Antiche Conoscenze perdute

Antiche Conoscenze perdute

Antiche Conoscenze perdute 6Antiche Conoscenze perdute

Quanto affiora dal passato ci porta a dedurre che la razza umana conosceva molto di quello che oggi sta riscoprendo. Per secoli, l’uomo, con il suo operato teso alla conquista del potere, non del bene comune, ha contribuito a distruggere gli anelli di una catena che non riusciamo più a ricostruire.

Per la brama di conquista gli spagnoli cancellarono grandi civiltà ed i loro documenti considerati blasfemi.

In Cina, l’imperatore Giallo, She Huang Ti, fece eliminare tutte le opere scritte prima del suo regno per immortalare se stesso quale iniziatore della dinastia Chin (da cui prese il nome la Cina) e della storia di quel paese.

Rimasero solo scritti di medicina, agricoltura e magia. Si dice che la bussola sia una nozione di quei tempi, conservata perché ritenuta magica. Nell’incendio di Alessandria andò perduta gran parte della storia dell’Umanità. Nonostante tutto, molto è giunto fino a noi attraverso l’archeologia a testimoniare le grandi e numerose nozioni scientifiche apprese dagli antichi.

Antiche Conoscenze perdute cinaGli Egizi affermavano di aver visto il Sole levarsi due volte da dove tramontava e di averlo visto tramontare due volte da dove si era levato. Ciò porta alla constatazione che l’astronomia egizia ha più di 50.000 anni, perché altrimenti non si sarebbe potuto calcolare quel fenomeno che va sotto il nome di “Precessione degli Equinozi”.

Le stelle retrocedono, ogni anno, di una porzione precisa di tempo nella direzione opposta alla posizione ordinata dei segni zodiacali formando, con questo movimento, un orologio cosmico nel quale si può leggere avanti e indietro nel tempo e determinare le rivoluzioni dei pianeti per migliaia di anni. Esaminando una vecchia carta celeste, un astronomo, può dedurre quando essa fu redatta.

Anche i babilonesi conoscevano tale fenomeno che indicavano avvenuto nell’era dei “Gemelli” (6500-4300 a.C.), cioè quando questa costellazione coincideva con il punto primaverile dell’anno.

Antiche Conoscenze perdute denderaNel tempio di Dendera lo zodiaco indica proprio i Gemelli come inizio della primavera. Quello zodiaco non è un originale, ma gli egiziani ne copiarono certamente una parte da uno precedente allo scopo di conservarlo. Il tempio di Dendera infatti fu ricostruito più volte.

Qui vale riportare ciò che ha scritto in proposito Brunton : “Gli astronomi hanno accertato che la velocità media della precessione è di 50,2 secondi l’anno. Percorrendo il tempo a ritroso, per trovare la posizione indicata dallo zodiaco di Dendera, in base al grado di velocità della precessione, un “Grande Anno” sarebbe composto da 25920 anni solari.”

Chi ha inventato il sistema per misurare il tempo utilizzando le ore, i minuti e secondi? Secondo Zecharia Sitchin furono gli Annunaki, provenienti dal pianeta “Nibiru”, il pianeta dei Nephilim (coloro che caddero), scesi sulla Terra per ordine di Anu. Un pianeta che giunge da un punto lontanissimo dell’Universo e interseca ogni 3.600 anni il sistema solare, passando fra Giove e Marte in senso contrario alle loro orbite.

Difatti moltiplicando 60 x 60 otteniamo il numero 3.600, corrispondente ad un anno di Nibiru.

La Terra compie un giro su se stessa in 360° che, moltiplicati per 60 corrispondono al tempo necessario ad una costellazione per compiere il suo tragitto, ovvero 21600 anni.

36 sono gli anni che il Sole impiega per uno spostamento precessionale di mezzo grado; 4.320 gli anni che impiega per completare il tragitto di 60°, ovvero il percorso di due costellazioni.

I calcoli attuali hanno rilevato che il tragitto di 30° corrisponde a 2.148 anni e il numero esatto della precessione, ossia il Grande Anno a 25.920.

Il numero 2.160 è ricavato moltiplicando per 30, i gradi assegnati ad ogni costellazione lungo l’eclittica, per 72, gli anni che il Sole equinoziale impiega per spostarsi di un grado lungo l’eclittica.

Antiche Conoscenze perdute angkor wattIl 72 è un numero che si ritrova sommato a 36, (per un totale di 108), ad Ankor Watt. In tale luogo ogni viale che porta alle 5 porte ha infatti 108 statue in due file di 54. Ognuna regge un serpente Naga. Le totali 540 statue richiamano il fenomeno della precessione.

Nel tempio di Borobodur si trovano 72 stupa e a Baalbeck un tempio di 54 colonne. I mattoni dell’altare del fuoco indiano sono 10.800 come le statue del Rig Veda, poema composto da ben 432.000 sillabe e che menziona la “ruota dai 12 raggi” alla quale sono legati i 720 figli di Agni.

Antiche Conoscenze perdute INDONESIA BorobudurLa Cabala parla di 72 angeli, le triadi cinesi si basano sul numero 72. Nel Vangelo Manicheo, il mito dell’anima, cap. 11, è scritto. “per ogni cielo fece dodici porte con portici alti e ampi. Poi in ogni porta mise sei Architravi, in ognuno degli architravi trenta angoli, e dodici pietre in ogni angolo“.

Le 12 porte moltiplicate per i 6 architravi originano 72 che, moltiplicato per 30 angoli, fornisce il numero 2.160. Quest’ultimo, ripetuto 12 volte fornisce il periodo della precessione: 25.920.

Presso gli Yezidi i 72 Adami vissuti, ognuno 10.000 anni per un totale di 720.000, con alcuni intervalli (ognuno di 10.000 anni) senza forme di vita, forniscono la cifra di 1.440.000 che si collega al fenomeno della precessione.

Una profezia racconta delle 12 camere situate sotto Giza, una per ogni segno zodiacale.

Inoltre vi è da pensare alla strana coincidenza che vede lo storico Berosso fissare, tra la creazione e la catastrofe, un periodo di 2.160.000 anni e attribuire ai Re di Sumer, che regnarono in quella terra prima del diluvio, un periodo di regno di 432.000 anni.

Riassumendo, dodici costellazioni compiono il loro percorso in 25.920 anni, il Grande Anno. Un breve calcolo (25.920 x 4 = 103.680) indica che sono passati almeno 90.000 anni dalla data segnata sullo zodiaco del tempio di Dendera.

Dagli scritti di Erodoto apprendiamo che nei templi venivano conservati documenti risalenti a 10.000 anni prima che riportavano le testimonianze dei sacerdoti riguardo allo spostamento dei Poli.

Tesi accertata oggi dai geologi che fanno cadere in periodi lontanissimi tale fenomeno. Ma i sacerdoti egizi non erano geologi, quindi lo potevano sapere solo dai documenti gelosamente custoditi e dai quali ricopiavano dati.

Esiste un racconto mitologico egizio che narra di grandi uccelli bianchi giunti dal cielo per condurre con sé, nel cosmo, un re e alcuni uomini eletti (i sommi sacerdoti).

Antiche Conoscenze perdute GizaNella Biblioteca Bodleiana di Oxford, in Inghilterra, si trova un manoscritto dello storico coopto Abul Hassan Ma’Sudi, il quale afferma che tanto la piramide di Cheope che quella di Chefren sarebbero state costruite ben 300 anni prima della grande inondazione. Di quale inondazione si parla?

È stato osservato che la Stella Polare descrive un orbita di 26.000 anni per cui nel 2580 era perpendicolare all’asse del corridoio principale della piramide; ma se tale evento si fosse verificato 26.000 anni prima, quando la Stella Polare si trovava nella stessa posizione, la data dell’inaugurazione della piramide cadrebbe nel 28.580 a.C.

Il costruttore della piramide sarebbe stato re Surid (Saurid) secondo lo storico arabo Ibrahim Ben Ibn Wasuff Schad. Surid sognò che la Terra si capovolgeva mentre le stelle, urtandosi, cadevano su di essa, prendendo le sembianze di “uccelli bianchi”, portando via gli uomini. Enoch parla di sette stelle “come montagne ardenti” cadere dal cielo. Tutto sarebbe accaduto nel momento in cui il cuore del Leone avrebbe raggiunto il primo grado del Cancro. Come non pensare a meteoriti?

Gli astrologi con i quali Surid si consultò predissero che un diluvio avrebbe devastato il paese. Ordinò quindi la costruzione delle piramidi, dei vasti corridoi perché il Nilo vi entrasse e scorresse verso est. I sacerdoti scrissero sui muri, sui soffitti, sui monumenti di quei luoghi tutta la loro saggezza e il loro sapere nelle arti e nelle scienze matematiche, astronomiche, astrologiche e mediche; così che potessero essere tramandate a coloro in grado di comprenderle. Le storie Coopte narrano che sulle piramidi vi era incisa una frase attribuita a Surid: “Sono io, Surid, il re che ha costruito queste piramidi, in questo e in quel tempo. Io ne ho finito la costruzione in sei anni. Se chi viene dopo di me pretende di essere più grande le distrugga in seicento anni, anche se tutti sanno che è più facile distruggere che costruire.”

Secondo un’altra versione il re avrebbe avuto istruzioni dagli Dèi. Le cronache di Surid dicono che fece scolpire nella piramide di levante le sfere celesti, gli eventi del passato e quelli del futuro.

Recenti indagini, riguardo a quanto può essere realmente avvenuto, hanno accertato che nel 7640 a.C. un corpo celeste cadde in pieno oceano. Un tale fenomeno forma con le acque un muro circolare di oltre quattro chilometri e, ricadendo, origina un’onda che si allarga alla velocità di circa 600 km/h, seguita subito da un’altra di circa metà della prima. Una volta raggiunta la costa risalgono l’entroterra fino a che la loro potenza distruttiva cessa. Ovvero un diluvio universale.

Landsburg testimonia che si distingue bene, sul monumento, la sottile linea indicante il livello dalle acque; quindi la piramide esisteva prima che si verificasse la catastrofe migliaia di anni fa.

John Taylor nel 1859, in una sua opera, ipotizzava che i costruttori della Grande Piramide possedessero notevoli conoscenze matematiche, astronomiche e tecnologiche.

Manetone scrive che dall’oriente una razza sconosciuta invase e si impadronì del paese. Erano gli Hyksos, i Re-pastori di razza semitica. Quelli che Taylor indica come i costruttori della Grande Piramide.

Piazzy Smith seguì le teorie di Taylor e si recò in Egitto per effettuare varie misurazioni. A lui si deve l’invenzione del pollice piramidale corrispondente a 1/25 del cubito sacro, ossia 25,025 pollici inglesi. Una misura considerata di fantasia dall’archeologia ufficiale.

Una delle tante voci di questa ufficialità, il dottor Franco Cimmino, ammette che le piramidi pongono tre quesiti: Chi le fece erigere, perché e come furono costruite.

Pur ritenendo accertato che furono costruite dai sovrani per farne le loro tombe, cosa che alla luce delle nuove scoperte è del tutto discutibile, il Prof. Cimmino dichiara che il terzo quesito, come furono erette, rimane ancora oggi “uno dei più irritanti problemi non risolti dell’archeologia. Meraviglia che, con i mezzi limitati di cui disponevano, siano riusciti a creare qualcosa che anche oggi rappresenterebbe un serio problema.”

Ammettere tutto ciò vuol dire confessare che non conosciamo chi le ha costruite e perché, quindi anche le prime due domande rimangono senza risposta.

A parte le storie di Al-Makrizi, che parlano di fogli coperti di scrittura magica posti dagli operai su ogni blocco di pietra tagliata, sul colpo battuto su di essi in modo che la pietra percorresse ben 26 chilometri; gli Egizi non possedevano i mezzi idonei per compiere tale impresa. Se poi la costruzione risale al Primo Tempo, ricordiamo che, sempre secondo le cronache, in quel periodo regnavano gli Dèi.

Per avere un idea circa l’interrogativo irrisolto anche per la scienza, basta pensare al lavoro attualmente effettuato dagli americani per scolpire il monumento a Cavallo Pazzo. Viene modellata un’intera montagna usando piccole cariche esplosive, allo stesso modo con cui un chirurgo usa un bisturi. Si leviga la pietra con una lancia termica che sviluppa 3.000°. Si usano martelli pneumatici e altri strumenti tecnologicamente avanzati.

La testa è già stata scolpita, il corpo del capo indiano e il cavallo sul quale verrà raffigurato, occuperanno l’intero monte. Sarà, una volta finita, la più grande scultura esistente. I volti dei quattro presidenti possono essere compresi nel solo volto dell’indiano.

Rifacendosi alla precessione possiamo anche ipotizzare uno scenario fantastico dove un’antica civiltà evoluta tecnologicamente, in possesso di notevoli conoscenze astronomiche, scopre il verificarsi di una catastrofe ciclica che mette in pericolo l’intero pianeta.

A causa della sovrapposizione dei campi elettromagnetici solari che avviene ogni 18.900 anni circa, in conseguenza della quale si verifica un’inversione magnetica solare e un conseguente ribaltamento magnetico terrestre, la Terra sarà sbilanciata dal suo asse, esponendola a terremoti, inondazioni ed eruzioni vulcaniche. Quel popolo non può evitare il disastro, ma decide di avvertire le civiltà future e progetta di lasciare un messaggio.

Come indicare ai posteri il periodo di tempo nel quale si sono verificati alcuni fenomeni? Il sistema migliore è fare riferimento alla precessione degli equinozi.

Quindi costruisce qualcosa che il tempo non potrà distruggere facilmente e scolpisce un monolite, che affiora in una pianura, allineandolo perfettamente ad est e dandogli la forma di un gigantesco Leone che osserva all’orizzonte il sorgere dell’omonima costellazione, per indicare l’anno 10.450 a.C..

Oggi dovremo scolpire un gigantesco Pesce per far capire ai nostri successori che abbiamo vissuto nell’età dei Pesci.

Gli ignoti costruttori devono avvertire i posteri che la catastrofe è legata al ciclo delle macchie solari, la cui durata è di 11,1 anni; di conseguenza innalzano tre piramidi in modo che la loro distanza dal Leone corrisponda a 111,111 gradi precessionali stabilendo un riferimento al ciclo delle macchie solari. Inseriscono nella piramide più grande dei “condotti” facendo in modo che 8.000 anni dopo, cioè nel 2450 a.C., risultino allineati con alcune stelle. Nei numeri sono celati le chiavi per interpretare il messaggio difatti il numero 8.000 diviso per 72, valore del grado precessionale, fornisce il numero 111,111.

Non solo, nel costruirle fanno in modo che esse riproducano sulla Terra la posizione delle tre stelle della cintura di Orione; chi leggerà il messaggio saprà che all’epoca della costruzione, nel 10.450 a.C., la costellazione risultava spostata più in alto di 111,111 gradi rispetto alla sua posizione perché saranno trascorse cinque fasi e si avvicinerà il completamento del relativo ciclo di 18.900 anni solari.

Oggi sappiamo che un ciclo di macchie solari si compie in 187 anni e 20 cicli corrispondono a 1.366.040 giorni, un collegamento alla data di inaugurazione del Tempio della Croce di Palenque che segnala la data 1.359.540.

Antiche Conoscenze perdute 6Sembrerebbe di si. I Maya che imputavano lo spostamento dei Poli terrestri proprio all’inversione del campo magnetico solare di cui conoscevano la durata ciclica. Difatti prestavano molta attenzione al ciclo di 260 giorni perché in tale periodo si sovrappongono i campi magnetici solari; il pianeta Venere veniva difatti osservato per tenere sotto controllo i cicli delle macchie solari dato che dopo 20 cicli si verifica tale inversione.

Un altro indicatore è stato lasciato dai Sumeri in una tavola risalente al 4.200 a.C. rappresentante il Dio Teshub.

Sul reperto è indicato che in quella data, l’era del Toro, erano già trascorse tre Ere e che altre tre dovevano trascorrere; quindi con un breve calcolo dall’era del Leone si giunge alla fine dell’era dei Pesci.

Anche ad Angkor, nel 10.450 a.C., i 72 templi segnalavano la posizione della costellazione del Drago in cielo quando si trovava a Nord.

La Piramide di Kukulcan a Chichen Itza è stata concepita in modo che ogni anno, durante l’equinozio di primavera, il Sole al tramonto disegni sopra i suoi gradini un serpente che discende dalla sommità della costruzione. Le sette spire del serpente ci indicano che dopo sette ere la Terra correrà un pericolo e contando dal 10.450 a.C. arriviamo all’era dell’Acquario.

Antiche Conoscenze perdute Chichen ItzaLa piramide è formata da quattro lati di 90 gradini ognuno per un totale di 360, più 5 del tempio superiore per un totale di 365, come i giorni dell’anno; ma 360° ricordano il moto precessionale e i quattro lati i quattro pilastri celesti.

Qualcuno considera il monumento Maya come un orologio precessionale con inserito un allarme per il XXI° secolo in quanto 60 giorni dopo l’equinozio di primavera, il 20 maggio, lo zenith del Sole si trova sopra Chichen Itza e il movimento del serpente sulla piramide ricorda la congiunzione fra il Sole e le Pleiadi.

I Maya consideravano la nascita di Venere come l’inizio del Grande Ciclo annunciato dalle Pleiadi, come il tramonto di Sirio annunciava lo straripamento del Nilo.

Il programma “Skyglobe” indica che il 22.12.2012 Venere scenderà sotto l’orizzonte a occidente mentre sorgeranno le Pleiadi a oriente; sarà l’inizio di una nuova era?

La risposta non è lontana

Come non pensare però ad un unico progetto, ad una grande, unica, evoluta civiltà che popolava la Terra migliaia, forse centinaia di migliaia, di anni fa, andata perduta nel corso di una immane, ignota catastrofe?

Una civilizzazione da noi chiamata, a torto o a ragione, Atlantidea della quale rimangono visibili soltanto megalitici monumenti in pietra, a perenne memoria delle sue vaste conoscenze.

Fonte: Edicolaweb.net

Autore Mauro Paoletti

Fonte: Nibiru 2012

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