ADDIO LATTE DI MUCCA

ADDIO LATTE DI MUCCA

ADDIO LATTE DI MUCCAAddio latte di mucca: l’ascesa delle alternative vegetali è inarrestabile, Negli Stati Uniti tra pochi anni i latti vegetali copriranno il 40% del mercato.

Il mercato del latte vegetale è in ascesa continua e per capirlo basta vedere come sia ormai disponibile ovunque e quanto spazio stia prendendo sugli scaffali dei supermercati. Ma le ricerche e le analisi di mercato ci aiutano a capire la portata del fenomeno e quanto terreno queste alternative stiano erodendo al consumo di latticini.

Secondo le stime di Packaged Foods, azienda leader nelle ricerche di mercato, negli Usa il latte vegetale copre già il 25% dei consumi. E nel 2021 arriverà al 40%, con una scalata rapidissima e a quanto pare inarrestabile.

Ciò significa che a breve il 40% del latte bevuto o utilizzato nelle cucine degli americani sarà di origine vegetale e avrà risparmiato sofferenze e abusi a milioni di mucche e vitelli.

Nel 2016 le vendite di latti vegetali hanno raggiunto negli Stati Uniti 6 miliardi di dollari, che si prevede saliranno a 28 miliardi. In pratica il settore vegetale sta erodendo giorno dopo giorno lo spazio di uno degli alimenti più amati e forse più pubblicizzati del paese. A creare questo spostamento di consumi sono stati l’introduzione di nuove tipologie (mandorla, canapa, farro, avena etc) e il miglioramento della qualità e del sapore.

E tra latte, panna, gelati, creme spalmabili, panna montata, formaggi… eliminando i prodotti di origine animale non manca proprio nulla!

ADDIO LATTE DI MUCCANon è un caso quindi che alcune aziende del settore lattiero caseario abbiano chiuso stabilimenti e aperto produzione di alternative vegetali. Così come non è un caso che altre del settore carne stiano investendo forti somme nelle proteine vegetali o nelle start-up che presto commercializzeranno la cosiddetta “carne pulita”, prodotta da fermentazione di cellule in laboratorio.

Quello che stanno prevedendo negli Stati Uniti, così come stanno facendo alcune lungimiranti aziende italiane, è un futuro in cui i consumi si sposteranno sempre di più verso il vegetale. E chi invece vorrà arroccarsi a difendere e promuovere a tutti i costi il consumo di latte probabilmente rimarrà indietro, con un prodotto antiquato e obsoleto.

Noi lo diciamo da tempo ormai: il futuro è vegan. E i numeri sembrano davvero dimostrarlo, perlomeno per quanto riguarda i consumi di latte, che anche in Italia sono in picchiata. Se vuoi iniziare a creare da subito un mondo senza gabbie e sofferenza per gli animali, quale giorno migliore per iniziare se non oggi?

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Fonte: www.ioscelgoveg.it

GLI ITALIANI STANNO ABBANDONANDO IL LATTE?

ADDIO LATTE DI MUCCAIl calo nei consumi di un prodotto derivante dalla sofferenza animale è sempre una buona notizia. Soprattutto se, come il latte, non è certo demonizzato per danni alla salute ma anzi spinto a più non posso fin dall’infanzia e considerato imprescindibile per il benessere.

Gli ultimi dati però parlano chiaro: in Italia negli ultimi 5 anni il consumo pro-capite di latte è sceso del 24,5%.

Una flessione continua e che è ancora maggiore se andiamo a guardare i dati di dieci anni fa, quando si bevevano 59 kg di latte a testa. Un calo che si è velocizzato soprattutto nell’ultimo anno, in cui da 49 kg di latte a testa, gli italiani sono passati a consumarne 40.

Sempre negli ultimi cinque anni il consumo di formaggi è invece rimasto stabile, mentre anche burro e yogurt hanno avuto flessioni superiori al 20% (flessioni ancora più importanti per gli animali, visto che per essere prodotti necessitano di numerosi litri di latte al kg).

Di fronte a questi dati non si può chiamare in ballo la crisi economica, che ha investito i consumi qualche anno fa ma anzi ha visto una certa ripresa nel 2015. La crisi è imputabile piuttosto, come dicono gli analisti del settore, per il passaggio all’acquisto di latte a lunga conservazione, molto più economico di quello fresco, e di formaggi freschi, meno costosi di quelli stagionati.

Evidentemente, per un motivo o per un altro, questo notevole calo nel consumo di latticini è il segno di abitudini alimentari che stanno cambiando.

ADDIO LATTE DI MUCCANon a caso nello stesso tempo in cui gli italiani hanno bevuto meno latte, le bevande sostitutive a base vegetale hanno avuto un’impennata di produzione e di mercato. Se lo constatiamo ogni giorno con i nostri occhi trovando diverse varianti di latti vegetali in ogni negozio e supermercato, anche qui i numeri parlano chiaro: un italiano su 8 utilizza abbastanza abitualmente latti vegetali e il mercato vale oggi 185 milioni di euro e se ne vendono oltre 67 mila tonnellate. Un settore che anche nell’ultimo anno ha goduto una crescita del 17%.

Anche gli yogurt a base soia stanno avendo un’impennata negli ultimi anni e sono gli unici di cui aumenta la vendita, conquistando sempre più porzioni di quel mercato.

Dati questi che mostrano ancora come non sia affatto la crisi a far diminuire il consumo di latte vaccino, visto che per i prodotti vegetali di crisi non se ne vede. Tra l’altro come ben sappiamo i latti a base vegetale costano più di quelli di mucca. In parte è dovuto al fatto che siano ancora considerati un mercato di nicchia e legato alla salute o perché non ancora abbastanza diffusi, ma pochi sanno forse che sui prodotti vegetali, così come per orologi o automobili, si applica l’Iva del 22%, mentre il latte vaccino, considerato un bene alimentare di prima necessità, ha l’iva solo del 4%.

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Fonte: www.essereanimali.org

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