Ametista

Ametista

Ametista 2Classe minerale: ossidi, gruppo dei quarzi.

Formula chimica: SiO2 + (Al, Fe, Ca, Mg, Li, Na)

Gruppo cristallino: Dimetrico

Sistema cristallino: Trigonale

Durezza: (Mohs) 7

Colore: Viola (in varie tonalità)

Elemento: Acqua, riguarda la sfera delle emozioni e della femminilità (amore, guarigione, compassione, riconciliazione, pace, sonno, sogni e sensitività).

Chakra:6° Ajna “Terzo Occhio”- 7°Sahasrara “Corona”

L’Ametista appartiene alla famiglia dei Quarzi macrocristallini (formati da grandi cristalli), insieme al Citrino, al Quarzo Rosa e all’Occhio di Tigre. I cristalli di ametista si rinvengono essenzialmente all’interno di geodi sviluppatisi nelle rocce basaltiche, questi si formano tramite processo idrotermale a partire da soluzioni di acido silicico a bassa concentrazione di ferro che si raccolgono nelle cavità prodotte dai vapori gassosi nel magma vulcanico.

Ametista 002I geodi sono cavità presenti entro le rocce ignee, che rappresentano, di fatto, bolle di gas variamente modellate dallo scorrimento maggiore o minore del liquido magmatico. Quanto minore è la viscosità del liquido, tanto più allungata può essere la forma del geode di cui la parte più acuminata coincide con la direzione dello scorrimento del flusso. Sulle pareti interne di tali geodi si possono sviluppare raggruppamenti di cristalli (tra i più comuni quarzo, zeoliti, carbonati e solfati) “cresciuti” grazie alla particolare composizione chimica e alla temperatura relativamente alta (da 850 a 50 °C) dei fluidi idrotermali percolati attraverso la roccia.

Il suo colore va dalle tonalità rosa pastello fino al porpora scuro e viene prodotto da elementi di ferro, il colore viola ha però uno svantaggio, infatti la sua prolungata esposizione al sole e alla luce intensa ne provoca l’impallidimento; ad una temperatura tra i 400 °C e i 500 °C, i cristalli cambiano il loro colore in modo radicale (in giallo-bruno-arancio) diventando artificialmente simili ai cristalli di quarzo citrino e spesso venduti fraudolentemente come tali.

Nel mondo, i giacimenti più ricchi di ametista si trovano in Brasile e Uruguay, seguiti da Stati Uniti, Madagascar, Russia, India, Australia e Sudafrica. In Europa, il giacimento più importante è quello scoperto dai Romani di Idar Oberstein, una cittadina nella valle del fiume Nahe. In Italia piccole formazioni sono state rinvenute in provincia di Trento, Bolzano, Sassari, Grosseto e Torino.

Il suo utilizzo è mirato alla produzione di gioielli, coppe o calici, fino alla scoperta dei grandi giacimenti brasiliani nel XIX secolo l’ametista era una pietra preziosa rara e perciò cara, al giorno d’oggi invece è molto più a buon mercato e solo le grandi gemme più pure e dal colore viola più intenso possono raggiungere alte quotazioni sul mercato; I caratteristici raggruppamenti di cristalli su una matrice comune si chiamano “Druse”.

Ametista 003STORIA DELL’ AMETISTA

Il nome Ametista proviene dal greco antico “amethystos” che significa “non ebbro” e deriva da questa leggenda: il dio del Vino, noto come Dionisio per gli antichi greci e Bacco per gli antichi romani, era ubriaco come spesso gli capitava e dopo esser stato ignorato da un essere umano di passaggio giurò di vendicarsi sul primo sventurato che gli fosse venuto incontro. In quel momento passò Ametista una giovane innocente e bellissima fanciulla, fedele discepola di Artemide, verso cui Dionisio sguinzagliò due tigri fameliche. Alle grida di Ametista, Dioniso si riempì il calice in attesa di gustarsi lo spettacolo ma l’onniveggente Artemide trasformò di colpo Ametista in una statua di Quarzo, pura come la sua virtù. L´incantesimo era servito a sottrarre la fanciulla al pericolo, ma era purtroppo irreversibile e Dioniso, in preda ai rimorsi, versò lacrime di dolore nella sua coppa di vino e candendo rovesciò accidentalmente il vino sulla statua, creando così la gemma purpurea che chiamiamo Ametista.

Molto antica, l’ametista era già nota ai tempi dell’antico Egitto e in Mesopotamia, dove veniva utilizzata per realizzare preziosi gioielli e sigilli.

I Greci ritenevano che costituisse un eccellente rimedio contro gli effetti dell’alcool e i Romani contribuirono ad alimentare questa credenza. Una particolare etichetta comportamentale imponeva infatti ai commensali di bere vino in coppe di cristallo ogni volta che l’ospite accostava la sua alle labbra. Egli però si limitava a bere acqua pura in un calice d’ametista, i cui riflessi viola ‘coloravano’ l’acqua dandole l’apparenza del vino. Così l’ospite poteva rimanere signorilmente sobrio mentre i suoi commensali cedevano all’ebbrezza.

Ai tempi dei Greci e dei Romani anelli di bronzo con un’ametista erano considerati antidoti contro il male, Plinio il Vecchio (23-79 d. C.) descriveva amuleti contro la stregoneria costituiti da Ametiste incise con il nome della luna o del sole e appese al collo di un babbuino, tali amuleti sarebbero stati utili anche per coloro che presentavano suppliche ai principi. Leonardo da Vinci (1452-1519) scrisse che l’Ametista era in grado di scacciare i cattivi pensieri e acuire l’intelligenza. Durante il Medio Evo, l’Ametista era più cara del diamante ed era utilizzata dall’alto clero e dalla nobiltà, nell’anello dei cardinali, dei re, dei duchi come simbolo di potere assoluto poiché chi conosceva lo spirito poteva dominare anche la materia, anche oggi i vescovi portano anelli di Ametista.

PROPRIETÀ DELL’ AMETISTA

L’ametista è una pietra lunare (Yin) che risveglia in noi l’aspetto femminile dell’Universo: l’intuizione superiore. È la porta per la nostra suprema realizzazione interiore, è la pietra per ritrovare il nostro vero Sé. Secondo la cristallo-terapia l’ametista possiede moltissime proprietà, prima tra tutte la capacità di allontanare gli incubi notturni incrementando l’attività onirica. Rafforza l’autocontrollo, l’autostima, la forza interiore, quindi la memoria e aiuta a vedere attraverso le illusioni per raggiungere un livello superiore. L’ametista calma, rassicura e favorisce le capacità medianiche. Ci offre pace interiore, serenità, equilibrio e armonia, elimina le inquietudini, risveglia la pazienza e allontana l’egocentrismo. Scioglie la paura e aiuta ad affrontare con più coscienza le situazioni. Opera in modo preciso sulla sfera emotiva galvanizzando e allontanando sconforto e stati depressivi, aiuta a rielaborare una perdita o un lutto.

Ametista 001Contrasta l’insorgere dell’emicrania e le tensioni mentali, quindi interviene sul sistema endocrino e quello immunitario favorendo la purificazione del sangue ma anche le infezioni agli occhi. Agisce sull’emisfero destro del cervello e sulle ghiandole pituitaria e pineale. L’ametista regola la flora batterica nell’intestino e il riassorbimento dei liquidi, stimolando il metabolismo e migliorando lo stato fisico generale.

Attenua le tensioni e i dolori, soprattutto quelli collegati al mal di testa, come cefalee ed emicranie, alle ferite e ai gonfiori. È utile nella cura delle malattie nervose, delle vie respiratorie e della pelle.

Come molte altre pietre preziose, anche l’ametista è associata allo zodiaco; per gli astrologi infatti, governa e protegge i nati sotto il segno dei Pesci, oltre ad essere associata al pianeta Saturno.

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