir verso il sole. In questo modo i Dolmen completavano e regolavano il ritmo magnetico. Potendo regolare il ritmo, gli antichi se ne servivano per captare l’energia adatta al funzionamento delle apparecchiature costruite in quel tempo, capaci fra l’altro di eliminare la forza di gravità. La riscoperta di queste antiche conoscenze ha dato ai nostri centri la possibilità di progettare centrali ritmiche magnetiche di eccezionale potenza che saranno costruite fra breve.

Il Col. Cattoi ha scoperto inoltre che la terra è attraversata da linee di forza magnetiche. Alcuni punti di incrocio di tali linee di forza furono scelti dai sacerdoti per la costruzione di santuari. Cattoi ha potuto scoprire che in corrispondenza di tali santuari, per la maggior parte distrutti dal tempo e dall’ignoranza degli uomini, vi erano ingressi di gallerie che conducevano a città o templi sotterranei quasi tutti comunicanti fra loro anche se situati su continenti diversi. Queste città sotterranee risalgono ad intere ere geologiche precedenti la nostra nelle quali una minore compressione magnetica favoriva lo sviluppo gigantesco di ogni forma vivente. In quei tempi lontanissimi vi furono battaglie titaniche combattute fra i giganteschi abitanti della terra e invasori provenienti dallo spazio.

Cattoi ha ritrovato i punti d’impatto di astronavi extraterrestri abbattute dai terrestri per mezzo di forze magnetiche emanate da costruzioni ciclopiche (in genere torri). Straordinaria è poi la sua documentazione fotografica dei corpi pietrificati di esseri umani e animali di proporzioni gigantesche che testimoniano che la battaglia finale fu vinta probabilmente dalle forze provenienti dal cielo. (come del resto prevedono i racconti di Zecharia Sitchin)

Da uno scritto del 1967 il colonnello C. Cattoi sintetizza i lunghi decenni di attività e ricerche:

ecco l’elenco schematico delle mie realizzazioni….

1. La scoperta delle cause ascose operanti nei terremoti e nelle eruzioni vulcaniche

2. La scoperta di squilibri elettro-magnetici di carica positiva, captabili strumentalmente, prima che si formino sulla superficie della Terra gli uragano, i tornado, i tifoni, i cicloni, la grandine, le nebbie

3. La scoperta dei fenomeni che precedono la formazione delle valanghe, delle frane interne o di scorrimento, captabili strumentalmente

4. La scoperta di nuove linee di formazione di fenomeni sismici e vulcanici, la quale prevede fenomeni endogeni

5. La scoperta di aree di grandi frane interne, schematizzate per ora su carte 1:1.000.000

6. Scoperta di orme e di impronte lasciateci da civiltà fiorite e sparite milioni di anni fa fin dalle ere arcaica, paleozoica e mesozoica

7. Scoperta di uomini giganti, esattamente come descritto nella Bibbia, grazie alle foto aeree scattate da me con gli idrovolanti della crociera Atlantica

8. I voli con il dirigibile pilotato da S.E. il generale Valle e con gli aeroplani degli aeroporti di Centocelle e Guidonia ( Monte Celio ) mi orientarono per la ricerca di segni esterni, indicanti in profondità la ubicazione delle 300 città sotterranee del cosiddetto mitico regno nascosto di Saturno. Queste città del regno dell’Età dell’Oro di detta deità, la Saturnia Tellus, sono state da me quasi tutte individuate nella Toscana e nel Lazio, a circa 200 m. di profondità. Erano abitate dai giganti di 18 m. di altezza che per la prima volta al mondo, ho scoperto oltre che all’Argentario, all’isola del Giglio, al Circeo, all’Elba, e nelle altre isole tirreniche, lungo l’arco alpino e l’Appennino…

Cacciatore Di Giganti9. La scoperta di grandi laghi sotterranei, che furono controllati e utilizzati dai terrestri che dovettero trovare rifugio nel sottosuolo, quando sulla superficie imperversavano le fasi glaciali e quelle degli allineamenti vulcanici noti

10.La scoperta di opere d’arte scultoree nelle rupi costiere e montane sparse su tutta la Terra, lungo le direttrici delle grandi migrazioni che sin dalle prime ere geologiche della Terra, si irradiarono dal Monte Argentario verso le terre di tutti i continenti del pianeta

11.La scoperta dei segni esteriori scolpiti, delle grandi, delle immense centrali di energia, delle quali i giganti delle prime ere si valevano per circolare e navigare sul pianeta e nel suo interno, e per volare verso le stelle

12.La scoperta di punti di impatto sulla Terra dei mezzi di volo che gli uomini di prima della storia vollero impiegare, per conquistare con la violenza e la prepotenza le altrui Case del Cielo. Le grandi battaglie aeree contro gli invasori terrestri, vivono tuttora nelle descrizioni dei miti indù, quelli pagani e persino nel cap. 12 dell’Apocalisse di Giovanni Apostolo, e rivivranno nei punti d’impatto delle astronavi abbattute che ho scoperti, dandone più volte notizia scritta all’Ufficio Storico dello Stato maggiore dell’Aeronautica Italiana.

Grazie al dr. Francesco Polimeni, editore della rivista Spazio e Vita, pubblicata fra il 1958 ed il 1959, Cattoi entra in contatto con l’antropologo statunitense George Hunt Williamson e, successivamente, con Daniel Ruzo.

Il Colonnello Cattoi spiega al Dr Martinelli come “…le numerose teste di cane delle Apuane sono identiche a quelle trovate da Ruzo e Williamson presso Lima sull’altipiano di Marcahuasi in Perù. Fu a causa di questa mia segnalazione preventiva a Williamson che cioè avrebbe dovuto trovare teste di cane scolpite in Perù, la sua venuta in Italia ! “

Come riportato dal quotidiano La Nazione di Firenze nell’estate del 1958, George Hunt Williamson arriva in Italia da Madrid, partecipa a conferenze in Catania ed in Roma, visita assieme a Cattoi l’Ansedonia.

Le comuni scoperte, la grande eccitazione per aver riscoperto sia in Sua America che in Italia le nostre origini, la sensazione inebriante di stare per entrare in contatto con altri esseri, la preparazione di importanti spedizioni in Italia da parte di Williamson, sono tutte attività che improvvisamente si fermano.

A Daniel Ruzo viene praticamente impedito di continuare le proprie ricerche in Marcahuasi, così che lo studioso si isola volontariamente in Messico a Tepoztlan.

George Hunt Williamson non torna più in Europa, nonostante tutti i programmi annunziati a Cattoi e si ritira probabilmente nell’amato Perù, sotto con il nome di “Brother Philip”.

Costantino Cattoi solo e senza mezzi, resta bloccato, non pubblica nemmeno il libro sulle sculture rupestri che stava pianificando. Di lui resta solamente un’intervista rilasciata al giornalista Franco Bertorelli, pubblicata nel settimanale Epoca del 27 agosto 1967. Egli morirà nel 1975 a Roma.

Il perché dell’improvviso blocco delle loro ricerche lo rivela lo stesso Cattoi in una lettera al dr. Martinelli:

Quelli dei dischi sono alla ricerca dei loro dischi e delle loro astronavi, dovute abbandonare in seguito a cataclismi etc…Gli ingressi alle porte sono contrassegnati, ma io ne ignoro il segno. Poi lei sa che le astronavi e i dischi si rendono invisibili: quindi c’è da ritener per certo che costante è la loro guardia alle loro aviorimesse, e non credo si igienico neanche a pensare di andare alla ricerca delle loro astronavi e dei loro dischi rimasti nel cuore delle montagne o in fondo al mare, negli astroporti del passato. I fratelli delle stelle NON INTENDONO DARE ALL’UOMO BIANCO né dischi né astronavi. E la ragione è intuitiva. Si immagini se ce ne lasciano prendere uno! Hanno armi paurose e silenziose per disintegrare chicchessia, a partire dai curiosi. E sanno, cioè possono LEGGERE NEL PENSIERO, quindi con quella gente non c’è speranza di far niente in segreto.

Per quanto mi mandarono Williamson, di urgenza, con alcuni LORO DIVIETI!”

(Costantin dall’ala occhiuta – Gabriele D’annunzio)

Sculture Rupestri In Italia Video: Volti Dal Passato? – Youtube

Anche Nell’altopiano Del Markawasi In Perù Sono State Scoperte Delle Sculture Rupestri Video: Seq Trailer Markawasi 2009 Webnew – Youtube

Documento: Maurizio Martinelli Marco Zagni

Autore: Domenico D.

Fonte: Fortunadrago.It

PDF: Ighina cattoi

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