Le biblioteche scomparse

Le biblioteche scomparse

La storia è piena di notizie sulla scomparsa di libri e biblioteche. E’ difficile immaginare quanti tesori intellettuali sono scomparsi senza lasciare traccia nel fiume dei tempi. Tuttavia tuttora gli scienziati non perdono la speranza di trovare la fonte che potrebbe attestare l’esistenza delle leggendarie biblioteche di Alessandria e della Società segreta dei nove uomini sconosciuti.

India. Navicelle spaziali e gravitazione

w bibliotecheAshoka, zar dell’Antica India, ordinò di costituire la Società segreta dei nove uomini sconosciuti di cui dovevano far parte i più grandi scienziati e saggi dell’epoca. Lo zar assegnò un compito difficile: sistematizzare e catalogare tutte le conoscenze scientifiche ottenute dalle sacre scritture in seguito a degli esperimenti.

Ciascuno dei “nove uomini sconosciuti” scrisse un libro dedicato a un determinato campo della conoscenza scientifica. L’attività della società si svolse in un’atmosfera di massima segretezza.

Lo zar Ashoka, pio buddista e convinto pacifista, capiva bene la forza della conoscenza e temeva che potrebbe essere utilizzata non solo per scopi pacifici, ma anche per la distruzione e per le guerre. Ashoka aveva di che temere: i dati scientifici, di cui disponevano i suoi scienziati, tuttora sembrano straordinari. Un libro, ad esempio, era dedicato al superamento della gravitazione, gestione della forza e creazione nelle artificiale dell’assenza di gravità nelle condizioni terrestri. Un altro libro raccontava l’uso delle armi superpotenti che ricordano progetti moderni nel campo degli armamenti nucleari psicotronici. Nei libri sono stati descritti anche i disegni dei velivoli che permettevano agli avieri antichi non solo decollare, ma anche effettuare i voli spaziali.

La menzione di queste opere esiste in molte fonti scritte dell’Antica India, ma gli archeologi non sono mai riusciti a trovare nemmeno uno solo di questi libri. Si suppone che alcuni di essi siano conservati nei monasteri del Tibet e dell’India, ma i monaci buddisti stanno facendo tutto il possibile affinché queste conoscenze non siano mai trasmesse ai rappresentanti della civiltà moderna.

E’ difficile credere che nell’antichità gli scienziati abbiano raggiunto un livello così elevato di sviluppo tecnico e scientifico, tuttavia nel 1875 in uno dei templi dell’India sono state trovate le opere di Bhardwaj il Saggio, autore di alcuni inni del libro sacro di Rigveda, che visse nel IV secolo a.C. Il libro si intitolava “Vimanik Prakaranam” (“Trattato sui voli”) ed è stato uno dei capitoli del trattato fondamentale “Vimna Vidiana” (“La scienza sui voli aerei”). Questa opera, unica nel suo genere, sull’aeronautica conteneva dettagliatissime descrizioni di alcuni tipi di velivoli, dati sui particolari di alcuni voli da essi effettuati, e perfino un breve prontuario per piloti principianti.

Il “Trattato sui voli” è stato accolto con freddezza dagli specialisti contemporanei indiani nel campo delle scienze esatte. L’interesse verso le realizzazioni degli antichi avieri si è risvegliato soltanto quando la leadership della Cina ha dichiarato che le sue conquiste nel campo aerospaziale siano dovute ai dati tratti dai trattati scientifici scritti qualche migliaio d’anni fa.

La Biblioteca di Alessandria

bibliotecheLa biblioteca di Alessandria è la più grande dell’antichità e secondo le stime degli antichi autori, conteneva da 400 a 700 mila papiri. La raccolta è stata fondata all’inizio del 3 secolo a.C. La biblioteca di Alessandria rappresentava piuttosto un’accademia anziché la raccolta tradizionale dei libri: vi abitavano e lavoravano scienziati che si occupavano sia di ricerche sia di insegnamento. Presso la biblioteca c’era personale dipendente composto di copisti il cui compito era di trascrivere i libri, è stato compilato il catalogo dei libri composto di 120 pergamene che in seguito è stato regolarmente aggiornato. Il testo di ogni libro aveva in appendice i commenti che contenevano la descrizione dell’opera e i dati sull’autore.

Già ai tempi di Giulio Cesare la biblioteca di Alessandria veniva considerata il deposito dei libri segreti che conferivano una potenza quasi illimitata.

Nella biblioteca, ad esempio, era depositato il libro “La storia del mondo” del sacerdote babilonese, storico e astronomo Beros (356-261 a.C.). che vi descriveva i suoi contatti con gli alieni, i misteriosi Apkallus, gli esseri che assomigliavano ai pesci, che avevano trasmesso agli esseri umani le prime conoscenze scientifiche. Inoltre la biblioteca disponeva di opere complete del sacerdote e storico egizio Manefone il quale, secondo la leggenda, conosceva tutti i segreti dell’Antico Egitto. Vi c’erano anche le opere dello storico fenicio Mokus, al quale è ascritta la creazione della teoria nucleare. Vi c’erano inoltre i libri che contenevano i segreti della fabbricazione dell’oro e dell’argento. Con ogni probabilità contenevano le principali chiavi per l’alchimia che ci mancano per la comprensione di quella scienza.

Negli anni 48—47a.C. Giulio Cesare combatteva in Egitto. In seguito alle azioni di guerra nella città e nella biblioteca è scoppiato l’incendio, bruciando una parte dei libri. Più tardi l’edificio della biblioteca è stato restaurato e Marco Antonio l’ha integrato con i fondi di un’altra grandissima biblioteca del mondo ellenico, quella di Pergamo. Tuttavia la biblioteca evidentemente era sfortunata, bruciando per più di una volta, trovandosi al cento di diversi conflitti. E’ triste la sorte dei suoi tesori intellettuali — sono periti tutti. Tuttavia ci sono ottimisti che credono che un bel giorno riusciranno a trovare le tracce delle pergamene antiche nascoste.

Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/

Fonte: La Voce della Russia

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